Essere “titolare esclusiva” degli appuntamenti liturgici della festa di Sant’Agata frutterà di certo ad Ultima Tv una notevole raccolta pubblicitaria.

In questi giorni molti occhi, non solo dei catanesi, saranno puntati sulla festa e i messaggi pubblicitari raggiungeranno un folto pubblico garantendo un elevatissimo indice di penetrazione. Con relativi guadagni per l’emittente stessa.

Tra gli spot di pannolini, giocattoli e pomodori pelati, vedremo anche quelli dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catania, che ha accettato la proposta di Ultima Tv relativa un pacchetto di spot da trasmettere nei giorni della festa. La spesa complessiva sarà, per l’Asp, di tremila euro, IVA compresa, come documenta la delibera pubblicata sul sito dell’Azienda.

Un costo non eccessivo che viene infatti definito – nella stessa delibera – “congruo rispetto alla infungibilità del servizio e all’entità della prestazione proposta”, un totale di 32 spot da 30 secondi per ogni diretta dedicata alla Santa dal 3 al 6 febbraio, più alcuni “passaggi” nel Tg giornalieri.

Il tutto “sotto la supervisione e il coordinamento dell’addetto stampa aziendale che opererà nel pieno rispetto delle direttive della Direzione”.

La domanda è se un servizio pubblico, che ha già un addetto stampa e Comunicati normalmente pubblicati sui giornali, abbia davvero bisogno di questi spot pubblicitari.

Serviranno a migliorare le prestazioni che noi cittadini aspettiamo da chi si deve occupare della nostra salute?

Non dovrebbe l’Azienda puntare soprattutto sulla qualità ed efficienza della propria offerta, lasciando che sia l’esperienza positiva degli utenti a convincere chi ha delle riserve verso il servizio pubblico e gli preferisce il privato?

Ancora. E’ opportuno chiedere ai dipendenti amministrativi dell’Azienda di dedicare tempo ed energie per approntare delibere di questo tipo piuttosto che provvedere ad una migliore organizzazione o al controllo del servizio?

Gli spot, da analizzare e valutare, riguarderanno le attività di screening, come fa pensare l’indicazione presente in calce alla prima pagina della delibera (“notificare al servizio screening”)?

In realtà non c’è nessuna informazione, nella delibera, sui contenuti che devono avere gli spot. Solo un cenno alla intenzione dell’Azienda di migliorare “i livelli di comunicazione esterna, quale elemento fondamentale della promozione della salute e della conoscenza”.

Evidentemente la dirigenza ha ritenuto che questo affidamento, circoscritto ai giorni della festa di Sant’Agata, risponda all’obiettivo.

Quanto alla immediata esecuzione dell’appalto, senza passare da un bando, avranno pesato l’esiguità della somma – rispetto al bilancio dell’Azienda – e il carattere di urgenza, come si afferma nella parte conclusiva della delibera.


Neanche il tempo di attendere l’esito delle verifiche per il controllo dei “requisiti di carattere generale”.

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