Una testimonianza sul CARA di Mineo ci è stata inviata da un’operatrice che vi lavora da tempo.

Salute e trasporti sono oggi le maggiori criticità.

Cresce l’isolamento di chi è ospitato in questo centro, che possiamo considerare un ghetto, isolato anche fisicamente dal contesto. E i suoi ospiti, come in genere oggi tutti i migranti, rischiano di non curarsi più, mettendo a repentaglio la propria vita e creando un problema di salute pubblica.

Ecco il racconto-testimonianza che vuole dare voce a chi non ce l’ha.

Essere portavoce di chi non ha mezzi, voce, lingua e (purtroppo) ruolo nella società per farsi ascoltare: è questo l’aspetto che amo di più nel mio lavoro di operatrice nel campo dell’accoglienza.

In questo momento storico, nel quale tutto sta cambiando, le leggi che prima davano un minimo di speranza ed ordine per una vita “regolare”, adesso sono causa di traumi, disagi e paure.

Sì, perchè essere MIGRANTE oggi è essere parte di un fenomeno, di notizia e giudizio.

Non si pensa che la massa di immigranti, richiedenti asilo e rifugiati, sia composta da Karim, Aissatou, Happy, Mohammad ….da persone.

Un luogo dove spesso mi trovo ad operare, come lavoratrice e come volontaria, è il CARA di Mineo, disperso nel nulla, dove il tempo sembra fermarsi e dove attualmente 1800 persone vivono in attesa.

Di cosa? dei documenti principalmente, ma anche di quel futuro che hanno tanto desiderato.

Molti mi dicono “Pensavo che l’Europa fosse diversa”. E come potremmo dargli torto? Confesso che spesso abbasso lo sguardo dopo questa affermazione, provo anche imbarazzo nel non essere stata capace, da italiana, di soddisfare le aspettative di chi sperava davvero in un nuovo inizio.

Il CARA ha cambiato gestione, si parla di un periodo di transizione verso la chiusura e, nonostante tutto, mi si chiude lo stomaco nel pensare che quei viali saranno svuotati dalle loro, dalle nostre vite .

Non so di chi sia la colpa ma so che la vita lì dentro è davvero difficile. Gli ospiti hanno esaurito la rabbia, che ha lasciato il posto alla rassegnazione.

Allo stato attuale anche andare dal medico è un’impresa difficile.

Il precedente presidio sanitario, gestito dalla Croce Rossa, non esiste più e le cure e le visite, nonchè l’assegnazione dei farmaci, sono diventate un problema, quasi un’utopia. Per non parlare di ecografie o esami specifici o semplicemente analisi del sangue.

Gli ospiti dovrebbero richiedere tutti un medico di base, a Caltagirone o a Mineo. Il problema è che tutta questa gente non sa neanche come muoversi in questo caos burocratico, mancano ad essi le informazioni essenziali e un orientamento.

Eppure fornire le informazioni dovrebbe essere il primo dovere di chi li accoglie.

Al momento gli spostamenti dal CARA sono nulli.

E’ stato soppresso il trasporto per Catania (anche se corre voce che il nuovo direttore stia cercando di ripristinarlo).

Ecco che gli ospiti sono costretti a pagare in nero taxi abusivi gestiti da migranti stessi all’esterno del CARA, anche solo per vedere il proprio avvocato o procurarsi dei documenti. Tutto questo con i bambini legati alla schiena o con gli acciacchi dell’età, o con i segni e i dolori delle violenze.

E dovremmo essere noi ad “educarli” alla legalità? mi chiedo

Questi taxi hanno un costo molto alto per i richiedenti asilo che non percepiscono soldi in contanti, ma solo 2 euro e 50 caricati nel loro badge, con i quali poter comprare sigarette o tessere telefoniche.

I prezzi sono di 10 euro, andata e ritorno, per i taxi di gruppo e 20/25 euro per massimo due persone.

E come dovrebbero procurarsi questi soldi? Nella migliore delle ipotesi, sono costretti a rivendere gli acquisti dentro al campo per avere contanti e racimolare i soldi necessari. Ma non stiamo di fatto chiudendo gli occhi sul fatto che ci sia, in quella struttura, un circuito di ‘economia’ illegale?

Per non parlare della lentezza nella procedura relativa ai loro documenti. C’è gente che vive all’interno del CARA da uno/due anni, molti bambini (quasi tutti) sono nati lì.

Non si può spiegare quanta ricchezza mi trasmette quel posto, quanto affetto e quanta complicità può nascere dalla condivisione di un frammento di vita difficile come il loro, del quale io e tutti gli operatori facciamo inevitabilmente parte.

Sappiamo perfettamente che la maggior parte delle ragazze lì dentro si prostituisce, rientrano dal cancello a ora di pranzo stanche, con il trucco sbavato e l’ombrellone sulle spalle….

Sentiamo racconti di giovani uomini che ricevono lavoro in campagna in cambio di sesso da parte di uomini che potrebbero esserne padri….

Quelle reti bucate contengono storie e vite degne di rispetto.

Io non so quale sia la soluzione ma sento il dovere morale di fare da portavoce a chi cerca un aiuto per organizzarsi la vita, in un contesto sempre più difficile e ostile.

Le leggi stanno cambiando, giorno per giorno, e tutti noi viviamo sempre più nella precarietà e nella frustrazione di NON POTER FARE, NON POTER DIRE. A maggior ragione loro.

I ragazzi di Mineo per la società sono un popolo a parte, e forse lo sono davvero. Un popolo che mi ha accolto sempre, e per questo li ringrazierò a vita.

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One Response to “CARA di Mineo, la testimonianza di una operatrice”

  1. Ecco la discussione nata sulla nostra pagina FB

    Francesco Magnano: Dirigo il Cara di Mineo. Vi assicuro che nessun ospite ha dovuto rinunciare a qualsivoglia trattamento sanitario. I servizi di: psicologia, assistenza sociale, medicina, mediazione culturale, sono perfettamente attivi. Suggerisco di evitare la diffusione di notizie false.

    Martita Catania: Francesco Magnano ma non smentisce che caricate il pocket money su una scheda che permette di comprare solo sigarette e schede telefoniche. Sinceramente anche solo questo fa abbastanza schifo. Complimenti.

    Francesco Magnano: Martita Catania l’uso del denaro è impossibile in un centro di accoglienza di quelle proporzioni. Un elevato rischio di furto e violenza deve essere sempre eliminato

    Martita Catania: Francesco Magnano è assolutamente scandaloso. Quel denaro loro hanno il diritto di usarlo e/o di metterlo da parte, anche solo per pagarsi gli spostamenti da quel posto isolato in cui sono ghettizzati. Inoltre non evitate furti e violenze, semplicemente vengono declinati in altri modi. Buonaserata.

    Francesco Magnano: Lei ha la verità infusa?Legga i capitolati di appalto. Conosce le attività all’interno? Ci ha lavorato? Sa che L’ospite ha diritto al ticket restaurants da spendere ovunque?

    Francesca dell’Adif: Buonasera,sono una volontaria di un’associazione e ho quotidianamente a che fare con tanta e tanta gente del CARA di Mineo. Mi dispiace allora informarla,che molta gente si lamenta di mancate visite e mancate cure…lo faceva prima ma adesso lo sento sempre più spesso.Ci sono anche patologie ,eruzioni cutanee,irritazioni gastriche o oculistiche e altro genere … Che se venissero tenute sotto controllo,non potrebbero mai degenerare come capita.Confido nella sua buona volontà per smentire al più presto tutte le criticità che ho letto nell’articolo. Non credo che Argo diffonda notizie false,maggiormente nell’articolo in questione nel quale riportano una dichiarazione altra.Sa meglio di noi tutti che le cose potrebbero andare meglio e che la gente avrebbe bisogno di altro… io personalmente sento sempre gli stessi disagi e le stesse preoccupazioni da parte dei suoi ospiti…. Che ci voglia un po’ di tempo per migliorare le condizioni?bene!!! Allora attendiamo fiduciosi quello che succederà. È un posto enorme e difficile da vivere come da gestire,mi auguro che presto queste critiche e questi articoli diventino un ricordo…

    Martita Catania: Francesco Magnano l’articolo è sufficientemente chiaro e anche i diversi articoli sulle testate nazionali. Inoltre sulla base dell critiche, visto che ne ha il potere, potrebbe cercare di migliorare la situazione drammatica attuale, invece di alzare barricate.

    Francesco Magnano: Francesca dell’Adif, mi auguro che possiate venire a controllare gli accessi presso i presidi ospedalieri. Le visite specialistiche certificate Asp. Sono stanco di sentire chiacchiere.

    Francesca dell’Adif: Guardi io non devo controllare proprio niente .Mi basterebbe solo vedere fatti diversi da quelli che ho visto fino ad oggi.tutto qui.E con questo le auguro BUON lavoro!

    Francesco Magnano: Martita Catania nessuna barricata. Troppe cose inventate, ad esempio l’interruzione sanitaria. Prima di affermare bisogna informarsi. Le auguro una buona serata.

    Francesco Magnano: Francesca dell’Adif l’ambulatorio medico riceve 100 persone al giorno. In linea di massima parliamo di disagio psicofisico. Body pain. Se il medico lo ritiene opportuno chiede un approfondimento diagnostico. Si prenota la visita o l’esame diagnostico. Ovviamente i tempi sono quelli che sono anche per i cittadini siciliani. Purtroppo gli ospiti come noi mal sopportano le lungaggini. Ma tant’è.

    Francesca dell’Adif: 100 al giorno…Ok! Buona notte. Aggiungo anche… Lei dice che in una struttura così grande è impossibile la circolazione di denaro per evitare furti ecc… Ma secondo lei la vendita privata di sigarette o l’uso “forzato “visto che non c’è alternativa di utilizzare mezzi di fortuna invece?questo è meno pericoloso forse, ma diciamo che non è proprio il prototipo di legalità. O no?

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