Comune di Catania, provvedimento Municipiodirigenziale del 31 ottobre 2013: ‘liquidazione retribuzione di risultato al Dirigente in quiescenza Dott. Camerini Isaia Ubaldo – Anno 2010’. “Il Direttore visto l’elenco trasmesso con nota del Servizio Controllo di Gestione […] a conclusione delle operazioni di controllo dei report prodotti dai dirigenti, dal quale si evince la valutazione riportata da ciascun dirigente per l’anno 2010 […] determina corrispondere la somma […] in unica soluzione”.

Tutto regolare, si direbbe, a parte la facile ironia sulla lentezza della pubblica amministrazione che liquida solo alla fine del 2013 un premio di risultato relativo al 2010.

Ma, riflettendo sul nome, … Camerini… chi era costui?

Rapida ricerca nel nostro archivio e ritroviamo che proprio nel luglio 2010 il Dirigente in questione venne, insieme con altri, arrestato in seguito al cosiddetto ‘scandalo dei Servizi sociali catanesi’.

Allora, infatti, Camerini era il direttore coordinatore del Distretto Socio Sanitario 16 e coordinatore del Gruppo Piano.

Ovviamente, siamo sicuri che la valutazione del Servizio Controllo si riferisce al periodo nel quale il nostro non si trovava ancora nelle patrie galere, così come è d’obbligo ribadire che nessuno è colpevole sino alla eventuale condanna definitiva.

Ma di quale grave mancanza si era macchiato?

Il Giudice per le indagini preliminari Giuliana Sammartino, che evidentemente non ha fatto il militare a Cuneo e quindi  non conosce come va il mondo, lo scrive con chiarezza: “Lo Stancanelli designava ed il Camerini nominava come esperti della commissione giudicatrice per l’appalto del servizio di assistenza per gli anziani, soggetti esterni ai tre Comuni facenti parte del Distretto, del tutto estranei al settore socio-sanitario e dunque funzionalmente incompetenti in materia, al solo fine di far loro percepire indebiti compensi non previsti per legge”.

D’altra parte, in sede di istruttoria, lo stesso Camerini aveva tranquillamente confermato che “si trattava di designazioni e nomine politiche di sottogoverno, relative a soggetti incompetenti” e che quindi era consapevole di stare commettendo delle illegalità.

In conclusione, nel maggio del 2011, il GIP rinviava gli atti al Pubblico Ministero con la richiesta che venissero formulate per Camerini le imputazioni di abuso d’ufficio e di peculato.

Il paradosso ipocrita è che, per iniziativa della stessa Amministrazione Stancanelli che in qualche modo aveva avallato il comportamento del Camerini, nel gennaio 2013 il Comune di Catania decideva di costituirsi parte civile nel processo penale di cui sopra.

Ora, è mai pensabile che nessun esponente della nuova Amministrazione Bianco, insediatasi nel giugno 2013, abbia riflettuto sul fatto che la retribuzione relativa ai risultati ottenuti nella prima parte del 2010 riguarda un periodo nel quale, per restare nel vago, la cosa pubblica era gestita in modo più che discutibile e che fosse necessario, quanto meno, sospendere il provvedimento premiale in attesa di una qualche sentenza?

Si rischia di apparire arroganti se si osa chiedere una spiegazione?

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4 Responses to “Al Comune di Catania chi commette illegalità … viene premiato”

  1. Comitato Cittadino Porto del Sole
    agosto 4th, 2014 at 06:21

    La spiegazione è questa: Catania ha già il primato per la quantità di scippi da privato colpevole a privato vittima. Aspira oggi Catania ad altro triste primato: scippi da pubblici colpevoli alle pubbliche casse. Ecco la fine che fanno a Catania le nuove pesanti tasse sulla prima casa: pagare vecchie rapine politiche.

  2. Dall’articolo mi sembra di capire che questo signore abbia percepito una liquidazione anche se imputato di un fatto grave come quello di abusi di ufficio (e che lui stesso avesso ammesso), perche’ la condanna ancora non e’ arrivata in tempo (cioe’ prima della liquidazione).

    Purtoppo e’ questo il problema della Sicilia. La mancanza di un sistema efficiente ed equo. Questo signore ha assunto personale che non era competente e quindi ha danneggiato il dipartimento in questione e i suoi clienti (cioe’ i cittadini). Non ha dato la possibilita’ di lavoro a cittadini che avrebbero compiuto il lavoro in maniera effettiva. E poi ci sono le cause e adesso l’inefficienza della liquidazione. A quale costo per i cittadini? Un costo enorme non solo pecuniario ma anche di fiducia verso il loro governo.

    Se i catanesi voglio sollevarsi devono cominciare a diventare piu’ partecipi delle cose della loro citta’. Si inizia dalla pulizia della strada (ognuno deve diventare responzabile del proprio spazio), dall’avere conto e soddisfazione dai dirigenti e politici, e dal denunciare fatti incresciosi che vanno contro il bene pubblico.

    Non ci si puo’ buttarsi di lato e lamentarsi. Dobbiamo cambiare la nostra mentalita’ di farci i cazzi nostri ed educarci sulla vicende sociali. Questo e’ l’unico modo per ottenere delle vittorie ed uscire da questa crisi.

  3. Comitato Cittadino Porto del Sole
    agosto 6th, 2014 at 08:57

    Un’altro “premio alla illegalità” ? Eccolo: Il vecchio presidente dalla Autorità Portuale Cosimo Indaco, venne censurato il 13.10.2001 per la pubblica nomina ottenuta e condotta in pieno conflitto di interesse con la sua attività privata, avendo così “palesemente violato il precetto di cui all’art.6.c.6 della citata legge” (L.84/94) per come testualmente rilevato dalla Procura della Repubblica di Catania.
    Orbene la stessa persona, non solo finora non ha restituito allo Stato le cospicue somme percepite nel corso di tale violazione di legge, ma oggi addirittura si accinge a ricandidarsi per la stessa nomina su nuova designazione, uguale alla precedente , del Sindaco Bianco a cui è stato sempre fedele.
    Possibile che l’avvocato Enzo Bianco non conosca la Legge 84/94 e non sappia quali interessi privati abbia avuto e continui ad avere il suo fedele prescelto?
    Possibile che designante e designato abbiano un tale dispregio del Magistrato che rilevò e censurò l’abuso?
    Ci auguriamo che il Sindaco Bianco interrompa il suo lungo silenzio su tale designazione e la ritiri in tempo utile ad interrompere il più grave dei fatti che hanno finora impedito la rinascita di Catania città marittima.

  4. La nominazione di questo signore alla direzione del porto non solo va contro ogni scelta etica ma e’ anche illegale. Se questo signore venisse nominato presidente del porto di Catania tutte gli sforzi di Catania contro la corruzione e la trasparenza si possono andare a gettare dalla finestra.

    Come puo’ il sindaco Bianco appoggiare una nominazione che va contro tutti i precetti di legalita’? Ma i catanesi come mai non sono coinvolti in questa scelta cosi’ importante? ci dovrebbero essere cortei e dimostrazioni in strada….

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