Domenica scorsa Zafu ha potuto Zafu, Catania Palanittafinalmente parlare al telefono con i suoi figli, perduti – per fortuna solo temporaneamente – lungo la strada della cosidetta accoglienza.

Zafu è una donna eritrea di 34 anni, “sbarcata” a Catania nella notte fra venerdì e sabato della scorsa settimana, che, a causa di una lussazione alla spalla è stata immediatamente trasportata in ospedale, al Garibaldi.

Bene, verrebbe subito da dire. Secondo la nostra Costituzione, infatti, la salute non è un servizio ma un diritto che, in quanto tale, deve essere garantito a tutti.

La vicenda, però, nel suo concreto dipanarsi diventa decisamente più complicata e mette in luce i tragici limiti che caratterizzano la gestione della “emergenza sbarchi”.

La donna, infatti, non era arrivata sola nel nostro Paese, ma era fuggita e aveva intrapreso questo “viaggio della speranza” con i suoi quattro figli, 12, 6, 4 e 2 anni. Perciò, mentre lei si trovava in ospedale, i 4 bambini, affidati prima della partenza dell’ambulanza a una connazionale, erano insieme con centinaia di altri profughi al PalaNitta.

Zafu, Catania PalanittaPer tre giorni tra loro è stata interrotta qualsiasi comunicazione. Per tre giorni né al PalaNitta, né all’Ospedale qualcuno ha provato a capire chi fosse quella donna o cosa facessero i 4 bambini.

Sino a quando due volontari catanesi (Nunzia Scandurra de La Città Felice e Alfonso Distefano della Rete Antirazzista), aiutati anche dagli interpreti, venuti a conoscenza del problema si sono fatti carico, loro, di mettere in contatto telefonico madre e bambini che, finalmente, lunedì pomeriggio si sono potuti ricongiungere, visto che un’altra ambulanza ha riportato Zafu al PalaNitta.

Come scrive su La Sicilia del 17.06 Pinella Leocata, riferendosi a questa vicenda, “regna una confusione enorme dalla quale emerge un unico dato certo: l’assenza di un coordinamento e di un controllo attento di questa immensa ondata migratoria. Non si fa a tempo a seguire tutto e non c’è pure l’intenzione di farlo. I migranti sono liberi di andare dove vogliono e, di fatto, spinti ad andarsene al più presto perché le strutture scoppiano e il sistema di accoglienza non è stato organizzato per reggere l’impatto”.

Zafu, Catania PalanittaE non può certo bastare questo lieto fine a modificare un tale più che condivisibile giudizio. Così come fa amaramente sorridere il fatto che a risolvere il problema siano stati due volontari di quelle organizzazioni che non partecipano al business dell’accoglienza e che, spesso, sono visti con fastidio proprio perché non sono disponibili a vedere calpestati i diritti dei migranti dai componenti delle strutture ufficiali.

Altra attenzione hanno, invece, dimostrato molti abitanti di Librino, accorsi al PalaNitta per esprimere una concreta solidarietà ai migranti.

Un’attenzione che richiede un cambio di passo e l’individuazione di nuovi percorsi e nuove modalità di prima accoglienza.

Una prima proposta delle associazioni solidali e antirazziste è quella di utilizzare altri spazi, al posto delle strutture sportive, in grado di garantire il rispetto della dignità di ogni essere umano. Si potrebbe iniziare sfruttando i tanti padiglioni liberi presenti nelle strutture ospedaliere del nostro centro Città.

Locali già attrezzati, dotati di servizi igienici, in grado di garantire, nello stesso tempo, accoglienza per tutti e rispetto per le informare i migranti su diritti e doveri e ragionare su un possibile futuro.

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3 Responses to “Zafu e i limiti dell’accoglienza”

  1. Apprezzo molto questo blog, perche’ tratta di argomenti molto interessanti in maniera approfondita. Pero’ devo dire perche’ le storie strappa-lacrime sull’immigrazione?

    Stiamo creando una classe poverisima e stiamo appesantendo i servizi e le sovrastrutture che gia’ sono limitate.

    Ieri sono andata a Piazza Alcala’ per prendermi l’autobus (esperienza allucintante mi devono ritornare i soldi del biglietto) ed e’ stato bello vedere persone di diversa cultura, sentire le lingue pero’ veramente a quale prezo per i Catanesi operai e senza titolo di studio che stanno gia’ soffrendo per mancanza di lavoro. Stiamo creando una classe poverissima, senza sperana. E gli immigrati che ci sono….beh e’ discutibile se stanno meglio di prima.

    Se volete esempi di immigraione intelligente vedete come fa l’Australia e la Nuova Zelanda (o giocate con Tropico).

    Buona giornata a tutti!

  2. Ps. sono un’immigrata io stessa e capisco lo spirito di quelli che lasciano la loro terra per cercare la loro fortuna pero’ a Catania, questo influsso di popolazione senza controllo sta creando problemi seri e questo e’ solo l’inizio….
    Vado a mare vi salutero i tanti extra-comunitari che camminano sotto il sole da una punta all’altra della spiaggia cercando di vendere cianfrusaglie xoxo

  3. domenico stimolo
    giugno 22nd, 2014 at 13:35

    Dal “libro”: Tutto il mondo è paese

    Rifugiati in viaggio per Bruxelles bloccati a frontiere di Francia e Svizzera
    Dal sito : http://www.repubblica.it 22 giugno 2014

    La Carovana dei Migranti era partita ieri da Torino con obiettivo Bruxelles: “Ma tra noi non ci sono clandestini”. Sono stati fermati prima al San Bernardo per lo schieramento di gendarmi svizzeri, poi anche in Francia

    È STATO BLOCCATO prima al San Bernardo, verso la Svizzera, poi a Chamonix, dalle forze di polizia francesi, all’uscita dal tunnel del Monte Bianco, il primo pullman italiano della “Carovana europea dei migranti”, che era partito ieri da Torino con obiettivo Bruxelles.

    Lo riferisce il portavoce degli organizzatori dell’iniziativa, Aboubakar Soumahoro, contattato dall’Ansa: “Cinque ragazzi sono stati fermati. Vogliono rimandarli in Italia. Ma noi senza di loro non ce ne andiamo. Nessuno sarà lasciato da solo”.

    Al valico del Gran San Bernando, continua Soumahoro, “avevamo trovato un vero e proprio schieramento di agenti, come se ci stessero aspettando”.

    Eppure sul pullman non ci sono clandestini, come spiega il portavoce. Sono tutti rifugiati e tutti in regola: “Al massimo c’è qualcuno che è in fase di rinnovo del permesso di soggiorno, ma che, in ogni caso, ha i suoi documenti. Vale la pena di ricordare che non si tratta di turisti, ma di persone che hanno vissuto esperienze drammatiche”. La Carovana Europea dall’Italia è promossa dal Movimento Migranti e Rifugiati, dall’Usb insieme alla Coalizione internazionale dei Sans-Papiers e Migranti Europa.

    Il blocco alle frontiere e l’attenzione assicurata ai convogli dall’Italia conferma l’emergenza immigrazione in Italia e l’atteggiamento tenuto dagli altri paesi europei sull’emergenza, nonostate gli appelli delle istituzioni internazionali a non considerare l’immigrazione un problema solo italiano. Dall’inizio dell’anno sono sbarcati sulle nostre coste (soprattutto in Sicilia) decine di migliaia di migranti in fuga dalle zone calde dell’Africa e del Medio Oriente, come Libia e Siria. Non si tratta di migranti economici, appunto, ma di persone in fuga

    da guerre e situazioni di enorme pericolo.

    Proprio questa mattina la Guardia Costiera ha tratto in salvo …………

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