Logo G7 2017 TaorminaSul G7 di Taormina e sui “danni supplementari” creati dall’arrivo dei potenti della terra nel nostro territorio, ci ha inviato una nota Santo Di Nuovo, direttore del Dipartimento di Scienze della Formazione. Eccola

Scrivevo la prima parte di queste note mentre ero recluso su un aereo, che doveva riportarmi da Roma a Catania nella mattina del 24 maggio 2017, rimasto fermo sulla pista di Fiumicino.

Vittima non di un dirottamento o di un atto di pirateria della Jihad islamica o del folle di turno, vittima solo del … G7 sbarcato in Sicilia.

Infatti, per accogliere all’aeroporto di Catania i ‘grandi’… della terra (aggiungete liberamente il sostantivo da aggiungere all’attributo ‘grandi’) stavano sistemando la pista dove costoro dovranno arrivare e ripartire.

E dire che in mattinata per arrivare a Fiumicino il taxi aveva dovuto dribblare abilmente le vaste aree di Roma bloccate per la visita di Trump, ed ero lieto di avercela fatta a resistere all’imprevedibile capo della più grande potenza del mondo!

Invece sono stato colpito indirettamente lo stesso. E i danni non si sono fermati qui.

Lo sa bene chi abita a Taormina, che alla grazia indesiderata del G7 avrebbe preferito una normale manutenzione.

Lo sa bene chi deve transitare sulle strade che i signori della terra, con consorti e ampi corti al seguito, ci faranno l’onore di frequentare in questi frenetici giorni del G7 siciliano.

Lo sanno bene le forze dell’ordine e persino i lavoratori degli ospedali, precettati e super impegnati in attesa di eventi che devono proteggere vita e salute degli eminenti convitati.

C’è da restare impressionati leggendo i giornali: “Taormina blindata a terra e in mare” … “Settemila uomini armati, decine di blindati, elicotteri, motovedette, gommoni, sorveglieranno la città dal cielo, dal mare e da terra per impedire a chiunque non autorizzato di avvicinarsi ai potenti della terra” … “Taormina off limits, body cam e badge anche a bimbi…” “sembra una fortezza inespugnabile. Ogni vicolo della cittadina è presidiato da militari armati. Sette check point con metal detector di ultima generazione… Non sfugge neanche un angolo: sono in tre per ogni vicolo, poliziotti, carabinieri, finanzieri, militari dell’esercito armati fino ai denti… controllano, perquisiscono, filmano tutto con ogni mezzo”…

Come nei film o nei videogiochi.

E giustificando tutto questo sconquasso come pubblicità utile per una zona che di pubblicità e di turismo ne ha già fin troppo. E con lauti finanziamenti che non vanno certo a beneficio della gente.

Finalmente tornato in patria, mi accorgo che anche a distanza altre istituzioni e i loro utenti vengono proditoriamente colpiti da questo uragano travolgente.

Tra cui il dipartimento universitario che dirigo, e che in questi giorni aveva programmato, oltre le consuete lezioni ed esami, un convegno internazionale – prima ancora di conoscere dimensioni e previsioni precise dell’uragano – un seminario con ospiti esterni.

E la prova di ammissione al corso per insegnanti di sostegno, con centinaia di candidati (data fissata peraltro per questi giorni dal ministero!).

Pensavamo che l’occhio del ciclone fosse Taormina e le vie di accesso ad essa, non che i danni si estendessero così a distanza… adesso scopriamo che anche a Catania sono arrivate inattese conseguenze dello tsunami: la piazza Dante e tutta la zona limitrofa viene ‘bonificata’, (persino i tombini sigillati!) e chiusa per consentire una serena visita di illustri consorti dei capi di stato al monastero dei Benedettini.

Abbiamo dovuto evacuare le sedi universitarie su ordine del Questore, e quindi siamo stati costretti ad annullare o spostare ciò che non si poteva annullare (il convegno, il seminario, la prova di ammissione) ad altre sedi con disagi enormi per tutti noi malcapitati.

Amara conclusione: quando i grandi della terra si muovono per riunirsi – a meno di non collocarli in un deserto e senza famiglie al seguito, come sarebbe saggio fare – creano danni supplementari a quelli che già producono con le loro politiche economiche e sociali.

E noi, in nome e per conto dei quali esercitano la loro posizione di potere, possiamo solo cercare di resistere ai danni che, direttamente o indirettamente, ne riceviamo.

Come gli abitanti degli imperi coloniali di un tempo. Come nella “serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta…”, parole sempre attuali che Dante faceva dire a Sordello (il resto del paragone in rima potete ricordarlo tutti.

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3 Responses to “G7 e dintorni”

  1. Centro-Astalli Catania
    maggio 28th, 2017 at 14:51

    …i volontari della C.C.di Piazza Lanza hanno dovuto sospendere il loro servizio di colloqui coi detenuti stranieri e distribuzione di vestiario perchè la Polizia Penitenziaria è stata dislocata nelle zone calde…

  2. Comitato Cittadino Porto del Sole
    maggio 29th, 2017 at 11:54

    Il trittico Renzi-Gentiloni-Bianco ha colpito ancora ed ancor più malamente di prima, in fatto di carrierismo politico. Lo dimostrano le mogli ed i mariti dei convenuti G7 che sono stati invitati a pranzo a Catania invece di Messina capo provincia di Taormina. Lo confermano le enormi spese di accoglimento e protezione che offendono la dignità dei cittadini più che mai bisognosi di risorse economiche e di protezione dalla malavita mafiosa e politica dilagante in tutta Sicilia.

  3. Oltretutto, forse per la prima volta nella storia di Catania, c’era un numero esorbitante di spazzini. Non avevo idea che ne esistessero così tanti, visto che finora si erano limitati a sporadiche apparizioni. Sarebbe bello se il Comune pensasse a tenere la città pulita per i suoi cittadini, oltre che per i turisti occasionali.

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