Sant'Agata devotiUna festa di Sant’Agata affollata, ma non straripante, ci viene testimoniata da queste tre immagini, tratte dall’archivio personale di Armando Villani, giovane ingegnere elettronico appassionato della storia di Catania.

Fanno parte di una serie di foto/cartoline dell’Editore Stefano Vitrò di Catania e risalgono agli anni cinquanta del secolo scorso.

In due foto il contesto è rappresentato dalla via Antonino di San Giuliano, nella prima immagine viene colta la processione, che si snoda attraverso via Michele Rapisardi e via Coppola, tagliando la via San Giuliano, fotografata dal foyer del Teatro Bellini.

di notte via di san giulianoI devoti che partecipano alla processione sono vestiti con il tradizionale sacco e non mancano certo le candele, anche se di dimensione contenuta; l’insieme ci appare più ordinato e composto, con un fercolo a cui ci si può accostare senza particolari sbarramenti.

E’ evidente che la festa aveva allora dimensioni cittadine, non attraeva partecipanti da tutta l’area metropolitana e da altri sedi più lontane, come accade adesso. L’atmosfera ci appare nel complesso abbastanza tranquilla.

Tra i protagonisti delle immagini troviamo anche le automobili. Alcune sono parcheggiate lungo il percorso, una addirittura è colta in primo piano, mentre circola in mezzo alla folla.

viadi san giulianoProprio dalla sua targa ci viene fornito il terminus post quem delle foto, il 1953. Sono anni in cui a Catania di diffonde la motorizzazione di massa: dal 1947 al 1953 le auto immatricolate nella Provincia di Catania raddoppiano e diventano presenze costanti nella vita della città.

Non mancano le luminarie e neanche le insegne di negozi (Fiat ricambi per trattrici, Fornarotto Tessuti Corredi) e partiti politici (M.S.I. e Movimento Indipendenza Sicilia), oltre che del Consorzio Agrario Provinciale. Persino sul fercolo sono ricordati due “sponsor”, Ass. Artigiani e Banca Popolare S. Agata.

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2 Responses to “Festa di Sant’Agata anni cinquanta, le immagini”

  1. Ricordo con piacere i palloncini con l’effige del busto di S. Agata che ho conosciuto qualche anno dopo e che evidentemente erano gli stesso che sono stati riproposti uguali per oltre un decennio.

  2. Non riesco a capire come non si dica a chiare lettere che la festa di Santagata è una vergogna cittadina. La fede in questi simulacri dev’essere manifestata nel chiuso delle Chiese.Le strade cittadine non possono nessere imbrattate e rese impercorribili dalle manifestazioni di idiozia di un popolo reso barbaro dalle pratiche religiose.Perchè non dire la verità e smentire le voci dolciastre di chi vuole mantenere simili pratiche di stampo barbarico?

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