Ci uniamo alla proposta dei movimenti non violenti che invitano a ripensare la ricorrenza del quattro novembre, anniversario della fine della “inutile strage” che è stata la prima guerra mondiale: porre fine alle “ipocrite celebrazioni dei poteri armati” e sostenere la Campagna “Un’altra difesa è possibile” per una difesa civile, non volenta, rispettosa dei principi costituzionali.

Ogni vittima ha il volto di Abele

Proponiamo che il 4 novembre si realizzino in tutte le città d’Italia commemorazioni nonviolente delle vittime di tutte le guerre, commemorazioni che siano anche solenne impegno contro tutte le guerre e le violenze.

Affinché il 4 novembre, anniversario della fine della “inutile strage” della prima guerra mondiale, cessi di essere il giorno in cui i poteri assassini irridono gli assassinati, e diventi invece il giorno in cui, nel ricordo degli esseri umani defunti vittime delle guerre, gli esseri umani viventi esprimono, rinnovano, inverano l’impegno affinché non ci siano mai più guerre, mai più uccisioni, mai più persecuzioni.

Oltre cento anni dopo lo scoppio della prima guerra mondiale, mentre è tragicamente in corso la “terza guerra mondiale a pezzi“, è ora di dire basta.

Per questo sosteniamo la Campagna “Un’altra difesa è possibile” che ha depositato in Parlamento la proposta di legge di iniziativa popolare per l’istituzione e il finanziamento del Dipartimento per la difesa civile, non armata e nonviolenta, incardinata, calendarizzata e ora all’attenzione della Quarta Commissione Difesa della Camera dei Deputati.

Obiettivo della Campagna è quello di organizzare la difesa civile, non armata e nonviolenta – ossia la difesa della Costituzione e dei diritti civili e sociali che in essa sono affermati; la preparazione di mezzi e strumenti non armati di intervento nelle controversie internazionali; la difesa dell’integrità della vita, dei beni e dell’ambiente dai danni che derivano dalle calamità naturali, dal consumo di territorio e dalla cattiva gestione dei beni comuni – anziché finanziare cacciabombardieri, sommergibili, portaerei e missioni di guerra, che lasciano il Paese indifeso dalle vere minacce che lo colpiscono e lo rendono invece minaccioso agli occhi del mondo.

Nel nostra Paese, invece:

  •  La spesa militare italiana è ormai arrivata ad oltre 60 milioni al giorno
  • In Sicilia – nonostante le denunce e le mobilitazioni – prosegue la realizzazione del Muos
  • L’Abruzzo attende ancora la piena ricostruzione dopo il terremoto del 2009; il Centro Italia dopo il terremoto dell’anno scorso è ancora al punto zero
  • In Piemonte, mentre a Cameri si alza il primo F35 la Val di Susa continua a bruciare, ultimo capitolo di una stagione degli incendi che quest’anno sembra non finire mai, davanti alla quale le strutture di emergenza sono apparse totalmente inadeguate
  • Nel contempo il nostro Governo non ha ancora ratificato il Trattato per la messa al bando delle armi nucleari, mentre il Premio Nobel per la Pace 2017 è stato conferito proprio alla Campagna ICAN che ha promosso e sostenuto questo importante risultato raggiunto dalle Nazioni Unite.

La Campagna vuole aprire un confronto pubblico per ridefinire i concetti di difesa, sicurezza, minaccia, dando centralità alla Costituzione che “ripudia la guerra” (art. 11), afferma la difesa dei diritti di cittadinanza ed affida ad ogni cittadino il “sacro dovere della difesa della patria” (art. 52).

Uniamoci idealmente in una sorta di staffetta civile tra commemorazioni nonviolente delle vittime di tutte le guerre, ribadendo che il 4 novembre è giorno di lutto e non di festa per la partecipazione all’inutile strage della Prima Guerra Mondiale.

Ovunque sia possibile, in ogni piazza d’Italia. Queste iniziative di commemorazione e di impegno morale e civile devono essere rigorosamente nonviolente. Non devono dar adito ad equivoci o confusioni di sorta; non devono essere in alcun modo ambigue o subalterne; non devono prestare il fianco a fraintendimenti o mistificazioni.

Queste iniziative di addolorato omaggio alle vittime della guerra e di azione concreta per promuovere la pace e difendere le vite, devono essere rigorosamente nonviolente.

Occorre quindi che si svolgano in orari distanti e assolutamente distinti dalle ipocrite celebrazioni dei poteri armati, quei poteri che quelle vittime fecero morire.

Ed occorre che si svolgano nel modo più austero, severo, solenne: depositando omaggi floreali dinanzi alle lapidi ed ai sacelli delle vittime delle guerre, ed osservando in quel frangente un rigoroso silenzio.

Ovviamente prima e dopo è possibile ed opportuno effettuare letture e proporre meditazioni adeguate, argomentando ampiamente e rigorosamente perché le persone amiche della nonviolenza rendono omaggio alle vittime della guerra e perché convocano ogni persona di retto sentire e di volontà buona all’impegno contro tutte le guerre, e come questo impegno morale e civile possa concretamente limpidamente darsi.

Dimostrando che solo opponendosi a tutte le guerre si onora la memoria delle persone che dalle guerre sono state uccise. Affermando il diritto e il dovere di ogni essere umano e la cogente obbligazione di ogni ordinamento giuridico democratico di adoperarsi per salvare le vite, rispettare la dignità e difendere i diritti di tutti gli esseri umani.

Per informazioni sulla Campagna “Un’altra difesa è possibile”
Segreteria della Campagna c/o il Movimento Nonviolento

A tutte le persone amiche della nonviolenza chiediamo di diffondere questa proposta e contribuire a questa iniziativa. Contro tutte le guerre, contro tutte le uccisioni, contro tutte le persecuzioni. Per la vita, la dignità e i diritti di tutti gli esseri umani.

Movimento Nonviolento, PeaceLink, Centro di ricerca per la pace e i diritti umani di Viterbo, Associazione Antimafie Rita Atria

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One Response to “Quattro Novembre, appello per una nuova idea di difesa”

  1. Comitato Cittadino Porto del Sole
    novembre 8th, 2017 at 10:07

    Questo è il vero giornalismo da sostenere; non quello su RAI3 che narra di sanguinose guerre in Europa che dovrebbero venire dimenticate seppure nel massimo rispetto per i caduti di ogni Paese europeo.

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