Epigrafi commemorative, o celebrative, visibili dagli spazi pubblici, strade o piazze, della nostra città. Fotografarne il maggior numero era l’obiettivo che i partecipanti alla Caccia al tesoro culturale di sabato mattina dovevano realizzare.

La ridotta pattuglia di concorrenti ha accettato la sfida e ha aggiunto ben 31 epigrafi all’elenco di 58 iscrizioni in possesso dell’associazione organizzatrice, SiciliAntica.

L’inventario è adesso di 89 epigrafi, escludendo quelle site all’interno di androni o cortili di palazzi nobiliari o di chiese.

“Circa quattro quinti di queste epigrafi ricordano personaggi della storia, dell’arte, della musica e della letteratura, prevalentemente – ma non sempre – catanesi” ci dice Giovanni Condorelli  presidente di SiciliAntica, tra gli organizzatori della manifestazione, che ha avuto come punto di partenza il Bastione degli Infetti.

“Esse risalgono all’ultimo secolo, sono scritte in perfetto italiano e non necessitano di traduzione o interpretazione. Il rimanente quinto commemora eventi storici, felici o tragici, e sovente richiede una traduzione”.

fondazione del Duomo

L’epigrafe certamente più ostica da tradurre – prosegue Condorelli – si trova sul fianco esterno lato nord della Cattedrale e ricorda la prima fondazione dell’edificio, avvenuta nel 1094 per volontà del Conte Ruggero. Non si conosce la data in cui fu collocata, ma sembrerebbe essere preesistente alla ricostruzione successiva al crollo provocato dal terremoto del 1169.

Dovrebbe comunque essere la più antica di Catania, mentre risalgono al Cinquecento quelle ubicate vicino la porta laterale della medesima Cattedrale e sopra la Porta di Carlo V, ed al Seicento quelle poste sopra la Fonte Lanaria, lungo Via Dusmet, e sopra la Fontana dei Sette Cannoli, alla Pescheria.

L’epigrafe più ‘sporca’ e conseguentemente più illeggibile, è certamente quella ubicata al numero 25 di Via Plebiscito, che sembra essere dedicata a S. Agata, mentre la più strana è collocata sopra il civico 12 di Via Picanello e invita al ricordo dei caduti della I Guerra Mondiale, ma lo fa nel settembre 1917, prima della Rotta di Caporetto, quando la guerra non era ancora terminata.

La più lugubre, redatta nel medesimo anno del terremoto del 1693, vaticina al povero viandante che d’ora in poi vivrà rifuggendo dalla mura, dovendosi ricoverare nei campi e custodire la città.
Poche e subito simpaticamente risolte le contestazioni – all’arrivo – sulla precisa definizione di epigrafe commemorativa o celebrativa, ben distinta dalla semplice lastra di marmo o di metallo che esplicita la denominazione di un edificio o di un ente posto al suo interno.

Una divertente discussione ha animato l’applicazione della clausola prevista da SiciliAntica, di attribuire un punteggio doppio al ritrovamento delle rare epigrafi poste in memoria di donne. Gli organizzatori conoscevano soltanto le due dedicate alla scrittrice Goliarda Sapienza ed alla partigiana Graziella Giuffrida, fucilata nel 1945 dai repubblichini.

Una concorrente, che aveva fotografato numerose epigrafi dedicate a S. Agata, ha difeso con forza la femminilità della patrona di Catania finché la giuria, dopo qualche esitazione, ha ritenuto di darle ragione e di attribuire due punti ai ritrovamenti.

Al di là della competizione scattata tra i concorrenti per ottenere la palma della vittoria (per la cronaca ha vinto la coppia Carmela Schillaci – Francesco Fanciulli), l’iniziativa ha raggiunto l’obiettivo che si proponevano gli organizzatori: ravvivare l’interesse per la propria città e il desiderio di scoprirne via via tutti i tesori, più o meno nascosti.

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One Response to “Un tesoro culturale fatto di epigrafi”

  1. Alla cortese attenzione della redazione

    oggetto: bando sede agenzia del demanio e delle entrate di catania

    Sul sito della agenzia del demanio è pubblicato l’avviso per la ricerca degli uffici da adibire a sede.
    la vicenda della sede del demanio e delle entrate di via orlando è già stata oggetto di una interrogazione parlamentare, questo il testo dell’articolo:”CATANIA – Quel canone di due milioni di euro l’anno è fuori mercato. Il costo dell’affitto della sede dell’Agenzie delle entrate di Catania, al centro di un’interrogazione parlamentare della deputata 5 stelle, Giulia Grillo, è elevato rispetto al costo medio rilevato in città. Lo afferma il vice ministro dell’economia, Luigi Casero, rispondendo alle richieste dei deputati pentastellati che avevano segnalato come “eccessiva” la cifra di 2 milioni di euro sborsati dallo Stato per gli affitti della sede catanese dell’Agenzia, in via Monsignor Domenico Orlando.

    “Si tratta di un immobile messo in vendita nel 2003 dall’ente pensionistico Inpdap, acquistato dalla famiglia Virlinzi con un mutuo ipotecario di 10 milioni di euro e subito locato all’Agenzia delle entrate, con un canone annuo pari a 2.125.369 euro – scrivevano i deputati grillini a maggio nell’interrogazione a risposta scritta presentata al titolare del Ministero delle Finanze. Non è difficile considerare che in questo modo – proseguiva la nota – in appena 5 anni la società si sarebbe ripagata da sé il mutuo e con il solo canone di affitto, invece non si comprende il perché l’Agenzia delle entrate che ha già speso, per il solo affitto, oltre 20 milioni di euro, non abbia direttamente acquistato l’immobile”.

    Un dubbio che, dopo qualche mese, ha sciolto direttamente il Governo, il cui rappresentante ha definito, senza mezzi termini, il canone di locazione “ampiamente superiore ai valori di riferimento dell’O.M.I. (Osservatorio del Mercato Immobiliare) della zona di riferimento”, stabilendo di avviare quanto previsto dalla legge per rinegoziare il canone di locazione o recedere, in caso di reperimento sul mercato di soluzioni locative meno onerose.

    Il contratto di affitto, acceso nel 2003 e riconfermato nel 2008, scadrà a dicembre di quest’anno. “All’approssimarsi della suddetta scadenza – si legge nella risposta del vice ministro – la Direzione Regionale dell’Agenzia delle entrate della Sicilia, nel rispetto della normativa vigente e della procedura per le locazioni adottata dall’Agenzia delle entrate, ha avviato le attività previste per l’eventuale rinnovo dei contratti di locazione, manifestando alla parte proprietaria la volontà di diminuire gli spazi locati con riduzione proporzionale del canone e abbattimento del 15 per cento previsto dalle norme in materia di contenimento della spesa pubblica, la cosiddetta spending review e richiedendo all’Agenzia del Demanio e agli Enti Territoriali la disponibilità di immobili di proprietà pubblica, con esito negativo.

    In data 10 giugno 2014 la predetta Direzione Regionale ha inoltre avviato un’indagine di mercato pubblica, estesa ai Comuni limitrofi a Catania per individuare uno o più fabbricati idonei ad ospitare gli Uffici in questione. Nonostante l’ampliamento dell’ambito territoriale e la possibilità di proporre locali di dimensioni più contenute, idonei a soddisfare in modo frazionato le esigenze dell’Agenzia delle entrate, anche questa indagine ha avuto esito negativo.

    L’unica offerta è stata presentata dalla Vir Immobiliare per una porzione dello stesso fabbricato utilizzato all’attualità con un canone ampiamente superiore ai valori di riferimento dell’O.M.I. (Osservatorio del Mercato Immobiliare) della zona di riferimento. L’Agenzia ha, quindi, ritenuto non idonea l’offerta e si è riservata di riprendere le trattative con la proprietà al fine di ridurre le superfici utilizzate e rinegoziare il canone di locazione. Auspicando il reperimento di immobili, possibilmente di proprietà pubblica, da adibire a sedi degli Uffici di Catania, si precisa che lo schema contrattuale adottato dall’Agenzia prevede per il conduttore la facoltà di recedere ad nutum dal contratto di locazione con semplice preavviso di sei mesi, in modo da consentire all’Agenzia, stante il costante monitoraggio del mercato immobiliare, di esercitare tale diritto in caso di reperimento sul mercato di soluzioni locative meno onerose.””

    Dopo l’interrogazione venne pubblicato un avviso per la ricerca degli immobili con scadenza di circa un mese dopo la data di pubblicazione (mi pare davvero poco tempo per trovare un complesso polifunzionale che deve essere già pronto, libero e di proprietà di un privato offerente”.
    ovviamente nessun immobile venne trovato sul mercato.

    Attualmente, invece, sul sito della agenzia del demanio si trova un altro avviso, pubblicato al questo indirizzo:
    http://www.agenziademanio.it/o.....l-Demanio/

    oggetto:”Direzione Regionale Sicilia

    Data di pubblicazione: 29 luglio 2016

    Data Scadenza: 15 settembre 2016 ore 12:00

    Avviso di ricerca immobile ad uso ufficio pubblico per la Sede di Catania dell’Agenzia del Demanio”

    quindi entro un mese e mezzo, nel mese di agosto, stavolta, si deve trovare l’immobile.
    ma non è tutto!!
    provate a cliccare sul file dell’avviso ed a scaricarlo: i file sono relativi ad altre ricerche immobiliari, precisamente riguardano la sede di milano.
    infatti si legge scaricando il file:”Direzione provinciale I di Milano e Ufficio territoriale di Milano 5;
     Ufficio territoriale di Milano 4;
     Direzione provinciale II di Milano e Ufficio territoriale di Milano 2.”

    Quindi, anche volendo nessuno può scaricare neppure il file del bando, questa in sintesi la ricerca che stanno effettuando per sostituire la sede di catania.

    che ne pensa la redazione?

    inoltre, mi domando, non sarebbe più semplice (sono passati due anni dalla interrogazione parlamentare del movimento 5 stelle) valorizzare immobili pubblici, invece di continuare a cercare sul mercato immobili privati, per due anni? ( in realtà l’affitto ha avuto inizio nel 2003).

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