Quest’anno le leggi razziali compiono 80 anni e il nostro governo non poteva esimersi dal celebrare degnamente questo evento.

Con una circolare amministrativa si decreta la revoca totale dei fondi pubblici al progetto SPRAR di Riace.

Le motivazioni: mancato aggiornamento della banca dati SPRAR con nomi e cognomi dei richiedenti asilo ospitati e esatta ubicazione di tutti gli immobili usati per l’accoglienza dei migranti; ritardo nella presentazione della rendicontazione; accoglienza prolungata per alcuni casi vulnerabili; documentazione lacunosa in merito ai reali servizi offerti ai richiedenti asilo ospitati.

Per poter smantellare questo progetto, continua la circolare, tutti i richiedenti asilo attualmente accolti a Riace saranno trasferiti e il Comune dovrà presentare la rendicontazione mancante entro 60 giorni.

Il provvedimento si dota infine di potere retroattivo, avvertendo il primo cittadino che presto dovrà fare i conti anche con il passato…fornendo eventuali rendiconti mancanti e preparandosi a pagare multe salate se si riscontrassero simili irregolarità anche per periodi precedenti alla notifica di questa circolare.

Nella regione più dissestata d’Italia, con un tasso di disoccupazione stellare e un controllo mafioso capillare del territorio dove i migranti vengono sfruttati sistematicamente nelle campagne e nel mercato della prostituzione senza che alcun governo abbia mai seriamente affrontato la questione;

in un contesto di fortissimo abbandono e degrado degli agglomerati urbani dove il sistema di accoglienza registra i livelli più bassi per qualità e gestione delle risorse, la decisione del governo di smantellare uno dei pochi esempi virtuosi di accoglienza non solo per la Calabria, ma per l’Italia intera, fa rabbrividire.

Le ragioni sono almeno due.

La prima. Gli illeciti amministrativi riscontrati nella circolare sono probabilmente reali; del resto lo stesso Gip, nel dichiarare infondata la incriminazione del sindaco Lucano per reati, affermava la sussistenza di irregolarità amministrative nella gestione del progetto SPRAR.

Bisognerà certamente sanare gli illeciti riscontrati e colmare eventuali lacune nella gestione burocratica del progetto. Ma per farlo non serve smantellare il progetto.

Si potrebbe per esempio prevedere un tempo ragionevole per il Comune di Riace per mettersi al passo con le scartoffie, fornendo dei finanziamenti per organizzare un corso di formazione per rendicontatori e project manager; ciò colmerebbe le lacune riscontrate e innescherebbe un piccolo circolo virtuoso nell’economia del Comune offrendo un’opportunità di lavoro a chi conosce questi temi e formando nuovo capitale umano locale.

Non è un segreto del resto che gran parte delle amministrazioni comunali sono costrette a fare “carte false” a causa della farraginosità delle procedure amministrative; ma lo smantellamento non è la prima soluzione da prendere, né la migliore. Ma se al governo c’è un orientamento nettamente contrario a quello del singolo Comune, allora le cose si complicano…

La seconda. Le circolari amministrative sono norme interne che vincolano esclusivamente gli appartenenti alla pubblica amministrazione.

In materia di diritti costituzionalmente garantiti, come quello previsto all’art. 16 che garantisce a tutti i cittadini di poter circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, occorre una legge votata dal Parlamento e che sia ovviamente conforme al dettato costituzionale. E i diritti sanciti in Costituzione, in base a quanto stabilito dalla Corte costituzionale, vanno estesi anche agli stranieri.

Non è possibile dunque decretare il trasferimento di persone da un luogo a un altro con una circolare amministrativa…perchè sarebbe una deportazione.

Ma certe parole stridono ancora troppo ed è forse per questo che il Ministro Salvini ha subito rettificato, chiarendo che nessuno sarà costretto ad abbandonare Riace: si tratterà di ricollocamento volontario.

Per capirci, chi riuscirà a sopravvivere senza casa e privato dell’assistenza in servizi e beni materiali che gli permette di sopravvivere, potrà liberamente rimanere!

Non bisogna inoltre dimenticare che l’esperienza di Riace ha permesso la “rivitalizzazione del tessuto civile e dell’economia dei luoghi di accoglienza,  ripopolando e ridando vita a borghi disagiati destinati all’impoverimento e all’abbandono”, come scrivono Asgi, Articolo 21 e altri in un loro Comunicato.
E proseguono. “Per questo ad essere danneggiati dal provvedimento saranno, insieme agli stranieri che vanno via, gli italiani che restano. È un provvedimento che obiettivamente lede anche gli interessi degli italiani e irresponsabilmente opera per rendere la convivenza più difficile e più problematica per l’ordine pubblico.”

Il sindaco Lucano ha già fatto sapere che il provvedimento verrà impugnato dal Comune di Riace mediante i legali dell’ASGI.

E nel frattempo le persone che fine faranno?

Leggi la Circolare ministeriale del Minitero dell’Interno

Leggi il Comunicato (di Magistratura democratica, Articolo 21 e altri) “Un pericolos atto di autolesionismo

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2 Responses to “Smantellare Riace, schiaffo alla Costituzione e all’interesse degli italiani”

  1. Condivido il metodo di governo e di pensiero del sindaco di Riace ma sono certa che la campagna di adesioni che è stata scatenata attorno al suo operato è solo una montagna di idiozie che farà male anche a chi vorrà ribellarsi allo strapotere della classe al governo.Anche per questo motivo credo che siamo privi di una sinistra inteligente e civile. Siamo e siete barbari e non credibili. SE vogliamo smatellare la bardatura burocratica che assiste la nostra amministrazione pubblica non possiamo agire come il sindaco di Riace. Quello è un modo illegale, diseducativo che conduce alla ribellione. Alla stessa stregua e con più diritto protesto per il poveraccio che ruba un pollo al supermercato e viene definito ” ladro”.Non mi consta che la sinistra lo abbia difeso ed abbia detto che ha fatto bene.

  2. Ettore Palazzolo
    ottobre 16th, 2018 at 17:25

    Che un ministro, capo di un partito, che abbia illegittimamente trattenuto circa 49 milioni di Euro di finanziamento pubblico, che dovrà restituire nell’arco di circa settanta anni (bontà sua) e che ora si accinge con il suo governo a varare una sanatoria fiscale in base alla quale saranno condonati debiti al fisco fino al valore di un milione di Euro, si comporti in questa maniera nei confronti di un piccolo comune calabrese è una vergogna nazionale, che a me ricorda l’episodio della pagliuzza e della trave nell’occhio Se irregolarità vi sono e dovranno essere accertate anche in sede giudiziaria, in assenza di reati, si tratta di roba immensamente piccola e che il Prefetto competente potrebbe benissimo sanare, accordando una congrua proroga, perché il Comune si metta in regola; e magari alla cui regolarizzazione legare pure lo sblocco del finanziamento pubblico concernente il progetto SPRAR di Riace.
    Inutile chiedersi cosa fanno i cinquestelle e cosa fa l’opposizione, il Pd. Tacciono. A parte gli sproloqui di Martina che sembrano sempre più dei soliloqui.

    Dimenticavo, un ministro che prende per buone le dichiarazioni di un personaggio, noto amico nonché prestanome delle ‘ndrine di Riace, ha perso ogni credibilità.

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