don Ciotti a Librino Una bella e partecipata accoglienza è stata fatta a Don Luigi Ciotti, per la prima volta in visita a Librino, nella parrocchia Resurrezione del Signore, lo scorso 25 febbraio.

Il presidente nazionale di Libera si trova in questi giorni a Catania per la preparazione della Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime della mafia, ormai giunta alla venticinquesima manifestazione, che si svolgerà il 21 marzo a Palermo.

Ad accogliere festosamente don Ciotti il coro è l’Orchestra di Musicainsieme a Librino, fiore all’occhiello di questa sofferta periferia, con giovani e giovanissimi che, grazie alla musica, hanno riscoperto il valore della legalità, dell’impegno e della dimensione comunitaria. Sono stati eseguiti due bei brani siciliani, uno dei quali riconducibile alla Balistreri.

Protagonisti dell’incontro sono stati i rappresentanti di dodici associazioni di volontariato che operano nel mega quartiere di Librino, circa 80.000 abitanti con una forte presenza di giovani e bambini.

“Una città nella città” così ha esordito il giovane Sergio, volontario della Misericordia, il quale, se pur emozionato, ha individuato tutti i punti critici caratteristici della vita di Librino: mancanza di lavoro, vuoto di potere, carenza di forze dell’ordine, dispersione scolastica, famiglie disagiate bisognose di sostegno.

Sara, della Rete Piattaforma per Librino, ha ribadito quanto detto da Sergio soffermandosi in maniera particolare sulla mancanza di lavoro e sulla incapacità dell’amministrazione e delle istituzioni a dare risposte adeguate.

Ha sottolineato, inoltre, come i pregiudizi vengono alimentati anche dai servizi giornalistici di molte testate, che di fatto sviliscono l’opera di tanti volontari che quotidianamente operano nella zona per ristabilire il senso di legalità e stimolare la resilienza degli abitanti.

Orchestra Musicainsieme a Librino Non è possibile dire che a Librino ci sia solo criminalità e degrado perché tale considerazione non corrisponde al vero e favorisce l’emarginazione e la paura, a tal punto che non si riesce a decentrarvi uffici pubblici perché gli impiegati hanno timore ad avvicinarsi a questo luogo.

Le difficoltà a portare avanti la campagna di recupero dei tossicodipendenti sono state descritte da Pino, psicologo della Comunità Sentiero-Speranza di Biancavilla.

“A fronte di una dilagante cultura della violenza occorre costruire un modello pedagogico alternativo, una cultura della pace e della non-violenza a partire dalle scuole” ha detto Giuliana, di Pax Christi, un richiamo ai valori portato avanti anche da Giusy e Arianna, de “I Briganti”, a proposito della promozione e diffusione dei valori dello sport.

C’è stato un filo conduttore a legare queste testimonianze, l’insistenza sulla necessità di operare in sinergia tra istituzioni, cittadini e volontari contro il malaffare, il degrado, l’ignoranza.

Solo che proprio le istituzioni, con le quali parlare confrontarsi, discutere e progettare interventi e azioni condivise, erano assenti.

Inevitabile l’apprezzamento di Don Ciotti nei confronti di questa rete di associazioni di volontari che agisce a Librino, utilizzando gli strumenti della cultura e della legalità, in un territorio difficile, ridotto ora a “periferia”, sebbene il progetto iniziale dell’architetto Kenzo Tange, prevedesse piuttosto un quartiere satellite di ampio respiro con isole alberate, ampi viali e grandi spazi a disposizione.

Spazi e verde con un potenziale enorme e che, insieme al paesaggio, fanno di Librino una vera risorsa per la città.

Leggi il Comunicato della Rete Piattaforma per Librino, Lettera ai giornalisti

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