Lo dice l’autore stesso: si tratta di una caccia al tesoro. Un tesoro che, stavolta, non consiste in un forziere stipato all’inverosimile di pietre preziose ma in alcune statue che, “giocando a rimpiattino”, si sono nascoste agli occhi dei curiosi e sottratte alla devozione dei fedeli per più di 300 anni, attraversando i secoli, le eruzioni e i terremoti che si sono accaniti contro tutto il Casale di Mompilieri e contro la Chiesa dedicata alla Madonna dell’Annunziata.

Ce ne racconta la storia Giancarlo Santi nel libro “La Vergine nella lava”, uno studio condotto con il rigore di uno storico ma anche con la passione di uno speleologo e la… – scusate l’ossimoro- fede di un laico.

Una “seduta medianica” supportata dai documenti raccolti in sei anni tra quelli contenuti nell’Archivio storico diocesano di Catania. Tutto per riconsegnarci una chiesa cancellata dalla lava più di tre secoli fa ed oggi ridotta a un rudere di pochi metri quadri soffocato da 14 metri di lava. Per far rivivere “la luce delle candele, il profumo dell’incenso, il bisbiglio delle preghiere” allora vivi al suo interno.

Sono tre le statue protagoniste di questa nostra storia. Due, attribuite ad Antonello Gagini, formavano il gruppo dell’Annunciazione, la Madonna ragazzina e l’angelo che le annuncia l’imminente maternità, mentre la terza raffigura la Madonna delle Grazie con il bambino Gesù.

L’eruzione del 1669 distrusse il Casale di Mompilieri, già danneggiato dalla lava nel 1537, la Chiesa che conteneva le statue, compresa la Madonna, ritrovata poi, solo nel 1704, non per le profezie di una veggente e non con uno scavo diretto e verticale, ma con un lungo e tortuoso cunicolo che condusse con fatica fino all’altare. Lì la Madonna attendeva in una grotta, paziente e intatta, i suoi liberatori: un’enorme colata lavica l’aveva circondata, come abbracciata, senza distruggerla.

E’ chiaro che il ritrovamento diede la stura a commenti e a dicerie. Si parlò di profezie e divinazioni, di prodigio, di miracolo. Il racconto -come capita in questi casi- si accrebbe di sempre nuovi particolari fantastici.

Giancarlo Santi ristabilisce adesso la verità storica: lo scavo sinuoso fino all’altare, conservato, diremmo custodito quasi, all’interno di una grotta, sotto un tetto di spesso, soffocante basalto lavico.

Per ritrovare le altre due statue bisognerà attendere fino al 1955. Fu una scoperta fortuita: un operaio scavando casualmente in una cava vicina, trovò prima la testa della statua dell’Annunziata e, due giorni dopo, anche la testa dell’Arcangelo, oltre ad altri frammenti del gruppo scultoreo.

Mito, leggenda, miracolo o meno la storia delle tre statue è affascinante. Catturato ne fu il nostro autore già da ragazzino. Da chi ne aveva sentito parlare?

“Il dramma di Mompilieri è denso di fascino e mistero. – risponde Giancarlo Santi- Sull’Etna un po’ tutti raccontano, a modo proprio, la leggenda “apocalittica” della città perduta e delle sue statue ingoiate dalla lava e “miracolosamente” ritrovate. Nel 1964 John Huston girando la Bibbia ambientò le rovine di Sodoma e Gomorra sulla lava di Mompilieri. Da ragazzo, fantasticando, girovagavo affascinato per ore tra i combusti resti della biblica città costruiti nella sciara con materiali resinosi, plastica e cartone. I resti delle statue erano già stati rinvenuti ma io, novello Howard Carter, annullavo questa realtà e sognavo la grande avventura che “da grande” avrei vissuto trovandoli nuovamente”.

Uno studio e un lavoro quello de “La vergine nella lava” per il quale hanno trovato fusione alcuni degli interessi dell’autore, quello per la speleologia, per la ricerca storica e per le manifestazioni della fede religiosa. Egli si cala ancora in quella grotta, negli anfratti e tra i cordoni di lava ormai fredda, stavolta non come speleologo ma come storico, ricercatore e, attraverso documenti e antiche carte, ricrea l’atmosfera e il clima di quel passato lontano.

“Non è possibile scindere lo speleologo dallo storico. – dice Santi – Ricerca avventurosa nel sottosuolo e dotta ricerca nella polvere degli archivi si fondono a meraviglia. Forse vi sono ritornato per ritrovare in me Howard Carter e Hiram Bingham. Di sicuro ho voluto studiare l’antica Momplieri per contestare le erronee credenze odierne sul ritrovamento della statua della Madonna; per dare quindi un nuovo e, speriamo, definitivo assetto alla storia del santuario”.

C’è, però, chi si ostina a spiegare il ritrovamento con il miracolo.
“Assecondati dal clero, o da un certo tipo di clero, sono in molti a pensarlo. Lo pensino pure se hanno bisogno dello “straordinario”, del miracolo per dare un senso alla vita, alla stessa religione, e ad avvenimenti affascinanti ma semplici e spiegabili come quelli di Mompilieri. Non mi sono soffermato sul presunto miracolo perché ho voluto scrivere un libro su fatti concreti non su fantasie straordinarie che servono soltanto a svilire, a banalizzare la vera essenza del messaggio religioso. Il rettore del santuario ha voluto precedermi nella pubblicazione di questo libro pubblicando in tempi brevissimi ben due libri “religiosi” su Mompilieri dove è dato largo spazio allo “straordinario”. I libri sono proposte culturali che servono a far capire soltanto chi vuol capire”.

Il suo rapporto con la religione?
“Ho avuto una rigida educazione religiosa ma oggi, dopo un lungo e doloroso processo interiore, sono serenamente agnostico. Rispetto però ogni forma di religione purché non ricorra alla falsificazione dei fatti e quindi all’evento “straordinario” gonfiato ad arte – come purtroppo ha spesso fatto e continua a fare il Cattolicesimo – per captare le coscienze di quanti sono più indifesi culturalmente o hanno un forte “bisogno di credere”. Rispetto ogni credente purché non “talebano” e schiavo acritico dei dogmi. Supponendo che Dio esista, il più grande dono che ha fatto all’uomo è l’intelligenza, la ragione. Rendere quindi questo bene schiavo dei dogmi è una offesa all’essere umano e, sempre supponendo che esista, anche all’Inconoscibile”.

Giancarlo Santi “La vergine nella lava. L’antica chiesa di Mompilieri e le sue statue nei manoscritti dell’Archivio storico Diocesano di Catania” A.&G.
Dello stesso autore
“La strada dei Santi, viaggio sentimentale per le feste religiose di Sicilia” Bologna, Bolelli 2001
“Ego, Rosalia, la vergine palermitana tra sanità e impostura” Palermo, La Zisa” 2010

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2 Responses to “Quella Madonna abbracciata dalla lava”

  1. mirella montemagno
    giugno 10th, 2016 at 15:09

    Splendido saggio; ottima recensione per chiarezza d’esposizione e compiutezza d’analisi.

  2. annamaria bartolone
    giugno 12th, 2016 at 07:42

    Grazie per aver diffuso questa conoscenza

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