Utili all’uomo o pericolosi per la sua incolumità? Dei pregiudizi sui pipistrelli, dell’importanza del loro ruolo negli equilibri della natura e della conseguente necessità di tutelarli, ci parla oggi Gaetano Fichera, giovane biologo e ambientalista catanese, appassionato di animali, che ha studiato i chirotteri (così li chiamano gli specialisti) in Sicilia, in Sardegna e a Panama.

Non sono ciechi, non si impigliano nei capelli e non succhiano il sangue. Parliamo dei pipistrelli, i piccoli (solitamente) mammiferi, guardati spesso con sospetto e diffidenza, che hanno invece un ruolo importantissimo negli ecosistemi mondiali: sono infatti i giardinieri della natura.

La maggior parte delle specie si nutrono di insetti e ne tengono a bada le popolazioni, tra cui quelle delle zanzare e di altri insetti vettori di malattie umane e non. Altre specie hanno un ruolo importantissimo, a volte unico, nella rigenerazione delle foreste pluviali o nella impollinazione di diverse specie di piante.

I pistrelli, o chirotteri come li chiamano gli addetti ai lavori, sono anche degli importanti bioindicatori, perchè rispecchiano la salute dell’ambiente. E da qualche tempo sono studiati per le applicazioni sanitarie che se ne possono ricavare.

C’è in verità una specie di pipistrello che succhia il sangue dei mammiferi e dell’uomo, ma che potrebbe, paradossalmente, darci la vita. Dalla sua saliva si sta sperimentando, infatti, un farmaco contro l’ictus.

I pipistrelli hanno un’altra caratteristica, non si ammalano mai, o quasi. Possono veicolare malattie, ma non si ammalano (l’ebola, tanto per fare un esempio, gli fa un baffo.); molto raramente contraggono tumori nonostante siano molto longevi per la loro taglia (possono arrivare fino a 30 anni). Per questo il loro codice genetico e il loro sistema immunitario vengono studiati per carpirne i segreti.

Le specie di pipistrello che si nutrono di sangue sono 3 su circa 1200, e vivono tutte nell’America tropicale. Si tratta di una percentuale irrisoria, eppure i pipistrelli sono etichettati come vampiri. Peraltro anche alcuni insetti si nutrono di sangue, ma quando vediamo un’ape non pensiamo al conte Dracula!

Sebbene da almeno 50 milioni di anni siano presenti sul nostro pianeta, oggi tutte le specie di pipistrello sono in forte diminuzione numerica, anche quelle che vivono in città e se non interveniamo in tempo rischiamo di non vedere più questi mammiferi nei nostri cieli!

I motivi? Il consumo del suolo, l’uso indiscriminato dei biocidi, la banalizzazione del paesaggio agrario, l’errata gestione forestale, l’eolico sconsiderato, il disturbo e la distruzione dei loro rifugi e la persecuzione diretta.

In Sicilia purtroppo i pipistrelli sono fortemente minacciati. Di molte specie ancora oggi non conosciamo i rifugi invernali e le colonie riproduttive, ma dai pochi studi fatti sappiamo, per esempio, che il Rinolofo di Mehely, simpaticissimo pipistrello con il muso a forma di ferro di cavallo, presente in Italia solo in Sardegna, Sicilia e Puglia, è prossimo all’estinzione nella nostra isola.

bat boxEppure la Sicilia è ricca di specie e per questo ha un ruolo importante per la conservazione di questi animali.

In Spagna hanno provato a mettere le bat-box, rifugi artificiali per pipistrelli, in aree umide e quindi ricche di insetti ma povere o del tutto mancanti di rifugi idonei a questi animali. Il risultato è stato una colonizzazione quasi del cento per cento delle bat-box e una grande diminuzione del numero di zanzare e altre insetti.

Anche il comune di Milano e quello di Oristano si sono attivati per una guerra biologica alle zanzare, installando centinaia di bat-box. Perchè Catania no?

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One Response to “Vita amara per i pipistrelli siciliani”

  1. Salve
    In Sicilia i pipistrelli esistono ancora?
    Io vivo in provincia e non se ne vede nemmeno uno,
    Ma non sarà colpa dei ripetitori per i telefonini
    Tipo 4G ecc.ecc.
    P.s.l’uomo è una bestia.

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