parcheggio SanzioS’ha proprio da fare questo parcheggio interrato in piazza Raffaello Sanzio? Concepito in situazione di supposta emergenza con tutte le deroghe concesse all’allora commissario Scapagnini, affidato in prima battuta ad ‘amici degli amici‘ e finanziato per venire loro incontro, rischia oggi di essere realizzato da un ‘principe’ dei parcheggi indagato per truffa e “turbata libertà di procedimento di scelta del contraente”.

Perchè allora insistere su questa strada? E’ proprio vero che l’attuale amministrazione ravvisa l’utilità e la necessità di quest’opera? O il problema è piuttosto l’incubo delle penali, delle richieste di danni da parte delle ditte affidatarie, che grava su un Comune economicamente allo stremo?

Si regala così ad un privato una piazza pubblica in zona di gran pregio per realizzare un parcheggio che non serve alla città ma alla prevista – e, come vedremo, non dichiarata – area commerciale. Con un regalo supplementare, un generoso contributo pubblico.

Proviamo oggi a ricostruire almeno una parte della storia di questo parcheggio, servendoci soprattutto di due documenti che, come sempre, mettiamo a disposizione dei nostri lettori:

Il commissario Scapagnini

Scapagnini con una ragazzaPartiamo dalla nomina del sindaco di Catania, Umberto Scapagnini, a commissario dell’emergenza traffico e mobilità in un territorio ad alto rischio sismico con Ordinanza del Presidente del Consiglio (Berlusconi) n.3259.
Siamo nel dicembre del 2002 e Scapagnini si ritrova a disporre di poteri eccezionali: contabilità speciale, deroghe sulle assunzioni, possibilità di ricorso alla trattativa privata, nomina diretta di collaboratori e consulenti e via discorrendo.
Il tutto per fronteggiare “condizioni di necessità” e rispondere a particolari urgenze che erano e sono tutte da dimostrare.

Per mantenere in vita le deroghe che sarebbero scadute con la fine dello ‘stato di emergenza’, l’ordinanza viene rinnovata più volte e i poteri prorogati fino al 2007.

La costruzione di parcheggi, ritenuta funzionale alla viabilità, rientra nelle prerogative del Commissario. Ma Scapagnini non deve partire dal nulla. Nel 1999 era già stato approvato dal Comune un piano urbano dei parcheggi, convalidato dalla Regione nel 2000, come richiesto dalla legge n.122/89, che istituiva un fondo di investimenti per i parcheggi nelle zone urbane densamente popolate, tra cui Catania.

I parcheggi individuati, inseriti nel programma triennale delle opere pubbliche 2003-2005, sono inizialmente racchiusi in due categorie.

  • A) 11 parcheggi scambiatori per lo più a raso, da realizzare in esecuzione diretta, cioè con fondi pubblici
  • B) nove parcheggi in project financing “sostitutivi della sosta su strada”, in centro città, tra cui anche il parcheggio Sanzio

La particolarità del parcheggio Sanzio

Con la rimodulazione del piano parcheggi del 2005 (approvata nell’anno successivo dalla Regione) per il parcheggio Sanzio viene creata una categoria a parte, intermedia. E’ la nuova categoria B. I nove parcheggi in project financing, a totale carico dei privati, divenuti 8, passano nella neonata tabella C.

La particolarità che distingue Sanzio? E’ l’unico per cui vengano previsti soldi pubblici, 13.867.400.00 euro, confermati nel bilancio di previsione della Regione 2014-2016, con un contributo  pari a euro 15.617.656,63.

Perchè questa particolarità sebbene l’importo complessivo della spesa prevista non sia superiore a quella degli altri parcheggi?

Raffaele Lombardo, MPASe lo chiede il giudice estensore della motivazioni della sentenza Lombardo, che dedica al parcheggio Sanzio un intero paragrafo (6.6 -pagg.121/134) all’interno del capitolo 6, dedicato all’imprenditore Incarbone Mariano.

Il giudice, Marina Rizza, definisce l’iter amministrativo del parcheggio un “percorso tutt’altro che ispirato ai criteri della trasparenza, dell’efficienza, della imparzialità e della economicità” che dovrebbero guidare le scelte della Pubblica Amministrazione (pag. 130).

E si pone alcune domande:

  • come si concilia il ricorso alla finanza di progetto in presenza di una quantità di denaro pubblico che, nella fase presa in esame dalla sentenza, era pari a più della metà del costo complessivo previsto?
  • e perchè, in presenza di un cospicuo finanziamento pubblico, viene prevista nel progetto anche la creazione di un’area commerciale?

La risposta a cui Rizza perviene è che il contributo pubblico fosse previsto perchè, nella lottizzazione politica esistente anche per i project financing, si prevedeva che la società designata per la realizzazione del parcheggio Sanzio non fosse in grado di sostenere i costi dei lavori. Anche la possibilità di realizzare un’area commerciale era un ulteriore modo per fare avere a questa ditta un profitto più elevato, aggiuntivo a quello della gestione dei posti auto.

Da Incarbone a Lodetti

Il parcheggio Sanzio nasce quindi per favorire una società ‘amica’, la ICOB di Mariano Incarbone.
Legato a Vincenzo Aiello, uomo di punta della ‘famiglia’ catanese di Cosa Nostra, con cui sembra anche coinvolto in affari e che lo ‘protegge’ pur avendolo definito, occasionalmente, “cesso”, Incarbone è in rapporti anche con Francesco La Rocca della ‘famiglia calatina’. In una intercettazione (pag.112) viene definito “organico” alla mafia dal geologo Giovanni Barbagallo, anch’egli condannato per associazione mafiosa.

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Una delle società di questo raccomandabile personaggio, la I.CO.B Italiana Costruzioni e Bonifiche spa, entra come capofila, nel 2004, in una Associazione Temporanea di Imprese con COESI spa, a cui è cointeressato lo stesso Incarbone, e Final spa, del palermitano Filippo Lodetti.

A giugno dello stesso anno, dopo un bando di gara andato deserto, al Comune pervengono tre proposte relative al Sanzio:

  • ATI con capogruppo ICOB,
  • IRA Costruzioni Generali srl,
  • Uniter Consorzio Stabile A.R.L

Sebbene la Commissione di Valutazione assegni alla proposta dell’ATI un punteggio minore, il Rup D’Urso Salvatore, braccio destro di Scapagnini e -a detta del giudice- fortemente legato a Lombardo, la sceglie come “di pubblico interesse” e le aggiudica la concessione con provvedimento dirigenziale n.133 del 19/04/2005. Il successivo 3 giugno viene stipulata la relativa convenzione.

Perchè il Rup ha preferito la proposta ICOB nonostante il diverso pare della Commissione di Valutazione? Rizza interpreta questa scelta come una conferma che questo lavoro ‘doveva’ essere assegnato a Incarbone.

Non è tutto. Per ottenere con certezza il contributo della Regione, nel 2007 la convenzione viene aggiornata. L’atto integrativo introduce modifiche su progettazione, esecuzione e gestione, ma tace sull’area commerciale per evitare il rischio che salti il contributo pubblico. Nell’integrazione si sottolinea tuttavia che la parte non modificata della convenzione resta valida, compresa quindi quella relativa all’area commerciale, che rimane presente ma “invisibile”.

Lo sbocco della situazione, con la concessione del relativo contributo, avverrà con un certo ritardo, nel 2009, quando -non a caso, secondo il giudice- il presidente della Regione è Raffaele Lombardo.

Coinvolto dalle indagini sul processo IBLIS Incarbone viene condannato ed esce di scena dall’affare parcheggio, non prima di aver tentato di mantenerne il controllo con la cessione, all’interno dell’ATI, delle quote ICOB e COESI a due altre società GIDI srl e GECO srl, di cui egli stesso pare detenga i pacchetti di controllo.

L’operazione sembra -in un primo momento- impensierire il Comune che chiede all’Avvocatura di accertare i requisiti di solidità economica e capacità tecnico-operativa delle imprese dell’ATI e minaccia di revocare la concessione se non saranno depositati i calcoli presso il Genio Civile e avviata la procedura di attivazione del mutuo. Si muove anche la Regione che chiede le verifiche relative alla normativa antimafia.

Quando la situazione sembra risolta e il Rup comunica alla Regione il consenso dell’Avvocatura e l’avvenuto deposito dei calcoli strutturali, le curatele fallimentari di GECO e GIDI recedono unilateralmente dal contratto a causa dei procedimenti penali in corso.

C’è un ultimo tentativo da parte di GIDI e GECO di cedere rami di azienda al consorzio COVECO che assumerebbe gli obblighi previsti dalla convenzione con il Comune, ma fallisce.

Del terzetto originario di aziende che costituivano l’ATI, rimane in campo solo la Final.

Intenzionata ad eseguire l’opera, la Final fa ‘istanza di prosecuzione del rapporto’ Ciro Menotti - logocioè il passo formale per mantenere l’appalto del Comune, e individua, come previsto dal decreto legislativo 163/2006 (art.37, comma 18), un ‘soggetto subentrante‘, il Consorzio Nazionale di Cooperative Produzione e Lavoro Ciro Menotti.

Siamo nel dicembre 2012, il Rup chiede che venga documentato “il possesso dei necessari requisiti di qualificazione” e ottiene il via libera dell’Ufficio Legislativo e Legale della Regione sulla liceità del subentro.

Nel 2013 viene costituita la “Catania parcheggi spa società di progetto” (composta da Ciro Menotti e Final) che diventa concessionaria per la realizzazione e gestione del parcheggio, in sostituzione dell’originaria ATI.

Siamo arrivati agli ultimi atti della vicenda. Nel bilancio di previsione della Regione 2014-2016 viene confermato il contributo pari a euro 15.617.656,63. Il progetto esecutivo aggiornato viene ‘validato’ per un importo complessivo di euro 39.000.000,00 insieme all’atto di fidejussione emesso dalla società “Cofintrade”, a garanzia della convenzione del giugno 2005.

La minaccia avanzata due anni prima (luglio 2012) dal Dipartimento regionale Infrastrutture di escludere il progetto dal Programma regionale parcheggi e riutilizzare in altro modo le relative risorse, è ormai lontana.

Il nuovo protagonista dell’operazione Sanzio è adesso Filippo Lodetti Alliata, amministratore della Final.

Il ‘principe’ dei parcheggi interrati

Filippo Lodetti Alliata

Filippo Lodetti Alliata

Uno specialista in parcheggi Filippo Lodetti, presente con la Final nella progettazione ed esecuzione di vari parcheggi, per lo più interrati, sparsi in tutta Italia: il parcheggio interrato di piazza Vittoria a Reggio Emilia, contro il quale un Comitato ha raccolto migliaia di firme, il parcheggio Massarotti di Cremona e quello di piazza Dante a Genova
Nel 2008 si parlava anche di un parcheggio, anch’esso sotterraneo, a Palermo in Piazzale Ungheria, su cui si è espresso, con un giudizio un po’ salomonico, anche il Tar Sicilia.

Questo ‘principe’ (per parte di madre lo è davvero) dei parcheggi è oggi indagato per “turbata libertà di procedimento di scelta del contraente” nella vicenda relativa a parcheggi, servizi di mobilità e sosta per l’Expo 2015, in concorso con personaggi ben più ‘visibili’ oggi in stato di arresto, Frigerio, Cattozzo, Greganti, Grillo e Paris.

Ne hanno parlato tutti i mezzi di informazione, dal Corriere al Fatto Quotidiano, soprattutto quando, in seguito ad una perquisizione, sul computer di Lodetti è stata ritrovata una mail con la bozza di una gara per i parcheggi di Expo 2015, inviatagli prima che il bando fosse pubblicato. Una conferma di quanto emerso nella intercettazione relativa ad un pranzo di lavoro e già abbondantemente circolata? Servirà a dimostrare il “trattamento preferenziale” riservato alle imprese di riferimento da parte del gruppo accusato di avere creato una vera e propria “associazione a delinquere”? Lo accerterà la magistratura.

Fatto sta che rischiamo oggi di riproporre, con Lodetti, il caso di un imprenditore sospettato di procedure illegali a cui viene affidata l’esecuzione di un’opera pubblica. Un’opera la cui utilità per Catania è quantomeno dubbia.

La possibile risoluzione del contratto

Gli interrogativi formulati dal giudice Marina Rizza relativamente alle ‘strane’ peculiarità del parcheggio Sanzio sono ancora validi. Perchè un contributo pubblico per un parcheggio pensato per il projet financing? perchè permettere la creazione di un’area commerciale se il gestore avrà già lo sfruttamento dei posti auto?

Dell’area commerciale e del previsto contributo pubblico non si avvantaggerà più Incarbone ma Lodetti. Per i cittadini cambia poco, il saldo è comunque negativo.

Dai parcheggi pensati dall’indimenticabile Scapagnini rischiamo di non liberarci più. Come dicevamo, i costi di penali e contenziosi con le ditte sarebbero troppo alti per le casse del Comune. E’ successo anche a Milano per il parcheggio di Piazza Sant’Ambrogio.

Eppure l’indagine giudiziaria in corso su Lodetti potrebbe aprire uno spiraglio alla possibilità di revocare la convenzione basandosi proprio sulla inaffidabilità del contraente.

Come ricordano i deputati del M5S che hanno presentato un’interpellanza al Presidente della Regione e all’Assessore per le infrastrutture e la mobilità, la partecipazione a gare pubbliche richiede il possesso di verificabili requisti di affidabilità e moralità. Lo prevedono la legge 163/2006 (art.38, Requisiti di ordine generale), numerose pronunce del Tar e sentenze del Consiglio di Stato.

Anche i pareri dell’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici (AVCP) ribadiscono che la moralità del contraente è un principio generale che non può essere trascurato “in qualsivoglia rapporto contrattuale con la pubblica amministrazione”

La legge 163/06 all’art.135 indica anche i casi in cui è possibile risolvere un contratto senza che l’appaltatore accampi diritti, se non il “pagamento dei lavori regolarmente eseguiti”.

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3 Responses to “Parcheggio Sanzio, contributo pubblico per un affare privato”

  1. ottimo lavoro di ricostruzione di questa storia infinita del parcheggio Raffaello Sanzio , meglio forse sarebbe definirla una corsa con staffetta, in cui i vari soggetti coinvolti anche se inquisiti , sospesi o altro passano sempre il testimone a qualcun altro di dubbia moralità . Una informazione : ma come è possibile che l’Avvocatura avesse espresso parere favorevole per le due società GECO e GIDI in situazione di fallimento? Una mano non sa cosa fa l’altra ?

  2. con il sistema dei pagheggi ricavati dalle aree pubbliche è stato reso un grande servigio all’imprenditorialità privata ( in altri termini : ai palazzinari ) in quanto le possibilità di parcheggio vengono ampliate e risolte con l’utilizzo delle aree pubbliche sotto le vie e le piazze. Il caso di Piazza Europa è sintomatico: l’amico palazzinaro ha potuto utilizzare le aree del sottosuolo impiantandovi financo le botteghe.Il tutto a baneficio diretto dei costruttori di gabbie per polli che circondano le zone interessate.

  3. Stesso, identico copione anche per i lavori del parcheggio Vittoria di Reggio Emilia. Evidentemente questi signori sono dei volponi, che sanno bene come entrare nel merito dei business urbanistici di ogni città, per trarne il massimo profitto, sia che i lavori vadano avanti, sia che vengano bloccati.
    Il regista di ogni buona commedia ha non solo bisogno di un buon copione, ma anche di ottimi attori, capaci di prestarsi al gioco delle parti.
    E’ dunque sulla rosa dei nomi di chi si fa complice del grande inciucio, che dobbiamo indagare, per capire come e quando si fanno corrompere, sia su tutto l’iter burocratico relativo alla aggiudicazione degli appalti, che consente facili speculazioni ai danni dei contribuenti.
    Un governo serio, una magistratura seria, uno stato non mafioso, avrebbe già fermato da tempo ogni sorta di cinica speculazione, ma ormai tutto è ormai stato dato in pasto ai lupi e ci resta ben poco da fare, se non sperare di riuscire almeno a boicottare il sistema in tutti i modi.

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