La legge di iniziativa popolare promossa dai Radicali per superare la Bossi-Fini e cambiare le politiche sull’immigrazione è stata presentata a Catania pochi giorni or sono al Palazzo della Cultura.

Pochi coraggiosi, congelati dalla temperatura polare del condizionamento, hanno partecipato all’incontro, sebbene molte siano le sigle promotrici della campagna “Ero Straniero – L’umanità che fa bene” partita in aprile per raccogliere – in sei mesi – le cinquantamila firme necessarie per sottoporre la legge all’attenzione del Parlamento.

Franco e coraggioso l’intervento di Emma Bonino, che ha sottolineato come sia necessario superare falsità, stereotipi e talora le bugie che la politica sceglie di cavalcare per guadagnare consenso.

A questo proposito nel sito della campagna è stato riservato uno spazio, ‘Sconfiggere la grande bugia’, in cui vengono smontati i più diffusi pregiudizi relativi agli immigrati, dalla convinzione che ricevano 35 euro al giorno al timore che ci rubino il lavoro.

In verità, ha ricordato Bonino, tantissimi insegnanti non lavorerebbero più senza alunni stranieri, i migranti controbilanciano la diminuzione delle nascite degli italiani, i costi dell’immigrazione sono inferiori al 2% della spesa pubblica e che gli stranieri contribuiscono al sistema previdenziale italiano. Il tutto con numeri alla mano, non quelli in genere ‘cavalcati’ da politici e giornalisti.

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Certo non mancano le persone di buona volontà, a loro Bonino si è rivolta per invitarle a mettere da parte timidezza e pavidità, a non nascondersi dietro mille cautele, anche perchè nei panchetti di raccolta delle firme si rischia di essere insultati.

Consapevole del clima dominante, la ex ministra non nasconde che la strada è in salita, ma la Bossi-Fini va eliminata, non solo in nome dei valori umanitari ma anche per le incongruenze e i costi che impone.

Il reato di clandestinità, ad esempio, assorbe tempi e risorse della giustizia, con gli stranieri che entrano ed escono dal carcere, e gli irregolari a cui viene intimato di lasciare il paese che fanno perdere le proprie tracce condannandosi alla marginalità definitiva e rischiando di divenire preda del sistema criminale.

Unica via legale possibile sarebbe quella del rimpatrio volontario assistito, per il quale i fondi stanziati sono sufficienti, ma di cui pochissimi immigrati si avvalgono. Per gli altri, evidentemente, le condizioni di miseria e/o di sfruttamento in cui vivono da ‘clandestini’ sono preferibili a quello che si sono lasciati alle spalle nella propria terra.

La proposta di legge per la quale è in corso la raccolta di firme prevede “norme per la promozione del regolare soggiorno e dell’inclusione sociale e lavorativa di cittadini stranieri non comunitari”.

Dal permesso di soggiorno temporaneo di 12 mesi per facilitare l’incontro con i datori di lavoro italiani, alla regolarizzazione degli stranieri ‘radicati’ perchè svolgono un’attività lavorativa o hanno comprovati legami familiari, dal riconoscimento delle qualifiche professionali alle garanzie per un reale diritto alla salute. Alla base di tutto, evidentemente, l’abolizione del reato di clandestinità.

Qui una sintesi delle proposte

La proposta di legge, promossa oltre che dai Radicali, anche da varie associazioni tra cui ARCI, ASGI, Centro Astalli, A Buon Diritto, ha avuto anche il sostegno di molte organizzazioni che si occupano di migranti e il supporto di un’ampia rete di sindaci, tra cui quello di Catania.

Bonino ha quindi esortato il sindaco Bianco, per quanto è in suo potere, a sveltire e semplificare la raccolta di firme, che avviene anche presso il nostro Municipio.

I tempi stretti del convegno hanno fatto sì che alcune delle relazioni previste non potessero andare in porto.

Di ampio respiro il discorso, in apertura, di Gianni Notari, parroco del Crocifisso dei Miracoli, che ha parlato di ‘umanità’ e degli schemi paralizzanti di una politica che demonizza i migranti o ne parla in termini di utilità.

Gli altri relatori, in rappresentanza di varie associazioni, hanno in prevalenza valorizzato il lavoro svolto dalla propria organizzazione, l’Arci il bel progetto Fieri di cui Argo si è occupato, Emergency i propri ambulatori, indubbiamente preziosi soprattutto là dove non sono presenti adeguate strutture sanitarie, Cittainsieme l’impegno per la Consulta dei Migranti, di cui però non è stato analizzato il sostanziale fallimento.

Rispetto a questi interventi in buona parte autoreferenziali, è parso più aderente al tema Riccardo Campochiaro, avvocato volontario del Centro Astalli che, dopo aver riportato il discorso sull’indispensabile superamento della Bossi-Fini, ha proposto l’eliminazione di alcune norme che rendono estenuante e difficile la permanenza legale dei rifugiati e intasano i Tribunali.

La proposta di legge

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2 Responses to “Ero straniero, una legge di iniziativa popolare”

  1. L’argomento
    “i migranti controbilanciano la diminuzione delle nascite degli italiani”
    non penso che sia bello mi venga proposto proprio dalla Bonino e/o dal partito radicale; infatti, da essi, per quanto a mia conoscenza, MAI è giunta una parola a favore della famiglia NATURALE, ma solo di esaltazione dell’individualismo più assoluto.

    Quanto alla Bossi-Fini(che è soltanto un cerotto pessimo su una ferita MORTALE nel corpo dell’umanità) sarebbe stato, e sarebbe, bellissimo, sentire anche qualche parola d’esame, anche soltanto d’esame non critico, circa le responsabilità delle politiche economiche/militari dell’occidente, in medioriente, ed in Africa, politiche particolarmente terribili, almeno dall’ultimo quarantennio, se non di più, ma questo è impossibile per un partito libherale/liberista/libertario, per il quale il dio MERCATO è intangibile col corollario che gli affari sono affari, a tutti i livelli; e questo mio pensiero, soltanto per sapere se dobbiamo continuare a mettere cerotti di qualità anche poco poco migliori sulla “ferita purulenta” o, finalmente, vogliamo cominciare a discutere se è tollerabile continui l’infinita tragedia “a monte”, nei luoghi detti, della quale noi qua vediamo soltanto l’epilogo, troppo spesso tragico, mortale, genocida.
    Mario Strano

  2. sullo IUS SOLI vi segnalo un meraviglioso articolo di Federico Rampini su Repubblica di ieri o di domenica. Una delizia.

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