antenne MUOSSabato 22 novembre a Niscemi Fiorenzo Marinelli, biologo ricercatore dell’Istituto di Genetica Molecolare del Centro nazionale di ricerca di Bologna, ha presentato i risultati di una ricerca, condotta insieme con Massimo Coraddu, consulente esterno del dipartimento di Energetica del Politecnico ed ex ricercatore dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), sugli effetti biologici delle emissioni elettromagnetiche rilevate nella zona adiacente alla base statunitense di Niscemi, prodotte, dal 1991, dalle antenne NRTF ( Naval Radio Transmitter Facility ).

Emissioni che, ovviamente, cresceranno esponenzialmente nel caso venisse reso operativo il Muos (su questo si attende, a giorni, la sentenza del TAR).

Particolarmente interessante, all’interno della ricerca un esperimento condotto attraverso un’esposizione di cellule in un’abitazione posta a 800 metri dal centro radiante dell’antenna Lf (alta 150 metri, utilizzata per le comunicazioni con i sottomarini del Mediterraneo).

Marinelli ha ricordato anche il conflitto di interessi presente nel mondo scientifico. Gli interessi economici possono indurre a manipolare i risultati delle ricerche, tanto è vero che -come risulta da uno studio comparativo condotto a Seattle – gli studi sugli effetti dei campi elettromagnetici finanziati dalle industrie portano a risultati opposti a quelli condotti in modo indipendente sia dal pubblico sia dal privato.

Nel video che segue le preoccupate prime conclusioni di Marinelli.

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