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	<title>ARGO - Cento occhi su Catania &#187; Immigrazione</title>
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		<title>Cara di Mineo, lo sfruttamento della disperazione</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 06:21:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[diniego alla protezione internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[richiedenti asilo]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Cara di Mineo, presentato come luogo ideale per l’accoglienza dei richiedenti asilo, giorno dopo giorno, come era facile prevedere, dimostra la sua vera natura. Una mega struttura che emargina e isola chi è costretto a risiedervi, non produce nessun processo di integrazione, esaspera problemi e conflitti. E mentre all’esterno si rincorrono le voci su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=3NoGT1Cfql0"><img class="alignright" title="click per il filmato su Youtube" src="https://lh6.googleusercontent.com/-kJpoo_8pzzs/TyuwPRvZbHI/AAAAAAAAJlI/Po9g_unGGt4/s400/120203%2520io%2520denuncio.jpeg" alt="" width="280" height="170" /></a>Il Cara di Mineo, presentato come luogo ideale per l’accoglienza dei <strong>richiedenti asilo</strong>, giorno dopo giorno, come era facile prevedere, dimostra la sua vera natura. Una mega struttura che <strong>emargina e isola</strong> chi è costretto a risiedervi, non produce nessun processo di integrazione, esaspera problemi e<span id="more-29875"></span> conflitti.</p>
<p>E mentre all’esterno si rincorrono le voci su tutto quello che non va, chi vive lì dentro è disponibile a tutto pur di allontanarsene. Come pubblicato su <strong><a href="http://www.terrelibere.org/4440-mineo-un-migrante-bengalese-denuncia-la-corruzione-nel-cara" target="_blank">Terrelibere.org</a></strong>, ”lo scorso dicembre la polizia arrestava per <strong>estorsione</strong> un bengalese di 37 anni, Mainul Mohd Alam, interprete nel Cara di Mineo. Secondo l`accusa, si sarebbe fatto consegnare 440 euro da un suo connazionale per assicurare un esito positivo alla sua richiesta sullo status di rifugiato”.</p>
<p>Il rifugiato che ha denunciato questa estorsione ha lavorato in Libia sino alla guerra. Da Lampedusa è stato trasferito a Mineo, dove, almeno stando al suo racconto, un poliziotto lo ha invitato a offrire all’interprete una somma notevole (5.000 euro) <strong>per essere agevolato</strong> rispetto alla pratica per ottenere lo status di rifugiato.</p>
<p>Dopo la denuncia è, però, arrivato il <strong>diniego della Commissione</strong>. Ascoltare questa coraggiosa testimonianza dovrebbe far riflettere sull’urgenza di modificare radicalmente scelte che non fanno onore “alla civiltà europea”.</p>
<p><object width="600" height="335" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/3NoGT1Cfql0?version=3&amp;hl=en_US" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="600" height="335" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/3NoGT1Cfql0?version=3&amp;hl=en_US" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
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		<title>Tutto bene al Villaggio degli Aranci. O no?</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 07:06:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argo]]></category>
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		<category><![CDATA[progetti SPRAR]]></category>
		<category><![CDATA[Villaggio degli Aranci]]></category>

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		<description><![CDATA[9 ettari, 404 case unifamiliari su due piani. E&#8217; il Villaggio degli aranci, sperduto tra le campagne di Mineo, costruito dalla Pizzarotti spa, affittato agli americani che lo hanno lasciato da più di un anno. L&#8217;ex ministro Maroni ha pensato bene di farne un CARA mastodontico, che attualmente accoglie “solo” 1400 persone, in attesa di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" src="https://lh3.googleusercontent.com/-yKdZ0bkccx8/Tx8zVNXzlQI/AAAAAAAAJaE/j68SOv_NhgI/s600/021%252520arancio.gif" alt="" width="288" height="209" />9 ettari, 404 case unifamiliari su due piani. E&#8217; il Villaggio degli aranci, sperduto tra le campagne di Mineo, costruito dalla Pizzarotti spa, affittato agli americani che lo hanno lasciato da più di un anno. L&#8217;ex ministro Maroni ha pensato bene di farne un CARA mastodontico, che attualmente <span id="more-29688"></span>accoglie “solo” 1400 persone, in attesa di permesso di soggiorno.</p>
<p>Il <strong>filo spinato</strong> che lo circonda, quando c&#8217;erano gli americani, aveva una funzione protettiva. Adesso la barriera “spinata” ha una funzione inversa, difende l&#8217;esterno dal pericolo rappresentato da questi stranieri, descritti da una propaganda “razzista” come potenziali delinquenti, da tenere quindi “separati” e controllati.</p>
<p>Nel Villaggio degli aranci, <strong>controllato dalle forze dell&#8217;ordine</strong>, infatti non si può entrare se non si ha uno speciale permesso.</p>
<p><strong>E l&#8217;integrazione</strong>? non era uno degli obiettivi da perseguire? Con quali persone del luogo possono intrattenere relazioni di scambio, umano e culturale?</p>
<p>“Possono uscire durante il giorno, dalle 8 alle 20, non è vero che siano dei reclusi” ci dice la dottoressa Salvioni, dirigente della Croce Rossa di Milano, che ha gestito tutto il CARA nella fase dell&#8217;emetgenza iniziale ed è attualmente responsabile del comparto sanitario. Ma siamo in <strong>aperta campagna</strong> -ribattiamo- il paese più vicino è a più di 10 kilometri, non parliamo poi delle distanze da Caltagirone e da Catania&#8230;</p>
<p>“Possono usufruire gratuitamente del <strong>pulmino</strong> che accompagna a Mineo i bambini in età scolare, presenti nel Cara. Ci sono anche delle auto di servizio che fanno la spola tra il Villaggio e i centri vicini, soprattutto Caltagirone” .</p>
<p>La risposta ci convince poco. Un pulmino per mezza giornata e qualche automobile ci sembrano <strong>sproporzionati</strong> a risolvere il problema della mobilità di un così alto numero di persone. Non è infatti un caso che si vedano stranieri, per lo più a piccoli gruppi, che camminano lungo la strada.</p>
<p>“Hanno anche la possibilità di prendere gli autobus di linea, perchè da quando la gestione è passata alla Provincia percepiscono una “diaria” di 3 euro e 50 al giorno.” <strong>Non in denaro</strong>, però. La somma viene caricata su una scheda con la quale gli ospiti del Cara possono fare gli acquisti al bazar interno del Centro (sigarette, bevande, biscotti, schede telefoniche, biglietti dell&#8217;autobus e marche da bollo).</p>
<p>Facciamo un po&#8217; di conti. Una corsa costa circa cinque euro, otto per andata e ritorno. Un abbonamento settimanale (dieci corse) intorno ai 25 euro. Il pullman si potrà anche prendere, ma con il contagocce. Ci sono infatti le altre spese, innanzi tutto quelle per la <strong>pratica per il permesso di soggiorno</strong>, che tra bollettino postale, bolli per i documenti e fotografie viene a costare <strong>105 euro</strong>.</p>
<p>Per lo più restano quindi al Centro, <strong>senza fare nulla</strong>. Aspettano. Il colloquio con la commissione, la pratica di opposizione al diniego, la sentenza del tribunale. “Se non fanno nulla la colpa non è del consorzio Sisifo. Sono stati <strong>proposti dei corsi</strong> di ceramica, ma non vengono frequentati. Anche la scuola di italiano per gli adulti viene seguita in modo saltuario, a periodi”.</p>
<p>Non conosciamo la competenza degli istruttori e non vogliamo metterla in discussione, non sappiamo se si è cercato di andare incontro ad esigenze e sensibilità diverse dalle nostre, ma certo <strong>qualcosa non quadra</strong>, se le persone preferiscono, e nello stesso tempo soffrono, il non fare nulla. Quanto alla ceramica, per esempio, abbiamo saputo che <a href="http://www.argocatania.org/2011/12/23/storie-vite-di-uomini-allombra-del-cara-di-mineo/" target="_blank">tra gli ospiti c&#8217;è un ceramista</a>. Sarà stato coinvolto nel progetto di formazione proposto, o il corso era organizzato per “sistemare” qualche amico dei gestori?</p>
<div class="schedalaterale" style="width: 300px;">
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<li><a href="http://www.argocatania.org/2011/12/23/storie-vite-di-uomini-allombra-del-cara-di-mineo/" target="_blank"> <em>23.12.11 &#8211; Storie, vite di uomini, all’ombra del Cara di Mineo</em></a></li>
<li><a href="http://www.argocatania.org/2011/12/18/18-dicembre-al-cara-di-mineo-e-in-tutto-il-mondo-contro-ogni-discriminazione/" target="_blank"> <em>18.12.11 &#8211; 18 dicembre al CARA di Mineo, e in tutto il mondo, contro ogni discriminazione</em></a></li>
<li><a href="http://www.argocatania.org/2011/06/07/mineo-le-interminabili-attese-dei-richiedenti-asilo/" target="_blank"> <em>07.06.11 &#8211; Mineo, le interminabili attese dei richiedenti asilo</em></a></li>
<li><a href="http://www.argocatania.org/2011/04/23/c-a-r-a-mineo-chi-non-rispetta-la-legge/" target="_blank"> <em>23.04.11 &#8211; C.A.R.A. Mineo, chi non rispetta la legge?</em></a></li>
<li><a href="http://www.argocatania.org/2011/04/07/business-migranti/" target="_blank"> <em>07.04.11 &#8211; Business Migranti</em></a></li>
<li><a href="http://www.argocatania.org/2011/04/02/da-mineo-verso-leuropa-la-fuga-continua/" target="_blank"> <em>02.04.11 &#8211; Da Mineo verso l’Europa, la fuga continua</em></a></li>
<li><a href="http://www.argocatania.org/2010/11/29/permessi-di-soggiorno-non-sanatorie-truffa/" target="_blank"> <em>29.11.10 &#8211; Permessi di soggiorno, non sanatorie truffa</em></a></li>
<li><a href="http://www.argocatania.org/2009/01/19/sfruttamento-nelle-campagne-siciliane-e-non-solo/" target="_blank"> <em>19.01.09 &#8211; Sfruttamento nelle campagne siciliane… e non solo</em></a></li>
</ul>
</div>
<p>“<strong>Non</strong> si presentano agli appuntamenti, non sono abituati a rispettare gli impegni”. Sarà, forse per qualcuno è vero, ma tra gli ospiti ci sono anche persone che hanno studiato, che hanno lavorato. Non siamo in presenza di una <strong>“massa” uniforme</strong>, come invece vengono per lo più presentati. “I meno acculturali sono gli Africani, soprattutto quelli provenienti dal Mali o dal Burkina Faso”. I paesi più poveri, pensiamo. “Poi ci sono anche quelli che vengono dalla Costa d&#8217;Avorio e dalla Nigeria”.</p>
<p>&#8220;La cooperativa Sol.Calatino ha individuato una possibilità interessante, ci dice la Salvioni, alcuni <strong>tirocini retribuiti</strong>&#8220;. Con 500 euro al mese gli stranieri lavorano e imparano un mestiere: cuoco, barista, giardiniere. Ci chiediamo se la retribuzione sia adeguata. E poi quante persone riguarda questa proposta? Pochissime, rispetto al numero degli ospiti. Possono essere presentate come risolutive risposte così limitate?</p>
<p><strong>Tre casi</strong> di donne con bambini sono stati risolti con inserimento nello SPRAR, a Ragusa, Padova Roma. Anche qui, un&#8217;enorme sproporzione. Gocce in un mare di incertezza. Riemerge il <strong>problema di fondo</strong>, l&#8217;errore di mettere insieme troppe persone, di etnie così diverse e in stato di isolamento.</p>
<p>Chi riceve il permesso di soggiorno prima doveva andar via dal Centro, da due mesi a questa parte può restare, in attesa di una collocazione nello SPRAR o in attesa del terzo ordine di giudizio oppure se ha trovato un lavoro in loco. Ma la maggior parte va altrove, spesso <strong>all&#8217;estero </strong>a ricongiungersi con le “colonie” locali di connazionali. Gli Afgani vanno prevalentemente in <strong>Germania</strong>, gli Eritrei in <strong>Olanda</strong> e gli Iracheni in <strong>Svezia</strong>.</p>
<p>Visto che non hanno contanti a disposizione, se li procurano. Rivendono i loro “crediti” ad altri ospiti, o vanno a lavorare nelle campagne circostanti, a “<strong>tirare su i carciofi</strong>” per cinque euro. I fenomeni illegali, dal <strong>caporalato</strong> alla <strong>prostituzione</strong>, ci sono, lo sanno tutti. Sono così difficili da individuare? Qualcuno è stato arrestato per reati di altro tipo, ma si tratta di casi isolati.</p>
<p>A proposito del servizio sanitario apprendiamo che c&#8217;è un <strong>ambulatorio</strong>, che funziona ogni giorno dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20. E&#8217; tenuto da un medico, che garantisce la continuità, ma ne è previsto un altro per le urgenze, più il personale infermieristico. Le visite specialistiche si prenotano nei paesi limitrofi, a Caltagirone o in qualche ospedale di Catania. Due pediatri dell&#8217;ASP garantiscono il servizio per i circa 100 bambini presenti nel Centro, che “sono stati tutti vaccinati”, ci viene detto con soddisfazione. L&#8217;occupazione del nostro personale sanitario è garantita.</p>
<p>L&#8217;efficienza del servizio offerto andrebbe valutata meglio nel concreto, e qualcuno si chiede ancora se fosse davvero inevitabile la morte di un <a href="http://ctzen.it/2011/11/27/mineo-muore-migrante-pakistano-«al-cara-assistenza-inadeguata»/" target="_blank">giovane pakistano di 36 anni</a>, verificatasi a novembre.</p>
<p>Le <strong>prestazioni ambulatoriali</strong> giornaliere sono circa 250, di cui però solo una ventina sono visite mediche. Per lo più vengono forniti i farmaci. Per tutti infatti vige una regola: i medicinali si assumano <strong>sul posto</strong>. All&#8217;ora stabilità i pazienti si presentano (non sempre) e ricevono la somministrazione, sia quella legata ad un malessere occasionale, sia quella stabilita da una terapia protratta. Chiediamo la motivazione di questa scelta. Si prevengono così gli abusi, ci viene risposto. Abusi legati ad un <strong>uso improprio</strong> del farmaco, o forse -chissà- anche timore che dei farmaci si possa fare mercato. Ma sono davvero così inaffidabili questi stranieri?</p>
<p>Scarsa puntualità e scarso rispetto degli impegni, difficoltà a gestirsi. E&#8217; una rappresentazione veritiera degli ospiti nel Centro? Molti di loro avranno <img class="alignright" src="https://lh3.googleusercontent.com/-qr9saGneu6c/Tcma5TactZI/AAAAAAAAEZo/CajbIdDeLRw/s38/redazione-argo7.jpg" alt="" width="32" height="38" />anche oggettive difficoltà ad inserirsi in regole estranee al loro orizzonte, ma bisogna evitare, dopo aver creato una situazione difficile da gestire, di<strong> scaricare su di loro la responsabilità delle scelte sbagliate fatte a monte.</strong><br />
<img class="alignleft" src="https://lh3.googleusercontent.com/-Dow1rDBf2-k/Tx80MkBFOdI/AAAAAAAAJac/OsP4a4vwDFQ/s600/MINEO_GIF_600_200.gif" alt="" width="600" height="444" /></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Migranti e regolarizzazione, un passo avanti?</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2012/01/14/migranti-e-regolarizzazione-un-passo-avanti/</link>
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		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 05:36:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da oltre un mese cittadini extracomunitari di diverse etnie e organizzazioni catanesi che si occupano della tutela dei diritti dei migranti (in primo luogo la Rete Antirazzista) manifestano a Catania, davanti agli uffici della Prefettura, chiedendo tempi certi e modalità chiare rispetto alle “procedure di emersione”, in sostanza al permesso di soggiorno. In effetti, da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" src="https://lh5.googleusercontent.com/-gs4Di0m6RxQ/TxCZ-wy54-I/AAAAAAAAJN8/dXhqXkRgv-c/s356/_DSC6157_w_600.jpg" alt="" width="223" height="249" />Da oltre un mese <strong>cittadini extracomunitari</strong> di diverse etnie e organizzazioni catanesi che si occupano della tutela dei diritti dei migranti (in primo luogo la<strong> Rete Antirazzista</strong>) manifestano a Catania, davanti agli uffici della Prefettura, chiedendo tempi certi e modalità chiare rispetto alle “<strong>procedure di emersione</strong>”, in sostanza al permesso di soggiorno.</p>
<p>In effetti, da oltre due anni (in seguito all’approvazione della legge 102/2009), come si legge nella pagina fb <strong>Osservatorio dei Diritti Catania</strong>, “centinaia di cittadini extracomunitari presenti nel<span id="more-29184"></span> territorio catanese sono in attesa di ottenere una risposta definitiva dallo Sportello Unico per l’Immigrazione della locale Prefettura circa l’esito del procedimento amministrativo promosso dai propri datori di lavoro finalizzato alla regolarizzazione del rapporto contrattuale”.</p>
<div class="schedalaterale" style="width: 300px;">
<p class="title">Permessi di soggiorno &#8211; articoli correlati</p>
<ul>
<li><a href="http://www.argocatania.org/2011/11/28/immigrati-oggi-in-piazza-per-i-diritti/" target="_blank"> <em>28.11.11 -Immigrati, oggi in piazza per i diritti</em></a></li>
<li><a href="http://www.argocatania.org/2011/06/07/mineo-le-interminabili-attese-dei-richiedenti-asilo/" target="_blank"> <em>07.06.11 &#8211; Mineo, le interminabili attese dei richiedenti asilo</em></a></li>
<li><a href="http://www.argocatania.org/2011/01/19/sanatoria-migranti-la-regolarizzazione-si-allontana/" target="_blank"> <em>19.01.11 &#8211; Sanatoria migranti, la regolarizzazione si allontana</em></a></li>
<li><a href="http://www.argocatania.org/2010/11/29/permessi-di-soggiorno-non-sanatorie-truffa/" target="_blank"> <em>29.11.10 &#8211; Permessi di soggiorno, non sanatorie truffa</em></a></li>
<li><a href="http://www.argocatania.org/2010/11/20/dignita-e-diritti-per-tutti-i-migranti/" target="_blank"> <em>20.1.10 &#8211; Dignità e diritti per tutti i migranti</em></a></li>
</ul>
</div>
<p>Un problema che nella nostra provincia (dove risiedono circa 26.000 migranti)<strong> riguarda oltre 3.000 persone </strong>che hanno richiesto nel settembre 2009 di regolarizzarsi come colf o badanti, non essendoci altre opportunità. Il che ha costretto i lavoratori nell’agricoltura e nell’edilizia, e i venditori ambulanti a trasformarsi in badanti, vittime del mercato dei contratti gestito dalla criminalità organizzata, che li ha derubati e ingannati.</p>
<p>Un problema che dovrebbe essere interesse di tutti, e in primo luogo delle Istituzioni, risolvere in tempi celeri. Se ciò avvenisse, si eviterebbe, fra l’altro, il ripetersi di <strong>ricorsi al Tribunale Amministrativo Regionale,</strong> che spesso hanno dato ragione ai ricorrenti riscontrando la presenza di errate interpretazioni e/o applicazioni delle norme che disciplinano la materia.</p>
<p><img class="alignleft" src="https://lh4.googleusercontent.com/-s5fmGNfmSmM/TxCTUywcCJI/AAAAAAAAJNw/VZp5aky_CMw/s387/120113%252520prefetto%252520Cannizzo-2.jpg" alt="" width="147" height="186" /><strong>Il 10 gennaio</strong> si è svolto, a Catania, un importante incontro in<strong> Prefettura</strong>, con la partecipazione dello stesso Prefetto, del Questore e delle responsabili degli uffici che si occupano del problema, nonché dei rappresentanti delle diverse etnie, della Rete Antirazzista e di alcuni avvocati che seguono i migranti nei percorsi di emersione.</p>
<p>Tutti i presenti hanno riconosciuto la complessità del problema, ma anche la possibilità di affrontarlo, per quanto di competenza locale (più volte Prefetto e Questore hanno ribadito che loro devono, e non potrebbe essere altrimenti, applicare la normativa vigente), lavorando in modo da ridurre i tempi delle risposte (il Prefetto sta operando in tal senso) e provando a risolvere i singoli casi per evitare di arrivare, laddove è possibile, al contenzioso in tribunale.</p>
<p><img class="alignright" src="https://lh4.googleusercontent.com/-6SMZEKJvnzA/TxCS59aATRI/AAAAAAAAJNk/z7NI9mpvMJc/s358/120113%252520Questore%252520Cufalo-1.jpg" alt="" width="172" height="121" />Gli avvocati (<strong>Carnabuci e Montalto</strong>) hanno chiesto, per modificare un rapporto con gli uffici sinora poco positivo, modalità più celeri di accesso agli atti e, nel caso di risposte negative, una motivazione completa delle stesse. Su proposta del Prefetto, dottoressa <strong>Cannizzo</strong>, condivisa dal Questore, dottor <strong>Cufalo</strong>, si è deciso che gli avvocati presenteranno una lista di tutti “i casi” ancora in attesa di risposta o risolti non positivamente,  rispetto ai quali gli uffici si impegnano a fornire, in tempi brevi e in forma scritta, le dovute precisazioni.</p>
<p>Infine, per quanto riguarda i migranti vittime del <strong>“mercato dei contratti”</strong> il Questore, d’accordo con il Prefetto, ha invitato associazioni e <img class="alignright" src="https://lh3.googleusercontent.com/-qr9saGneu6c/Tcma5TactZI/AAAAAAAAEZo/CajbIdDeLRw/s38/redazione-argo7.jpg" alt="" width="32" height="38" />avvocati a interloquire con la Procura della Repubblica per denunciare quanto accaduto e ha dato la propria disponibilità a sostenere chi, legittimamente, denuncerà i soprusi subiti.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Natale a fianco delle egiziane e dei migranti tunisini scomparsi</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2011/12/24/natale-a-fianco-delle-egiziane-e-dei-migranti-tunisini-scomparsi/</link>
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		<pubDate>Sat, 24 Dec 2011 06:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
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		<description><![CDATA[Natale. Cos&#8217;è Natale? Il panettone, il cenone, il presepe, i doni sotto l&#8217;albero. Certo. Ma soprattutto, è voltarsi a guardare chi sta peggio di noi, è compassione, è solidarietà. Quella che ha dato l&#8217;Udi alle donne vittime di violenza in Egitto; quella data da Mediterranea e dalle donne dell&#8217;organizzazione femminista &#8220;Leventicinqueundici&#8221; alla mobilitazione organizzata da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Natale. Cos&#8217;è Natale? Il panettone, il cenone,  il presepe, i doni sotto l&#8217;albero. Certo. Ma soprattutto, è voltarsi a guardare chi sta peggio di noi,  è <img class="alignright" src="https://lh6.googleusercontent.com/-E3DEiWpuk0k/TvUOgWmnZ3I/AAAAAAAAIns/GM2Tnt1g_DI/s290/egitto.jpg" alt="" width="290" height="192" />compassione, è solidarietà. Quella che ha dato l&#8217;<strong>Udi </strong>alle <strong>donne vittime di violenza in Egitto</strong>; quella data da <strong>Mediterranea </strong>e dalle donne dell&#8217;organizzazione femminista <strong>&#8220;Leventicinqueundici&#8221;</strong> alla mobilitazione organizzata da tunisine e italiane a fianco dei familiari dei<strong> migranti tunisini dispersi.</strong></p>
<p>Le donne egiziane manifestano in questi giorni  contro la<span id="more-28532"></span> violenza dei militari, contro i loro pestaggi in <strong>piazza Tahrir</strong>. Quelle immagini hanno fatto il giro del mondo: mostrano una giovane donna, indifesa, picchiata a sangue, percossa con violenza dai militari. La ragazza -il corpo seminudo sotto i calci feroci e i manganelli dei poliziotti- ora versa in gravissime condizioni. E&#8217; stata lasciata  dai militari senza camicetta ed è stata soprannominata <strong>“la ragazza con il reggiseno blu”.</strong></p>
<p>L&#8217; Unione donne italiane ha inviato una lettera all&#8217;<strong>Ambasciata Italiana in Egitto</strong> e agli organi di stampa nazionali perché la facciano arrivare agli organi di stampa locali e ai consolati egiziani. E&#8217; un appello all&#8217;ambasciatore Claudio Pacifico <strong>(ambasciata.cairo@esteri.it)</strong> &#8220;perché attraverso la nostra ambasciata arrivi, tra le altre, anche la nostra voce  di solidarietà e vicinanza alle donne egiziane colpite dalla violenza delle forze di repressione. &#8221;L’Italia, partner del nuovo Egitto, &#8211; è il testo della lettera &#8211; deve fare sentire la sua voce, quella di mille e mille donne italiane che non tollerano la violenza, ovunque, contro popolazioni indifese, contro ragazze e donne colpite nella loro dignità e nel loro diritto a manifestare. Noi siamo a fianco delle egiziane che vogliono un Paese (e un Mediterraneo) di democrazia, di diritti e di pace&#8221;.</p>
<p>Altro appello quello dei <strong>familiari dei migranti tunisini scomparsi</strong>. Sono giovani partiti all&#8217;indomani della rivoluzione alla volta dell&#8217;Europa. Di loro, 300, forse 500,  non si sono avute più notizie. In Italia nessuno ne parla. In Tunisia  lo hanno fatto solo dopo la mobilitazione delle famiglie. Adesso in Italia il grido d&#8217;allarme di madri, padri, fratelli e sorelle dei migranti tunisini scomparsi è stato raccolto e diffuso da Mediterranea e da Leventicinqueundici. Lo striscione &#8220;<strong>Da una sponda all&#8217;altra, vite che contano&#8221; </strong>e , in arabo<strong>, &#8220;Dove sono i nostri figli&#8221;</strong>, è stato esposto a Parma e a Milano il 17 dicembre scorso; il 14  gennaio 2012 ci sarà una giornata di informazione pubblica a Milano.</p>
<p>&#8220;Prova a immaginare&#8221; &#8211; si chiedono i familiari dei giovani tunisini scomparsi &#8211; che sia  accaduto a tuo fratello o a tuo figlio, che sia partito e <strong>non abbia più dato notizie di sè</strong>, che le autorità non facciano nulla, non diano risposte, non facciano ricerche…</p>
<p><a href="http://www.argocatania.org/wp-content/uploads/2011/12/Appello_migranti_tunisini_dic2011.pdf"><strong>Leggi il testo integrale dell&#8217;appello</strong>.</a> Per firmare, scrivi a <strong><a href="mailto:venticinquenovembre@gmail.com" target="_blank">venticinquenovembre@gmail.com</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Storie, vite di uomini, all&#8217;ombra del Cara di Mineo</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 05:56:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[CARA Mineo]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Sciolto]]></category>
		<category><![CDATA[Villaggio degli Aranci]]></category>
		<category><![CDATA[Villaggio della solidarietà]]></category>

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		<description><![CDATA[Brevi flash di immagini e spezzoni di storie. Così Giovanni Sciolto parla del CARA di Mineo nel suo blog, Il ghetto dei fenicotteri. Nessuna posizione ideologica, nessuna retorica. Ma è come entrare lì dentro anche noi e conoscere e capire chi ci vive, da mesi. Oltre i canti e i balli. Oltre i tamburi e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft" src="https://lh3.googleusercontent.com/-BQzPAS-CJ5Y/TvO6T1_8SDI/AAAAAAAAIlc/GSPhaR4NHOg/s300/DSCN0812.JPG" alt="" width="300" height="225" />Brevi flash di immagini e spezzoni di storie. Così Giovanni Sciolto parla del CARA di Mineo nel suo blog, <a href="http://ilghettodeifenicotteri.blogspot.com/2011/12/residence-degli-aranci-il-mondo-dentro.html" target="_blank">Il ghetto dei fenicotteri</a>. Nessuna posizione ideologica, nessuna retorica. Ma è come entrare lì dentro anche noi e conoscere e capire chi ci vive, da mesi.</em></p>
<p><strong>Oltre</strong> i canti e i balli. Oltre i tamburi e i sorrisi. <strong>Oltre</strong> qualsiasi rivendicazione pubblica, urlata e <span id="more-28504"></span>sbandierata. Oltre le fotografie delle reflex tra mani bianche. <strong>Oltre</strong> pena e carità.</p>
<p>Oltre tutto questo esistono <strong>le storie</strong>. Esistono e sostengono con fatica e vigore la Storia. Le spalle sono nere, bianche, gialle. Sono anche abbronzate di fatica. Sono spezzate e storte dal tempo. Lo sguardo tende ad infinito e le mani stringono la stoffa umida all’interno delle tasche. Piene di <strong>carne ed ossa</strong>. Né metallo, né carta.</p>
<p>Varcata la soglia del <strong>più grande CARA d’Europa</strong> ti vien subito voglia di lanciare un pallone in aria e calciarlo a campanile per scoprire se il cielo è di cartone.</p>
<p>E’ un paesino, il Residence degli Aranci. Un paesino con tanto di Hard Rock Café Mineo e Indipendence Street. Un paesino strano i cui abitanti <strong>passeggiano in ciabatte</strong> per strada e ascoltano Alpha Blondy e Tiken Jah Fakoly dai telefonini. Un paesino in cui ogni giovane italiano medio borghese vorrebbe vivere.</p>
<p>I prezzi dell’amore sono bassi. Le sigarette costano meno. Ti danno da mangiare ogni giorno, il giardiniere lavora talmente bene che puoi sdraiarti sull’erba e guardare <strong>le stelle di cartone</strong>. E infatti è sull’erba che giocano a carte i Sudanesi. Ti sorridono e ti chiedono come stai.</p>
<p>Puoi fermarti a ballare la rumba in mezzo alla strada senza che nessuno t’investa. Le auto sono pochissime. Hanno queste scritte bizzarre: polizia, ambulanza. Poi ci sono le <strong>camionette dei militari</strong>. Se non fosse per loro, basterebbe mettere un unicorno in un angolo e sarebbe  il paradiso in Terra.</p>
<p>Altra chicca! Per Natale le case della via centrale sono ricoperte di lucine intermittenti. Vuoi mettere con le case tristi di gran parte delle famiglie italiane?! No, no. <strong>Il Residence degli Aranci è una bomboniera</strong>.</p>
<p>Forse è per questo che quando Victor, detto Victor Hugo, ha chiesto a qualcuno degli Italiani del paesino: “Come faccio a vivere fuori da qui? Non conosco nessuno! Dove posso andare?”, la risposta è stata: “Ma cosa vai a fare fuori? Qui hai da mangiare, puoi dormire! Non va bene così?”.</p>
<p>Victor Hugo, <strong>infermiere camerunense</strong> con tanto di diploma al seguito, avrà sorriso prima di scuotere il capo. Lo immagino. Con in tasca il suo documento italiano se ne va per le stradine del Residence degli Aranci pensando a una soluzione. In fondo in Libia, almeno, faceva il falegname. Com’è possibile che nella civilissima Europa <strong>resti per mesi senza far nulla?</strong>!</p>
<p>La soluzione pare averla trovata e, mentre tra una battuta e l’altra sull’ambience di Brazzaville (dove ha passato qualche giorno in vacanza) mi accompagna a casa dell’unico Congolese del paese, me ne parla. Vuole essere sicuro della fattibilità del progetto, Victor Hugo. “E’ difficile <strong>vivere per strada</strong> in Italia? La gente ti disturba?”.  (Troviamo un accordo su un progetto alternativo e realistico di cui parleremo a Catania, in questi giorni, davanti una birra…tipico di quell’ambience).</p>
<p>Il Congolese abita in cima al paese. Suono il campanello. Victor mi sposta e spinge la porta. Mi invita ad entrare.</p>
<p>“Moninga! Moninga!” urlo. Salgo di corsa ed eccolo! Ci salutiamo con le fronti. Lo stringo. Si scusa, non può offrirmi nulla. Protesto: “neanche un caffè, moninga?”. Mi mostra la casa. “<strong>Non abbiamo il gas nelle case</strong>. Posso darti un po’ della pasta del pranzo della mensa.”</p>
<p>Anche lui ha il suo bel documento italiano! Gli chiedo perché non è ancora a Matonge, Bruxelles, quartiere congolese. “Dove vado? E da chi? Non parlo neanche l’italiano. Esco e dove vado? Io <strong>so lavorare la ceramica</strong>, quello è il mio lavoro. Ma come faccio?!”</p>
<p>Altra storia, stesso girone.</p>
<p>Madou, Ivoriano di Korogò, vent’anni, è un altro dei tanti che <strong>non trovano motivi concreti per sorridere</strong> in quel paesino. Le sue lacrime e le sue urla sono più forti di qualsiasi retorica sulla solidarietà e la carità. Un pugno allo stomaco. Si vergogna di quelle lacrime, si copre gli occhi e singhiozza.</p>
<p>Il pianto è liberatorio e denso di rabbia.</p>
<p>“Ieri in Mali è morta mia madre! Era andata via da Korogò per curarsi. E io sono qua come uno stupido ad <strong>aspettare un pezzo di carta</strong> per uscire definitivamente da questo posto! <strong>Ho passato mesi qua dentro</strong>. E lo sai cosa faccio dalla mattina alla sera?! Nulla. <strong>Non faccio nulla</strong>. Mangio e dormo. Dimmelo. Dimmelo Tu. Dov’è che sei stato tu? Ti abbiamo chiuso ad aspettare non so quale pezzo di carta per mesi?! Non ci sarei salito su quella barca <strong>se i soldati libici non mi ci avessero messo su</strong>. Ma c’era la guerra là. Lo sai che c’era la guerra?!”</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="https://lh4.googleusercontent.com/-Jae1fgpABVU/TvMb_9p5UmI/AAAAAAAAIlU/ZLqMzUbOv7A/s600/MINEO_GIF_600_200.gif" alt="" width="600" height="444" /></p>
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		<title>18 dicembre al CARA di Mineo, e in tutto il mondo, contro ogni discriminazione</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Dec 2011 08:28:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 18 dicembre, su proposta del Forum Sociale Mondiale di Dakar, si manifesterà in tutto il mondo affinché ogni cittadino del pianeta possa decidere liberamente dove e come costruire il proprio futuro. In Sicilia l’appuntamento è davanti al CARA di Mineo, dove, ancora una volta, le associazioni antirazziste e pacifiste ribadiranno che le migliaia di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="https://lh4.googleusercontent.com/-Glp7QQ__wJM/TbXwUNhmWnI/AAAAAAAAEQI/uyspu36g1oY/s600/DSCN0807.JPG" alt="" width="324" height="243" /><strong>Il 18 dicembre</strong>, su proposta del Forum Sociale Mondiale di Dakar, si manifesterà in tutto il mondo affinché ogni cittadino del pianeta possa decidere liberamente dove e come costruire il proprio futuro.</p>
<p>In Sicilia l’appuntamento è davanti al<strong> CARA di Mineo</strong>, dove, ancora una volta, <span id="more-28345"></span>le associazioni antirazziste e pacifiste ribadiranno che le migliaia di richiedenti asilo, da mesi “ospitati” nel Cara più grande d’Europa, siano <strong>riconosciuti come soggetti umani</strong> in cerca di un futuro migliore e non trattati come oggetti parcheggiati a tempo indefinito per favorire il business della pseudo accoglienza.</p>
<p>Obiettivo, quello della chiusura del CARA, reso, se possibile, ancora più urgente dai tragici fatti avvenuti, negli ultimi giorni, a Torino e a Firenze.</p>
<p>E accanto al rifiuto, senza se e senza ma, di ogni forma di razzismo, i manifestanti si mobiliteranno perché<strong> la Sicilia</strong> non sia più una polveriera di ordigni di morte e di micidiali <strong>basi militari</strong> Usa-Nato (dal potenziamento di Sigonella alla costruzione del MUOS a Niscemi).</p>
<p>In sostanza, <strong>per superare la crisi</strong> l’unica via è quella di rafforzare democrazia e diritti e di diminuire drasticamente le spese militari a favore delle spese sociali.</p>
<p>Manifestazione del 16 dicembre a Catania, foto di Alberta Dionisi su fb:<br />
<em> Si chiamavano Samb Modou e Diop Mor</em></p>
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		<title>Centro Astalli al CARA, uno sportello legale e non solo&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 06:51:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; già funzionante dall&#8217;inizio di novembre lo sportello socio-legale che il Centro Astalli di Catania ha attivato all&#8217;interno del CARA di Mineo. Il permesso di accesso al villaggio, che ospita attualmente mille e cinquecento richiedenti asilo, era stato richiesto dall&#8217;associazione diversi mesi addietro. Il 3 agosto scorso, tramite la Prefettura, il Ministero dell&#8217;Interno ha finalmente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- p { margin-bottom: 0.21cm; } --><img class="alignleft" src="https://lh6.googleusercontent.com/-3u8ScUOTH48/TfcK5T0Z1XI/AAAAAAAAFkc/p8KmX7UpDZ8/s216/Centro_Astalli.jpeg" alt="" width="216" height="104" />E&#8217; già funzionante dall&#8217;inizio di novembre lo <strong>sportello socio-legale</strong> che il Centro Astalli di Catania ha attivato all&#8217;interno del CARA di Mineo.</p>
<p>Il permesso di accesso al villaggio, che ospita attualmente mille e cinquecento richiedenti asilo, era stato richiesto dall&#8217;associazione diversi mesi addietro. Il 3 agosto scorso, tramite la Prefettura, <strong>il Ministero dell&#8217;Interno</strong> ha finalmente<span id="more-27949"></span> concesso <strong>l&#8217;autorizzazione</strong>.</p>
<p>Tra le tredici persone alle quali è stato consentito l&#8217;accesso, tutti volontari, ci sono anche sei <strong>avvocati</strong>, che lavorano da tempo con il Centro Astalli e hanno quindi la competenza necessaria per assistere i migranti, molti dei quali hanno già ricevuto un <strong>diniego</strong> alla concessione del diritto d&#8217;asilo, al quale possono fare opposizione entro 15 giorni.</p>
<p>Anche coloro che devono ancora affrontare l&#8217;interrogatorio da parte della Commissione che esamina le richieste di asilo hanno bisogno di aiuto perchè il <strong>colloquio da sostenere presenta notevoli difficoltà</strong> per i migranti che provengono da esperienze spesso drammatiche che fanno fatica a rivivere e a raccontare, certo non solo per le difficoltà linguistiche, peraltro non indifferenti.</p>
<p>Oltre all&#8217;aspetto legale, i volontari dell&#8217;Astalli offrono anche un sostegno a più ampio raggio, mettendo anche in questo caso a disposizione dei<img class="alignright" src="https://lh3.googleusercontent.com/-qr9saGneu6c/Tcma5TactZI/AAAAAAAAEZo/CajbIdDeLRw/s38/redazione-argo7.jpg" alt="" width="32" height="38" /> migranti la loro esperienza di assistenza a donne e uomini spesso portatori di <strong>disturbi</strong> derivanti dalle <strong>difficili esperienze</strong> accumulate.</p>
<p>Ecco il <strong>calendario</strong> per il mese di dicembre, contenuto nel <a href="http://www.argocatania.org/2011/12/01/centro-astalli-presente-al-cara-di-mineo/" target="_blank">Comunicato dell&#8217;Astalli</a></p>
<p>02/12 ore 15,30-19,30<br />
10/12 ore 10,00-13,00<br />
14/12 ore 15,30-19,30<br />
23/12 ore 15,30-19,30</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Immigrati, oggi in piazza per i diritti</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2011/11/28/immigrati-oggi-in-piazza-per-i-diritti/</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 06:36:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argo]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA["Rete catanese 15 ottobre"]]></category>
		<category><![CDATA[CARA Mineo]]></category>
		<category><![CDATA[Coordinamento immigrati contro la sanatoria truffa]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Napolitano]]></category>
		<category><![CDATA[ius soli]]></category>
		<category><![CDATA[Rete antirazzista catanese]]></category>
		<category><![CDATA[sanatoria]]></category>
		<category><![CDATA[stranieri immigrati]]></category>

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		<description><![CDATA[“Mi auguro che in parlamento si possa affrontare anche la questione della cittadinanza per i bambini nati in Italia da immigrati stranieri”, Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica. Mentre la più alta carica dello stato denuncia un’anomalia ‘tutta italiana’ e sottolinea che una più adeguata normativa sullo ius soli permetterebbe di risolvere il problema, permangono nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="https://lh5.googleusercontent.com/-Toj3ypj5GNg/Ts-DS1DG3iI/AAAAAAAAIAA/qfahEInjqdo/s600/_DSC6157_w_600.jpg" alt="" width="324" height="215" />“Mi auguro che in parlamento si possa affrontare anche la questione della cittadinanza per i bambini nati in Italia da immigrati stranieri”, <strong>Giorgio Napolitano</strong>, Presidente della Repubblica.</p>
<p>Mentre la più alta carica dello stato denuncia un’anomalia ‘tutta italiana’ e sottolinea che<span id="more-27613"></span> una più adeguata normativa sullo<strong> ius soli</strong> permetterebbe di risolvere il problema, permangono nel nostro Paese gli effetti disastrosi prodotti dalla cosiddetta <strong>sanatoria truffa</strong>.</p>
<p>Un provvedimento che continua a negare a tantissimi migranti il diritto alla libera circolazione ed alla piena regolarizzazione.</p>
<p>“Nella</p>
<div class="schedalaterale" style="width: 300px;">
<p class="title">Permessi di soggiorno &#8211; articoli correlati su argocatania.org</p>
<ul>
<li><a href="http://www.argocatania.org/2011/06/07/mineo-le-interminabili-attese-dei-richiedenti-asilo/" target="_blank"> <em>07.06.11 &#8211; Mineo, le interminabili attese dei richiedenti asilo</em></a></li>
<li><a href="http://www.argocatania.org/2011/04/07/business-migranti/" target="_blank"> <em>07.04.11 &#8211; Business Migranti</em></a></li>
<li><a href="http://www.argocatania.org/2011/01/19/sanatoria-migranti-la-regolarizzazione-si-allontana/" target="_blank"> <em>19.01.11 &#8211; Sanatoria migranti, la regolarizzazione si allontana</em></a></li>
<li><a href="http://www.argocatania.org/2010/11/29/permessi-di-soggiorno-non-sanatorie-truffa/" target="_blank"> <em>29.11.10 &#8211; Permessi di soggiorno, non sanatorie truffa</em></a></li>
<li><a href="http://www.argocatania.org/2010/11/20/dignita-e-diritti-per-tutti-i-migranti/" target="_blank"> <em>20.1.10 &#8211; Dignità e diritti per tutti i migranti</em></a></li>
<li><a href="http://www.argocatania.org/2009/08/18/conseguenze-di-un-rimpatrio-forzato/" target="_blank"> <em>18.08.09 &#8211; Conseguenze di un rimpatrio forzato</em></a></li>
<li><a href="http://www.argocatania.org/2009/03/21/manifestazione-contro-il-decreto-sicurezza-ddl-733/" target="_blank"> <em>21.03.09 &#8211; Manifestazione contro il “decreto sicurezza” – DDL 733</em></a></li>
<li><a href="http://www.argocatania.org/2009/01/19/sfruttamento-nelle-campagne-siciliane-e-non-solo/" target="_blank"> <em>19.01.09 &#8211; Sfruttamento nelle campagne siciliane… e non solo</em></a></li>
</ul>
</div>
<p>provincia di Catania – come scrive la Rete Antirazzista Catanese &#8211; risiedono circa 26.000 migranti ed oltre<strong> 3000 hanno richiesto, nel settembre 2009, di regolarizzarsi</strong> come colf o badanti, non essendoci altra opportunità. Ciò ha costretto i lavoratori dell’ agricoltura e dell’ edilizia, i venditori ambulanti a trasformarsi in badanti, vittime del mercato dei contratti in mano alla criminalità organizzata, che li ha derubati ed ingannati.</p>
<p>Dopo oltre 2 anni sono centinaia le<strong> pratiche ancora inevase</strong>, ed ancor di più le pratiche definite negativamente con motivazioni pretestuose”.</p>
<p>Data questa situazione, migranti e associazioni antirazziste hanno deciso di riprendere la mobilitazione per ottenere:</p>
<ul>
<li><strong>Il rilascio </strong>del permesso di soggiorno per chi ha partecipato alla sanatoria truffa e l’ estensione generalizzata della regolarizzazione a tutte le tipologie di contratto e di lavoro autonomo;</li>
<li><strong>Il prolungamento</strong> del permesso di soggiorno per chi ha perso il lavoro e il ritiro della circolare Manganelli;</li>
<li><strong>Il rilascio</strong> del permesso di soggiorno per chi denuncia il datore di lavoro in nero;</li>
<li><strong>La chiusura</strong> di tutti i centri di detenzione per migranti, compreso il megaCara di Mineo;</li>
<li><strong>Il riconoscimento</strong> del diritto di voto per chi vive in Italia da almeno 5 anni;</li>
<li><strong>Il riconoscimento</strong> della cittadinanza per chi nasce o cresce in Italia.</li>
</ul>
<p>Primo appuntamento per la ripresa della mobilitazione: un’ assemblea pubblica che si svolgerà<strong> oggi, lunedì 28 novembre, alle ore 18 in piazza Stesicoro a Catania</strong>. L’ iniziativa è promossa dal Coordinamento immigrati contro la sanatoria truffa, dalla Rete Antirazzista Catanese e dalla Rete catanese 15 ottobre.</p>
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		<title>Così vicini, così lontani</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Nov 2011 08:41:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Enti Locali]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Quartieri]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di Catania]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>

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		<description><![CDATA[Un vero e proprio paesino con famigliole e la presenza di molte donne, massaie e madri di famiglia. Questa è la fisionomia che ha acquisto, a distanza di un anno, la favela di via Crispi, clic sull&#8217;immagine per avviare lo slideshow ormai abitata esclusivamente da bianchi, probabilmente bulgari. In quella di via Ventimiglia si vedono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un vero e proprio paesino con famigliole e la presenza di molte donne, massaie e madri di famiglia. Questa è la fisionomia che ha acquisto, a distanza di un anno, la favela di via Crispi, </p>
<p><em><strong>clic sull&#8217;immagine per avviare lo slideshow</strong></em><br />
<a href="https://picasaweb.google.com/Argo.redazione/101006FavelaViaCrispi#slideshow/5525056370347835490" target="_blank"><img class="alignleft" src="https://lh6.googleusercontent.com/-MrVyd6BUbnU/TKzxfu6XgGI/AAAAAAAAIFE/daXNUSgRKh4/s800/P1050002.jpg" alt="" width="509" height="366" /></a><br />
<img class="alignnone" src="https://lh6.googleusercontent.com/-kW-YyEOnWrc/TmnChJD0F-I/AAAAAAAAGmI/Wb2CoaFeX58/s600/spazio%252520600x5%252520px.png" alt="" width="600" height="5" /><br />
ormai abitata esclusivamente da bianchi, probabilmente bulgari.<br />
In quella di via Ventimiglia si vedono ora solo maschi africani,  la &#8220;villetta&#8221; con palme e banano con i frutti è abbandonata, non c&#8217;è più la <span id="more-15458"></span>famigliola di cui l&#8217;anno scorso si vedeva un commovente episodio di vita familiare. E, senza donne e bambini, regna lo squallore.<br />
Esiste un&#8217;altra favela, quella ad angolo con via Fischetti, rimasta invariata, con un&#8217;unica fila di baracche addossate al muro di cinta e sull&#8217;orlo dello scavo. Un rifugio temporaneo usato da persone di varie etnie ?<br />
<a href="http://picasaweb.google.it/Argo.redazione/101006FavelaViaVentimiglia#slideshow/5525058413198713618" target="_blank"><img class="alignleft" src="http://lh4.ggpht.com/_10MNtAmsnTs/TKz42WLORWI/AAAAAAAAAyY/0HzdWeYaYqc/Launcher%20via%20Ventimiglia.jpg" alt="" width="509" height="366" /></a><br />
<img class="alignnone" src="https://lh6.googleusercontent.com/-kW-YyEOnWrc/TmnChJD0F-I/AAAAAAAAGmI/Wb2CoaFeX58/s600/spazio%252520600x5%252520px.png" alt="" width="600" height="5" /><br />
<em><strong>incrocio corso Martiri Libertà con via Ventimiglia: vita familiare</strong></em></p>
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		<title>L&#8217;Italia sono anch&#8217;io, due leggi di iniziativa popolare</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 08:12:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
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		<category><![CDATA[stranieri immigrati]]></category>
		<category><![CDATA[Tavola della Pace]]></category>

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		<description><![CDATA[Quasi 5 milioni (l’8% della popolazione) le persone di origine straniera che vivono in Italia. Di queste quasi un quinto sono minori. Nello scorso anno scolastico gli oltre 700.000 alunni stranieri presenti hanno rappresentato il 7,9% dell’intera popolazione (percentuale, quest’ultima, che sale ulteriormente se ci si riferisce alle scuole materne ed elementari). Il 42,2% di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="https://lh4.googleusercontent.com/-JbTg0yISTcw/TrzSsPxvMWI/AAAAAAAAH6U/aZ0sOpSJm7A/s300/lItaliasonoanchio.jpg" alt="" width="280" height="300" />Quasi 5 milioni (l’8% della popolazione) le <strong>persone di origine straniera</strong> che vivono in Italia. Di queste quasi un quinto sono minori. Nello scorso anno scolastico gli oltre 700.000 alunni stranieri presenti hanno rappresentato il 7,9% dell’intera popolazione  (percentuale, quest’ultima, che sale ulteriormente se ci si riferisce alle scuole materne ed elementari). Il 42,2% di essi è nato in Italia. Eppure, tutti<strong> questi ragazzi ad oggi non sono italiani</strong>, né lo saranno fino a 18 anni, nonostante la<span id="more-27352"></span> nostra Costituzione &#8211; art. 3 &#8211; stabilisca il principio di eguaglianza fra le persone e impegni lo stato a rimuovere gli ostacoli che ne impediscono il pieno raggiungimento.</p>
<p>Di fronte a tutto ciò oltre venti associazioni (fra le quali Libera, gruppo Abele, Acli, Arci, Caritas Italiana, Cgil, Centro Astalli, Tavola della Pace) hanno deciso di promuovere <strong>due leggi di iniziativa popolare</strong> (per le quali occorre raccogliere, entro febbraio 2012, 50.000 firme) per la riforma del diritto di cittadinanza per i minori e il diritto di voto ai lavoratori regolarmente presenti nel nostro Paese da cinque anni.<strong> </strong></p>
<p><strong>L’Italia sono anch’io</strong>, questo il titolo dell’iniziativa, riguarda innanzitutto il principio fondamentale dell’introduzione nel nostro paese dello <strong>ius soli</strong>: sono cittadini italiani i nati in Italia che abbiano almeno un genitore legalmente soggiornante (da almeno un anno).</p>
<p><img class="alignright" src="https://lh5.googleusercontent.com/-7gXeG6EMx94/TrzSrllmBOI/AAAAAAAAH6M/ix8Sih7RTJY/s200/l%252527italia_sono_anchio.jpg" alt="" width="180" />Attualmente la normativa esistente indica il principio dello<strong> ius sanguinis</strong> come unico mezzo di acquisto della cittadinanza a seguito della nascita, mentre l’acquisto automatico della cittadinanza per ius soli continua a rimanere limitato ai figli di ignoti, di apolidi, o ai figli che non hanno diritto alla cittadinanza dei genitori. Inoltre, qualora questa campagna raggiungesse l’obiettivo, verrebbe  riconosciuto anche il <strong>diritto di cittadinanza</strong> per i tantissimi minori che non sono nati in Italia, ma ci vivono  stabilmente come i loro coetanei italiani.</p>
<p>Per quanto riguarda <strong>gli adulti che chiedono di diventare italiani </strong>si abbassa il requisito da 10 anni di soggiorno regolare, com’è oggi, a cinque anni. Infine, per<strong> il diritto di voto nelle comunità locali</strong>, la proposta è di concederlo per le elezioni in città, province e regioni agli stranieri in possesso del titolo di soggiorno da cinque anni.</p>
<p>A spingere le associazioni a “cambiare passo sulla cittadinanza” non solo considerazioni di tipo generale, ma, anche, le troppe storie quotidiane di diritti negati.</p>
<p>A <strong>Catania</strong>, il Comitato Promotore  (al quale hanno aderito anche associazioni locali, fra queste la LILA e la Rete Antirazzista) ha organizzato una giornata di <strong>raccolta firme Sabato 12 novembre dalle ore 16,30 in via Etnea (di fronte alla villa Bellini)</strong>.</p>
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