Librino, Spine VerdiQuali i criteri di assegnazione per le concessioni in comodato d’uso degli immobili del Comune di Catania?

La questione non è di poco conto ed è anche molto attuale. Si discuterà anche di questo nel corso del consiglio della sesta municipalità (San Giorgio, Librino, San Giuseppe La Rena, Zia Lisa, Villaggio Sant’Agata), convocato per il prossimo venerdì 28 luglio, alle ore 9.30, a cui il presidente Lorenzo Leone ha invitato anche il neo Assessore ai servizi sociali, Fortunato Parisi.

Oltre che di problematiche sociali del territorio, si parlerà del futuro di alcune strutture comunali tra cui l’asilo Gardenia e Villa Fazio.

La Gardenia, fino a qualche tempo fa sede dell’asilo nido di Zia Lisa seconda, è una struttura scolastica svuotata dalla progressiva riduzione del numero di piccoli alunni. Dopo che gli ultimi quattro bambini sono stati spostati nel nido del Villagio sant’Agata, è stata utilizzata, in via transitoria, dall’Istituto Musco. Una destinazione possibile, caldeggiata proprio dalla Circoscrizione, sarebbe quella di ricavarne aule per l’Alberghiero dell’Istituto Onnicomprensivo Pestalozzi.

A discuterne, in occasione del consiglio di circoscrizione, è stata invitata anche l’assessora alla Pubblica Istruzione. L’utilizzo a fini scolatici sembra comunque scontato, la preoccupazione – condivisa un po’ da tutti – è soprattutto quella di evitarne la vandalizzazione.

Un problema molto più caldo è quello relativo a Villa Fazio, una delle storiche masserie di Librino che, dopo alterne vicende di restauri e distruzioni vandaliche, è stata assegnata, nel 2014, alla realizzazione del progetto Polo educativo Librino con scadenza naturale il 21 maggio 2016. Come ribadito anche nel verbale di consegna della struttura.

Da più di un anno è in attesa di un nuovo affidamento, sebbene venga attualmente utilizzata dalla Associazione C’era domani Librino e dal Gruppo Volontari Italia, che vi hanno organizzato un Grest (a che titolo?) la cui giornata conclusiva è prevista per il 28 luglio, dall’Associazione Vivi in Energia e dal consorzio Sol.co che insieme alla Fondazione Ebbene e alla cooperativa Mosaico il 23 maggio vi hanno realizzato la commemorazione della strage di Capaci.

Qualcuno di questi soggetti spera di avere una sorta di “riassegnazione”, sebbene i soggetti risultano diversi dalla R.T.I. (Solco, capofila – Net Service – Opera Don Calabria) che ha vinto l’appalto.

Denuncia Barbarossa

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In previsione dell’incontro, Edoardo Barbarossa, ex project manager del progetto Polo educativo Librino, ha denunciato sui social alcuni affidamenti di altri immobili, avvenuti senza avviso pubblico, tramite un atto di indirizzo politico. E si è chiesto quale sia la regola.

Non si tratta di piccoli numeri perchè gli enti coinvolti sono parecchi: Parrocchia Resurrezione del Signore, Fondazione Citta Invisibile, Parrocchia San Giovanni Apostolo, Comunità di Sant’Egidio, Associazione Parola della Salvezza, Associazione LAD Onlus – L’Albero dei desideri, Comitato Provinciale di Catania – Centro Sportivo Italiano, Associazione Centro aiuto alla Vita Onlus, Associazione AVULSS Onlus, Ente Ecclesiastico Figlie di Maria Ausiliatrice di Catania e Associazione Rinascendo Onlus.

La domanda sulla legittimità di questi affidamenti è stata già posta da Argo, che ha analizzato il Regolamento per l’utilizzazione dei beni immobili di proprietà comunale, adottato dal Consiglio Comunale nel 2011 (delibera n. 40 del 12 dicembre).

All’art. 3, prevede la pubblicazione di un avviso pubblico (bando o altro) che contenga, oltre all’indicazione dell’oggetto del contratto, i requisiti di ammissione alla selezione e i criteri in
base ai quali l’amministrazione confronterà le offerte pervenute.

Solo questa procedura permette infatti di rispettare il principio costituzionale dell’imparzialità e buon andamento (art. 97 della Costituzione) evitando favoritismi e conflitti di interesse.

Perchè allora il Comune sceglie così spesso la strada dell’affidamento diretto, in genere motivato con il richiamo alla utilità sociale delle attività svolte dalla associazione a cui si affida il bene? Sulla base di cosa si stabilisce che altre associazioni richiedenti o aspiranti, a quella o ad altra struttura, siano meno meritevoli?

Il problema si pone oggi anche per il nuovo affidamento di Villa Fazio. Il bando non è stato ancora pubblicato, il progetto per il quale il Consorzio Solco aveva vinto la gara risulta concluso da quasi due anni e diverse associazioni faticano a svolgere le proprie attività continuando a sperare che la pubblica amministrazione conceda a tutti le stesse opportunità.

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3 Responses to “Immobili comunali, dibattito aperto sulle concessioni”

  1. ma oltre all’affidamento ci sono quelli che hanno avuto le concessioni illegalmente ma che possono stare tranquilli perchè il Comune di Catania, pur se costituito parte civile nella causa penale, non chiederà mai l’abbattimento delle costruzioni fatte illecitamente sul mare.

  2. Dagli atti del processo emerge,senza ombra di dubbio, la nullità della gara di piazza europa, oltre l’impossibilità di fornire le garanzie bancarie su beni demaniali.
    Questa la registrazione, da cui emerge che il perito non ha mai chiarito, neppure in minima parte, la questione:
    http://www.radioradicale.it/sc.....-comune-di

    E sulla vicenda degli affitti, nulla da dire?
    Se il canone della sede agenzia delle entrate è fuori mercato come ha scritto il giornale online, perché non si è promosso il giudizio civile per la risoluzione del contratto e per il recupero delle somme pagate in eccedenza alla società del gruppo virlinzi ?
    Alla G&G di Giuseppe Virlinzi appartiene un immobile, in via Monte Lauro, dato in affitto per anni alla ex provincia regionale di Catania, mentre è chiaro che la Provincia regionale ha avuto tutto il tempo e gli strumenti giuridici per trovare immobili pubblici.
    L’università, nonostante gli annunci, ha continuato ad affittare l’immobile di via landolina, mentre non si capisce per quale motivo accordare una targa al gruppo virlinzi, per uno sconto sul valore di vendita della ex officina dismessa di via roccaromana?
    Viene da chiedersi se siano queste le scelte piu convenienti per l’amminsitrazione oppure se vi sia una cumulo di danni erariali, ancora in corso, non pubblicizzati adeguatamente?

  3. che fine hanno fatto il FARO DELLA PLAIA e quello di CAPO MULINI? A chi sono stati dati in concessione o in affidamento?Quanto hanno pagato per avere messo le mani su un bene demaniale di inestimabile valore ?F uori i nomi.

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