rifiuti_urbani_composizioneNella raccolta dei rifiuti è l’amministrazione comunale a “fare la differenza ma – ahimè – spesso non la differenziata”. Lo sostiene Giusy Pedalino, consigliera comunale di opposizione a San Gregorio di Catania che ci racconta la storia della raccolta differenziata nel suo paese.

Partiamo dal 2011 quando, con la precedente amministrazione, ha inizio il servizio porta a porta accompagnato da una sensibilizzazione che Pedalino definisce “puntuale e continua”, con il coinvolgimento di associazioni con sensibilità ambientalista.

I risultati sono discreti, con una crescita costante della percentuale di raccolta differenziata.

Dal 10,81% del 2011 si passa al 23,66% del 2012, e si supera il 40% nel 2013, (tabella della Simeto Ambiente). Il 2013 è anche l’anno in cui si svolgono le elezioni che sanciscono il cambio di amministrazione.

Nonostante venga ampliato il servizio porta a porta, esteso anche alla zona sud del Comune, dall’anno successivo le percentuali si abbassano notevolmente.

Dal 40% si passa, infatti, al 29,24% del 2014 con un presunto ulteriore peggioramento nel 2015.

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Per avere conferma della percentuale di differenziata dell’anno scorso la consigliera, non ritenendo esaurienti le risposte da parte della giunta, ha avanzato una richiesta di accesso agli atti che non ha ancora avuto risposta.

Perchè di questo arretramento rispetto ai risultati precedentemente raggiunti?

Certamente ha pesato l’interruzione del conferimento dell’umido dopo la saturazione dell’impianto in cui veniva precedentemente conferito. La frazione organica dei rifiuti costituisce infatti una percentuale molto alta del rifiuto stesso e -in fase iniziale- anche la più pesante.

Mandarlo in discarica significa abbassare la percentuale di differenziata, pagare molto di più (con aumento dei costi non solo per l’amministrazione ma anche per i cittadini), inquinare l’ambiente con il percolato che si genera e, naturalmente, disattendere le prescrizioni dell’Europa, della legislazione nazionale, e persino l’ordinanza del sindaco.

Il primo cittadino – afferma Pedalino – scarica la responsabilità sulla SRR, la locale Società per la regolamentazione del servizio di gestione rifiuti, istituita con una legge regionale (9/2010), ma “trascura il fatto che ci siano all’interno della stessa SRR alcuni comuni che raggiungono gli obiettivi che san Gregorio ha mancato”.

Vero è infatti che la SRR ha il compito di indicare ai comuni gli impianti in cui conferire, ma – sostiene la consigliera – in mancanza di indicazioni, tocca al comune darsi da fare e trovare le opportune soluzioni.

Lo hanno fatto comuni ‘virtuosi’ come Zafferana e Belpasso, che hanno ridotto i costi e quindi anche l’entità della tassa pagata dai cittadini.

San Gregorio ha invece aspettato e “solo oggi finalmente abbiamo avuto il contratto per il conferimento dell’umido nell’impianto di Ofelia ambiente”.

Vedremo cosa accadrà, ma – per adesso- la tassa sui rifiuti è aumentata, anche perchè “il Comune non percepisce alcuna entrata dai proventi della differenziata, lascia tutto ai consorzi”.

Ci sono, a parere della consigliera, altre cause che spiegano la diminuzione della percentuale di raccolta differenziata, a partire dalla inadeguata opera di sensibilizzazione, anche perchè manca l’educazione ambientale -ad esempio nelle scuole- e la stessa sensibilizzazione viene spesso svolta solo dalla ditta che effettua la raccolta, la Mosema.

Sul sito del Comune, un Comunicato Stampa pubblicato a novembre 2015 parla di “corretta e diffusa campagna di informazione al cittadino” e di “efficiente campagna di sensibilizzazione”, ciononstante, a noi risulta che permangano alcune difficoltà per il conferimento della differenziata all’isola ecologica.

Altro nodo cruciale è quello dei controlli sia sull’impresa responsabile della raccolta e del trasporto sia sul modo in cui cittadini separano i materiali da raccogliere, che posso essere mischiati indebitamente.

“Chi sbaglia va multato. Occorrono regole e che siano rispettate”. San Gregorio ha già dimostrato di essere un paese civile, prosegue Pedalino, spetta all’amministrazione fare in modo che gli sforzi di molti non restino vani.

Soprattutto è fondamentale – conclude – che ai cittadini venga restituita parte dei
proventi
della differenziata. Solo così il Comune di San Gregorio da ‘brutto anatroccolo’ potrà velocemente trasformarsi in cigno.

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