La pista usata dai  pulmini Etna, eruzione, da Piano delle Concazzeche da  Piano Provenzana portano i turisti al Piano delle Concazze, dove sorge il nuovo Osservatorio vulcanologico, è il modo più sicuro, anche se lungo e faticoso, per andare ad ammirare le bocche che si sono aperte sul versante nord-orientale dell’Etna, tra il cratere Centrale e quello di Nord-est.

Fino a qualche giorno addietro queste bocche sono state protagoniste di un’intensa e persistente attività esplosiva, accompagnata da una modesta attività effusiva che si riversava nella Valle del Leone.

La prima parte del percorso ha un suo proprio interesse perché attraversa tutta la zona che è stata teatro dell’eruzione del 2000 che si è riversata, distruggendone gli impianti turistici, su Piano Provenzana. Man mano che si sale si incontrano sia le bottoniere delle bocche esplosive sia le due grandi bocche effusive.

Nel tardo pomeriggio del 10 agosto, dopo circa tre ore di cammino, l’arrivo in cima è stato premiato da uno spettacolo eccezionale: intorno alle ore 20 è stato possibile ammirare in contemporanea sia il tramonto del sole che, ad ovest, infuocava l’orizzonte, sia il sorgere di una placida super luna piena che illuminava il cammino come un enorme faro.

Man mano che calavano le ombre si rendevano sempre più visibili sia la bocca esplosiva sia la doppia striscia di lava che scendeva pigramente a valle.

Una sinfonia di colori e di sensazioni che meritava di essere vissuta in un clima di silenzio rispettoso e contemplativo  e non con il sottofondo degli schiamazzi di circa 300 persone portate in quota da una carovana di ben 14 pulmini. Per fortuna sono rimaste sul posto solo un’ora.

Questo è il modo di intendere il turismo dalle nostre parti!

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3 Responses to “Etna, l’eruzione vista da Piano delle Concazze”

  1. Una volta si diceva vorrei morire contadino,il ritorno alla terra alla natura al dolce riposare dopo una giornata di lavoro era il massimo.

    Sederti all’imbrunire con i tuoi familiari(inclusi i pelosi) è una delle cose meravigliose, se poi hai la fortuna di abitare ai piedi del vulcano
    cosa vuoi di più, tu sei al centro del mondo, tutto quello che ti circonda fa parte di Te……queste sono le cose che voglio….

    Sono fiero di essere SICILIANO e cerco di tramandare a chi mi sta vicino quello che i miei genitori mi hanno insegnato: semplicità,onestà e gioia

  2. Penso che il miglior modo per conoscere la nostra Etna sia percorrendo a piedi i suoi innumerevoli e meravigliosi sentieri che dovrebbero essere più valorizzati per consentire un vero turismo di montagna così come accede in tanti altri posti. Ho percorso parte della pista altomontana che attraversa l’etna con i suoi svariati paesaggi, i rifugi che si incontrano potrebbero essere più attrezzati per il pernottamento in modo da potere dare la possibilità di effettuare tutto il sentiero in più giorni . Penso che gli arabi l’abbiano nominata nel modo migliore definendola Mongibello ovvero monte per eccellenza. Impegnamoci tutti a valorizzare tanta bellezza !!!

  3. Fantastico, sono stata a Piano Provenzana quest’anno quando l’Etna stava solo fumando. Ho visto dei gruppi di trekkers ritornare dai crateri sommitali. Non sono salita piu’ di tanto perche’ mi aspettavano giu’. Ma ho potuto ammirare la bellezza del luogo. Non vedo l’ora di scendere a Catania e percorrere quel sentiero.

    Grazie del reportage le foto sono bellissime. Quella della luna toglie il fiato!

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