Via dell’Onestà, la regia trazzera borbonica ripristinata a spese dei deputati regionali del Movimento 5 Stelle per “ricucire” la Catania-Palermo, dopo il crollo di alcuni piloni del ponte Himera, è al centro di una discussione che, soprattutto sui social, si è trasformata in terreno di battaglia ‘politica’ e scontro propagandistico.

Motivo di orgoglio per attivisti e simpatizzanti pentastellati, pioggia di critiche, con qualche punta di invidia, per gli altri.

Il tutto rischia, però, di limitarsi a una discussione quantomeno superficiale. Sembra quasi di risentire la famosa frase di Benigni, “il traffico è il problema fondamentale”. In sostanza, tutti a guardare l’albero, nessuno la foresta.

La centralità assunta dalla trazzera sta mettendo, ingiustamente, in secondo piano la riflessione sullo stato dei trasporti nella nostra regione e sulle responsabilità di una tale drammatica situazione. Perché, ad esempio, solo dopo il crollo del pilone è stato realizzato un collegamento ferroviario decente fra CT e PA?

Per mantenere viva, e credibile, la denuncia sullo stato delle cose, occorre, però, non solo buona volontà, ma la capacità di realizzare interventi corretti sia dal punto di vista delle procedure, che della qualità del lavoro.

Potremmo sintetizzare alcuni dei problemi posti dalla bretella realizzata dal Movimento 5 Stelle con l’espressione ‘speriamo che non piova‘.

Non abbiamo fatto un sopralluogo, ma a giudicare dalle foto pubblicate sui quotidiani sembra infatti che la bretella sia stata costruita su terreno argilloso, su frana attiva, con pendenze superiori al 27 %.

Se così fosse, è facile prevedere che con la prima pioggia l’argilla gonfierà e deformerà la sede stradale se non rimetterà in moto la frana.

La sede stradale sporca di argilla bagnata diventerà scivolosa come sapone e, con quelle pendenze, sarà difficile frenare o curvare in discesa, e non perdere l’aderenza in salita.

La rapidità dell’esecuzione fa sorgere qualche dubbio sulla possibilità che sotto il manto stradale sia stata realizzata un’adeguta massicciata di supporto, che assicuri una qualche durata all’opera.

Ovviamente prima dell’apertura al pubblico l’opera sarà stata collaudata e presa in carico da qualche Amministrazione che si assumenrà l’onere della manutenzione

Forse i nostri amici pentastellati avrebbero potuto spendere meglio i circa 300 mila euro accantonati dai loro stipendi di deputati regionali anche per preparasi con più cautela e meno improvvisazione a governare la regione e il paese.

Fatta salva, naturalmente la buona volontà e l’entusiasmo dei giovani aderenti al movimento, doti di cui la cosiddetta ‘casta’ abbonda solo quando si tratta di impegnarsi per il proprio interesse.

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2 Responses to “Via dell’Onestà, sperando che non piova”

  1. Simonetta Cormaci
    agosto 3rd, 2015 at 17:32

    Premesso che non seguo alcun social e che l’informazione, per motivi biografici, nel mio caso ha un andamento intermittente, devo dire che la notizia del tronco stradale ripristinato grazie ai fondi deideputati regionali 5 stelle mi ha creato un certo disagio. Soprattutto mi ha creato disagio sentir parlare, giorni fa, i diversi commentatori politici, della grande efficacia e immediatezza dell’azione dei privati a dispetto dell’intervento pubblico…
    Fermo restando la buona volonta dimostrata dai 5 stelle nell’utilizzare i loro emolumenti accantonati e dunque non goduti e non discutendo delle ragioni tecniche esposte da Argo che, tuttavia, mi sembrano ragionevoli e condivisibili, il mio disagio si rivolge al fatto che il denaro accantonato dai deputati in questione, seppure loro dovuto, non mi sembra sostanzialmente del tutto privato ma, anzi, molto pubblico e -a dirla tutta- in parte anche mio in quanto cittadina che pagando le sue tasse nazionali e locali contribuisce in quota anche agli stipendi della classe politica.
    Voglio dire che denaro privato e conseguente efficacia tempestiva dell’apporto di privati si sarebbe potuto dire del mio denaro o di quello di altri cittadini non ricoprenti incarichi politico-amministrativi o politici tout court.
    Ho sempre guardato con parziale ottimismo l’iniziativa,generosa e provocatoria, operata da alcuni politici decurtandosi parte dei compensi in favore diprogetti di utilità collettiva. E però questo esercizio di stile, nella mia considerazione, si accosta più alla filantropia che non alla politica.
    Sarei stata molto più entusiasta di sapere che, per legge, i compensi dei deputati e del Governatore siciliani, fossero stati ridimensionati e che da 27000 impiegati regionali si passasse a numeri più coerenti alle necessità della Regione Sicilia ecc ecc.
    Così come, unendomi alle questioni poste anche ma non solo da Argo, vorrei sapere perché abbiamo dovuto assistere al crollo di un pezzo di autostrada prima di poter avere un collegamento ferroviario PA-CT degno di questo nome.
    Insomma, al posto dei pentastellati siciliani ma soprattutto prima di andare in visibilio per l’efficacia del privato versus pubblico, mi adopererei per emanare normative che aiutino nel tempo le collettività e a evitare di fare propaganda elettorale a ogni passo. Simonetta Cormaci

  2. Prescindendo dai punti di vista scrivo per testimoniare che mio figlio dovendosi recare a Palermo ha chiesto informazioni allo scopo di poter imboccare la strada finanziata dai 5 Stelle. Al suo rientro mi ha confermato di aver risparmiato circa 1 ora sulla tabella di marcia prevista dalle varianti proposte dall’Anas in seguito al crollo del Ponte sulla Catania Palermo.

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