Naufragi, muri, filo spinato, respingimenti ed espulsioni: così la “civile Europa” risponde a chi fugge da guerra e povertà.

Per dire no a tutto questo sabato 16 aprile a Catania decine di organizzazioni della società civile hanno promosso una manifestazione euromediterranea, che partirà alle 15,00 dal porto per concludersi in piazza Federico di Svevia (Castello Ursino).

Una data scelta non a caso. Il 18 aprile dell’anno scorso, infatti, nel Canale di Sicilia naufragò un’imbarcazione eritrea carica di migranti. Centinaia le vittime (fra 700 e 900), mentre i superstiti furono portati su una nave della guardia costiera a Catania.

“Per salvare le vite umane – scrivono i manifestanti – occorrono corridoi umanitari con il nord Africa ed il Medioriente (nei paesi limitrofi alle zone di guerra), un cambiamento radicale delle politiche sull’immigrazione e l’istituzione di un diritto d’asilo europeo”.

Richieste che vanno nella direzione opposta rispetto a chi, come il nostro governo, sta trasformando il tutto in problema di “ordine pubblico”.

In particolare, a Catania nel giugno 2015, tra il sindaco Bianco e il direttore esecutivo di Frontex, è stato firmato un accordo che prevede l’apertura nella nostra Città (presso l’ex monastero di santa Chiara) di un nuovo ufficio dell’agenzia.

Frontex è l’agenzia europea per la gestione della cooperazione alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione. E’ stata creata nel 2004 e ha, tra i suoi compiti, quello di amministrare il sistema europeo di sorveglianza delle frontiere esterne (Eurosur), addestrare e fornire strumenti militari e tecnici alle forze di polizia, realizzare operazioni di controllo e schedatura dei migranti (come “Mos Maiorum”) e organizzare deportazioni da porti e aeroporti europei.

Si tratta di un’agenzia che, secondo i manifestanti, viola i diritti umani come quello di emigrare, di chiedere protezione internazionale, nega il principio di “non respingimento” e il divieto di espulsioni collettive.

Diritti sanciti dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, dalla Carta Europea dei Diritti Fondamentali, dalla Convenzione di Ginevra, dalla stessa Costituzione Italiana.

Un’agenzia che, peraltro, gode di ingenti finanziamenti. l’Unione Europea, infatti, ha stanziato 642 milioni di euro in dieci anni. Il bilancio di Frontex nel 2015 è stato di 114 milioni e nel 2016 è di 254 milioni.

Secondo Amnesty International, tra il 2007 e il 2013 l’UE ha speso quasi due miliardi di euro per controllare le sue frontiere esterne e appena 700 milioni per assistere i richiedenti asilo.

Infine, è estremamente difficile ottenere informazioni sulle attività dell’agenzia in particolare su cosa accade veramente nelle operazioni e su cosa prevedono gli accordi con i “Paesi non UE” (Libia, Egitto, Turchia, Bielorussia, Nigeria, Mauritania, Gambia…) in molti dei quali avvengono ripetute violazioni dei diritti umani.

In sostanza, i promotori della mobilitazione denunciano il fatto che, invece di accogliere degnamente i migranti, Catania diventa il luogo della negazione dei loro diritti.

L’apertura della sede di Frontex contribuisce, inoltre, all’ulteriore militarizzazione della Sicilia: Sigonella, il Muos, i droni, i depositi di armi, i radar di Lampedusa l’hanno trasformata in un arsenale di guerra a cielo aperto.

Allo stesso modo l’apertura dei CIE e del Cara di Mineo l’hanno resa il più grande lager d’Europa, dove donne e uomini migranti attendono in media 18 mesi l’esame della commissione e subiscono violenze fisiche e psicologiche. Vedremo in quanti condivideranno l’idea di aprire le frontiere e chiudere le galere etniche.

Promotori: Rete Antirazzista Catanese, Coordinamento dei Comitati NoMuos, La Città Felice, Cobas Scuola (Ct), Catania Bene Comune, CarovaneMigranti Italia-México-Mediterraneo, Campagna LasciateCIEntrare, Garibaldi 101 (Na), Confederazione Cobas, Associazione Diritti e Frontiere-ADIF

Hanno aderito: Borderline-Sicilia, Borderline Europe, Forum Antirazzista(Pa), Askavusa (Lampedusa), Arci Sicilia, Arci nazionale, La RagnaTela(Ct), Comitato Solidarietà Migranti (Co.S.MI)(Rc), Associazione Antimafie Rita Atria, GRUPPO Donne NoDalMolin(Vi), Federazione Anarchica Siciliana, BAOBAB Experience (Roma), Red Militant(Ct), Open Mind LGBT, LILA (Ct), Circoli  Precari e Olga Benario PRC(Ct), Rete Welcome to Europe; Comitato NoTav Spinta dal bass e Spazio Sociale Visrabbia- Avigliana, Catanesi solidali con la Resistenza Kurda, PRC-SE, Accoglienza Degna(Bo), Partito Comunista-Sicilia,  Rete contro la guerra ed il militarismo (Na), Forum Antirazzista –Campania, Collettivo politico Experia (Ct), Comitato giovani NoMuos (Me), Democrazia e Lavoro (Ct), Azione Civile (Ct), redazione I Siciliani, Progetto Melting Pot Europa, Ass. Migralab A.Sayad (Me), Rete Campagne in lotta, Centro GAPA, I Siciliani giovani (Ct), Chiamata contro la guerra (Pr), Circolo Città Futura (Ct), Penelope (Ct)

Leggi il testo integrale dell’appello

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