Parte da Librino la proposta di migliorare la qualità della vita degli abitanti del quartiere e della città tutta.

Per utilizzare i Pon Metro, vale a dire il programma operativo nazionale città metropolitane 2014/2020, e i fondi comunitari è iniziato un percorso di elaborazione progettuale da parte degli stessi cittadini del quartiere, una progettazione condivisa, proprio nello spirito dei Pon Metro.

Librino può, e deve, infatti essere candidato come area per la quale adottare Azioni integrate di Sviluppo urbano sostenibile.

La ‘città-satellite’ di Librino presenta tutte le caratteristiche richieste per essere ammessa al programma dell’Unione Europea “per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva”: alta concentrazione di elementi di disagio sociale, carenza di dotazioni e servizi, fenomeni di illegalità ma anche significativa presenza di associazioni no profit e movimenti di base che possono supportare il cosiddetto ‘driver progettuale’.

Sappiamo che da tempo a Librino vari gruppi portano avanti iniziative di contrasto alla marginalizzazione, all’illegalità e al degrado, dall’Iqbal Masih a Talità kum, dall’Andis a HdueO sport & animazione, a MusicainsiemeLibrino, per citarne solo alcuni.

Librino potrebbe essere scelta, quindi, come ‘area bersaglio’ su cui concentrare le risorse, visto che nei Pon Metro si intende evitare l’eccessiva frammentazione per garantire una maggiore efficacia nel conseguimento dei risultati.

Spetta comunque al sindaco, come ‘autorità urbana’ e ‘organismo intermedio’ individuare i fabbisogni e identificare le Azioni integrate.

Anche a livello di progettazione Librino non è nuovo al lavoro dal basso. Già nel 2008 è stata presentata a tutta la città una ‘Piattaforma per Librino‘, documento di analisi e proposte programmatiche nato da un lungo lavoro di confronto tra associazioni che operano nel quartiere, residenti, scuola e università.

Un lavoro impegnativo, non abbastanza conosciuto e valorizzato, adesso ripreso e attualizzato in vista del laboratorio urbano “Co-progettiamo Librino, workshop di progettazione urbana” che si svolgerà il 2 luglio nell’istituto comprensivo Musco.

Ancora una volta in prima fila la Cgil di Librino e il Comitato Librino Attivo, ma anche altre realtà aggregate di recente alla rete di enti e associazioni che hanno lavorato con il supporto di docenti e ricercatori del dipartimento di architettura della facoltà di Ingegneria.

Tra le proposte avanzate nella Piattaforma, alcune sono state particolarmente approfondite nei recenti incontri preparatori del workshop.

La questione della mobilità innanzi tutto. Adesso che Librino avrà una scuola superiore, frequentata – si spera – non solo da ragazzi del luogo, diventa particolarmente importante avere collegamenti efficienti e rapidi, non solo da Librino verso il centro città ma anche viceversa.

Altra priorità, la ristrutturazione delle case di edilizia popolare, a cui manca da tempo ogni forma di manutenzione. Come parlare infatti di dignità per un quartiere in cui solo le case delle cooperative e quelle dell’edilizia privata sono state risistemate?

Comune ed Istituto Autonomo Case Popolari devono provvedere a riqualificare le abitazioni di loro pertinenza, sia che si tratti di case abitate da assegnatari sia da proprietari che le hanno nel tempo acquistate.

Molti altri i temi da affrontare nel pomeriggio di giorno due luglio, durante il quale è previsto alle 15, 30 un Open house, libero spazio alle idee, i cittadini potranno proporre, avanzare richieste e soluzioni.

Alle 16,30 i saluti e le istruzioni per l’uso in Plenaria. Alle 17 i partecipanti si riuniscono in tavoli di lavoro tematici, Mobilità, Abitare e ambiente, Cultura & tempo libero, Servizi, senza dimenticare lavoro e legalità.

Alle 18 report delle attività e conclusioni. Organizzatrici sono tutte le associazioni della ‘Piattaforma per Librino’ riunite in rete, a cui si sono aggregate altre realtà sorte di recente.

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