I ‘100 passi’ verso la “giornata della memoria e dell’impegno in memoria di tutte le vittime innocenti delle mafie”, organizzata annualmente da Libera ogni 21 marzo, sono già iniziati .

A Catania, dopo l’incontro dello scorso 17 febbraio su “Il diritto alla salute ha bisogno di sicurezza”, è prevista per domani, venerdì 3 marzo, alle ore 10,30 la presentazione del libro “Era di passaggio. Cronache, curiosità, articoli su Peppino Impastato”, di Salvo Vitale, presso l’auditorium ‘Beppe Montana’ dell’Istituto Comprensivo Vespucci-Capuana Pirandello, via De Nicola, 2. Sarà presente anche l’autore, storico amico di Peppino.

Nel pomeriggio la presentazione del libro avrà luogo in via Antonino di Sangiuliano 234, Circolo Hobbit presso Pgreco, con Rosario Mangiameli, docente di storia contemporanea, e Giuseppe Strazzulla.

Sabato 18 marzo, alle ore 18, l’Auditorium della Parrocchia Crocifisso dei Miracoli, di via Musumeci angolo via Pantano, ospiterà l’incontro-dibattito su “Accoglienza ai migranti: tra assistenza e integrazione“.

Quest’anno la manifestazione nazionale, dal titolo “Luoghi di speranza e testimoni di bellezza”, si svolgerà a Locri, in Calabria e contemporaneamente in molte altre città italiane, e non solo. Per la Sicilia l’appuntamento regionale avrà come sede Trapani.

Nalla nostra Catania – dove la giornata è stata istituzionalizzata dal 1914 da una delibera della giunta comunale – è previsto, per venerdì 24 marzo, un corteo di mattina e un concerto pomeridiano. Il corteo partirà alle ore 9 dalla Villa Bellini e si concluderà in piazza Dante dove si terrà la lettura dell’elenco delle vittime innocenti delle mafie.

Alle ore 17,30, presso il Teatro Sangiorgi di via Sangiuliano, 233 si svolgerà un concerto con l’Orchestra Musica Insieme a Librino, a cui tutta la cittadinanza è invitata ad assistere.

Come sempre Libera presta molta attenzione all’aspetto educativo della propria azione e cerca di coinvolgere soprattutto i più giovani attraverso le scuole e le associazioni.

La preparazione della manifestazione viene curata anche attraverso proposte che individuano oggetti e gesti simbolici, quest’anno “una grande mano, sulla quale apporre disegni, testi, immagini scaturiti dalla riflessione dei ragazzi. Mani che verranno portate e mostrate nella manifestazione, a testimonianza di un impegno che richiede condivisione, corresponsabilità, continuità”.

Ai ragazzi viene suggerito anche di adottare la storia di una vittima innocente delle mafie, possibilmente scelta tra quelle locali o tra le donne e i bambini,, anche per smascherare una erronea “cultura mafiosa” secondo la quale i mafiosi non uccidono donne e bambini.

Grande attenzione viene suggerita anche alle vittime che si sono impegnate per la tutela del proprio territorio e la cura dell’ambiente, o per quelle impegnate in ambito internazionale, in modo da aiutare la riflessione sull’internazionalità delle mafie e la loro capacità di fare rete.

La storia della vittima innocente adottata “sarà oggetto di un percorso di ricerca e di approfondimento, da parte degli studenti e dei docenti”, anche attraverso la realizzazione di elaborati testuali, visivi e materiali che faranno vivere nei propri luoghi, a scuola come all’esterno, la storia di quella persona.

Viene proposta anche la lettura della poesia “Cosa è la speranza” di don Tonino Bello

È difficile parlare di speranza.
Bisogna far capire invece che la speranza è parente stretta del realismo,
la tensione di chi, incamminandosi su una strada,
ne ha già percorso un tratto
e orienta i suoi passi, con amore e trepidazione,
verso il traguardo non ancora raggiunto.
È impegno robusto
che non ha da spartire nulla con la fuga.
Perché chi spera non fugge.
Si incarna nella storia, non si aliena.
Costruisce il futuro, non lo attende soltanto.
Ha la grinta del lottatore,
non la rassegnazione di chi disarma.
Ha la passione del veggente,
non l’aria avvilita di chi si lascia andare.
Cambia la storia, non la subisce.
Ricerca la solidarietà con gli altri viandanti,
non la gloria del navigatore solitario.

Come leggiamo nel Comunicato del Coordinamento Provinciale di Libera Catania, la data del 21 marzo è stata scelta perché, essendo il primo giorno di primavera,“rappresenta il simbolo della speranza che si rinnova”. Non viene celebrato, quindi, un anniversario particolare perché “la memoria deve essere collettiva, infatti il momento centrale della giornata è la lettura dell’elenco degli oltre novecento nomi delle vittime innocenti delle mafie”.

Questa giornata, scrive ancora Libera, “è anche occasione di incontro con i familiari delle vittime innocenti delle mafie che in Libera hanno trovato la forza di risorgere dal loro dramma, elaborando il lutto per una ricerca di giustizia vera e profonda, trasformando il dolore in uno strumento concreto, non violento, di impegno e di azione di pace”.

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