Mura carlo VRiprendendo il discorso fatto a riguardo del Bastione degli Infetti, presentiamo oggi una galleria più ampia con foto dei principali frammenti delle Mura di Carlo V che ancora sopravvivono e sono sparse in diversi luoghi del centro storico di Catania.

Alcuni sono più noti e facilmente leggibili, come quelli che prospettano su via Dusmet, altri sono più nascosti o addirittura misconosciuti, anche se più pregiati dal punto di vista storico e archeologico, come quello di Vico della Sfera, una piccola traversa di via Landolina a due passi dal Teatro Massimo.

Si tratta, in ogni caso di frammenti importanti della storia della città che andrebbero innanzitutto curati e preservati dal punto di vista architettonico perché poi possano costituire l’asse portante di un percorso turistico che andrebbe comunque contestualizzato storicamente, in riferimento soprattutto sia alle diverse fasi della loro edificazione sia agli usi impropri che ne sono stati fatti nel corso della ricostruzione dopo il terremoto del 1693, che comunque e paradossalmente hanno permesso la loro sopravvivenza fino a i nostri giorni.

Le foto della galleria sono state realizzate dagli alunni della III A elettronica dell’ITI ‘Archimede’ di Catania, all’interno di un laboratorio di storia realizzato nel 2009.

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2 Responses to “I frammenti sopravvissuti delle Mura di Carlo V”

  1. Innanzitutto, complimenti agli studenti.
    Volevo solo dire che… come al solito, tout se tient. Qui da noi, a Bergamo, è in corso un’interessante mostra sulle mura della città:
    http://www.bibliotecamai.org/f.....iativa=108

    Perché questa coincidenza è così interessante? Perché l’architetto che ha progettato le mura di Catania è bergamasco, Antonio Ferramolino. Storico esempio di quando la fuga dei cervelli funzionava al contrario, ed erano i bergamaschi ad emigrare in Sicilia. Illazioni, congetture? Sarà. Intanto, dopo aver fortificato la città, la prima cosa che i bergamaschi hanno fatto è costruirci dentro un convento intitolato al Carcere di Sant’Agata (perennemente in restauro – come da buona tradizione catanese, mi verrebbe da dire).

  2. Comitato Popolare Antico Corso
    novembre 10th, 2014 at 20:42

    Ovvi e doverosi i complimenti agli ex-studenti dell’Archimede che spero stiano veleggiando verso altri traguardi e di questa esperienza così importante abbiano fatto tesoro.
    Oggi il Comitato popolare Antico Corso, che presiedo, torna all’Archimede di Catania per promuovere un pezzo delle mura ed in particolare il Bastione degli Infetti candidato a Luogo del Cuore da noi e dalla delegazione provinciale del FAI di Catania
    Nella campagna di sensibilizzazione che stiamo realizzando, devo dire che, scherzosamente, abbiamo posto l’accento sul fatto che un Bergamasco, il Ferramolino o Sferrandino da Bergamo, avesse realizzato un sistema di bastioni a difesa di Catania ed in particolare, quello detto “degli Infetti” il quale per nostra fortuna, nel 1669, contribuì a deviare il corso delle lave che, diversamente, avrebbero devastato la città storica (quella posta all’interno delle mura così come rilevate dallo Spannocchi), con buona pace di quanti guardando a Sud avrebbero preferito altro esito ( vedi incitazioni varie rivolte all’Etna) vengono colti da convulsioni.
    Il comitato popolare Antico Corso, con il lavoro svolto in questi anni, vuole contribuire a far ricordare a tutti che ben 28 secoli di storia sono passati da questi luoghi, producendo una stratificazione di testimonianze storico- archeologiche di tale imponenza da obbligare moralmente e fattivamente ogni cittadino ad adoperarsi per lo sviluppo profondo di un territorio ricco di opportunità, molte di esse ahimè nascoste come i tesori che, inopportunamente, Catania nasconde a se stessa.
    Un grazie anche ad @AndrSci per l’opportunità che mi ha offerto di ricordare una città, Bergamo, che ho vissuto ed ammirato proprio a partire dalle mura della città “Di Sopra” e di aver ricordato che questo paese è ricco di diversità che lo rendono imparagonabile ad altri.
    Salvatore Castro

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