23 nuove Posizioni Organizzative (P.O.) sono state istituite dalla Città Metropolitana di Catania, che ha preso il posto della Provincia ormai soppressa.

Vengono, cioè, previsti 23 Dirigenti intermedi per fare fronte agli impegni istituzionali, vale a dire impiegati con retribuzioni maggiorate che possano ricoprire posizioni di lavoro con “assunzione diretta di responsabilità di prodotto e di risultato”.

Come mai questa scelta? Sono forse aumentate le competenze istituzionali dell’ex Provincia? o sono state rese disponibili inaspettate risorse finanziarie?

Nulla di tutto questo. Da una recente verifica si è potuto constatare che i servizi propri della ex Provincia di Catania sono stati ridotti da 25 a 13, e che le risorse economiche, provenienti da trasferimenti economici dello Stato e della Regione, sono state progressivamente decurtate. E comunque non sono ancora accreditate.

I conti, quindi, non tornano.

E’ sotto gli occhi di tutti che la ex Provincia di Catania stenta a svolgere i propri compiti istituzionali e che i servizi fondamentali come la manutenzione delle strade, delle scuole, del territorio, nella migliore delle ipotesi vanno a rilento.

E’ ufficiale, inoltre, che i bilanci del 2017, 2018 sono stati approvati solo qualche giorno fa, in data successiva alla delibera del sindaco metropolitano sulle nuove P.O., mentre il bilancio del 2019 non è ancora stato approvato.

Come si fa a istituire nuove Posizioni Organizzative, che comportano ulteriori nuove spese, senza adeguate risorse economiche per l’espletamento delle relative competenze istituzionali e senza la preventiva approvazione dei bilanci dell’Ente?

Se lo chiedono i sindacati, USB in testa, che lamentano anche l’assenza del confronto sindacale preventivo rispetto alla delibera definitiva. Criticità sulla copertura finanziaria vengono segnalate anche dal Collegio dei revisori dei conti.

Già nel recente passato la ex Provincia di Catania è finita nel mirino della Corte dei Conti per avere liquidato a tutti i dirigenti, con procedure discutibili, indennità di risultato non dovute. Non solo, infatti, non erano stati interamente raggiunti gli obiettivi previsti, ma si trattava in realtà di obiettivi routinari per i quali la stessa Corte ha richiesto il risarcimento di danni erariali per circa 900.000,00 euro all’Ente e ad alcuni suoi Dirigenti.

Considerato che i Dirigenti apicali attualmente in forza all’Ente si sono ridotti, anche per via dei pensionamenti, da 25 a 7, senza un dichiarato aumento degli impegni e delle responsabilità, la nomina delle nuove Posizioni Organizzative non solo lascia molto perplessi ma si configura come potenzialmente illegittima

E’ chiaro che ne scaturirà un ingiustificato aumento di spesa, ma sorge anche il dubbio che si voglia creare una zona cuscinetto, costituita dai futuri beneficiari delle P.O., per alleggerire le responsabilità degli attuali Dirigenti.

Questi ultimi verrebbero – infatti – sgravati di responsabilità, anche penali, nel momento in cui alcune funzioni, con i relativi obiettivi, venissero attribuiti a chi è chiamato a ricoprire una P.O.

Senza che ai cittadini vengano assicurati interventi più efficaci.

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