COMUNICATO STAMPA

 

Nelle scorse settimane l’Autorità Giudiziaria ha portato alla luce presunti fatti di corruzione che concorrono a dimostrare come un settore amministrativo quale quello della gestione e dello smaltimento di rifiuti «caratterizzato – così afferma una nota della Questura di Palermo – da una stratificazione normativa e da un complesso e macchinoso apparato burocratico» sia particolarmente fertile per amministratori e funzionari che, al fine di trarne illeciti vantaggi personali, si mettono a disposizione di alcuni (noti, notissimi) “signori delle discariche” per agevolarli nei loro desiderata.

I riflettori che anche la Magistratura ha acceso su un delicatissimo tema come quello dei rifiuti, ci inducono a ben sperare per il futuro. Soprattutto per le decisioni politiche ed amministrative che medio tempore dovranno essere assunte da alcune amministrazioni locali.

Ci riferiamo in particolare a Catania (perché qui operiamo da anni, insieme a pochi altri, su questo tema), futura Città Metropolitana, che l’anno prossimo vedrà compiersi l’ultimo anno di vita di un appalto di gestione dei rifiuti fallimentare e nato già vecchio, in quanto scritto antecedentemente alla Legge Regionale n. 9/2010 (che – sulla scorta delle innovative norme comunitarie – ha rivoluzionato il modo di concepire i “rifiuti” trasformandoli da “problema” a “risorsa”, anche economica) e messo a gara nonostante la sopravvenuta entrata in vigore della Legge medesima.

I recenti fatti di cronaca giudiziaria inducono le associazioni sottoscritte, in un appello congiunto, ad esortare le Amministrazioni comunali ad approntare i loro sistemi di gestione dei rifiuti a meccanismi di trasparenza e di partecipazione (l’art. 4 della Legge Regionale n. 9/2010 prevede, per esempio, che i Comuni «verificano lo stato di attuazione della raccolta differenziata e la qualità del servizio erogato dal soggetto gestore anche attraverso un comitato indipendente costituito da rappresentanti delle associazioni ambientaliste, dei consumatori e di comitati civici»).

Il Comune di Catania si appresta ad individuare, mediante avviso pubblico, un dirigente a cui affidare le funzioni di Direttore “Ecologia e Ambiente”, e ciò a seguito del licenziamento della dirigente precedente sottoposta alla massima sanzione disciplinare per «violazione dei principi di libera concorrenza, par condicio, non discriminazione e trasparenza in una gara pubblica per l’appalto dei servizi di manutenzione e pulizia dei cassonetti e dei veicoli comunali adibiti ai servizi di nettezza urbana»; ex dirigente peraltro sottoposta altresì a procedimento penale.

L’auspicio è che Catania si avvalga di una personalità non soltanto in possesso dei richiesti requisiti di professionalità e competenza, ma altresì mossa da quelle altrettanto necessarie doti di onestà e correttezza, le sole in grado di metterla in condizione di adempiere ai propri doveri di ufficio con disciplina ed onore (così dice la Costituzione Italiana). Con gli occhi e le orecchie ben aperte quando si tratta di tutelare gli interessi pubblici, cieca e sorda invece nei confronti degli interessi dei potenti (ci sono anche a Catania, sono molto forti e riguardano anche – e in momenti di crisi soprattutto – il fronte dei rifiuti).

Noi vigileremo affinché non si ripetano da qui in avanti gli “errori” del passato.

CITTÀINSIEME – RIFIUTI ZERO SICILIA – ASAEC (ASSOCIAZIONE ANTIESTORSIONE DI CATANIA) – LIBERA (COORDINAMENTO PROVINCIALE DI CATANIA)

Catania, 31 luglio 2014

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One Response to “Rifiuti, associazioni chiedono trasparenza nelle nomine e negli appalti”

  1. Marcello Failla, SEL Catania
    agosto 25th, 2014 at 17:52

    Questo appello ha un evidente limite; dare per scontato la prosecuzione dell’attuale appalto. Invece bisogna chiedere la rescissione. 1) perché proseguire con un’irrisoria percentuale di raccolta differenziata costerà al comune una salatissima multa dalla UE. 2) perché le imprese che svolgono il servizio hanno un’informativa antimafia e i titolari sono oggetto di arresti domiciliari per corruzione. Un pò di coraggio! Una volta tanto qualche forza politica ne ha più della società civile?

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