COMUNICATO STAMPA

 

 

 

 

 

Libera Sicilia e il coordinamento provinciale di Catania esprimono tutto il loro sconcerto per le esequie religiose che si sono svolte lo scorso 2 luglio a Paternò per i funerali di Turi Leanza, boss ucciso nell’ambito di una guerra di mafia nel triangolo Biancavilla-Adrano-Paternò.

Le esequie sono state celebrate nella chiesa dello Spirito Santo e sono state seguite da un corteo funebre che ha paralizzato per diverso tempo il centro cittadino. Nel corso del corteo vi sono stati pubblici apprezzamenti sulle presunte qualità del defunto.

Un episodio che rivela quanto forte ed arrogante sia ancora la cultura mafiosa nella nostra terra.

Questa celebrazione, in particolare, sembra non tener alcun conto delle ripetute dichiarazioni di Papa Francesco contro la mafia, così come non considera le posizioni assunte in situazioni simili da altre diocesi.

Si ricorda in particolare come il vescovo di Agrigento, Mons. Francesco Montenegro, abbia vietato le esequie di Giuseppe Lo Mascolo, boss di Cosa nostra a Siculiana; e come lo stesso abbia fatto il vescovo di Acireale, Mons. Antonino Raspanti, autore di un decreto che proibisce le esequie ecclesiastiche per gli esponenti della criminalità organizzata.

Libera si augura che anche la diocesi di Catania e tutte le altre diocesi dell’isola adottino quanto prima gli insegnamenti di papa Francesco in materia di rapporti con la mafia.

LIBERA Associazioni, nomi e numeri contro le mafie –
Coordinamento Provinciale di Catania –
www.libera.it
catania@libera.it

 

 

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3 Responses to “Funerali religiosi per un boss di Paternò. Libera, le diocesi siciliane seguano l’insegnamento di papa Francesco”

  1. In questo nostro inteminabile Medioevo del secolo Ventesimo, l’episodio dell’inchino calabrese della Madonna al vecchio boss, invece di scatenare l’ironia degli umoristi. ha mobilitato i maggiori editorialisti: come si fosse trattato di una cosa seria.
    La fine del mondo è segnata, fino a quando persisterà anche in chi è andato a scuola e letto un paio di libri, la SUPERSTIZIONE di papi, madonne, santi e spiriti santi. Amen!

  2. Leonardo Brancato
    luglio 13th, 2014 at 11:20

    Il tema che affrontate è molto delicato e se viene trattato superficialmente rischia di essere banalizzato. Anche i vescovi possono correre questo rischio. Non citate, per favore, il decreto del vescovo di Acireale: è stata una semplice operazione mediatica, pressoché inattuabile. Chi è il mafioso? Basta la voce popolare per fare scattare una serie di proibizioni? Un parroco richiesto di celebrare un funerale è in grado di sapere se il defunto è stato condannato per mafia con una sentenza passata in giudicato?

  3. Comitato Popolare Antico Corso
    luglio 31st, 2014 at 21:31

    Già! com’è difficile saperlo!

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