Le firme raccolte sono state portate a mano fino a Palermo e consegnate ieri in occasione della audizione, espressamente richiesta, presso la commissione sanità del Parlamento regionale.

A consegnarle sono stati i rappresentanti di alcune organizzazioni che si sono battute in favore di una solerte apertura dell’ospedale San Marco e soprattutto del suo Pronto Soccorso.

Si tratta delle associazioni che da anni lavorano a Librino e hanno prodotto la Piattaforma di analisi e proposte di cui Argo ha più volte parlato, affiancate dai sindacati (CGIL, CISL, UIL, UGL) con in testa l’instancabile Sara Fagone, adesso delegata alle Periferie della CGIL.

All’audizione erano stati invitati anche l’Assessore regionale alla Salute, il Sindaco di Catania, la cui assenza è stata stigmatizzata. Dei dirigenti dei 4 ospedali catanesi, anch’essi invitati, erano presenti Paolo Cantaro, direttore generale del Policlinico, e il direttore generale dell’ospedale Garibaldi, Giorgio Santonocito.

Nonostante le rassicurazioni relative alle richieste avanzate, i responsabili sindacali e i rappresentanti delle associazioni hanno chiesto e ottenuto che la commissione venga riconvocata e che alla nuova audizione siano presenti sia l’amministrazione comunale sia l’assessorato regionale.

“Il tema è urgente: a Catania sud non possiamo abbassare il livello del servizio di emergenza“, leggiamo nel Comunicato diffuso dopo l’incontro.

Si è fatto riferiemnto anche al Piano regionale della sanità ed è stato chiesto lo sblocco delle risorse necessarie a nuovi concorsi, anche prevedendo una deroga al blocco delle spese.

Che tutta la zona sud della città, molto popolata, rimanga priva di un servizio sanitario essenziale è la maggiore delle preoccupazioni espresse nella petizione firmata dagli abitanti di Librino e consegnata ieri alla Regione.

Dopo il progressivo ridimensionamento del numero di posti letto (da più di 1000 agli attuali 460), la perdita del Dipartimento di emergenza e del Centro di eccellenza ortopedico, si teme anche che la struttura del San Marco – nonostante le enormi cifre spese – venga sottoutilizzata e magari ridotta al ruolo di poliambulatorio dell’Asp.

Di fatto molti reparti dell’ospedale Vittorio Emanuele, in via di smantellamento, sono stati trasferiti al Policlinico, altri lo saranno a breve, anche e soprattutto il Pronto Soccorso Generale e Pediatrico.

Una scelta che contrasta con la richiesta, già avanzata e ribadita ieri, che la chiusura del Pronto soccorso del ‘Vittorio’ avvenga contestualmente al suo trasferimento al San Marco, proprio per non lasciare scoperta la parte meridionale della città e Librino in particolare, con i suoi 70 mila abitanti.

Nella petizione, laddove viene chiamato in causa il sindaco Bianco, si fa notare che esiste anche un rischio di ingestibilità del traffico a ridosso del Tondo Gioeni. Mentre, infatti, la zona circostante il San Marco è “logisticamente ben collegata”, la concentrazione dei servizi nella zona del Policlinico potrebbe generare la “paralisi della circonvallazione già ampiamente compromessa”.

Ma c’è di più. A proposito dello spostamento dei reparti al Policlinico, in alcune dichiarazioni rese a giugno dal segretario della Camera del lavoro, si denunciava il rischio di “favorire i giochi dei soliti primariati universitari” piuttosto che “assicurare il massimo livello di servizio nel pieno diritto dei cittadini”.

Una affermazione fortemente provocatoria che ha provocato la reazione risentita del rettore Giacomo Pignataro. Ma già le associazioni facenti capo alla Piattaforma – disorientate da comunicazioni contraddittorie – avevano dichiarato: “Sull’ospedale San Marco, basta prese in giro“.

Sarà ascoltata la voce dei cittadini? Può la pressione esercitata dalla pubblica opinione modificare il programma stabilito “ai livelli più alti”?

Molti lo sperano e non intendono mollare. Si stanno muovendo anche altre associazioni, parrocchie, oratori, organizzati nella Rete sociale di Librino, che interviene sui social con foto di giovani e meno giovani che intendono scommettersi mostrando un cartello con lo slogan ‘Io ci metto la faccia’. La Rete ha aperto anche una pagina facebook, Ospedale San Marco Aperto

Saranno capaci questi gruppidi superare i particolarismi e unificare le forze rendendo più efficace la protesta?

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One Response to “Tante firme a Palermo per aprire il San Marco”

  1. Comitato Cittadino Porto del Sole
    luglio 21st, 2016 at 08:16

    Un altro danno arrecato dal Sindaco Bianco alla città che gli ha dato fiducia: la paralisi viaria del Tondo Gioeni che impedisce qualsiasi possibilità di concentrare servizi nella zona del Policlinico a causa di una evidente ed inevitabile “paralisi della circonvallazione già ampiamente compromessa”.

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