locandina Mobilità attivaUn tentativo di aprire una finestra sulla modernità e sul futuro sostenibile della nostra città, quello fatto dalla Federazione Italiana Amici della Bicicletta (FIAB) che ha organizzato un convegno sulla mobilità urbana a Catania chiamando i candidati sindaci a presentare e discutere, in un confronto pubblico, le proprie proposte .

Purtroppo, lo scorso 29 maggio, a Scienze Politiche, la città era assente e il convegno ha assunto le caratteristiche di un incontro pre-elettorale di vecchio tipo.

Davanti ad una platea poco numerosa, composta più che altro da ciclisti e da qualche parente e amico dei relatori, si è svolto soprattutto un tiro al bersaglio sul Sindaco in scadenza, difeso dall’assessore D’Agata che lo rappresentava, ma di proposte si è parlato in modo generico, non particolarmente innovativo e talora fumoso.

Simone Morgana, presidente di FIAB Sicilia, nelle vesti di moderatore, ha posto ai relatori tre quesiti: il primo sul piano previsto nel proprio programma, il secondo sulle misure che si intendono adottare per scoraggiare l’uso dell’automobile in città, il terzo su come regolare il traffico intercomunale con i paesi confinanti.

Una versione semplificata dei propri studi urbanistici sulla necessaria intermodalità dei trasporti è stata esposta da Paolo La Greca, dell’Università di Catania, che rappresentava Salvo Pogliese.

Ha ricevuto il consenso di Riccardo Pellegrino (unico candidato presente), che ha aggiunto una nota generica sull’importanza di potenziare il trasporto pubblico a Catania.

Non meno generico l’intervento di Gianfranco Caudullo, ingegnere, in rappresentanza del candidato 5stelle, Giovanni Grasso, che ha fatto riferimento al progetto pubblicato dal movimento, in cui sono citati alcuni sistemi sperimentati positivamente in altre città.

Anche sulle misure per scoraggiare l’utilizzo delle auto in città (dall’uso collettivo dei mezzi, all’aumento progressivo delle tariffe di Sostare man mano che si procede verso il centro, alle campagne di ‘civilizzazione’ dei catanesi) non sono emerse indicazioni significative o innovative.

Quanto al grave problema della connessione tra Catania ed i paesi limitrofi, i cui abitanti si riversano in centro per svolgere la propria attività, più che parlare di proposte ci si è immersi nel mondo delle idee…

I discorsi più concreti sono stati quelli relativi all’operato della Giunta Bianco, di cui D’Agata ha rivendicato i successi, metropolitana, pista ciclabile al lungomare, scambio e restituzione
di biciclette per la pratica dello sharing e via discorrendo, scatenando le reazioni negative degli altri relatori.

Sulle carenze dell’attuale amministrazione, merita di essere segnalato l’intervento di Giulio Toscano, magistrato in pensione, intervenuto in rappresentanza di Emiliano Abramo, che ha rilevato come Catania sia stata esclusa da alcuni finanziamenti pubblici perché non si è
dotata, come previsto per legge, di un piano per la mobilità sostenibile.

Il comune di Catania non ha presentato progetti nell’ambito del “programma  sperimentale nazionale di mobilità sostenibile” del Ministero dell’Ambiente (legge 221 del 2015), pur essendo tra le 50 città ad averne diritto.

Nel 2016 è scaduto il piano della mobilità urbana, già approvato nel 2013.

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