comitao No Pua,Bianco, consiglio comunaleCome insegnano le note vicende romane, quando la politica deve scegliere tra la difesa degli interessi degli speculatori e la salvaguardia delle ragioni e dei diritti sociali, a vincere sono quasi sempre i primi.

A conferma di tale ‘regola’, lo scorso 10 dicembre una maggioranza trasversale nel Consiglio comunale di Catania ha votato a favore del progetto originario del PUA. Respinte quasi tutte le osservazioni critiche del C.R.U. (Consiglio Regionale Urnbanistica), che erano state invece accolte dall’Amministrazione.

Ora toccherà alla Regione  (Assessorato Territorio e Ambiente) decidere se accettare di rinunciare alla tutela di una parte importante del nostro territorio.

Ecco quanto scrive nel suo Comunicato il Comitato No Pua, che in questi giorni ha ‘presidiato’ l’aula consiliare ed intende proseguire la battaglia per un modello di sviluppo, rispettoso dell’ambiente, che dia reali e durature speranze, anche occupazionali.

comitato No Pua, consiglio comunaleIeri sera, in Consiglio Comunale, il parere del Consiglio Regionale Urbanistica è stato calpestato da una maggioranza trasversale che, votando gli emendamenti del gruppo Area Popolare, ha deciso di seguire le indicazioni, interessate, dettate dal progettista di Stella Polare e dal segretario della Fillea Cgil, piuttosto che il parere e le indicazioni dell’organismo tecnico regionale competente.

Il modus operandi descritto nelle motivazioni della “Sentenza Lombardo” si è messo in moto un’altra volta.

Ora l’ultima parola tocca all’Assessore regionale territorio e ambiente che deve scegliere tra un parere del C.R.U. e quello di un consiglio comunale che in 48 ore ha dato una pessima dimostrazione di come sono rappresentati gli interessi collettivi ed ha dimostrato come la salvaguardia del territorio possa essere assoggettata ad interessi privati, personali e faziosi.

Il comitato No Pua ed altre diciannove associazioni hanno chiesto l’aula consiliare per confrontarsi sull’idea di sviluppo del nostro territorio con tutta la città e continua ad attendere una risposta dalla Presidenza del consiglio comunale.

Il Pua è una falsa opportunità di sviluppo, un progetto che distruggerà ulteriormente il territorio per poi andare a finire nel lungo elenco di “operazioni” fallimentari in cui questa città primeggia e che hanno distrutto le risorse di un territorio che avrebbe potuto fare del turismo una fonte di sviluppo reale e duratura; dallo sventramento di San Berillo il quartiere dei mestieri, alla cementificazione selvaggia di 20 chilometri di un litorale meraviglioso, sino al centro commerciale Vulcania ed al progetto commerciale all’interno della “vecchia dogana”, passando per altre centinaia di devastanti flop.

D’altronde il patto territoriale Catania Sud, di cui il P.U.A. è il proseguimento, è un fallimento acclarato.

Catania 11 dicembre 2014

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3 Responses to “PUA, vince il partito del cemento sulla costa”

  1. provo ribrezzo a vedere la faccia di Bianco in TV.E’ un personaggio squallido e certamente non in regola con le norme della buona amministrazione. Ritengo tuttavia che si debba presentare un circostanziato esposto in Procura e nei vari uffici tecnici per sensibilizzare i responsabili. I parlamentari debbono essere avvertiti specie i grillini locali. Bisogna interessare anche le associazioni più rappresentative per preparare eventuali ricorsi. Sono spiacente che legambiente o Italia Nostra non hanno conservato lo spirito combattivo di un tempo e sono molto remissive nei comnfronti dei predoni delle città.

  2. Sentivamo proprio la mancanza di un altro po’ di cemento sulla costa…

  3. Comitato Cittadino Porto del Sole
    dicembre 12th, 2014 at 16:19

    Cara Lina Arena, Italia Nostra quale ? Quella che disse sì al megaprogetto di Caltagirone per cementificare con alti edifici truccati da “porto turistico” la prima spiaggia della Plaia a filo mare con “appena” 400.000 mc. quasi il doppio di quelli in C.so dei Martiri?
    Un “porto turistico” che se fosse stato accolto agli organi amministrativi, si sarebbe preso beffa di qualsiasi critica su tali edifici fatti apparire di servizio.

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