Pasticci e irregolarità nello svolgimento dei test d’ingresso alla facoltà di medicina, alle scuole di specializzazione medica e alle prove dell’ultimo concorso per gli aspiranti medici di famiglia. Il tutto con strascico di annullamenti, effettivi o minacciati, e maxi ricorsi.

E se i concorsi non brillano per correttezza, qualcosa osservazione meritano anche i corsi, caratterizzati spesso anch’essi da italica improvvisazione e incompetenza, se non addirittura da meccanismi sottilmente o chiaramente truffaldini. Con l’aggiunta di un po’ di ‘colore’ locale.

La gestione dei corsi di medicina generale, che formano i futuri medici di famiglia, è passata infatti dal Ministero della Salute alle singole regioni. Sono queste dunque che bandiscono annualmente il concorso sulla base del numero dei posti vacanti. In Sicilia per quest’anno i posti a concorso erano 100 per 1450 aspiranti.

Chiusa la parentesi del concorso, per i fortunati (il corso garantisce loro un posto di lavoro!) inizia l’avventura del corso di formazione che si svolge in uno dei poli di insegnamento, che in Sicilia sono tre: Palermo, Catania e Messina.

Non si tratta di una passeggiata perchè il corso comporta un impegno pieno per tutto il periodo di formazione che ammonta a 4800 ore distribuite in tre anni, con una parte teorica e una pratica.

Per quanto riguarda la parte teorica, i corsisti … rivedono con piacere alcuni dei loro docenti universitari che ripetono le cose dette e ridette nel corso di laurea in medicina.

La parte pratica è affidata a referenti ospedalieri e medici di famiglia, i quali, sia perché poco incentivati, sia perché spesso poco competenti nell’attività di formazione, e in assenza di un corretto piano di studio, o se ne disinteressano o sfruttano talora a fini non proprio formativi il malcapitato neolaureato.

Quanto all’impiego di personale, non è proprio da spending review!

All’interno di ciascun polo sono coinvolte le strutture ospedaliere, le ASP ed i medici di base, con personale,  per alcuni casi, lautamente retribuito:

  • 2 Coordinatori per ogni sede o polo formativo
  • 4 Componenti Commissioni (selezione candidati) per 6 commissioni: 24 persone;
  • Tutor di medicina generale con numero variabile a seconda delle necessità formative;
  • Tutor di medicina ospedaliera.

Il tutto per una spesa totale intorno ai 700.000 € (Decreto Presidenza Consiglio dei Ministri n. 134 del 23.3.1995).

Ad appesantire questo carrozzone si aggiunge per la regione Sicilia (unica tra le regioni italiane) l’istituzione dei “tutor d’aula” da nominare all’interno del corso di formazione. Come requisito per il reclutamento è richiesta una laurea in scienza della formazione o giurisprudenza.

Quali  i compiti di questa nuova figura? Citiamo l’art 3 del relativo bando di concorso (Legge Decreto n° 173 del 14/02/2014):

  • Garantire costante presenza in aula durante le attività seminariali (sic!)
  • Collaborare sul piano amministrativo (forse fare l’elenco dei convenuti?) con i coordinatori delle attività didattiche teoriche e pratiche del corso di formazione
  • Verificare la corretta compilazione del registro delle presenze, avendo cura di controllare la registrazione delle presenze dei tirocinanti e garantire il rispetto dell’orario di svolgimento dell’attività seminariali (forse che i coordinatori non sanno scrivere?)
  • Fornire supporto alle verifiche amministrative delle attività pratiche e teoriche (fotocopiando i test di verifica?)
  • Inoltrare giornalmente copia del registro delle frequenze alla segreteria tecnica del DASOE.

E’ nato il dottor Passacarte!

Il tutto per un compenso è di € 25,82/h, con un impegno orario annuale da 100 a 300 ore per tre persone che ogni anno si alterneranno nelle tre sedi dei Poli formativi .

Ai corsisti va decisamente peggio. La loro retribuzione oraria netta si aggira infatti sui 5 €/h per un impegno di 34 ore settimanali. Percepiscono infatti, durante la durata del corso, uno stipendio annuo di 11.103 €, equivalenti a circa 800 € mensili su cui però gravano IRPEF e IRAP. Il ritardo con cui viene erogato il compenso pare sia ‘cronico’ come molte delle malattie oggetto di studio…

Per i futuri medici di famiglia non sono previste ferie, ma solo dei programmati periodi di transitoria sospensione dell’attività formativa. Non hanno maternità riconosciuta, devono -nell’eventualità- autosospendersi e perdere un anno di corso. senza nessuna indennità a livello economico.

D’altra parte il corso di formazione è solo un titolo abilitante, un diploma regionale, e non di alta specializzazione come accade nel resto di Europa, dove questa figura sanitaria è riconosciuta come specialista.

ln Italia sono specialisti solo i medici che hanno frequentato, in media per cinque anni, una scuola di specializzazione (ortopedia, pediatria, pneumologia, etc), retribuiti annualmente con uno stipendio di 22.700 €, equivalente a circa 1.700 € mensili, esente da gravami fiscai in quanto considerato borsa di studio,

Tale situazione di disparità fa sì che medici di famiglia si sentono di serie B rispetto agli specializzandi nelle varie aree mediche. Eppure, pur diversi nella durata e nelle modalità formative, sia il corso di formazione per medici di famiglia sia la scuola di specializzazione vincolano i discenti ad adempimenti identici, come il divieto assoluto di attività professionale.

Negli altri Paesi Europei la gestione di questi corsi si inserisce nell’ambito del corso formativo universitario, con specifico indirizzo. Si utilizzano gli stessi docenti e l’accesso ai corsi, non legato ad un concorso, avviene attraverso colloqui attitudinali e valutazione del curriculum.

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3 Responses to “Medici di famiglia, come sprecare i soldi pubblici in corsi e concorsi”

  1. Carissimi di ARGO
    L’articolo apre un micro spiraglio su quelle che sono le porcate di questo corso di formazione in Sicilia.
    Molti altri aspetti potrebbero essere approfonditi per (finalmente) scoprire un vaso pieno di sprechi, malcostumi, clientelismo e vessazione.
    Ma chi ha interessa a farlo?

    cordialmente CG

  2. In Liguria abbiamo preso in mano la situazione come rappresentanti del Corso e stiamo stravolgendo completamente il corso. Abbiamo rivisto totalmente il programma didattico teorico (le lezioni), rivisto anche il percorso di tirocinio professionalizzante (sempre rispettando le normative in merito). In un anno di lavoro sono spariti molti buchi neri di questo Corso di Formazione. Certo ancora tanto è da fare e un’entrata in orbita universitaria sarebbe auspicabile ma, comunque, con un po di buona volontà se si vuole si riesce a far sprecare meno soldi (anche se so che dovrebbero essere altri ad occuparsene… ma come si dice…chi fa da se fa per tre). Un saluto

  3. Caro collega Federico,
    sarebbe auspicabile un tuo contatto per scambiarci info e spingere il “disastro Sicilano” in direzione “riduzione di spesa”
    Ti prego di scrivermi in privato su FB. Grazie.

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