incendio Monti Rossi, Nicolosi, cataniaRosso come la lava che creò quei monti centinaia di anni orsono, come una ferita li ha squarciati e continua a bruciarli, covando sotto le ceneri di una coltre di aghi di pino.

A due giorni dall’incendio dei Monti Rossi pare sempre più accertata l’ipotesi della sua natura dolosa.

Lo dimostrano le piante bruciate a entrambi i lati della strada che altrimenti avrebbe fatto da tagliafuoco. Lo dimostra il fatto che il secondo incendio, quello a Monpilieri, sia divampato soltanto al

crepuscolo, e come anche in questo caso il fuoco sia partito dalle piante secche ai margini di una stradina secondaria per poi infilarsi in un’apertura del muretto di pietra e divorare un intero versante del monte.

E adesso, mentre gli uomini della Protezione Civile e della Forestale corrono da un focolaio all’altro, dove le fiamme, rianimate dal vento, pare giochino a nascondino, si guarda ai danni causati dall’ incendio che dal 24 mattina ha incendiato la pineta, reso l’aria irrespirabile in tutto il paese, e sparso cenere sui tetti.

Nella mattinata di ieri il sindaco di Nicolosi ha comunicato che a bruciare è stato solo il sottobosco, e che i danni agli alberi non sono gravi. Certo, c’è da dire che in alcuni punti le fiamme sono arrivate a lambire persino i rami più alti, le ginestre fiorite sono bruciate e non sappiamo se tutte le piante riusciranno a riprendersi né quanto tempo ci vorrà.

Fortunatamente le case alle pendici dei monti sono state appena sfiorate dalle fiamme, che hanno preferito arrampicarsi verso l’alto. La propagazione delle fiamme fino al versante nord ha portato all’evacuazione del camping, ma nella giornata di ieri tutto sembra ritornato alla normalità.

Il fuoco tuttavia c’è ancora, dorme sepolto sotto gli aghi di pino e si risveglia di tanto in tanto, alimentato dallo scirocco, avanzando di qualche metro.

Il terreno scosceso limita la possibilità di movimento delle autobotti, e in alcuni punti gli operatori sono costretti a fermare i mezzi ai margini della strada e proseguire a piedi.

Un aiuto consistente alla operazioni di spegnimento lo hanno dato i canadair, che nei giorni passati hanno fatto avanti e indietro senza sosta.

I nicolositi questi aerei erano già abituati a vederli mentre sorvolavano proprio i Monti Rossi dirigendosi verso l’Etna per raffreddare una colata di lava, allora con notevoli perplessità da parte di alcuni per l’enorme sproporzione tra questo tipo di intervento e la potenza inarrestabile del magma. E per il possibile carattere speculativo di quella operazione.

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8 Responses to “Monti Rossi, il fuoco appiccato dall’uomo”

  1. Ci sono dei selvaggi a piede libero, ma la responsabilità è di tutta la comunità che si imbarbarisce, anche vestendo in doppiopetto, abitando in villa e guidando macchine luccicanti. La bellezza delle persone dovrebbe stare dentro anziché fuori. Ci accontentiamo di ciò che vedono gli occhi e professiamo la libertà incondizionata, calpestando ogni regola.
    Poveri noi!

  2. M Lucrezia Taormina
    giugno 26th, 2014 at 12:19

    Che disastro…vigliacchi…criminali

  3. L’incendio doloso a scopi speculativi potrebbe cessare del tutto se si emanasse una legge che dichiari “l’inedificabilità assoluta dei terreni che siano stati oggetto di incendio “.
    In quanto alle pene da infliggere agli incendiari (che la legge punisce solo se sono colti con il cerino acceso in mano ),proporrei di equiparare l’incendio doloso all’omicidio premeditato: la vita di un uomo dura circa 80 anni, quella di un bosco 800

  4. la legge che dovrebbe intimorire i piromani esiste. Non viene mai applicata perchè sarebbero nulli tutti gli atti vendita dei terreni percorsi dalle fiamme.I notai dovrebbero raccogliere le risposte ed i venditori, se negano, subiscono la nullità dell’atto di vendita.I Comuni cosa fanno ?Non intervengono perchè le aree sarebbero inedificabili per un notevole numero di anni.

  5. So da fonte certa che c’è una cordata di imprenditori in odore di mafia che vuole spianare i monti rossi per farne un centro commerciale con vista mozzafiato su tutta la sicilia sud orientale. Bruciando tutto hanno reso piu agevole la realizzazione dei cantieri. Il progetto prevede poi il rimboschimento di quel che resterà dei monti con eucaliptus e palme da datteri.

  6. Salvatore Castro
    giugno 26th, 2014 at 21:43

    La legge esiste ed esiste il “registro degli incendi” che spesso non viene aggiornato.
    la legge, se non ricordo male, vieta ogni attività nei luoghi percorsi dalle fiamme per un congruo numero di anni, compreso il divieto di rimboschimento.
    Se poi come dice lo scrittore precedente, esiste il pericolo di una speculazione a quel livello, credo che la società civile (quindi non escludendo le amministrazioni locali) dovrebbe piantonare il sito al primo accenno di attività.

  7. ma dove si nasconde il Sindaco del paeesello aggredito dal fuoco? Cosa fa ? Se non si muove è passibile di reato ambientale. Cosa fanno i procuratori della Repubblica? si grattano le palle? Ho letto che il parlamento ha approvato una serie di norme a tutela dell’ambiente. Perchè non venmgono applicate ? La legge contro gli incendi esioste ed i Comuni dovrebbero applicarla. Ma quale funzionario attesta che un incendio si è sviluppato in un determinato territorio? Ho invocato la legge antincendio ma sono certa che incontrerò molte difficoltà , non ultima nella magistratura. Sempre restia nell’applicare le norme al passo con i tempi.

  8. Sono salita sui Monti Rossi e ho notato che gli alberi e la vegetazione sono bruciacchiate ma sono lievemente. Si respira aria di bruciato che da un certo fastidio. L’area sottostante dove c’e’ il bosco e’ ben mantenuta (relativamente perche’ c’e’ vetro e se non stai attenta rischi di tagliarti) ma i sentieri che portano al monte con la croce sono mantenuti male. Alla cima del monte c’e’ una cabina alta recintata per la forestale (l’area pepata con un po’ di spazzatura- ironicamente). Si deve andare attorno a questa cabina per arrivare dove c’e’ la croce dove e’ possibile vedere il panorama.
    Il danno del fuoco non detrae dalla bellezza di questo posto perche’ e live (sospetto grazie ai valianti vigili del fuoco). Le scale e i sentieri sono trascurati e la scelta della posizione della cabina di legno sulla cima lasciano veramente a desiderare.

    Ps. ho notato tanti forestali ai piedi del monte e nemmeno una era una donna….

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