minori stranieri non accompagnatiSono centinaia, tutti volontari e a titolo gratuito, i tutori dei minori stranieri non accompagnati. Sono nominati dal Giudice tutelare e sono scelti – fermo restando la loro disponibilità – a condizione che posseggano alcune qualità: condotta ineccepibile, affidabilità a educare e istruire il minore e idoneità a svolgere la funzione.

Ogni minore ha bisogno di un tutore che lo rappresenti in tutti gli atti civili: dalla richiesta di soggiorno alla possibilità di fruire dei servizi sanitari e scolastici.

A Siracusa è nata AccoglieRETE, una associazione di tutori con l’obiettivo di organizzare incontri formativi per sensibilizzare altri cittadini a dare la propria disponibilità come tutori e per fornire indicazioni e informazioni su come fare, a chi rivolgersi e cosa sapere qualora si voglia accogliere nella propria famiglia temporaneamente minori stranieri non accompagnati.

Attività di formazione e sensibilizzazione che si aggiunge a quella che è stata organizzata due anni addietro dal Tribunale per i minorenni di Catania, in collaborazione con l’Ordine degli avvocati e il Comune di Catania.

Ma chi sono questi tutori? Alcuni sono avvocati, altri sono operatori sanitari, del sociale e del volontariato, altri ancora cittadini senza una occupazione, accomunati tutti dalla volontà di offrire aiuto e assistenza.

Qualcuno si spinge oltre, impegnandosi in prima persona ad insegnare le prime nozioni di italiano, a favorire la socializzazione con la propria rete familiare e amicale, a permettere persino di chiamare col proprio cellulare i loro parenti nei paesi di origine, ad accompagnarli personalmente negli uffici giudiziari, sanitari e sociali. E tutto questo senza avere nulla in cambio.

L’attività di tutore è una delle tante espressioni di solidarietà e di volontariato, che si aggiunge ad altre più note. Ci riferiamo agli operatori sanitari di Emergency, che costantemente visitano e assistono tutti – minori e adulti – nei centri di raccolta, alle associazioni antirazziste che vigilano sul rispetto dei diritti dei migranti e offrono sostegno e assistenza, ad altre associazioni laiche e religiose che organizzano corsi di alfabetizzazione (e non solo) nei centri di raccolta temporanei.

Qui la permanenza dovrebbe essere breve minori stranieri non accompagnatied invece si prolunga oltre misura per l’insufficiente numero di strutture idonee ad accogliere minori richiedenti protezione. E ciò nonostante il Tribunale per i minorenni avvii per ogni minore straniero non accompagnato una procedura volta alla sua protezione, attraverso il collocamento in idonea struttura e richieda un progetto educativo individualizzato per la sua integrazione sul territorio.

Ma diventa sempre più difficile trovare un posto in una comunità e i Comuni non riescono più a sostenere le spese di collocamento.

Se consideriamo, poi, le loro storie, quasi tutti questi ragazzi provengono da situazioni familiari rotte nel loro equilibrio (per l’assenza di uno o entrambi i genitori), da un viaggio lungo anche 12 mesi per attraversare vari Paesi (ad esempio dal Gambia attraverso il Senegal, Mali, Niger e Libia) e mantenersi grazie ad occupazioni temporanee nei paesi di passaggio, da una esperienza sempre drammatica e violenta vissuta nelle carceri libiche, e spesso da incontri con bande di ladri che non esitano a sfregiare chi non può sborsare una cospicua somma di denaro.

Nonostante, però, si sia attivata questa rete di assistenza e l’impegno di molti tutori ad andare oltre il loro ruolo, sono tanti – troppi – coloro che sbarcando in Italia scappano dai centri di accoglienza per raggiungere – quando non cadono nella rete di persone con pochi scrupoli – quei Paesi ritenuti più adeguati per un loro inserimento.

E’ recente l’avvio, da parte del governo centrale, di un’anagrafe nazionale dei minori stranieri e delle comunità idonee ad accoglierli.

Ci auguriamo che non sia l’ennesima registrazione senza senso e che abbia una utilità per monitorare anche l’effettivo raggiungimento delle mete verso cui si muovono i ragazzi che considerano l’Italia solo un paese da attraversare. Solo così sapremo se non sono finiti nella rete della criminalità organizzata.

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One Response to “Un tutore al fianco dei piccoli migranti soli”

  1. Salve, mi chiamo Vanessa Toscano e sono di Catania.

    Vorrei avere maggiori informazioni su come fare a diventare tutore di un minore.

    Sono laureata in Giurisprudenza e a Dicembre ho sostenuto gli esami di abilitazione per avvocatura. Nelle more, dato il mio interesse nel lavorare con i minori mi piacerebbe fare questa esperienza.

    Come posso fare? Potete aiutarmi?

    Cordiali Saluti

    Vanessa Toscano

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