Un premio di 50.000 euro ad un progetto originale che risponda a “bisogni/criticità” di aree rurali ma anche sub-urbane a rischio degrado. Lo bandisce Confagricoltura, sostenuta da Intesa Sanpaolo, con il concorso “Coltiviamo Agricoltura Sociale”.

Ci sono in palio dei soldi, possono concorrere cooperative ed associazioni di promozione sociale, perchè non preparare un progetto da realizzare?

Ci pensa la cooperativa Mosaico che presenta una proposta, ‘Agrisocial Librino’, “da realizzare presso l’immobile di proprietà comunale di Villa Fazio” che verrebbe utilizzata insieme alle “aree di pertinenza adiacenti”.

Che il progetto rientri o meno tra quelli scelti e finanziati, le finalità sono eccellenti: innescare processi di riqualificazione e rigenerazione urbana, riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale, miglioramento del decoro urbano e del tessuto sociale ed ambientale.

Ma con un neo. Il progetto è impostato sull’utilizzo di una struttura di cui non si ha la disponibilità, essendo Villa Fazio, attualmente, in attesa di un avviso pubblico per l’affidamento.

La cooperativa Mosaico, centro di prossimità della fondazione Ebbene, è stata partner del consorzio Sol.co nella gestione della ex masseria di Librino. Sol.co ha assunto la gestione nell’ottobre 2014, con qualche mese di ritardo rispetto all’affidamento, e il progetto – della durata di due anni – si è formalmente chiuso a maggio 2016.

La struttura viene ancora oggi utilizzata dal vecchio gestore, non si sa bene a che titolo. Meglio che lasciarla in abbandono e al degrado? Giusto, se non fosse che molte associazioni di Librino vorrebbero concorrere alla sua assegnazione e hanno fatto regolari richieste di utilizzo che sono rimaste fino ad oggi senza risposta. E sono ancora in attesa di un bando che tarda ad arrivare.

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C’è qualcosa di più. Mosaico ed Ebbene hanno avviato anche una raccolta fondi per realizzare -all’interno del progetto Agrisocial Librino – un “orto sociale da destinare alla coltivazione di ulivi e vigne” di cui dovrebbero occuparsi alcune famiglie di Librino.

Sulla piattaforma Laboriusa hanno quindi lanciato una sottoscrizione per “l’acquisto di 1000 piante per 100 famiglie, per un totale di 5.000 euro.”

Prevista anche la realizzazione di un mercato domenicale con i prodotti di queste coltivazioni. Un bio-mercato da tenere settimanalmente. Dove? A Villa Fazio naturalmente, che Mosaico ed Ebbene si sentono forse già in tasca.

Oppure, più che mettere alberi e piantine, la cooperativa Mosaico e la fondazione Ebbene a Villa Fazio vogliono mettere radici?

C’è ancora un paradosso in questa storia. Tra i primi donatori del progetto ‘1000 alberi per 100 famiglie’ troviamo l’assessore ai servizi sociali Angelo Villari, proprio colui a cui è affidato l’onere di redigere il bando pubblico.

Lo si trova citato su Laboriusa  e immortalato dalla pagina facebook del Polo educativo Villa Fazio, dove appare in foto con Concetta Raia deputato regionale, non sappiamo se ignara o meno della questione.

Cosa accade? Gli ospiti fanno i conti senza l’oste oppure il ‘successivo’ inquilino è già stato designato?

L’assessore dovrebbe fare chiarezza in quanto tra i partner del progetto “Agrisocial” è citato lo stesso Comune di Catania. La trasparenza è il primo requisito richiesto a chi dichiara di voler “rigenerare la comunità”.

Anche perchè non è corretto, nei confronti dei donatori, raccogliere fondi per un
progetto
di cui non è ancora garantita la fattibilità e quindi l’utilizzo delle somme raccolte.

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