Catania, Ognina, Tortuga, a volo d'uccello“Rozzi imprenditori cavernieri, distruttori di questa scogliera, meritevoli di farsi scagliare pietre e maledizioni da un novello Ulisse”.

Con queste colorite e vibranti espressioni l’avvocata Lina Arena si era rivolta, su Facebook, ai membri della famiglia Testa che “in proprio e in qualità di soci de La Tortuga srl”, l’hanno querelata per diffamazione.

E’ cominciato così il lento iter del procedimento: la Procura che chiede di archiviare, le “parti offese” che si oppongono e adesso, a fine settembre, il decreto del giudice per le indagini preliminari che respinge l’opposizione e accoglie la richiesta di archiviazione del Pubblico Ministero.

Nessuna diffamazione quindi da parte di Arena verso i Testa e compagni, perchè l’imputata, e presunta diffamatrice, ha solo – scrive il giudice – esercitato il diritto di critica “in ordine all’utilizzo del bene demaniale del Porto di Ognina”.

Due sentenze, di primo e secondo grado, hanno ormai riconosciuto che, nella realizzazione del porto turistico La Tortuga, sono state violate le norme urbanistiche relative alle aree private vincolate, quelle che devono restare fruibili alla collettività per il loro valore paesaggistico e ambientale.

Dalla concessione edilizia allo sbancamento della roccia della scogliera diversi sono gli interventi individuati come illegittimi.

Ecco perchè il giudice, nella sentenza di archiviazione che oggi pubblichiamo, afferma che “per giurisprudenza pacifica”, non si può parlare di diffamazione a mezzo stampa quando ci si attiene alla verità dei fatti, come accade in questo caso in cui le accuse rivolte ai Testa dalla querelata, per aver cementificato il litorale, sono confermate dall’ordine di demolizione dei manufatti ritenuti abusivi dai magistrati.

Arena ha, inoltre, trattato un argomento di indubbio rilievo sociale. E che i fatti narrati rivestano interesse per l’opinione pubblica è un altro dei limiti entro cui – secondo la Corte di Cassazione – può svolgersi il diritto di critica.

Perchè ci sia diffamazione, inoltre, dovrebbe esserci un’offesa alla reputazione di una persona determinata, ben individuabile. Qualcosa di diverso dalle pittoresche espressioni con cui Arena interpellava la “piccola tribù di ladri” che si era impossessata del bene comune da lei difeso.

Tanto più che Arena è sempre stata in prima fila nelle battaglie contro tutti gli operatori economici che hanno danneggiato l’ambiente di Ognina e il mare, e ne ha più volte denunciato gli interventi distruttivi.

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2 Responses to “Il giudice, su La Tortuga Lina Arena non ha diffamato”

  1. W il diritto di critica e w il giudice !!!

  2. per la verità, ad Ognina non si salva nessuno. Le mie critiche erano rivolte alla generalità di quantgi hanno ridotto il porticciolo di Ognina una vera discarica. Ma come si può constatare i nostri governanti, gente di scarsa intelligenza, nulla fa per rimediare al malfatto. Dovrebbero disporre la demolizione di ciò che è stato realizzato in violazione delle leggi urbanistiche. Ma poi c’è dell’altro. Da recente un certo funzionario della Regione chiamato Maurizio Perillo viene descritto come il salvatore della patria. Non credo che meriti elogi. Nonostante fosse stato preavvertito ha firmato una concessione acquea in favore della Tortuga di parecchi metri quadrati. Ma credevate che la Regine fosse meno infetta? E’ invece la madre di tutti i mali. Denuncerò anche il Pirillo.

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