Bocciati i Corsi di Formazione in Medicina generale, quelli -per intenderci- in cui si formano i medici di famiglia a cui tutti noi ricorriamo, in prima battuta, in caso di problemi di salute. Questa la valutazione espressa sia dai giovani corsisti che li frequentano sia da varie organizzazioni di categoria.

Tutti denunciano l’inadeguatezza -sotto il profilo organizzativo e didattico- della formazione che viene fornita e manifestano un crescente malessere.

Parliamo comunque di una inefficienza che comporta un oneroso impegno economico da parte della Regione Siciliana, a cui è affidata la gestione dei corsi.

Una spesa dovuta in buona parte alla lauta retribuzione del personale, tra cui figure professionali di ‘dubbia’ utilità, come i tutor d’aula di cui Argo ha già parlato.

A bocca asciutta restano invece spesso i corsisti che non solo vengono retribuiti con compensi di gran lunga inferiori a quelli dei colleghi iscritti alle scuole di specializzazione quinquennali, ma non vengono nemmeno pagati con regolarità.

Trasparente almeno la scelta del personale docente? Non proprio. A fronte di un albo degli aventi diritto, pubblicato addirittura sulla Gazzetta Ufficiale dopo una valutazione dei richiedenti, il personale incaricato di svolgere le lezioni ai corsisti nelle varie discipline viene scelto in un modo che potremmo quanto meno definire arbitrario.

Non solo, infatti, vengono scelti spesso come docenti alcuni medici che non sono inseriti nella lista degli aventi diritto (ma allora perchè sprecare risorse ed energie per approntare quest’albo?), ma ricorrono molto di frequente gli stessi nomi, facendo sorgere il dubbio che si vogliano favorire amici o amici degli amici…

E non si tratta di numeri irrilevanti. Sono 584 i medici iscritti, molti dei quali mai nominati, mentre 53 sono nominati extra lista, con percentuali di presenze extra lista intorno al 35-39% per i trienni 2011/14, 2012/15 , 2013/16.

A segnalare l’inefficienza dei corsi sono anche nomi noti, ad esempio l’ex vicepresidente dell’Ordine dei Medici di Catania, Domenico Grimaldi. In un articolo apparso nell’agosto del 2014 su ‘Catania Medica’ così commentava: “Vi sono delle evidenti criticità rappresentate dalla trasparenza amministrativa, dalla qualità dei tirocini sia ospedalieri sia territoriali”.

Valutando poi i neo laureati all’abilitazione di Medicina Generale riscontrava “ …delle criticità circa la relazione medico-paziente ……nonché nel problem solving “. Ribadiva, infine, la necessità di lavorare sulle abilità relazionali e sulle competenze diagnostiche e terapeutiche dei corsisti.

Ancora. Il FNSG (Forum Nazionale Giovani Sanità) lamentava che i corsi regionali di Formazione Specifica di Medicina Generale, in riferimento alla loro strutturazione, non sempre sono in grado di formare medici di famiglia adeguatamente preparati a rispondere ai nuovi bisogni di salute della popolazione, nonché a competere nel contesto europeo e internazionale.
In Europa, infatti, la formazione garantisce non solo competenze cliniche ma anche manageriali e di governance.

Anche la FIMMG (Federazione Italiana Medici Medicina Generale) nella persona della segretaria nazionale Giulia Zonno in un articolo pubblicato su “Lavoro e Professioni” del novembre 2014 ribadiva la necessità di migliorare sia i percorsi didattici sia l’organizzazione di tali corsi regionali.

Tutti questi interventi hanno in comune una fondamentale richiesta, migliorare la Formazione. Ma come? A chi affidarla? Come strutturarla? Diverse le soluzioni prospettate.

La FIMMG sostiene la necessità di contestualizzare i percorsi formativi nelle caratteristiche regionali, rendendoli autonomi da qualsiasi ingerenza didattica dell’Università che non può avere competenze territoriali.

Il SIMEG (segretariato italiano giovani medici) propone invece una integrazione formativo-didattica Università-Servizi Sanitari Regionali.

A proposito sul Web è stata lanciata, il 25/10/2014, una petizione aperta per una riforma dell’accesso e della formazione in Medicina generale nella quale si chiede che “…gli attuali corsi di Formazione in Scuole di Specializzazione di M.G. e Cure Primarie…. garantiscano l’acquisizione di un core curriculum altamente professionalizzante, spendibile tanto a livello nazionale quanto europeo incardinate in una rete formativa integrata tra Università e Servizi sanitari regionali”.

Nell’attesa che si giunga ad una soluzione, a Catania un gruppo di giovani corsisti rappresentanti dei trienni 2011/14, 2012/15, 2013/16 ha inoltrato al Comitato Tecnico Scientifico (CTS) di Palermo, che cura il progetto didattico dei vari corsi di M.G., una lettera con la quale avanza una serie di proposte concrete finalizzate a :

  • migliorare le conoscenze specialistiche complementari ( corsi di ecografia, spirometria, ECG);
  • ampliare le proprie conoscenze attraverso la partecipazione a corsi privati non incompatibili con il corso;
  • convalidare le attività di scambio culturale scientifico con l’estero;
  • reintrodurre questionari di valutazione delle attività seminariali al fine di selezionare i docenti più validi;
  • creare una piattaforma informatica inerenti le linee guida del corso e le informazioni relative alla organizzazione dello stesso;
  • gestire il monte ore di frequenza settimanale per le attività pratiche utilizzando ore pomeridiane notturne o nel fine settimana (eventualità già presenti in altre regioni come la Lombardia);
  • introdurre una rappresentanza non sindacale regionale dei corsisti alle riunioni del CTS per collaborare attivamente ai fini del miglioramento del percorso formativo.

La commissione ha subito accolto la maggior parte delle proposte, ma stranamente ha definito non accoglibili le ultime due che avrebbero permesso a questi corsisti una maggior autonomia nella gestione del monte ore loro assegnato e una proficua collaborazione per migliorare il percorso formativo. Forse non avevano l’età!

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5 Responses to “Corsi per medici di famiglia, così non va”

  1. bell’articolo,
    purtroppo non causerà alcun terremoto nella pessima sanità siciliana, ancor meno nei responsabili del corso che continueranno a fare i loro porci comodi.

  2. Comincerò a parlare di ciò che si scrive nel momento in cui gli interlocutori si presenteranno coi loro nomi reali e non fittizi. Purtroppo da fake sono tutti coraggiosi! Non condivido tutto ciò che si scrive, ma attendo si venga allo scoperto!

  3. I nostri nomi sono tutti registrati nel ‘Chi siamo’ del sito e non sono affatto fittizi.
    Non sono presenti firme individuali in calce ai singoli articoli perchè facciamo un lavoro di squadra e concordiamo sia le tematiche da trattare sia la stesura dei testi.
    In tempi di individualismo sfrenato apparirà strano, ma è così

  4. Marcello mangione
    gennaio 25th, 2015 at 17:17

    Sono uno dei Responsabili delle attività Seminariali del Polo di Palermo e leggendo le Criticità esposte nell’articolo mi sono fatto l’idea chi scrive non conosca bene la realtà . Le laute retribuzioni per esempio non ci risultano proprio,i Tutor d’Aula hanno appena cominciato a lavorare e non capisco come si possano già criticare in maniera così generica .Molti punti di criticità esposti sono invece veri e l’Ufficio sta lavorando a una ristrutturazione del Corso nei ruoli e nei compiti previsti per i Formatori.
    Insomma si parte da una critica che dovrebbe essere costruttiva e si finisce per sparare nel mucchio. Ma questo è un segno dei tempi ,tempi in cui le ” macchine del fango”hanno grande successo .

  5. L’obiettivo dell’articolo era quello di evidenziare come a fronte di un ricorso a risorse economiche non indifferenti ( vedi gli specifici decreti costitutivi dell’assessorato regionale ) si riscontra attraverso testimonianze dirette e indirette un’inefficienza del percorso formativo il quale è già costitutivamente squilibrato in termini economici e giuridici rispetto alle specializzazioni.L’accusa di” macchine del fango” appare poi eccessiva e forse richiama stereotipi difensivi.

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