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	<title>ARGO - Cento occhi su Catania &#187; Informazione</title>
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	<description>Cento occhi su Catania</description>
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		<title>Io mi chiamo Giovanni Tizian</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 07:15:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Libera Catania aderisce fraternamente alla campagna &#8220;Io mi chiamo Giovanni Tizian&#8221;. Qualunque minaccia fatta a uno di noi è una minaccia a tutti noi. E&#8217; per questo che reagiremo e avremo la meglio&#8221;. Questo il comunicato con cui Giuseppe Strazzulla, coordinatore provinciale di Libera Catania, ha voluto esprimere la vicinanza della propria associazione al giornalista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="https://lh3.googleusercontent.com/-ifOrdw7MQ_4/TxJ7N5CZueI/AAAAAAAAJOY/XBXH_vaeBCU/s220/giovanni_tizian.jpg" alt="" width="220" height="220" />&#8220;<strong>Libera Catania</strong> aderisce fraternamente alla <strong>campagna &#8220;Io mi chiamo Giovanni Tizian&#8221;</strong>. Qualunque minaccia fatta a uno di noi è una minaccia a tutti noi. E&#8217; per questo che reagiremo e avremo la meglio&#8221;. Questo il comunicato con cui <strong>Giuseppe Strazzulla</strong>, coordinatore provinciale di Libera Catania, ha voluto esprimere la vicinanza della propria associazione al giornalista calabrese Giovanni Tizian, messo sotto scorta dagli inquirenti perchè<span id="more-29243"></span> si occupa delle <strong>infiltrazioni della criminalità organizzata nell&#8217;economia del Nord</strong>.</p>
<p>Vive e scrive al Nord Giovanni Tizian. Parla di mafie, sulla Gazzetta di Modena, su <strong>Narcomafie</strong>, il mensile del gruppo Abele, nel suo ultimo libro &#8220;<strong>Gothica. &#8216;ndrangheta, mafia e camorra oltrepassano la linea</strong>&#8220;, pubblicato da Round Robin. Parla di quel “lato oscuro del Paese” che qualcuno vorrebbe ancora negare,  segue “il filo conduttore del denaro”, ricostruendo come vengono investiti i soldi, “quali settori sono più esposti al riciclaggio, quali metodi e strategie sono adottate per ripulire il denaro sporco”.</p>
<p>Il suo impegno antimafia continua nell&#8217;adesione all&#8217;<a href="http://associazionedasud.blogspot.com/" target="_blank"><strong>associazione daSud</strong></a>, nata nel 2005 per “volontà di un gruppo di donne e uomini che sono partiti dal Mezzogiorno, ma non intendono lasciarlo nelle mani di ‘ndrangheta, camorra, cosa nostra e sacra corona unita. Per questo lavorano a percorsi di comunicazione, cultura, memoria&#8230;”.</p>
<p>E nella memoria da conservare c&#8217;è anche quella della sua famiglia, quella di un <strong>padre morto ammazzato a Locri</strong>, quando Giovanni aveva solo 7 anni. Un integerrimo funzionario di banca, probabilmente troppo scomodo, ucciso da “mani ignote, ma armate dalla ‘ndrangheta”.</p>
<p>La famiglia si è trasferita in Emilia, ma Giovanni non ha dimenticato. Tesi di laurea in Criminolgia sulle ramificazioni internazionali della &#8216;ndrangheta e poi lavoro di inchiesta, perchè “non penso che un giornalista possa cambiare il mondo, ma credo nell&#8217;<strong>utilità sociale del mestiere di giornalista</strong>”.</p>
<p>Attorno alla sua vicenda è nato un forte movimento di solidarietà ed è partita appunto una <a href="http://www.iomichiamogiovannitizian.org/la-campagna/" target="_blank"><strong>campagna alla quale tutti noi possiamo aderire </strong></a>inviando una mail a  <a href="mailto:iogiovannitizian@dasud.it" target="_blank">iogiovannitizian@dasud.it</a> o lasciando un commento sulla <a href="http://www.iomichiamogiovannitizian.org/le-adesioni/" target="_blank">pagina delle adesioni</a>.</p>
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		<title>Pippo Fava e la sua Città</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 06:50:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Fava]]></category>
		<category><![CDATA[Il Giornale del Sud]]></category>
		<category><![CDATA[Siciliani giovani]]></category>

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		<description><![CDATA[Ogni anniversario della morte di Giuseppe Fava (5 gennaio 1984) rappresenta, anche, un’occasione per riflettere sulle trasformazioni e su ciò che accade a Catania e in Sicilia. Dal primo grande corteo del 1985, aperto dallo striscione “un uomo e la sua lotta”, e seguito da migliaia di catanesi finalmente consapevoli della centralità della lotta alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="https://lh4.googleusercontent.com/-ubZvt_WrXpE/TwS17zB4OqI/AAAAAAAAI7s/RgYSxCV_4qE/s418/120104%252520giornale%252520del%252520sud%252520fava.jpg" alt="" width="320" />Ogni <strong>anniversario della morte</strong> di Giuseppe Fava (5 gennaio 1984) rappresenta, anche, un’occasione per riflettere sulle trasformazioni e su ciò che accade a Catania e in Sicilia. Dal primo grande <strong>corteo del 1985,</strong> aperto dallo striscione “un uomo e la sua lotta”, e seguito da migliaia di catanesi finalmente consapevoli della centralità della lotta alla mafia, ai successivi appuntamenti sotto la<span id="more-28890"></span> lapide non altrettanto partecipati, ma testimonianza di una coerente volontà di non dimenticare.</p>
<p>Volontà, purtroppo, espressa “a singhiozzo” dalle <strong>Amministrazioni</strong> pubbliche che si sono succedute. Ma di questo non ci stupiamo. Non pretendiamo, infatti, che i rappresentanti di questi enti locali debbano condividere le belle e chiare parole della <strong>lapide</strong> dedicata a Fava dall’allora movimento studentesco catanese.</p>
<p>Ogni anniversario è anche, grazie alla <strong>Fondazione Fava</strong>, occasione per ricordare che la lotta alla mafia è un <strong>problema nazionale</strong>, il premio e le iniziative di dibattito ad esso collegate permettono, infatti,  di mantenere e rafforzare questo legame, necessario per dare un giusto respiro e adeguate ambizioni a un tale impegno. Quest&#8217;anno sarà proiettato il film di Vittorio Sindoni, &#8220;<strong><em>Un siciliano come noi</em></strong>&#8220;, che contiene, oltre a parti recitate, anche brani di un&#8217;inchiesta il 6 puntate realizzata da Fava per la RAI e mai trasmessa, ad eccezione dell&#8217;ultima puntata, utilizzata dopo l&#8217;uccisone del generale Della Chiesa.</p>
<p>Da dicembre c’è, anche, un’ importante novità all’interno del mondo dell’informazione catanese e siciliana: è in edicola, online, <strong>I Siciliani Giovani</strong>.  Da tempo diverse testate siciliane (ricordiamo, tra le altre, le catanesi UCuntu, La Periferica, I Cordai) avevano iniziato una collaborazione, da cui era nata l’Associazione <strong>Lavori in Corso</strong>, innanzitutto con l’obiettivo di  ampliare le capacità di inchiesta, per esempio attraverso la produzione di <strong>dossier collettivi</strong>. Sinora sono stati prodotti quattro dossier.</p>
<p>L&#8217;intento era anche quello di costruire un’impresa editoriale capace di <strong>fare informazione in modo ampio e articolato</strong>, si era parlato, addirittura, della nascita di un quotidiano. La pubblicazione de I Siciliani Giovani va, dunque, letta all’interno di questo quadro.</p>
<p>Prima dell’uscita un po’ di <strong>polemiche</strong>: la maggior parte del vecchio nucleo redazionale de I Siciliani non ne ha approvato la rinascita, mentre alcuni di coloro che si erano stretti intorno alla redazione dopo la morte di Fava (tra gli altri Scidà, purtroppo scomparso di recente, Caselli e Dalla Chiesa) sono divenuti garanti del nuovo progetto, I Siciliani Giovani, appunto.</p>
<p>Non tocca a noi entrare nel merito di tali polemiche, proviamo, perciò, a fare alcune <strong>considerazioni sul nuovo giornale</strong>, premettendo che, comunque, ogni nuova pubblicazione, di per sé, è un contributo per rimettere in discussione il tragico monopolio dell’informazione che grava sull’Isola. Come ogni primo numero, è evidente che si tratta di un esperimento iniziale, che va rivisto, affinato, limato.</p>
<p>Colpisce positivamente il “<strong>taglio nazionale</strong>” del giornale con riflessioni che riguardano tutto il Paese e la <strong>ramificazione delle mafie</strong>, così come la volontà di ampliare il quadro delle tematiche affrontate. Non sempre, però, le inchieste sembrano avere quella profondità necessaria per anticipare e/o cogliere la complessità delle trasformazioni in atto, mentre <strong>appare discutibile</strong> la scelta di pubblicare molti vecchi articoli già apparsi su blog diversi. Al contrario altri articoli presenti, probabilmente, avrebbero potuto trovare spazio, per essere adeguatamente valorizzati, in altri numeri, con una sequenza più ordinata.</p>
<p>Ancora,  una parte dei materiali proposti <strong>guarda eccessivamente al passato</strong>. Se è certamente importante coltivare la memoria è altrettanto <img class="alignright" src="https://lh3.googleusercontent.com/-qr9saGneu6c/Tcma5TactZI/AAAAAAAAEZo/CajbIdDeLRw/s38/redazione-argo7.jpg" alt="" width="32" height="38" />importante, se la si vuole utilizzare per progettare il futuro, non “imbalsamarla”. Trovare un equilibrio non è, evidentemente, mai facile.</p>
<p>Infine, invitiamo tutti a visitare la <strong>mostra “Il Giornale del Sud, Immagini del nostro Novecento”</strong> (4/6 gennaio, dalle ore 16.00 alle ore 20.00, presso il salone di via Siena 1), curata da Giovanni Caruso  insieme al collega Aldo Ciulla  per ricordare il giornalista palazzolese nel periodo in cui era a capo della redazione del Giornale del Sud. &#8220;Novanta scatti per raccontare Catania negli anni dei morti ammazzati,  dal punto di vista di chi faceva giornalismo da strada, grazie alla  guida del «direttore» e del suo modo «diverso e vero» di fare  informazione, anche attraverso la fotografia.&#8221;</p>
<p>Questo il <strong>quadro completo delle iniziative</strong>:</p>
<p>Ore 17,00 &#8211; Via Giuseppe Fava<br />
Presidio alla lapide</p>
<p>Ore 18,30 – Centro Zo, Piazzale Asia 6<br />
Proiezione di “Un Siciliano come noi”<br />
di Vittorio Sindoni,<br />
organizzata dalla Fondazione Fava</p>
<p>Ore 21,00 – Città Insieme, Via Siena 1<br />
Presentazione del giornale<br />
I Sicilianigiovani,<br />
&#8212;&#8212;&#8211;</p>
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		<title>Argo, 3 anni dopo</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Jan 2012 07:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[anniversario]]></category>

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		<description><![CDATA[Argo tre anni dopo. Tanti ne sono passati da quando siamo sul web. Festeggiamo tentando di fare ad alta voce un bilancio del nostro lavoro. Anche per far crescere ulteriormente questa piccola esperienza di informazione di base. Un progetto semplice Avevamo iniziato con un progetto molto semplice: fare da sponda e da amplificatore alle espressioni più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="https://lh6.googleusercontent.com/-yyLdTOzZ808/Tv5KxXze4ZI/AAAAAAAAIqI/Iz51U_pg71U/s650/testata%252520argo.jpeg" alt="" width="273" height="79" />Argo tre anni dopo. Tanti ne sono passati da quando siamo sul web. Festeggiamo tentando di fare ad alta voce un <strong>bilancio</strong> del nostro lavoro. Anche per <span id="more-28783"></span>far crescere ulteriormente questa piccola esperienza di informazione di base.</p>
<h3 style="text-align: center;">Un progetto semplice</h3>
<p>Avevamo iniziato con un progetto molto semplice: fare da sponda e da amplificatore alle espressioni più significative delle diverse testate locali. L’idea, nata all’interno di un gruppo ecclesiale, è stata poi sviluppata da uno staff più allargato nel quale convergono <strong>esperienze culturali, professionali e umane molto diverse</strong>, accomunate da un gusto e da un giudizio sulla realtà. Nessuno aveva, né ha, velleità di giornalismo professionale, anche se qualcuno proviene da quell&#8217;ambito. Scriviamo innanzitutto per noi stessi, per  <strong>tenere gli occhi aperti</strong> su quanto accade attorno a noi, per riflettere assieme e per individuare, quando possibile, ipotesi di soluzione ai problemi della collettività.</p>
<h3 style="text-align: center;">Target, un post al giorno</h3>
<p>Inizialmente, i nostri primi articoli, erano solo degli abstract, riprendevano, cioè, informazioni di altri siti. Abbiamo successivamente sentito  il bisogno di <strong>ampliare</strong> la ricerca e <strong>approfondire</strong> la documentazione, riuscendo a pubblicare articoli del tutto originali. In questi 3 anni l&#8217;uso delle immagini e dei filmati è molto aumentato. Ma anche qui dobbiamo crescere ancora. Ci siamo dati l&#8217;obiettivo di pubblicare un post al giorno, un target ambizioso , e ci siamo, finora, riusciti. Il nostro è un <strong>racconto-riflessione</strong> che ha la pretesa non solo di ricostruire storie, spesso ignorate, ma anche di trasformare i dati in conoscenza e presa di coscienza, di cercare problemi, di stimolare attenzione e costruire memoria. Con un punto di osservazione sempre <strong>locale ma non localistico</strong>. Abbiamo, insomma, la pretesa di mettere in luce quello che spesso passa inosservato. Parliamo di scuola, di volontariato, di servizi pubblici, di politica ed economia, di  lavoro e occupazione, di ambiente e territorio, di immigrazione, di avvenimenti culturali.</p>
<h3 style="text-align: center;">Una struttura agile</h3>
<p>La nostra struttura è agile e funzionale: ci vediamo una sera a settimana oppure ogni quindici giorni e <strong>discutiamo liberamente di tutto</strong>, scambiandoci dubbi, informazioni, problemi. Si passa poi alla fase operativa in cui ognuno propone gli argomenti che considera più interessanti. Alla fine si fa una <strong>selezione</strong> e una <strong>programmazione</strong>, che spesso tuttavia subisce variazioni se, nel frattempo, individuiamo nuove notizie. Ognuno di noi prende in carico alcuni articoli che, una volta messi in bozze, sono leggibili da tutti i redattori. Chi di noi vuole può intervenire per correggere, integrare, modificare.</p>
<h3 style="text-align: center;">Nessuno firma, firmano tutti</h3>
<p>Non firmare i post è <strong>una scelta redazionale</strong>. Ogni scritto è frutto, a monte, di una riflessione collettiva e, a valle, di una elaborazione alla quale tutti possono contribuire. Fino ad oggi abbiamo pubblicato solo ciò che ci vede unanimemente concordi. I post, quindi, sono firmati da tutto lo staff che trovate, nome e cognome, nel sito.</p>
<h3 style="text-align: center;">Una testata di nicchia</h3>
<p>Il numero dei nostri lettori, sia pure lentamente, è andato aumentando: lo verifichiamo rilevando quotidianamente il numero di accessi al sito, ma <img class="alignright" src="https://lh3.googleusercontent.com/-qr9saGneu6c/Tcma5TactZI/AAAAAAAAEZo/CajbIdDeLRw/s38/redazione-argo7.jpg" alt="" width="32" height="38" />anche attraverso la rapida crescita del nostro gruppo facebook. Siamo consapevoli comunque di essere una testata di nicchia, molto caratterizzata nelle sue posizioni politiche e culturali e, come tale, non vocata a platee oceaniche. Fra i nostri desideri/sogni vi è tuttavia quello di costruire con i nostri visitatori-lettori e un <strong>dialogo</strong> più serrato, aperto anche a ulteriori collaborazioni.</p>
<p>Puoi leggere anche <a href="http://www.argocatania.org/2010/01/01/argo-un-anno-dopo/" target="_blank">Argo, un anno dopo</a></p>
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		<title>Mario Ciancio e il pacco di Natale</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2011/12/26/mario-ciancio-e-il-pacco-di-natale/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Dec 2011 07:58:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argo]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[La Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Ciancio Sanfilippo]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>

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		<description><![CDATA[La crisi non risparmia nessuno, ma proprio nessuno. Nemmeno il super-imprenditor-direttor-editore del quotidiano La Sicilia, Mario Ciancio Sanfilippo. Eh sì, non può essere stata che la crisi ad impedirgli di elargire, come ogni anno, il pacco dono di Natale ai dipendenti del suo giornale, delle sue emittenti, delle tante aziende del suo gruppo. Ogni anno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" src="https://lh5.googleusercontent.com/--ZHTwmIugPo/TTdp0ULkzOI/AAAAAAAACX4/qjvwDatKYio/s176/Ciancio.jpg" alt="" width="176" height="161" />La crisi non risparmia nessuno, ma proprio nessuno. Nemmeno il <strong>super-imprenditor-direttor-editore del quotidiano La Sicilia, Mario Ciancio Sanfilippo</strong>. Eh sì, non può essere stata che la crisi ad impedirgli di elargire, come ogni anno, il pacco dono di Natale ai dipendenti del suo <span id="more-28603"></span>giornale, delle sue emittenti, delle tante aziende del suo gruppo.</p>
<p>Ogni anno che ha fatto Dio, fino al 2010, ogni giornalista o tecnico che fosse, riceveva, insieme con gli auguri, un pacco natalizio. Dentro vi trovava panettone e spumante, salumi e olio d&#8217;oliva, funghi secchi e legumi, torroncini e altre leccornie. Quest&#8217;anno, però, nulla, <strong>nemmeno un lecca lecca </strong> per dire: &#8220;Buon Natale, cari lavoratori che mi permettete di prosperare o che comunque, bene o male, mandate avanti televisioni e giornali, sopportando talora turni stressanti e notevole mole di lavoro&#8221;.</p>
<p>Eh sì, deve essere stata la crisi, la stessa che rende pesanti i bilanci de <strong>La Sicilia</strong>. Adesso il super-editor-direttore tenta di far dimagrire la storica testata: incentiva gli esodi e, ça va sans dire, non sostituisce coloro che vanno via, pur mantenendo in redazione <strong>storici pensionati inossidabili con busta paga leggera</strong>. Se potesse farlo, chiuderebbe baracca e burattini, come ha fatto con altre gloriose testate, tenute in caldo, in passato, solo con un&#8217;uscita annuale. Ma non può, almeno per il momento. In attesa di trovare un buon acquirente o un&#8217;altra soluzione adeguata, il super-editor-direttore ha cominciato a tagliare i pacchi dono. Dire che non gli costavano nemmeno un quattrino. In genere erano dei <strong>cambi merce: salumi e panettoni contro pubblicità</strong>.</p>
<p>Povero Ciancio! Verrebbe voglia di fare una colletta. Chissà se lui lo ha trovato, sotto l&#8217;albero, il pacco natalizio. Di contro, pare, lo abbiano <img class="alignright" src="https://lh3.googleusercontent.com/-qr9saGneu6c/Tcma5TactZI/AAAAAAAAEZo/CajbIdDeLRw/s38/redazione-argo7.jpg" alt="" width="32" height="38" />incassato i capiservizio. Come mai? Beh, loro , i capi, sono in numero inferiore a quello dei dipendenti. Su pochi pacchi dono la crisi non incide. E poi, meglio tenerseli buoni anche così.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Rapporto Censis, Italiani pronti al sacrificio?</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2011/12/20/rapporto-censis-italiani-pronti-al-sacrificio/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 04:54:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argo]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Rapporto CENSIS]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 57,3% degli Italiani è disponibile a sacrificare in tutto o in parte il proprio tornaconto personale per l’interesse generale del Paese ‒ anche se quasi il 46% restringe la propria disponibilità ai soli casi eccezionali. Così leggiamo nel Rapporto CENSIS del 2011. Cosa vuol dire &#8220;disponibili a sacrificare in tutto o in parte il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="https://lh6.googleusercontent.com/-OVgjYn8D9w0/TuxrMmCP2sI/AAAAAAAAIiA/H-q_6uRkiNQ/s327/rapporto_censis_logo_gente.jpg" alt="" width="327" height="231" />Il 57,3% degli Italiani è disponibile a <strong>sacrificare in tutto o in parte il proprio tornaconto personale per l’interesse generale del Paese </strong>‒ anche se quasi il 46% restringe la propria disponibilità ai soli casi eccezionali.</p>
<p>Così leggiamo nel <strong><a href="http://www.censis.it/22" target="_blank">Rapporto CENSIS del 2011</a></strong>. Cosa vuol dire &#8220;disponibili a sacrificare in tutto o in parte il proprio tornaconto&#8221; e solo nei <span id="more-28291"></span>casi eccezionali? Tutto e niente, se non si specifica quali siano le condizioni considerate necessarie e la differenza tra il tutto e una parte del tornaconto personale.</p>
<p>Eppure molti giornali hanno titolato: “<strong>6 italiani su 10 pronti a fare sacrifici in nome del bene comune</strong>”. Non è chiaro perché si voglia far credere che la maggioranza degli italiani sia pronta a far sacrifici sebbene sia abbastanza evidente che vorrebbe che a far sacrifici fossero prima di tutto gli altri, in particolar modo i politici e – più in generale &#8211; tutti coloro che hanno un reddito superiore al proprio.</p>
<p>Da una ricerca sociologica effettuata da uno dei più autorevoli centri di ricerca nazionale ci aspetteremmo molto di più che <strong>asserzioni ad effetto </strong>o semplicemente ovvie, del tipo: “la nostra salvezza sta nel tenere dritta la barra”, “la crisi economica ha colpito come una scure soprattutto i giovani”, “l’occupazione stenta”, “il lavoro sommerso cresce”, “occorre tornare al nostro scheletro contadino, riscoprendo l’economia reale al posto dei giochi finanziari”. O del tipo: ad accomunare gli italiani  è “il senso della famiglia” (65%), i valori guida risultano essere moralità ed onestà (55%) e rispetto per gli altri (53%).</p>
<p><img class="alignright" src="https://lh4.googleusercontent.com/-bqXozKShVFc/TuxqCDM_8xI/AAAAAAAAIhs/8k8QFJw3tOU/s315/censis%252520logo%2525202011.jpg" alt="" width="120" height="244" />Non è chiaro, inoltre, cosa voglia dire che <strong>l’81% condanna duramente l’evasione fiscale.</strong> Provate a chiedere quanti siano disposti a soprassedere all’emissione di una fattura o scontrino fiscale in cambio di una riduzione della parcella o di uno sconto sul prodotto acquistato. O se siano certi di voler dichiarare al fisco un introito che potrebbe essere omesso, considerato che circola la convinzione che si pagano già troppe tasse.</p>
<p>Che vuol dire poi che “<strong>alla classe dirigente gli italiani chiedono “specchiata onestà </strong>sia in pubblico che in privato (59%), preparazione (43%), saggezza e consapevolezza (42,5%)”? Provate a chiedere quali siano stati realmente i criteri che hanno determinato la scelta del politico da votare e se mai gli elettori siano andati a rivendicare nella segreteria politica del loro eletto “onestà, preparazione, saggezza e consapevolezza”.</p>
<p>Quando un <strong>giovane studente lavoratore (pagato a 5 euro l’ora) muore </strong>durante i lavori della costruzione di un palco per un concerto è un problema di crisi economica mondiale? O è puro sfruttamento facilitato dalla carenza di controlli e dalla esiguità delle pene in caso di trasgressione?</p>
<p>Se ogni Azienda trovata ad impiegare lavoratori in nero fosse chiusa immediatamente almeno per un anno senza alcuna eccezione, forse avremmo meno <strong>lavoro sommerso</strong>.</p>
<p>Da più parti si parla del Rapporto CENSIS come di un’indagine approfondita che non fa sconti. Non sono state ancora pubblicate le <strong>note metodologiche </strong>del Rapporto di quest’anno, ma a leggere quelle dello scorso anno (in ottemperanza al regolamento dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni in materia di pubblicazione e diffusione dei sondaggi) notiamo che il più delle volte si tratta di rilevazioni con metodologia CATI (<strong>Computer Assisted Personal Interviewed</strong>), ovvero interviste telefoniche, brevi e basare su poche asserzioni, in cui l&#8217;intervistatore legge le domande all&#8217;intervistato e registra le risposte su un computer, tramite un apposito software. E non è ancora tutto. La <strong>percentuale di interviste <img class="alignright" src="https://lh3.googleusercontent.com/-qr9saGneu6c/Tcma5TactZI/AAAAAAAAEZo/CajbIdDeLRw/s38/redazione-argo7.jpg" alt="" width="32" height="38" />complete sul totale dei contatti telefonici effettuati </strong>è bassissima: alcune indagini hanno interessato solo il 3,5%, il 5% o l’8% del totale dei contatti, fino ad un massimo del 28%.</p>
<p>Sono queste le ricerche che dovrebbero rappresentare il pensiero degli italiani?</p>
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		<title>Il ricordo di Maria Grazia Cutuli tra commemorazione e passerelle</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 04:48:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di Catania]]></category>
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		<category><![CDATA[Maria Grazia Cutuli]]></category>
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		<description><![CDATA[C&#8217;è sempre meno Maria Grazia e sempre più Corriere della sera, Comune di Catania, Kore e via &#8220;istituzionando&#8221;&#8230; nel ricordo annuale della scomparsa in Afghanistan  della giornalista Maria Grazia Cutuli. Anche quest&#8217;anno, soprattutto quest&#8217;anno, nel decimo anniversario dalla morte, si sono moltiplicate le iniziative. Nell&#8217;aula magna del liceo Cutelli è stato presentato un video dedicato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="https://lh4.googleusercontent.com/-ENQgnPN5kZE/TsvQeloGVDI/AAAAAAAAH-E/MGnakQRhxkg/s538/111121%252520mamma%252520Agata%252520Cutuli%252520e%252520Giovanna%252520Botteri.jpg" alt="" width="323" height="266" />C&#8217;è sempre meno Maria Grazia e sempre più <strong>Corriere della sera</strong>, <strong>Comune di Catania</strong>, <strong>Kore</strong> e via &#8220;istituzionando&#8221;&#8230; nel ricordo annuale della scomparsa <strong>in Afghanistan  della giornalista Maria Grazia Cutuli</strong>. Anche quest&#8217;anno, soprattutto quest&#8217;anno, nel <strong>decimo anniversario</strong> dalla morte, si sono moltiplicate le iniziative.</p>
<p>Nell&#8217;aula magna del <strong>liceo Cutelli</strong> è stato presentato un<span id="more-27634"></span> video dedicato alla giornalista scomparsa in Afghanistan il 19 novembre del 2001. L&#8217;Università Kore di Enna insieme alle altre tre università siciliane è stata partner del premio internazionale intestato a Maria Grazia, giunto quest&#8217;anno alla settima edizione. <strong>Premiate</strong> da una giuria presieduta dal direttore del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli,  <strong>tre tesi di laurea</strong> sui temi del giornalismo internazionale.</p>
<p>Sicuramente meritevoli i <strong>premiati</strong> nel corso della serata presentata dal giornalista Rai Franco Di Mare<strong> al teatro Massimo Bellin</strong>i: Angela Rodicio, corrispondente della televisione spagnola Tve, vincitrice del premio Internazionale Maria Grazia Cutuli, per la stampa estera,  i cronisti rapiti e poi liberati in Libia lo scorso agosto, vincitori della sezione stampa italiana: Claudio Monici, dell&#8217;Avvenire, Domenico Quirico, della Stampa, Elisabetta Rosaspina e Giuseppe Sarcina, del Corriere della Sera. Un riconoscimento anche il fotoreporter catanese <strong>Fabrizio Villa</strong> come miglior giornalista siciliano emergente.</p>
<p>Il <strong>Comune</strong> di Catania ha poi intitolato alla giornalista il <strong>Largo all&#8217;incrocio tra via Asiago e via Messina</strong> che adesso si chiama <strong>Largo Maria Grazia Cutuli</strong>. A scoprire la targa è stato proprio lui, il sindaco &#8220;occhi di ghiaccio&#8221;, Raffaele Stancanelli.</p>
<p>Chissà perchè ma si ha quasi la sensazione di vedere la figura di Maria Grazia sfumare dietro tutto questo minuetto di convenevoli, sorrisi, accordi, intese. Sembrano <strong>passerelle, red carpet per attori consumati di film già visti</strong>. Grande assente, <strong>Agata</strong>, la mamma di Maria Grazia, ormai <img class="alignright" src="https://lh3.googleusercontent.com/-qr9saGneu6c/Tcma5TactZI/AAAAAAAAEZo/CajbIdDeLRw/s38/redazione-argo7.jpg" alt="" width="32" height="38" />troppo vecchia e stanca per partecipare alla kermesse. Nasce dentro una grande nostalgia per le prime edizioni del premio dal sapore semplice, quasi casalingo.  Un <strong>ricordo</strong> per tutti, quello dell&#8217;<strong>abbraccio tra la mamma di Maria Grazia </strong>e Giovanna Botteri, la bravissima inviata della Rai che fu la prima a ricevere il premio.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>No al bavaglio alla stampa, sì al libero web</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Oct 2011 04:30:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[comma 29]]></category>
		<category><![CDATA[intercettazioni]]></category>
		<category><![CDATA[libertà di informazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Da ieri il sito italiano di Wikipedia è sospeso e pubblica un comunicato con cui denuncia i pericoli che incombono sui liberi blog, oltre che sulla libera stampa tutta, nel caso venisse approvata la legge sulle intercettazioni. Si tratta di un colpo mortale per quell&#8217;enorme movimento di libera informazione che si è sviluppato attraverso il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 325px"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Comunicato_4_ottobre_2011" target="_blank"><img class=" " title="http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Comunicato_4_ottobre_2011" src="https://lh6.googleusercontent.com/-YpL_oCEboUg/TozBZvnDX4I/AAAAAAAAHFo/62JL8f5lowA/111006_wikipedia_it_comma_29.jpg" alt="" width="315" height="198" /></a><p class="wp-caption-text">CLICK per andare al sito</p></div>
<p>Da ieri il sito italiano di <strong>Wikipedia è sospeso</strong> e pubblica un comunicato con cui denuncia<strong> i pericoli che incombono sui liberi blog, oltre che sulla libera stampa tutta</strong>, nel caso venisse approvata la legge sulle intercettazioni.</p>
<p>Si tratta di un <strong>colpo mortale</strong> per quell&#8217;enorme movimento di libera informazione che si è sviluppato attraverso il web.</p>
<p>Anche la limitazione di questa norma ai soli siti registrati sembra essere solo una <strong>piccola concessione</strong>, pur di portare a casa il risultato grosso della legge sulle intercettazioni.</p>
<p>Anche noi condividiamo le preoccupazioni per i gravi rischi che sta correndo non solo la libera informazione ma la <strong>democrazia</strong> stessa.<br />
<img class="alignright" src="https://lh3.googleusercontent.com/-qr9saGneu6c/Tcma5TactZI/AAAAAAAAEZo/CajbIdDeLRw/redazione-argo7.jpg" alt="" width="32" height="38" /><br />
Per questo, per un giorno e in segno di solidarietà, <strong>sospendiamo le nostre pubblicazioni</strong> dando spazio solo al comunicato di Wikipedia</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Unaredazionesottosfratto, Step1 non si arrende</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Sep 2011 14:21:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Ateneo di Catania]]></category>
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		<description><![CDATA[Pubblichiamo il comunicato con cui i giovani che hanno lavorato nella redazione di Step1 annunciano ufficialmente l&#8217;apertura di un nuovo blog con cui si propongono di continuare a raccontare la città, come hanno fatto con impegno e ottimi risultati in questi anni. Facciamo loro un sincero e affettuoso augurio di buon lavoro. Cari lettori, oggi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Pubblichiamo il comunicato con cui i giovani che hanno lavorato nella redazione di Step1 annunciano ufficialmente l&#8217;<strong>apertura di un nuovo <img class="alignright" src="https://lh6.googleusercontent.com/-vPlnUmNLtnQ/Tm4UXK9b4tI/AAAAAAAAGv0/MRDpUmSkzUA/Benedettini_Catania.jpg" alt="" width="225" height="300" />blog </strong>con cui si propongono di continuare a raccontare la città, come hanno fatto con impegno e ottimi risultati in questi anni. Facciamo loro un sincero e affettuoso <strong>augurio</strong> di buon lavoro.</em></p>
<p>Cari lettori,</p>
<p>oggi nasce Unaredazionesottosfratto, blog curato dagli <strong>ex redattori</strong> di Step1, magazine universitario e palestra di giornalismo dell’ateneo di Catania. Uno spazio per sbirciare nel nostro cantiere aperto e per <strong>riprendere</strong> il racconto della <span id="more-25157"></span>città da dove ci hanno interrotti.</p>
<p>Per tenere fede a questo impegno qualche settimana fa abbiamo <strong>deciso di dimetterci</strong> dal periodico online che è stata la nostra culla giornalistica. Siamo stanchi di aspettare un editore che non crede più in questo progetto e che ne stava lentamente prosciugando le motivazioni. Non vogliamo più sprecare tempo ed energie cercando il modo migliore per sopravvivere, per portare avanti estenuanti e sterili trattative. Sempre uguali a se stesse. Come questa redazione a cui negli ultimi due anni il <strong>decadimento dell’università ha negato un ricambio generazionale</strong>. Indispensabile per un progetto nato come palestra per giovani penne.</p>
<p>Crediamo sia arrivato il momento di investire su noi stessi e su quanto, con difficoltà, ci è stato insegnato dentro l’ateneo. Vogliamo farlo però senza continuare a tradire lo spirito con cui è stato pensato e fondato Step1 sette anni fa. Vogliamo andare avanti e lo faremo <strong>fuori dall’università</strong>, che proprio non ci vuole, ma <strong>dentro questa città</strong>: Catania, che ha ancora bisogno di voci giovani per uscire dalle sabbie mobili in cui è finito il suo stesso ateneo. Chi non ci amava non ha quindi motivo di gioire: non può essere uno sfratto a tappare undici paia d’occhi. E state certi che questi sguardi di ventenni non si faranno sfuggire il modo in cui pezzo dopo pezzo si vogliono smantellare le forze ancora vive di questa città.</p>
<p>Nasce così l’idea di un blog provvisorio. Per <strong>tenere unita</strong> la comunità che nel tempo è cresciuta intorno a Step1 e per <strong>tenere informati</strong> voi lettori di quanto sta avvenendo nel nostro cantiere. Che, intanto, ha cambiato sede. Dopo lo sfratto dall’aula 24 del monastero dei Benedettini ad opera dell’amministratore delegato dell’ateneo, ci siamo sistemati nella <strong>stanza 130</strong>, affidata dalla facoltà di Lingue ad <strong>U-Press</strong> – associazione di cui facciamo parte – in via provvisoria. Una soluzione comoda, ma <strong>precaria</strong>. E non è questo che abbiamo in mente.</p>
<p>Il confronto, la crescita di un gruppo redazionale, il quotidiano convivere di generazioni ed esperienze diverse: per tutto questo <strong>serve un luogo</strong>. Che sia anche d’incontro con chi vuole venire a vedere chi siamo, cosa facciamo, condividere con noi le sue idee, il suo malcontento e i suoi progetti per questa città.</p>
<p>Non è un caso se anche i nostri cugini di <strong>Radio Zammù</strong> sono usciti dal monastero dei Benedettini. Quello che hanno seminato fiorirà in parte ancora dentro l’università e in parte fuori. Ma comunque non nella celletta che per tutti noi è stata una fucina di idee e un laboratorio permanente.</p>
<p>Nel momento in cui si volta pagina per raddoppiare la posta in gioco, non possiamo dimenticare <strong>chi ci ha guidato fino a ora</strong>. Enrico <strong>Escher</strong>, che nel 2004 ha fatto nascere dentro la facoltà di Lingue di Catania una radio e un giornale online. Lui stesso nel programma originario descriveva Step1 come «un grande laboratorio multimediale sull’informazione, che non sarà solo un esperimento accademico, ma che diventerà un vero e proprio medium cittadino». Il professore Luciano <strong>Granozzi</strong>, giornalista mancato. Il suo intuito e il suo continuo frullare di idee sono all’origine di alcuni degli articoli migliori di Step1. E del nostro riconoscere nell’Università molto più che un’istituzione fredda e lontana. Animata invece da persone e teste che ci auguriamo di incontrare ancora sulla nostra strada, per parlare sempre più forte a chi finora non ha voluto ascoltare.</p>
<p>Abbiamo avuto anche tre <strong>tutor</strong> preziosi. <strong>Rosa Maria Di Natale</strong> che ha portato in redazione traguardi nuovi e ambiziosi. <strong>Gianfranco Faillaci</strong>, molto più che semplice coordinatore di redazione, ma maestro e punto di riferimento costante. Un Gianfranco in ogni redazione: ecco secondo noi la cura per il giornalismo di questo Paese. E la direttora, <strong>Roberta Marilli</strong>, che ha accompagnato le nostre idee via via che si facevano più grandi, dando loro l’ardire di camminare da sole.</p>
<p><strong>Ringraziarli</strong> non è una formalità: senza di loro noi non saremmo qui. Non avremmo competenze, ma soprattutto la capacità di scegliere di osare.</p>
<p>Unaredazionesottosfratto, con tutto quello che verrà dopo, è anche figlio loro.</p>
<p><strong>Uscire di casa a vent’anni</strong> è quasi un obbligo, quasi un dovere. Una porta si è chiusa. Nessuna fuga, ma si corre lo stesso. C’è una città da attraversare e da raccontare.</p>
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		<title>Berlusconi paga, Mannino no</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2011/07/26/berlusconi-paga-mannino-no/</link>
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		<pubDate>Tue, 26 Jul 2011 05:32:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[lodo Mondadori]]></category>

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		<description><![CDATA[Berlusconi, obtorto collo, è stato costretto a pagare a De Benedetti 540 milioni di euro che non sono proprio bruscolini. Non così l&#8217;onorevole siciliano Mannino che ne deve solo 65.609 a Gian Antonio Stella. Le due vicende sono simili con la condanna a pagare in appello, ma diverso è l&#8217;epilogo. Almeno fino ad ora. Del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft" src="https://lh3.googleusercontent.com/-iVwXQ4kHAoU/Ti3uQe3Mt2I/AAAAAAAAGA0/cARQKLE4xro/G.A.STELLA.jpg" alt="" width="225" height="225" />Berlusconi, </strong>obtorto collo, è stato costretto a pagare a<strong> De Benedetti </strong>540 milioni di euro che non sono proprio bruscolini<strong>. Non così l&#8217;onorevole siciliano  Mannino </strong>che ne deve solo 65.609 a <strong>Gian Antonio Stella. </strong>Le due vicende sono simili con la condanna a pagare in appello, ma diverso è l&#8217;epilogo. Almeno fino ad ora.</p>
<p>Del <strong>lodo Mondadori</strong> sapete già tutto. Della poco lodevole inadempienza del siculo <strong>Lillo Mannino </strong>un po&#8217; meno.  Si dà il caso che anni fa il giornalista del<span id="more-23638"></span> <strong>Corriere della Sera</strong>, autore del libro <strong>Lo Spreco, edito da Baldini &amp;  Castoldi</strong>, ha perso una causa civile in primo grado per aver intravisto la sagoma di Mannino dietro un megaprogetto che avrebbe fatto di Sciacca la &#8221;Marienbad del Mediterraneo&#8221; (un galoppatoio senza cavalli, un teatro mai finito,  una piscina di dimensioni non regolamentari, un corso professionale dai costi proibitivi, e  &#8211; udite udite &#8211; due orche marine acquistate e tenute a pensione in Islanda in attesa di costruire un parco acquatico). L&#8217;uomo politico siciliano sentendosi diffamato, sporse querela.  E Gian Antonio <strong>Stella pagò senza fiatare 15.752 euro</strong>, non essendo stata accettata la sospensiva richiesta dai suoi legali.</p>
<p><strong>L&#8217;appello, però, ribaltò i termini della questione </strong>e stabilì che dietro quella immane speculazione, dietro quel castello di bubbole , fandonie e fanfaluche c&#8217;era, grande imbonitore, Lillo Mannino che dall&#8217;operazione avrebbe ricavato un ritorno fatto di consensi da una parte e di finanziamenti dall&#8217;altra. Da allora due anni sono passati e il nostro non vuol saperne di restituire il maltolto. <strong>Adesso Mannino dovrebbe versare 65.609 euro </strong>(con rivalutazioni e spese processuali), dei quali la metà andrebbe alla casa editrice e l&#8217;altra parte a Stella che, in questi anni, ha pure sostenuto spese legali. Che fare visto che lo stipendio dei parlamentari (15.000 euro netti al mese  più prebende varie) non è pignorabile?</p>
<p>Suvvia Lillo, paga! Del resto sono solo quattro mensilità. Pensa se si trattasse dello stipendio di un insegnante o di un metalmeccanico.</p>
<p><strong>Tratto da</strong> <a href="http://www.corriere.it/politica/11_luglio_16/lodo-mondadori-stella-mannino_48902f30-af77-11e0-8215-204269b1beec.shtml" target="_blank"><em>Lodo Mondadori e tutela di chi paga. Ma a me Mannino non ridà i soldi</em></a> di Gian Antonio Stella, Corriere della Sera, 16/07/11</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Notaio Ciancìco, un arresto eccellente</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jul 2011 14:16:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Comando provinciale Guardia di Finanza]]></category>
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		<category><![CDATA[Sebastiana Sciré Risichella]]></category>
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		<description><![CDATA[Era giusto che accadesse. Il silenzio in cui la stampa e le televisioni locali avevano avvolto il caso del notaio Vincenzo Ciancico è stato spezzato oggi dall&#8217;arrivo di un Comunicato del Comando provinciale della Guardia di Finanza. Arresti domiciliari per l&#8217;ex presidente dell&#8217;Ordine, accusato di falso in atto pubblico, peculato e truffa aggravata. I fatti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="https://lh6.googleusercontent.com/-3ZxL1YWciPo/Tilo1kuKqzI/AAAAAAAAF-Q/9yo-NSsEXGk/GDF%252520stemma.jpeg" alt="" width="164" height="205" />Era giusto che accadesse. Il silenzio in cui la stampa e le televisioni locali avevano avvolto il caso del notaio Vincenzo Ciancico è stato spezzato oggi dall&#8217;arrivo di un Comunicato del Comando provinciale della Guardia di Finanza. <strong>Arresti domiciliari per l&#8217;ex presidente dell&#8217;Ordine, accusato di falso in atto pubblico, peculato e truffa aggravata</strong>.</p>
<p>I fatti contestati a Ciancico sono gli stessi che <strong>Argo aveva denunziato e documentato</strong> sin dal dicembre dello scorso anno: <strong>sottrazione di somme pagate dai clienti e destinate all&#8217;Agenzia delle Entrate</strong>. “Scandalosa<span id="more-23679"></span> frode nei confronti dello Stato e truffa ai poveri utenti convinti di aver pagato i balzelli dovuti”, così ci eravamo espressi.</p>
<p>A partire dal bisbiglio scandalizzato che circolava  negli ambienti delle Catania “bene”, <strong>Argo</strong> è andato alla ricerca di informationi attendibili e comprovate. E <strong>ha messo a disposizione</strong> della cittadinanza i documenti individuati, primo tra tutti <a href="http://www.argocatania.org/2010/12/24/il-caso-ciancico-e-la-notizia-mai-data/" target="_blank">la comunicazione del Consiglio notarile,<strong> pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale</strong></a> del 17/12/2010, con cui veniva resa nota la <strong>sospensione cautelare</strong> del notaio Ciancico dalle sue funzioni, disposta dalla Commissione regionale di disciplina, organo che controlla e vigila sull&#8217;operato dei notai.</p>
<p>Un provvedimento grave, preso in seguito ad una istruttoria condotta dal Consiglio notarile, che  non si è comunque distinto</p>
<div class="schedalaterale" style="width: 300px;">
<p class="title"><em>CASO CIANCICO &#8211; articoli correlati su argocatania.org</em></p>
<ul>
<li><em><a href="http://www.argocatania.org/2011/03/22/caso-ciancico-la-risposta-laconica-dei-colleghi-notai/" target="_blank">22.03.11 &#8211; Caso Ciancico, la risposta laconica dei colleghi notai</a></em></li>
<li><em><a href="http://www.argocatania.org/2011/01/07/dopo-il-caso-ciancico-istuzioni-per-luso/" target="_blank">07.01.11 &#8211; Dopo il caso Ciancico, istruzioni per l’uso</a></em></li>
<li><em><a href="http://www.argocatania.org/2010/12/24/il-caso-ciancico-e-la-notizia-mai-data/" target="_blank">24.12.10 &#8211; Il caso Ciancìco e la notizia mai data</a></em></li>
</ul>
</div>
<p>per volontà di fare chiarezza e rendere pubblica l&#8217;informazione, visto che Argo ha dovuto attendere tre mesi per ottenere <a href="http://www.argocatania.org/2011/03/22/caso-ciancico-la-risposta-laconica-dei-colleghi-notai/" target="_blank">risposte, comunque risultate generiche, dalla <strong>dottoressa Scirè,  presidente  dello stesso Consiglio</strong></a>.</p>
<p>Dopo aver fornito ai propri lettori <a href="http://www.argocatania.org/2011/01/07/dopo-il-caso-ciancico-istuzioni-per-luso/" target="_blank">precise <strong>istruzioni</strong> per evitare altre truffe</a>, Argo ha taciuto, in attesa dell&#8217;operato della magistratura. Sulla sospensione del notaio aveva infatti detto “<strong>La decisione disciplinare riguarda evidentemente la responsabilità civile. Dei risvolti penali si sta interessando la magistratura.</strong>”</p>
<p>E ad evitare l&#8217;intervento di quest&#8217;ultima non è bastata la decisione di Ciancico di <strong>andare in pensione</strong> ed uscire così di scena, almeno sul piano professionale. Fino alla notizia-bomba di oggi. Neanche Ciancio, in questo caso, potrà tacere&#8230;</p>
<p><strong><a href="http://www.argocatania.org/wp-content/uploads/2011/07/GdF-arrestonotaio.doc">Leggi il testo integrale del Comunicato del Comando provinciale della Guardia di Finanza</a></strong></p>
]]></content:encoded>
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