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Tutta la città è al corrente che la nave Diciotti della Guardia costiera italiana, con a bordo circa 170 immigrati, in larga maggioranza eritrei salvati al largo di Lampedusa, è attraccata da alcune ore al porto di Catania.

E che il Governo, tramite il Ministro dell’Interno, ha disposto il blocco dello sbarco per gli immigrati, in attesa che arrivi da Bruxelles una risposta in ordine alla distribuzione di questi migranti fra i vari Paesi dell’Unione europea.

A parte la questione morale e umanitaria (si tengono in ostaggio degli esseri umani fra i più deboli, per ottenere un obiettivo politico), riteniamo che vada affermato che tale provvedimento del Ministro – il quale, lo ricordiamo, all’inizio del mandato ha giurato sulla Costituzione – è palesemente illegale e del tutto incostituzionale.

Non ci troviamo di fronte a un respingimento alla frontiera, comunque vietato dalle norme internazionali.

Le persone presenti sulla nave si trovano in territorio italiano, sotto giurisdizione italiana. E lo erano ancor prima dell’attracco della nave al molo.

La nave, infatti, non solo batte bandiera italiana ma è un’imbarcazione militare dello Stato italiano.

A causa del divieto, i migranti sono quindi sottoposti, tecnicamente, ad un fermo amministrativo collettivo, privo di basi giuridiche e del tutto incostituzionale.

L’articolo 13 della Costituzione afferma infatti che “La libertà personale è inviolabile. Non è ammessa alcuna forma di detenzione, … né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell’Autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge”.

Mentre nell’articolo 10 leggiamo che “lo straniero al quale sia impedito nel proprio paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni previste dalla legge”.

Impedire, inoltre, ad operatori umanitari di soccorrere gli immigrati, di rifocillarli ed assisterli, in particolare donne e minori che necessitano di assistenza sanitaria, contravviene agli articoli 31 (tutela della famiglia, delle donne e dei minori, poi rafforzata da numerose convenzioni internazionali) e 32 della Costituzione, “la Repubblica tutela la salute come irrinunciabile diritto dell’individuo e interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti”.

Anche impedire a giornalisti ed operatori dell’informazione di accedere alla nave lede un altro diritto costituzionalmente garantito. “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto ed ogni altro mezzo di diffusione” (art. 21), il che comporta anche la libertà di informare e di essere informati.

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Ci siamo chiesti cosa facesse la Magistratura in proposito, pensando anche di invitare la Procura della Repubblica di Catania ad indagare su eventuali violazioni commesse da apparati dello Stato e dallo stesso Ministro dell’Interno.

Nel frattempo qualcosa si è mossa. Pare sia stata avviata, da parte della Procura di Agrigento, una inchiesta per detenzione illecita di persone ipotizzando anche il reato, ben più grave, di “sequestro di persona contro ignoti”.

Il Procuratore é anche salito, nel pomeriggio, sulla nave e ha chiesto formalmente al governo di fare sbarcare i minori non accompagnati, in ottemperanza di leggi e convenzioni internazionali. Lo stesso ha fatto il Procuratore di Catania.

Il Ministro Salvini ha dichiarato di consentire allo sbarco dei minori non accompagnati, polemizzando contro Magistratura (“Io non sono un ignoto”) e Unione europea che non appare disponibile ad una distribuzione dei migranti fra i vari Paesi europei.

Ha inoltre polemizzato contro il Presidente della Camera Fico, che aveva chiesto di sganciare la questione della nave Diciotti dalla trattativa con l’Unione europea, “Io faccio il Ministro e tu devi fare il Presidente della Camera”, e indirettamente contro il Presidente del Consiglio e il Presidente della Repubblica (probabilmente autori di un pressing riservato per far sbarcare i migranti), dichiarando “Io sono contrario”.

Espressioni non certo concilianti e scelte abbastanza inquietanti, come quella di non consentire ad un rappresentante dell’opposizione, Maurizio Martina, di salire a bordo della nave.

Si sono mosse intanto, con vari comunicati e con un presidio al porto di Catania, molte associazioni che operano a fianco dei migranti e dei rifugiati. Anche singoli cittadini hanno voluto esprimere in vari modi la loro solidarietà con i migranti trattenuti sulla nave.

Chiedere l’immediato ripristino dei diritti costituzionalmente garantiti non è, d’altra parte, una questione che riguarda solo gli stranieri immigrati, è una questione essenziale per tutti noi.

Questo provvedimento adottato dal Ministro dell’Interno, che riteniamo molto grave, potrebbe infatti costituire un grave precedente per le nostre garanzie costituzionali. Ed è quindi doveroso contrastarlo.

Chiudiamo il nostro appello richiamando alla memoria i versi del pastore luterano Martin Niemöller, che ci appaiono di estrema attualità:

«Quando i nazisti presero i comunisti,
io non dissi nulla
perché non ero comunista.
Quando rinchiusero i socialdemocratici
io non dissi nulla
perché non ero socialdemocratico.
Quando presero i sindacalisti,
io non dissi nulla
perché non ero sindacalista.
Poi presero gli ebrei,
e io non dissi nulla
perché non ero ebreo.
Poi vennero a prendere me.
E non era rimasto più nessuno che potesse dire qualcosa»

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One Response to “Nave Diciotti, un precedente per una svolta di regime?”

  1. Ettore Palazzolo
    agosto 23rd, 2018 at 10:46

    Mi sembra particolarmente grave che a un parlamentare dell’opposizione, il segretario del PD Martina, sia stato impedito di salire a bordo della nave Diciotti. I parlamentari, in base alla Costituzione, hanno istituzionalmente il compito di controllare l’attività dell’Esecutivo. Se ciò venisse confermato, si stanno progressivamente assommando tutta una serie di precedenti che vanno nel senso di una deriva autoritaria dall’attuale governo. Ed appare quanto mai appropriata la preoccupazione rappresentata dal titolo del bell’articolo di Argo.
    Mi piacerebbe sapere se l’on. Martina abbia protestato ufficialmente presso il Presidente della Camera deputato Fico e se questi intenda prendere provvedimenti in merito.

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