senzatetto a Catania a palaspedini Tutelare le persone più fragili, i senzatetto, i disabili, gli indigenti, tutti coloro che la crisi in corso mette in particolari difficoltà e per i quali vanno individuate soluzioni specifiche.

E’ l’appello che un folto gruppo di associazioni rivolge al Presidente della Regione e ai sindaci delle città metropolitane di Catania, Palermo e Messina.

Può essere difficile per tutti noi restare forzatamente a casa, ma cosa accade a chi una casa non ce l’ha?

Cosa accade a chi ha perduto il sostegno che veniva dai volontari che distribuivano i pasti per strada e non può più rivolgersi alle mense su cui contava per un pasto caldo?

Dove andrà chi veniva ospitato per la notte in strutture rette con il servizio di volontari ai quali oggi è vietato spostarsi dalle proprie dimore?

Le attuali misure di contenimento del virus prevedono una serie di divieti pensati per tutelare la salute dei cittadini, ma rischiano di trascurare la tutela dei diritti fondamentali di chi è più povero, infrangendo anche i principi di solidarietà e sussidiarietà.

Ecco perchè le associazioni (primi firmatari Homoweb, CittàInsieme, Incontro al Viandante) chiedono che ognuna delle autorità istituzionali a cui è rivolto l’appello assuma i provvedimenti di propria competenza per garantire i diritti inviolabili dell’uomo.

In particolare si chiede che siano consentite le attività del terzo settore e del volontariato che offrono aiuti alimentari e farmaceutici, magari adattandole provvisoriamente alle precauzioni dettate dall’attuale contingenza, mentre si potrebbe disporre l’utilizzo di immobili del patrimonio pubblico per fornire ospitalità ai senza tetto per l’arco delle 24 ore, sottraendoli anche ai rischi di un possibile contagio.

Ecco l’appello

La necessità… degli “ultimi” al tempo del Coronavirus
Lettera aperta a politica e amministrazione siciliane con richiesta di provvedimenti urgenti
a garanzia dei diritti inviolabili e costituzionali di persone disabili, indigenti, senzatetto

Al Presidente della Regione Sicilia
Al Sindaco della Città metropolitana di Catania

Al Sindaco della Città metropolitana di Messina
Al Sindaco della Città metropolitana di Palermo
e p.c.
All’ Assessore regionale della Famiglia, delle Politiche sociali e del Lavoro
All’ Assessore regionale della Salute
Catania, 13.03.2020

Illustre Presidente
Illustri Sindaci

preso atto che l’arrivo e la progressiva diffusione del virus Sars-CoV-2 hanno costituito, particolarmente in ragione del carattere di elevata contagiosità, della novità del ceppo e delle patologie respiratorie da esso causate, una grave prova per il nostro Paese e per la capacità di governanti e cittadini di esercitare un compiuto discernimento e quindi dare risposte efficaci e razionali ed assumere comportamenti responsabili di fronte alla crisi generata dalla diffusione del virus;

considerato che a fronte della obiettiva condizione iniziale di ignoranza e dell’imprevedibilità circa la morbosità e pericolosità del virus, abbiamo assistito ad un impegno senza precedenti del personale medico e sanitario, ospedaliero e non, dei territori colpiti, e della comunità scientifica nazionale tutta,
impegnati a fronteggiare in prima linea l’emergenza, il che ha costituito per l’intera comunità un alto esempio di responsabilità civile e professionale e una concreta testimonianza della vitalità e capacitàgenerativa dei principi e valori costituzionali e morali di solidarietà sociale e politica e di autentica compassione e assistenza sussidiaria;


rilevato l’apprezzabile lavoro generalmente effettuato dai media, che hanno dato copertura sempre più capillare all’emergenza Coronavirus, promuovendo la diffusione delle informazioni attraverso il coinvolgimento di esperti (ma invero talora concedendo spazio anche a semplici “opinionisti”) e
sottolineando l’importanza del sentimento di appartenenza alla comunità di ogni cittadino quale antecedente di un agire sussidiario e responsabile;

considerato che a fronte della obiettiva condizione iniziale di ignoranza e dell’imprevedibilità circa la morbosità e pericolosità del virus, abbiamo assistito ad un impegno senza precedenti del personale medico e sanitario, ospedaliero e non, dei territori colpiti, e della comunità scientifica nazionale tutta,
impegnati a fronteggiare in prima linea l’emergenza, il che ha costituito per l’intera comunità un alto esempio di responsabilità civile e professionale e una concreta testimonianza della vitalità e capacitàgenerativa dei principi e valori costituzionali e morali di solidarietà sociale e politica e di autentica compassione e assistenza sussidiaria;

rilevato l’apprezzabile lavoro generalmente effettuato dai media, che hanno dato copertura sempre più capillare all’emergenza Coronavirus, promuovendo la diffusione delle informazioni attraverso il coinvolgimento di esperti (ma invero talora concedendo spazio anche a semplici “opinionisti”) e
sottolineando l’importanza del sentimento di appartenenza alla comunità di ogni cittadino quale antecedente di un agire sussidiario e responsabile;

ritenuto che la scelta di una strategia operativa basata essenzialmente sulla comunicazione, inizialmente adottata dal Governo nazionale, intendesse tra l’altro promuovere un agire responsabile e ispirato ai principi costituzionali e per tale via fronteggiare le più insidiose e pervasive manifestazioni di paura e liquidità sociale, così come che la successiva adozione di provvedimenti limitativi in via generale di alcune libertà costituzionali fosse e rimanga per più aspetti opportuna, accompagnata com’era tra l’altro dalla persistente esortazione che uniti si verrà fuori dalla crisi e perciò si dovesse prestare particolare attenzione verso coloro, bambini ed anziani, che nelle nostre famiglie e nella collettività intera, rappresentano i soggetti più fragili e bisognosi di fronte alla crisi;

rilevato che la paura è uno dei caratteri antropologici più marcati, il quale segna la condizione umana e si supera solo con la promessa che costituisce la comunità politica e garantisce il mutuo subsidium degli uni agli altri, ma che pure essa è sempre pronta a riapparire in ogni crisi e divenire o generatore di agire virtuoso e perfino eroico ovvero demone capace di condurre al ripudio del Villaggio, all’individualismo,
all’apatia sociale e al disimpegno, e in concreto a dimenticare davanti al pericolo di dover essere ausilio per la comunità e non abbandonare alcuno;

osservato in particolare che l’adozione del DPCM del 9 marzo scorso, nell’estendere a tutto il territorio nazionale le misure di contenimento del contagio relative allo spostamento delle persone fisiche, con la contestuale generica previsione di consentire gli spostamenti ove se ne autocertifichi la necessità, ha finito per determinare seri problemi interpretativi in ordine alle condizioni per (e alla stessa possibilità di) garantire la tutela dei diritti fondamentali alle persone senzatetto, da considerare certamente tra i più fragili davanti alla crisi e meritevoli di non esserle… sacrificati; e dunque bisognosi della considerazione della Politica e di soluzioni specifiche, anche in questa fase di crisi sanitaria, che gli garantiscano il riconoscimento della titolarità e tutela dei diritti fondamentali.

In particolare, considerato che applicando letteralmente il provvedimento che limita la libertà di spostamento sembra revocata pure la possibilità per i membri delle associazioni di volontariato di procedere alla distribuzione dei pasti e perfino quella di qualsiasi ente di continuare a garantire dei posti letto presso propri locali, ove si avvalga del servizio di volontari evidentemente ivi non residenti e dunque “necessitati” a compiere spostamenti da casa a garanzia dell’assistenza e della sicurezza;

osservato ancora che considerazioni di analogo tenore vanno rivolte in relazione alle disposizioni del DPCM dello scorso 11 marzo, le quali prevedono che restino aperti i negozi di generi alimentari, onde garantire l’approvvigionamento di quanti siano in grado di acquistare quei generi, mentre nulla si prevede per consentire l’apertura dei servizi di “banco alimentare” per garantire per quanto possibile e secondo
le disponibilità dei diversi enti un simile accesso ad indigenti e senzatetto;

considerato infine che sul territorio nazionale sono già state assunte misure volte oltretutto a permettere alle persone senzatetto di attenersi alle prescrizioni del decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, disponendo l’apertura dei centri disponibili per l’intera giornata, e talvolta avvalendosi della collaborazioni di soggetti associativi (Emergency) per riuscire anche ad effettuare uno screening sanitario con la misurazione della temperatura e delle funzioni respiratorie.

Tutto questo premesso, le Associazioni, Fondazioni ed Enti del territorio regionale siciliano che sottoscrivono questo appello, condividendo la necessità di misure adeguate al contenimento del virus ma contestualmente ritenendo che tutte le persone sul territorio regionale debbano essere poste nelle condizioni sostanziali di rispettare le prescrizioni del decreto e che peraltro in un opportuno bilanciamento la emergenza sanitaria e tanto meno la paura che la accompagna non debbano finire per lacerare i diritti fondamentali riconosciuti dalla nostra Carta costituzionale, a cominciare dai diritti inviolabili dell’uomo e dai principi di solidarietà politica e sociale e di sussidiarietà, coerentemente con quanto richiamato dal Governo nazionale e aderendo all’invito alla solidarietà sociale nei confronti dei soggetti più fragili e maggiormente esposti a rischi per la propria salute desiderando essere comunità di uomini e continuare a rendere vivo e praticare l’azione di subsidium a sostegno della dignità e della salute delle persone più esposte fisicamente e psicologicamente alla emergenza sanitaria e a tutte le sue conseguenze

chiedono

di assumere con l’urgenza imposta dalla situazione, ciascuno per quanto di propria competenza, i provvedimenti che riterrete più opportuni onde definire in quali forme il Governo
regionale e le Amministrazioni comunali e metropolitane intendano, compatibilmente con il rispetto delle restrizioni imposte dai provvedimenti normativi di contenimento della diffusione del virus, garantire nelle diverse Città il rispetto dei diritti inviolabili dell’uomo e dei diritti costituzionali delle
persone indigenti, disabili e senzatetto sul territorio siciliano, eventualmente consentendo le attività degli enti del Terzo settore che prestano assistenza alle persone indigenti e disabili e le attività di volontariato che garantiscono aiuto alimentare e farmaceutico e disponendo circa l’utilizzo di immobili del patrimonio per l’ospitalità h24 delle suddette persone.

Cordiali saluti,
Homoweb-Comunità on line e identità umana, CittàInsieme, Incontro al Viandante,
Acli Sicilia, Acli Catania, Associazione Banco Alimentare della Sicilia Onlus, Associazione Banco Alimentare Sicilia Occidentale ONLUS, Associazione “Casa di Maria”, ALETEIA – Istituto superiore per le scienze cognitive, Associazione culturale “La bottega di Adif”, Associazione di promozione sociale “Immaginare Insieme”, Associazione di promozione sociale Per Te, Associazione di promozione sociale “Rabbunì”,
Associazione di Volontariato “Triskele”, Associazione Family party, Associazione “Labirinto a colori”, Associazione LiberaMENTE Catania, Associazione Mamme per la pelle, Associazione Mediterraneo, Associazione Papa Giovanni XXIII, Associazione San Francesco Saverio APS – Palermo, Associazione REGGIO NON TACE, Associazione Sbaratto del mercato Albergheria, Associazione Talità Kum, Associazione
Universitaria Nike, Autismo Oltre onlus, Azione Cattolica Italiana – Delegazione Sicilia, CAD Sociale Catania area metropolitana, Caritas Diocesana Palermo, Centro Astalli Catania, Centro Astalli Palermo, Centro Diaconale la Noce – Palermo, Circolo Etneo “Teresa Mattei”, Circolo Palermo futura, Circolo etneo Teresa Mattei, Comitato Popolare Beni Pubblici e Comuni “Stefano Rodotà”, Comunità di Sant’Egidio Sicilia,
Comunità Islamica di Sicilia, Confcooperative Sicilia, Consorzio Il Nodo, Cooperativa Sociale La Panormitana, Fondazione Cirino La Rosa onlus, Cooperativa Prospettiva, Fondazione Ebbene, Fondazione Giuseppe Fava, Fondazione Marco Montalbano, Fondazione San Giuseppe dei Falegnami, Forum delle Associazioni familiari di Catania, Git di Banca etica Sicilia Nordest, Istituto don Calabria – Palermo, Istituto Pedro Arrupe
Palermo, Libera Catania, Lions Club Catania Gioeni, Locanda del Samaritano, Make Hub Licata, Mani Tese Sicilia, MCL Catania, Movimento dei Focolari, Officine Culturali, Patto per la Partecipazione Popolare Beni Comuni Area Vasta, Pax Christi Catania, Rete catanese#restiamo umani#Incontriamoci, Scienza e Vita Catania, Spazio Erwin – Parrocchia del Santissimo Crocifisso dei Miracoli Catania, Trame di Quartiere, Volontari Ospedalieri Italiani onlus di Catania.

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