Scrutini bloccati in tutte le scuole di ogni ordine e grado della provincia di Catania. Se qualcuno pensava che i lavoratori della scuola, dopo l’approvazione del DdL Renzi-Giannini alla Camera, avrebbero tirato i remi in barca, è stato clamorosamente smentito.

I dati, per chi ha voluto con impegno e coerenza questa forma di lotta, non avrebbero potuto essere migliori. E’ impossibile fare classifiche, sarebbero, infatti, tantissimi i vincitori ex aequo: è impressionante (dai Licei agli istituti comprensivi) il numero delle scuole dove il blocco è riuscito al 100%, e tutto fa prevedere che anche domani sarà così.

Dopo lo sciopero plebiscitario del 5 maggio e il fallimento dei quiz Invalsi non capisce solo chi non vuole capire: chi lavora e studia vuole miglioramenti, non una cattiva scuola. Perché senza una vera buona scuola non c’è futuro per il Paese.

Certo, chi sta scioperando sa bene quali sono i limiti di questa forma di lotta, ovviamente di per sé non risolutiva, ma è cosciente che continuando a tenere desta l’attenzione su questi temi (come si è fatto, anche, con le tante mobilitazioni pomeridiane e serali nelle varie città) sempre più cittadini capiranno e contesteranno le scelte insensate del governo.

Del resto, dal Senato giungono notizie incoraggianti. Come scrive, il 10 giugno, Il sole 24 ore: “Comincia in salita il cammino del ddl scuola a Palazzo Madama: il governo è stato battuto sul parere di costituzionalità alla riforma proprio nel giorno in cui la commissione Istruzione avrebbe dovuto cominciare l’esame degli emendamenti”, e ciò nonostante la presidente Finocchiaro abbia votato «sì», contrariamente alla prassi che non vede i presidenti partecipare al voto.

In sostanza, dopo il cammino trionfale alla Camera (dove il PD, grazie al premio di maggioranza, dispone di numeri che non corrispondono al sentire reale del Paese) al Senato le ragioni dei lavoratori della scuola sembrano avere maggiori possibilità di ascolto.

Dopo gli iniziali, ma non legittimi, toni trionfali, oggi lo stesso premier ha iniziato a parlare di “cattiva comunicazione” da parte del governo. Quando capirà che è “cattiva” la natura complessiva di questa riforma, saremo più vicini alla verità.

E in attesa che il DdL giunga in aula a palazzo Madama, docenti, ATA e studenti si preparano alle prossime mobilitazioni.

Il Coordinamento catanese contro il DdL sta, infatti, preparando per il 19 giugno, in piazza Manganelli, una notte bianca in difesa della scuola pubblica statale, dove si discuterà di ciò che si fa a scuola (nonostante classi pollaio e strutture spesso inadeguate), di ciò che si vorrebbe fare e si inviteranno tutti i cittadini a confrontarsi su questi temi, perché la scuola è un bene comune.

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