Cittadella giudiziaria - CataniaE’ stato convocato per domani alle 19 il Consiglio Comunale che deve approvare il progetto di fattibilità tecnico-economica dei Nuovi Uffici Giudiziari di viale Africa. A sollecitare il suo svolgimento è stato il Dipartimeto urbanistica della Regione per “superare le difformità dell’opera rispetto al vigente Piano Regolatore Generale”.

A noi di Argo, e alle altre associazioni (Sunia Catania, CittàInsieme e Borgo marinaro di Ognina) che hanno firmato con noi l’esposto che denunciava la non conformità urbanistica del progetto, non può che fare piacere la volontà di sanare quello che sarebbe stato un vulnus, la realizzazione di un edificio giudiziario in spegio alla legge.

Per la prima volta, inoltre, viene fatta una pubblica e definitiva ammissione che la difformità con il Piano Regolare esiste e che va sanata. E sebbene l’intervento appaia tardivo, quasi una toppa messa all’ultimo minuto, esso ci appare importante e potremmo dire ‘promettente’, perché crea un precedente importante di rispetto delle norme, valido anche per altri progetti presentati, e spesso autorizzati, in modo illegittimo.

E ci riferiamo, per esempio, ai permessi per costruire concessi per realizzare edifici, in genere di carattere commerciale, su aree destinate a servizi pubblici, che vengono di fatto sottratti alla città, su cui Argo conduce da mesi una battaglia.

Anche se il Consiglio Comunale approvasse domani il progetto degli Uffici Giudiziari di viale Africa, in variante allo strumento urbanistico vigente, non ci sentiremo – tuttavia – soddisfatti nè tranquilli.

Il nostro espsoto non riguardava solo la non conformità urbansitica del progetto, segnalava anche un altro elemento, non meno grave e dannoso per la città, la non opportuna collocazione degli Uffici in quel sito.

Rusulta evidente a chiunque che un Palazzo di Giustizia lì collocato stravolgerà tutta l’area cittadina circostante. Attirerà un altissimo numero di persone, tra addetti e ed utenti, di gra lunga superiore a quello del Palazzo delle Poste. Persone che verranno da buona parte della Sicilia orientale, vista la presenza, tra gli altri uffici, della Corte di Appello cui fanno riferimento i distretti di Ragusa, Siracusa e Caltagirone, e delle ex preture dell’area etnea.

Ricadute sul traffico, necessità di parcheggi, un aumento abnorme del carico urbansitico che non può essere esorcizzato indicando la vicina stazione della metropolitana o dei treni, soprattutto ben conoscendo i limiti del locale servizio pubblico di trasporto.

Chi ha analizzato la situazione prima di fare la scelta scellerata di collocare i nuovi uffici in viale Africa?

Come si può affermare che “l’edificio da relizzare trovi perfetta collocazione sul terreno di sedime su cui insisteva il fabbricato Poste-Ferrovie già demolito”, senza che sia stato fatto un accurato studio della situazione?

Eppure si trattava di un adempimento dovuto, previsto anche all’interno del progetto di fattibilità, che deve essere redatto “sulla base dell’avvenuto svolgimento di indagini geologiche, idrogeologiche, idrologiche, idrauliche, geotecniche, sismiche, storiche, paesaggistiche ed urbanistiche” (comma 6, art 23 del Codice degli appalti).

Non solo. Nello stesso documento, la scelta andrebbe motivata anche con una accurata indagine relativa ai possibili siti in cui ubicare gli Uffici ed una comparazione tra le varie alternative, che non sono state realizzate.

Ecco perché il progetto di fattibilità tecnico-economica, “allegato alla proposta di deliberazione sottoposta al Consiglio Comunale”, essendo incompleto, non può costituire la valida premessa del voto di domani

Chiediamo quindi ai consiglieri, di astenersi dall’approvare in variante il progetto dei nuovi uffici giudiziari in viale Africa.

Così facendo, permetteranno che in Città si riapra la discussione per individuare un’area più adeguata per i nuovi Uffici Giudiziari e, al contempo, si discuta sulla migliore soluzione da adottare per viale Africa.

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2 Responses to “Quel pasticciaccio di viale Africa”

  1. Sento il dovere di manifestare apprezzamento nei confronti del movimento 5 stelle per aver con coerenza criticato e contestato il progetto di riedificazione del Palazzo ex Poste sull’area di viale Africa.Fra tutti i gruppi catanesi che discutono di politica è stato l’unico che ha avuto il coraggio e la capacità di condurre una lotta a viso aperto contro i guru della sub-politica che hanno gestito il tentativo ignobile di riedificare il palazzaccio di viale Africa.Suggerisco alla direzione di Argo di interessare l’on. Paxia, presente l’altro ieri al Comune di Catania, nella sala Coppola, affinchè il ministro Bonafede disponga la sospensione delle opere di questo insano progetto e venga a Catania per verificare in loco l’ignobile tentativo di distruzione ambientale che gli attuali amministratori vorrebbero realizzare. L’email della Paxia è la seguente: paxia_m@camera.it oppure segreteria.paxia@camera.it. Sperare non nuoce.

  2. Catania è già allo sfascio! Il viale Africa già pesantemente ingolfato rappresenterebbe, non solo la fine per qualsiasi soluzione urbanistica per fare emergere Catania dallo sfascio, ma anche il peggioramento delle attuali basse condizioni sociali ed economiche di tutto e non solo, il centro città.

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