“La Sicilia annega nella fondi a rischio per fogne e depuratoridisoccupazione, nella povertà e nel degrado più grande,  mentre rischia di perdere un miliardo 161.000.000 di euro di investimenti per fogne e depurazione”. A far rimbalzare tale grido d’allarme è Domenico Stimolo, da tempo impegnato nel movimento sindacale e nell’asssociazionismo.

Insomma, da una parte una situazione di disastro ambientale dovuta all’inadeguatezza dei sistemi fognari e delle acque reflue, dall’altro il rischio di perdere tanto denaro e di ricevere le bacchettate dell’Europa se non si interviene entro il 2015.

L’investimento del quale parliamo è stato deliberato oltre due anni addietro dal Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica, il CIPE (per la Sicilia pagg 11-16). Le risorse economiche riguardano il “Fondo per lo sviluppo e la coesione-programmazione regionale” e gli stanziamenti relativi alla programmazione comunitaria europea 2000-2006.

L’intervento urgente serve a tamponare le procedure di infrazione comunitarie n° 2034/2004 e 2009/2034 – Corte di Giustizia dell’Unione Europea -che riguardano la mancata applicazione della direttiva 91/171/CE per  scarichi reflui e depurazione.

Le multe comminate, molto rilevanti, riguardano il mancato rispetto degli art. 3, 4 e 5: “insufficienza del sistema fognario e sistemi individuali non appropriati”; “mancanza di trattamento delle acque reflue, livello di trattamento non adeguato, valori allo scarico non conformi”.

Per aree urbane superiori ai 15.000 abitanti  le città interessate sono 104. Per le aree urbane oltre 10.000 abitanti i siti coinvolti sono 143. Dato l’enorme ritardo accumulato, tutte le opere infrastrutturali devono essere tassativamente realizzate entro il 2015.

Gli investimenti sono rivolti anche al “miglioramento del servizio idrico”.

Tra le regioni interessate, alla Sicilia è stata assegnata una parte preponderante: 1,161 miliardi di euro. Seguono la Campania e la Calabria con 211 milioni per parte, la Puglia con 97 milioni, la Sardegna con 46, la Basilicata con 32.

Secondo quanto  dichiara Legambiente nel suo Report “Ecosistema urbano 2013” la situazione in Sicilia per quanto riguarda gli impianti di depurazione e la dispersione della rete, è  irregolare.

A Catania  solo il 22% delle acque reflue viene depurato. L’80% delle abitazioni non è allacciato alla rete fognaria mentre il 41% delle acque immesse nella rete idrica cittadina si disperde prima che cittadini e industrie possano fruirne.

A Palermo le acque reflue depurate sono pari al 41%; nel sistema distributivo si perde il 52% dell’acqua potabile. Di Messina nulla si sa. A Siracusa, a dare ascolto agli ultimi dati  del 2009,  vi sarebbe un’ottima depurazione, del 93%  e una dispersione al 50%.

A Trapani, secondo un vecchio dato del 2009, la depurazione è dell’87%; la dispersione del 40% .
Ad Agrigento, sempre secondo dati del 2009, la depurazione del 70 % ; la dispersione del 40%.

Ad Enna la depurazione del 71%; la dispersione del 36%.
A Caltanissetta la depurazione del 63%; a Ragusa la depurazione del 99%; dispersione 40%.

Sul piano regionale 90 Comuni sono totalmente privi di impianti di depurazione, mentre molti altri ne posseggono ma  largamente insufficienti e carenti.

I provvedimenti del CIPE prevedono per la Sicilia ben 96 interventi nel settore edile, in infrastrutture e nel settore metallurgico specialistico.

A Catania e provincia: 607 milioni euro
A Palermo e provincia. : 171 milioni euro
A Trapani e provincia: 148 milioni euro
A Messina e provincia : 89 milioni euro
Ad Agrigento e provincia : 49 milioni euro
A Siracusa e provincia : 39 milioni euro
A Ragusa e provincia : 17 milioni euro

Gli investimenti previsti nell’area del Catanese,  dove solo il 13% dei residenti è allacciato a fognature e sistemi di depurazione, rappresentano il 52% delle risorse complessive destinate all’intera regione.

Le due opere più rilevanti in assoluto che interessano la città di Catania,sono:

  • il depuratore consortile di Catania
  • l’estensione della rete per 213.122.922 euro.

Previsto anche il depuratore consortile di Misterbianco e l’estensione della rete per 204.967.660 euro.

I tempi, però, sono assolutamente risicati. L’ultima scadenza, è tra pochi giorni, il 30 giugno 2014.

Ad ora sono stati utilizzati solo 65 milioni di euro, il 6% del valore complessivo, in procinto di essere impiegati con decreti della Regione. “ Il parco progetti prossimi all’affidamento” è di 232 milioni di euro.

La delibera CIPE del 30 aprile 2012 ha già operativamente stanziato oltre la metà dell’investimento complessivo: 610 milioni di euro. Soldi sonanti  che sarebbero pronti all’utilizzo.

Sul totale dei 94 interventi finanziati dalla delibera del CIPE solo 14 sono i progetti cantierabili.
Si rischia insomma di perdere un miliardo/161.000.00 euro di investimenti, fondamentali per lo sviluppo dell’isola.

Il dato è riportato anche nel recente Dossier di Legambiente, SbloccaFuturo, a proposito del tema Depurazione in Sicilia (punto 89, pag 21).

Si interroga Domenico Stimolo: “Le organizzazioni sindacali, le forze politiche, sociali e civili che fanno? I rappresentanti istituzionali, a vario titolo e genere, sono stoicamente impegnati in stressanti incontri diurni e notturni per trovare la “formula magica” idonea a all’operatività delle enormi risorse economiche?”

Eppure, nel corso degli ultimi anni parecchi lavoratori siciliani, disoccupati, disperati – in specie edili – hanno messo fine alla loro vita. Ma, quando passerà questa triste nottata?”

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2 Responses to “Fogne e depurazione, in Sicilia a rischio fondi per più di un miliardo”

  1. “solo il 22% delle acque reflue viene depurato….mentre il 41% delle acque immesse”.

    Ora capisco perche’ mia mamma appena apro il rubinetto dell’acqua mi dice “chiurilo fozza mi sta facennu iri a bancarutta”!!
    L’inefficienza viene passata nella forma di tasse di acqua altissime per i consumatori….abbiate un po’ di cuore e datevi una mossa dirigenti dei depuratori d’acqua e fate un risparmiare ai quei poveri clienti vostri….

  2. Ritornando sul discorso…tutti comprano l’acqua in queste bottiglie di plastica che finiscono nel mare, sacchetti si spazzatura e riciclati (si spera). Perche’ non si investe sulle tubature che rendono l’acqua potabile? Che senso c’e’ a inquinare l’anmbiente con tutta questa plastica? Anche riciclando si inquina l’ambiente non so se questo le persono lo sanno….

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