Il diritto all’autederminazione e l’ingiusto regime di detenzione amministrativa sono oggetto del nostro terzo intervento sulle violazioni dei diritti fondamentali dei Palestinesi.

Dai dati molto concreti su questioni vitali come il diritto all’acqua e ai servizi essenziali  passiamo oggi alle questioni di portata più generale.

Ci occuperemo successivamente della situazione di Gaza, vera prigione a cielo aperto e una delle regioni più densamente popolate del mondo, con la sua superficie di 365 Kmq e 1,8 milioni di abitanti.

Diritto all’autodeterminazione

E’ difficilmente contestabile che a tutt’oggi il Popolo Palestinese sia privato del diritto all’auto-determinazione a causa dell’illegale occupazione israeliana, che viola l’integrità territoriale palestinese.

Il Popolo Palestinese ha diritto all’indipendenza e ad essere uno stato. Tale concetto include la realizzazione e la protezione di alcuni diritti inalienabili.

L’auto-determinazione è un diritto fondamentale di tutti i popoli, racchiuso nell’Articolo 1 della Carta delle Nazioni Unite, nella Convenzione Internazionale dei Diritti Civili e Politici (ICCPR) e nella Convenzione Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali (ICESCR).

Anche nell’ipotesi di una soluzione politica che riunisca Israeliani e Palestinesi in un unico stato, la situazione attuale non è accettabile perchè comporta una netta discriminazione dei Palestinesi per quanto attiene ai diritti fondamentali dell’uomo ed una legislazione marcatamente orientata, anche in senso confessionale, a favore dei cittadini ebrei.

Detenzione di cittadini palestinesi

Migliaia di Palestinesi sono detenuti nelle prigioni israeliane, molti senza capi di imputazione, sotto un continuo, ingiusto regime di detenzione amministrativa.
Circa 8.000 bambini palestinesi sono stati arrestati dal 2000. La detenzione arbitraria e il maltrattamento di bambini sono in aperta violazione della Convenzione dei Diritti del Bambino, approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989, come anche la separazione dei bambini dalle loro famiglie.

Due distinti regimi giudiziari portano a sentenze più severe per i bambini palestinesi in confronto ai bambini israeliani, richiamando le passate pratiche di apartheid in Sud Africa.

La IADL Associazione Internazionale degli Avvocati Democratici, ha raccolto molte denunce di tortura e di trattamento crudele, inumano e degradante, patiti dai prigionieri palestinesi, a cui vengono negate da parte delle autorità israeliane anche le visite dei familiari.

Molti prigionieri hanno iniziato scioperi della fame per protestare contro queste condizioni.

La Convenzione contro la Tortura proibisce queste pratiche, e tutti coloro che ordinano e mettono in atto l’uso della tortura devono essere ritenuti responsabili.

catanesinpalestina

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2 Responses to “Il sistema giuridico discriminatorio di Israele, i diritti fondamentali”

  1. Invece del sistema giuridico a catania non si parla?
    Considerate legittima l’operazione di piazza europa? Da parcheggio a centro commerciale!
    considerate opportuno l’affitto della sezione del tar catania, in via sacro cuore, che aveva peraltro riconosciuto somme alla ditta “parcheggio europa” e che recentemente ha preso in affitto da una società per 420 mila euro annui?
    ma vi sembra il caso?
    L’agenzia delle entrate non riesce a trovare immobili per l’ufficio di catania? non credo che non esistano altri immobili e mi pare che si vada avanti da anni nel sostenere che non ci siano immobili adeguati, dopo la vendita dell’immobile pubblico di via orlando, per poi riprenderselo in affitto.
    Ora, io sono pronto a scommettere che nessuno vedrà nulla di strano nella vicenda di piazza europa, ma siccome la procura diretta dal dott. Tinebra, secondo me, ha sbagliato eccome, non scegliendo il pm Gennaro come sostituto procuratore generale nel processo dei parcheggi e nel chiedere l’assoluzione.
    La variante da parcheggio a centro commerciale, proprio non si può fare, è improponibile. perchè la stampa non interviene con articoli adeguati?

  2. Al Prefetto di Catania

    Gentile redazione del Sito Internet “Argo”,

    Quello che contesto, ribadisco, è la vicenda del servizio idrico (servizi idrici etnei) e del processo per la costruzione del parcheggio di piazza europa.
    Il dott. Tinebra , come è nei poteri del PG, incaricò altro sostituto procuratore generale nonostante il dott. Gennaro chiese di essere applicato al giudizio d’appello del processo per la costruzione dei parcheggi, con funzione di sostituto, e la procura chiese e ottenne assoluzione. Quello però che ho messo in discussione è questo: se i criteri, peraltro variati anche per la parte inderogabile, erano relativi alla costruzione di un parcheggio (tra i criteri c.d. quantitativi c’era la tariffa oraria) come è possibile che il vincitore, dopo la variante, coincida con quello individuato prima della variante, se i criteri e quindi i punteggi erano relativi ad un parcheggio?
    Non condivido neppure la sentenza del tar catania (recentemente ha preso sede in affitto per 420 mila euro!!!!), peraltro già riformata in appello, che aveva riconosciuto somme alla ditta “parcheggio europa”, perchè questo presuppone che la ditta sia concessionaria e abbia diritto di realizzare e gestire l’opera.
    Si legge sui giornali “nessuna sopraelevazione” in piazza europa: guardate le foto, la piazza è in pendenza e la sopraelevazione c’è stata, eccome, rispetto al manto stradale.
    E secondo quale principio il comune di caltagirone ha lascito gestire alla ditta “servizi idrici etnei” il servizio idrico?

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