Poco, mal tenuto e trascurato. Così è il verde nella nostra città. Versa in una situazione di abbandono alla quale i catanesi si sono abituati arrivando a considerarla persino normale. Ci sono anche coloro che se ne lamentano ma soprattutto alcuni che non si rassegnano perchè si rendono conto che Catania ne perde in vivibilità e bellezza ed i suoi cittadini in salute.

Proprio il binomio verde e salute ha motivato diverse associazioni cittadine ad unirsi nel ‘Coordinamento Verde e Salute‘ e ad iniziare da subito una ‘interlocuzione’ con l’amministrazione comunale allo scopo di incalzarla perchè le cose cambino

Il Coordinamento ha fatto la sua prima uscita pubblica sabato 18 febbraio con una conferenza stampa a cui hanno partecipato Margherita Ferrante e Pietro Pavone, rispettivamente docenti di Igiene e di Botanica.

Obiettivo prioritario quello di “incrementare e migliorare la qualità del Verde Urbano concepito come Bene Comune e come strumento fondamentale per tutelare la salute dei cittadini”.

Che non si tratti di una generica presa di posizione lo si capisce dalla lettura del Manifesto in cui ad un’analisi concreta, ad esempio sul ruolo del verde cittadino nel contrastare “gli agenti inquinanti responsabili del notevole incremento di patologie cardio-respiratorie, allergiche, neurologiche, metaboliche immunologiche e neoplastiche”, si associano proposte precise.

Dai “programmi di biocompensazione, abbattimento della CO2, riduzione della temperatura, riduzione dei consumi energetici, riduzione del rumore”, al miglioramento della gestione del verde cittadino con potature rispettose dell’estetica ma anche dei periodi vegetativi delle piante e della nidificazione della fauna, con la scelta idonea di essenze arboree ed arbustive più resistenti e a minore fabbisogno idrico, con la manutenzione adeguata dei parchi e – ultimo ma essenziale – il raggiungimento dello standard urbanistico di 9 mq di verde per abitante, previsto dal Decreto ministeriale LL.PP.1444/68.

Vengono anche individuati e suggeriti i mezzi adeguati al raggiungimento degli obiettivi proposti, richiamando alcune leggi che prevedono la redazione di un bilancio e di un catasto arboreo o la messa dimora di un albero per ogni neonato, mostrando l’opportunità di acquisire aree disponibili per incrementare la “forestazione” urbana e realizzare “corridoi vedi urbani”, sollecitando ad utilizzare finanziamenti nazionali e comunitari, e via discorrendo.


C’è di più. Il Coordinamento prospetta la necessità di creare una “cultura del verde” attraverso “laboratori di educazione ambientale, la diffusione di Comunicati stampa e di documenti, incontri, dibattiti ecc”. Una sorta di formazione permanente che potrebbe contribuire ad incrementare, soprattutto nelle giovani generazioni, il rispetto e il senso di responsabilità nei confronti della natura che ci circonda.

Saranno comunque gli interventi e le azioni future del Coordinamento a dirci se, come sembra, non si tratta solo di belle parole e buone intenzioni.

Intanto, come prima iniziativa, il Coordinamento ha fatto ufficiale richiesta alla dirigente del Servizio Progettazione e Lavori per il Verde, Lara Riguccio, di conoscere il testo di alcuni documenti: la stesura finale del Regolamento del Verde, le proposte di Linee Guida del Verde, il programma delle attività previste per il 2017 “incluso il piano dei trattamenti fitosanitari”, il contratto con “Multiservizi e/o altre con altre aziende che effettueranno le operazioni di manutenzione del verde”, per conoscere anche i costi di gestione di questo servizio.

Si tratta di documenti importanti che devono essere resi pubblici in base alle norme sulla trasparenza amministrativa e che il Coordinamento ritiene necessario analizzare e valutare in vista di una collaborazione concreta e costruttiva con l’Amministrazione. Questo infatti è l’obiettivo delle associazioni del Coordinamento, disponibili a dedicare il proprio tempo, da volontari, “non disponibili ad azioni di facciata”.

La convocazione ‘urgente’ della Consulta del Verde per lo scorso 20 febbraio, subito dopo la conferenza stampa di presentazione del Coordinamento, non ha convinto le associazioni che compongono il Coordinamento. A parte la fretta ingiustificata, non è stata fornita la documentazione che avrebbe consentito una discussione approfondita.

Forse la creazione del Coordinamento e quindi la presenza di associazioni attive e competenti sta iniziando a sollecitare l’amministrazione comunale inducendola anche ad un maggiore coinvolgimento dei cittadini?

Le modalità di questo coivolgimento devono ancora essere chiarite anche perchè, solo quando il Regolamento del Verde predisposto dall’apposito Ufficio verrà approvato dal Consiglio Comunale, si potrà parlare di una formale istituzione della Consulta del Verde, fino ad ora convocata in via informale senza che siano stati decisi i criteri per la scelta dei componenti o definiti compiti e funzioni dei vari organi.

Che vengano predisposte queste regole è un’altra richiesta del Coordinamento, che sembra non volersi accontentare di formule vaghe e accomodanti.

Queste le associazioni che lo compongono: Ente Fauna Siciliana Catania, Lipu-BirdLife Catania, ADAS Onlus, Forum BCES, Hera Donnambiente, ISDE Catania, Etna Garden Club, Mobilità sostenibile Catania, Stelle e Ambiente, WWF Sicilia Nordorientale, AIAB Catania, Cittainsieme, Banca del Tempo.

Contatti

Email : verdesalute.catania@gmail.com; cell. 320 2783885; pagina Facebook: Coordinamento Verde e Salute

Leggi il Manifesto del Coordinamento

Leggi la lettera inviata alla dirigente del Servizio Progettazione e Lavori per il Verde

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5 Responses to “Catania, più verde per stare meglio”

  1. fino a quando non si redige ed approva un piano regolatore in linea con le leggi vigenti è tempo perso parlare di ” verde”. Le norme sui piani regolatori disciplinano i cd. stantard urbanistici per cui ogni zona del territorio dispone delle quote di servizi pubblici e fra questi il verde per ogni abitante insediato o da insediare. Fino a quando non si applica questo principio che è contenuto in una legge urbanistica sono inutili gli incontri, gli accordi, i patti e quant’altro viene organizzato per constatare la mancanza di verde e per approntarlo. Solo con il nuovo piano regolatore il verde può essere goduto dai residenti nelle varie zone della città. Mancando il piano , le lamentele sono inutili e fuorvianti.

  2. La Consulta del verde è una boiata.Se non si redige un piano regolatore non si può espropriare alcuna area per destinarla a verde oppure a sede di mercatini rionali. Gli addetti all’Ufficio Urbanistico sono degli emeriti ignoranti e non dicono la verità sulle procedure necessarie per acquisire le aree da destinare a verde.SE c’è un ingegnere che conosce la materia vi potrà ragguagliare.Sono parimenti ignoranti o non dicono il vero gli addetti alla Sopraintendenza alle Belle Arti che sono i veri responsabili del degrado delle aree pubbliche della città.

  3. I cittadini devono fare sentire la propria voce. Non si otterranno cambiamenti radicali ma si possono fare dei passi avanti.
    Mi sembra interessante il discorso sulla “cultura del verde”. Se ci impegnassimo a diffonderla eviterremmo quanto meno irresponsabilità e vandalismo.
    Non è poco. Svegliamoci

  4. Vorrei dire ad Alba che la cultura del verde sono in molti a privilegiarla.M sono pochi e disonesti quelli che debbono curare la riserva di aree a verde pubblico.Gli amministratori che abbiamo non hanno dato buona prova. Meriterebbero di essere defenestrati. Chi lo farà?

  5. La prima foto:per mantenere l’erba c’e’ bisogno di acqua e l’acqua a Catania e’ scarsa. I giardini dovrebberopopolati da piante che non hanno bisogno di troppoa H20. C’e’ ne sono tante piante mediterranee che c’e’ la potrebbe fare. Mi viene in mente la lavanda, timo etc.
    Il giardiniere della prima foto e’ lo stesso che taglia le cime degli alberi?

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