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	<title>ARGO - Cento occhi su Catania &#187; Comunicati stampa</title>
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	<description>Cento occhi su Catania</description>
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		<title>In difesa del Lungomare di Catania, appello di 27 associazioni</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 18:16:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[centri commerciali]]></category>
		<category><![CDATA[lungomare]]></category>
		<category><![CDATA[Scogliera]]></category>
		<category><![CDATA[viale Alcide De Gasperi]]></category>

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		<description><![CDATA[COMUNICATO STAMPA &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Al sig. Sindaco di Catania Al commissario ad acta relativo al procedimento &#8220;Viabilità di scorrimento Europa-Rotolo&#8221; p.c. agli organi di stampa &#160; Il 31 luglio 2009 tredici associazioni catanesi, numerosissimi cittadini, professionisti, tecnici e docenti universitari avevano rivolto un appello agli organi di informazione, alla cittadinanza ed alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignleft" src="https://lh5.googleusercontent.com/-f4SseqcWa-M/TzQMMHvcwnI/AAAAAAAAJrA/YSpZ26LgVUg/s280/Lungomare-di-Catania.jpg" alt="" width="280" height="190" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>COMUNICATO STAMPA</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Al sig. <strong>Sindaco</strong> di Catania</p>
<p>Al <strong>commissario ad acta</strong> relativo al procedimento &#8220;Viabilità di scorrimento Europa-Rotolo&#8221;</p>
<p>p.c. agli organi di stampa</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il <strong>31 luglio 2009</strong> tredici associazioni catanesi, numerosissimi cittadini, professionisti, tecnici e docenti universitari avevano rivolto un <strong>appello</strong> agli organi di informazione, alla cittadinanza ed alle istituzioni affinché <strong>non</strong> venisse realizzato il progetto denominato &#8220;<strong>Viabilità di scorrimento Europa-Rotolo</strong>&#8221; nei termini descritti in un&#8217;inchiesta pubblicata nei giorni precedenti sul &#8220;Quotidiano di Sicilia&#8221; a firma di Antonio Condorelli: «400 mila metri quadri di sbancamento a 10 metri sul livello del mare, 56 mila metri quadri di centro commerciale e 48 mila mq di parcheggi a pagamento spalmati tra una strada che doveva essere una via di fuga antisismica e un pezzo di costa lungo 1200 metri, in concessione per 38 anni ad un gruppo imprenditoriale».</p>
<p>Dopo avere esaminato approfonditamente il progetto, seguì l&#8217;<strong>8 febbraio 2010</strong> una seconda lettera nella quale altrettante associazioni argomentarono le loro forti perplessità affermando che il progetto così come ideato, originariamente quale viabilità di scorrimento per motivi di protezione civile, alla quale venne associata una <strong>vasta area commerciale</strong> al fine di poterlo realizzare in project financing, avrebbe comportato:</p>
<ul>
<li>il cambiamento di finalità della strada <strong>V.le De Gasperi</strong>, che da prevista viabilità di scorrimento, sarebbe diventata copertura di un Centro commerciale, <strong>perdendo quindi le sue finalità a servizio della sicurezza</strong> in caso di terremoto per diventare una strada di accesso o di avvicinamento al sottostante Centro commerciale ed ai vari parcheggi, alcuni interrati;</li>
</ul>
<ul>
<li>l&#8217;<strong>aumento del traffico veicolare</strong> ed incremento della quantità complessiva di cittadini che in caso di pericolo abbandonerebbe l’area con conseguente riduzione del livello complessivo di sicurezza;</li>
</ul>
<ul>
<li>l&#8217;annullamento dell’unicità del Borgo marinaro di <strong>San Giovanni Li Cuti</strong>, attualmente separato tramite il lungomare dalla città, con due soli ingressi, mentre col progetto sarebbe stato integrato al Centro commerciale essendovi una fusione completa fra il Centro ed il borgo;</li>
</ul>
<ul>
<li>la modifica della <strong>visione prospettica</strong> del Borgo di San Giovanni Li Cuti dai punti di visuale del Lungomare (V.le Ruggero di Lauria);</li>
</ul>
<ul>
<li>la trasformazione del Lungomare in percorso commerciale e in copertura trasparente dei negozi sottostanti con conseguente <strong>perdita</strong> della sua attuale <strong>funzione</strong> di <strong>percorso ambientale, di jogging, di relax</strong>;</li>
</ul>
<ul>
<li>la <strong>polarizzazione</strong> delle <strong>attività commerciali</strong> verso il b e le aree limitrofe a discapito delle attività commerciali poste lungo le strade interne della città come Corso Italia o Via Gabriele D’Annunzio;</li>
</ul>
<ul>
<li>la <strong>disgregazione della scogliera lavica</strong> e delle relative grotte in corrispondenza di Piazza Tricolore a causa della realizzazione di un altro grande <strong>parcheggio interrato</strong> la cui costruzione per dimensioni e posizione avrebbe indebolito la coesione fra le varie colate nella fascia rimanente fra il parcheggio ed il mare;</li>
</ul>
<ul>
<li>la <strong>mancanza di una pianificazione complessiva</strong> che possa contemperare ed integrare le diverse esigenze di quell’area della città col resto della pianificazione urbana.</li>
</ul>
<p>Le forti perplessità ed i rilievi tecnici suesposti sembravano avere incontrato il consenso dell&#8217;Amministrazione comunale che, infatti, per bocca del <strong>Sindaco dichiarò</strong>: «Qualunque progetto sia stato elaborato il mio pensiero, che ho sempre illustrato apertamente, è che non si possa procedere con un intervento demolitorio che non abbia alla fine effetti benefici per la città. Questa amministrazione sgombrerà il campo da dubbi e con chiarezza va detto che <strong>non sarà fatto nulla che possa deturpare il territorio</strong>, men che meno si può pensare che questa amministrazione voglia procedere a una cementificazione selvaggia del lungomare. Quindi dico a tutti, associazioni, consiglieri, cittadini comuni di stare tranquilli perché il Comune procederà con la massima cautela e attenzione» (La Sicilia, 3 agosto 2009); e <strong>ancora</strong>: «Si tratta di un progetto di finanza già aggiudicato prima del mio insediamento. Per quanto mi riguarda non ho firmato la relativa convenzione. Sono contrario al restringimento della carreggiata del Lungomare e ai progetti invasivi, ma concordo con il completamento dell’asse viario di viale Alcide De Gasperi. <strong>Non permetteremo altri scempi</strong>» (La Sicilia, 21 giugno 2010).</p>
<p>A seguito però di un <strong>ricorso esperito dinanzi al TAR dalle società aggiudicatarie</strong> dei lav</p>
<p>ori per l&#8217;asserito comportamento inadempiente del Comune, il giudice amministrativo ha con sentenza del luglio 2011 nominato nella persona del Segretario del Comune di Messina il <strong>commissario ad acta</strong> deputato a sostituirsi al Comune inadempiente per il completamento della procedura relativa al progetto di finanza &#8220;Viabilità di scorrimento Europa-Rotolo&#8221;. Il commissario risulterebbe essere già insediato con provvedimento del novembre 2011.</p>
<p>L&#8217;<strong>inerzia</strong> delle istituzioni comunali nel definire questa vicenda, seppur ereditata da amministrazioni del passato, ha comportato la <strong>soccombenza</strong> in un giudizio le cui non indifferenti spese graveranno <strong>sulle tasche dei contribuenti catanesi</strong>. Ora l&#8217;auspicio è quello che, subito dopo avere ottemperato alla sentenza, l&#8217;Amministrazione provveda, con i poteri di cui gode, all&#8217;<strong>annullamento della gara</strong>.</p>
<p>Con la presente, pertanto, le scriventi ventisette associazioni <strong>chiedono</strong> al Sig. Sindaco di assumere senza indugio tutti i provvedimenti necessari perché venga posta <strong>fine all&#8217;ennesima operazione speculativa</strong> ai danni dell&#8217;ambiente, della cittadinanza, del bene comune.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>CITTA&#8217;INSIEME – COMITATO PORTO DEL SOLE – FEDERCONSUMATORI</p>
<p>ITALIA NOSTRA – LEGAMBIENTE CATANIA – LIPU CATANIA &#8211; WWF CATANIA</p>
<p>ADDIOPIZZO CATANIA &#8211; CENTRO ASTALLI CATANIA – LA CITTA’ FELICE &#8211; CIVES PRO CIVITATE DECONTAMINAZIONE SICILIA &#8211; ASSOCIAZIONE DOMENICANI PER GIUSTIZIA E PACE</p>
<p>ECOLOGISTI E RETI CIVICHE CATANIA &#8211; FORUM CATANESE ACQUA BENE COMUNE</p>
<p>GAPA (CENTRO DI AGGREGAZIONE POPOLARE SAN CRISTOFORO CATANIA) – I CORDAI</p>
<p>LABORATORIO DELLA POLITICA &#8211; COORDINAMENTO PROVINCIALE DI &#8220;LIBERA&#8221; CATANIA</p>
<p>NIKE – RIFIUTI ZERO CATANIA – ASS. ANTIMAFIE RITA ATRIA &#8211; AKKUARIA &#8211; ARTISTS&amp;CREATIVES</p>
<p>51 PEGASI &#8211; 25 NOVEMBRE GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE &#8211; U CUNTU</p>
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		<title>Cangemi (FdS), Sigonella base di morte</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 08:13:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Sigonella]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; COMUNICATO STAMPA &#160; &#160; E’ stata scelta la tristissima ricorrenza del crimine impunito del Cermis, dove la stupida arroganza dei top gun americani troncò decine di vite innocenti per annunciare un altro drammatico passo nella militarizzazione del territorio italiano: la scelta di Sigonella come capitale mondiale dei super droni. L’attuale ministro-generale del governo tecnico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="https://lh4.googleusercontent.com/-FUlyWbDRkLc/TnpaK5HKkCI/AAAAAAAAG9c/KbTEGpVoyRI/s128/FdS.jpeg" alt="" width="128" height="104" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">COMUNICATO STAMPA</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E’ stata scelta la tristissima ricorrenza del crimine impunito del Cermis, dove la stupida arroganza dei top gun americani troncò decine di vite innocenti per annunciare un altro drammatico passo nella <strong>militarizzazione</strong> del territorio italiano: la scelta di <strong>Sigonella</strong> come capitale mondiale dei <strong>super droni</strong>.</p>
<p>L’attuale ministro-generale del governo tecnico conferma la subordinazione alle oligarchie militari USA, in perfetta <strong>continuità</strong> con la sua storia e con l’azione del suo predecessore La Russa.</p>
<p>Per il paese e per la Sicilia in particolare è un giorno buio. Dopo la guerra in Libia, si accentua sempre più il ruolo dell’isola come <strong>piattaforma armata nel Mediterraneo</strong>, negando alla radice una possibile funzione di centro dei processi di cooperazione e di sviluppo di questa parte del mondo.</p>
<p>Aumenteranno inoltre, nel silenzio generale, <strong>rischi e ostacoli al traffico aereo</strong> in uno dei più grandi scali italiani, quello catanese, già oggi gravemente compromesso nel suo sviluppo dalle attività della base di Sigonella.</p>
<p>E’ quindi necessaria una forte e immediata mobilitazione contro questo ennesimo atto che piega il nostro territorio a una logica di guerra.</p>
<p>(dichiarazione di <strong>Luca Cangemi</strong> del coordinamento nazionale della Federazione della sinistra)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Circolo Città Futura (PRC-FdS), il lungomare in pericolo</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 19:31:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[centri commerciali]]></category>
		<category><![CDATA[lungomare]]></category>
		<category><![CDATA[speculazione edilizia]]></category>
		<category><![CDATA[waterfront]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; &#160; COMUNICATO STAMPA &#160; &#160; Lanciamo un forte allarme sulla possibilità che si compia un nuovo passo nella spaventosa devastazione del lungomare, concepita negli anni di Scapagnini. Il progetto “Viabilità di scorrimento da via del Rotolo a Piazza Europa” prevede un gigantesco sbancamento a pochi metri dal mare per realizzare un fascia di insediamenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><img class="alignleft" src="https://lh4.googleusercontent.com/-FUlyWbDRkLc/TnpaK5HKkCI/AAAAAAAAG9c/KbTEGpVoyRI/s128/FdS.jpeg" alt="" width="128" height="104" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">COMUNICATO STAMPA</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lanciamo un forte allarme sulla possibilità che si compia un nuovo passo nella <strong>spaventosa devastazione del lungomare</strong>, concepita negli anni di Scapagnini.</p>
<p>Il progetto “Viabilità di scorrimento da via del Rotolo a Piazza Europa” prevede un <strong>gigantesco sbancamento</strong> a pochi metri dal mare per realizzare un fascia di <strong>insediamenti commerciali</strong>.</p>
<p>Un’enorme speculazione, concepita fuori da ogni controllo, negli anni dei poteri speciali, che condizionerebbe pesantemente il futuro di Catania. Verrebbe devastato il territorio in una zona essenziale come quella del lungomare e l’intero <strong>assetto urbanistico</strong> ne uscirebbe pregiudicato.</p>
<p>Inoltre la<strong> stessa realtà commerciale catanese</strong>, già scossa dall’assurdo proliferare di giganteschi centri, sarebbe definitivamente <strong>stravolta</strong> con pesanti conseguenze sociali.</p>
<p>Chiamiamo i cittadini a mobilitarsi contro questo <strong>inaccettabile progetto</strong>, per affermare l’idea di una gestione del territorio fondato sulla partecipazione e sugli interessi collettivi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Maria Merlini</p>
<p>Segretaria del circolo Città Futura PRC &#8211; FdS</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Legambiente, Timpa di Leucatia a rischio</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2012/02/03/30137/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 22:54:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Legambiente Catania]]></category>
		<category><![CDATA[Sant'Agata Li Battiati]]></category>
		<category><![CDATA[Soprintendenza Catania]]></category>
		<category><![CDATA[Timpa Leucatia]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; &#160; COMUNICATO STAMPA &#160; &#160; La Timpa di Leucatia a rischio per un progetto di consolidamento e regimazione delle acque del Comune di Sant’Agata Li Battiati. Per Legambiente necessario sospendere e modificare il progetto. Appello all’Assessorato regionale ai Beni Culturali. L’area della Timpa di Leucatia, ricadente nei territori dei comuni di Catania e Sant’Agata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><img class="alignleft" src="https://lh6.googleusercontent.com/-EjmC9Z5Sbjs/ThXhqkuC88I/AAAAAAAAF3s/OFVq1Tp5Ars/s128/Legambiente.jpg" alt="" width="128" height="81" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">COMUNICATO STAMPA</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La Timpa di Leucatia a rischio </strong>per un progetto di<strong> consolidamento e regimazione delle acque </strong>del Comune di Sant’Agata Li Battiati.<strong></strong> Per<strong> Legambiente </strong>necessario<strong> sospendere e modificare il progetto. </strong>Appello all’Assessorato regionale ai Beni Culturali.</p>
<p>L’area della Timpa di Leucatia, ricadente nei territori dei comuni di Catania e Sant’Agata Li Battiati, riveste un notevole <strong>interesse paesaggistico, naturalistico e storico – archeologico</strong>.</p>
<p>L’interesse naturalistico, in particolare, è determinato dall’esistenza di lembi di bosco e macchia mediterranea lungo la scarpata e alla sommità della stessa e, evento eccezionale in un contesto fortemente antropizzato, dalla presenza di alcune <strong>sorgenti</strong> che formano un piccolo corso d’acqua perenne e consentono la presenza di zone umide.</p>
<p>Sull’area, a conferma dell’elevato interesse, è stato <strong>apposto il vincolo paesaggistico</strong> a seguito del verbale n. 69 del 17/11/<strong>2003</strong> della Commissione provinciale per la tutela delle bellezze naturali e panoramiche di Catania.</p>
<p>La presenza di queste peculiarità dovrebbe imporre l’adozione di adeguate misure di tutela mentre, invece, il Comune di Sant’Agata Li Battiati ha elaborato un progetto denominato “Consolidamento e regimazione acque parco extraurbano Leucatia” che, se attuato, rischia di <strong>sconvolgere</strong> i valori naturali che il parco dovrebbe tutelare.</p>
<p>Per tale progetto la <strong>Soprintendenza</strong> ai Beni Culturali ed Ambientali di Catania ha rilasciato, senza alcuna prescrizione e senza fornire adeguate motivazioni, l’<strong>autorizzazione</strong> paesaggistica.</p>
<p>Il progetto in questione prevede diversi interventi ed in particolare:</p>
<ul>
<li>posizionamento di reti metalliche nella timpa;</li>
</ul>
<ul>
<li>realizzazione di una canaletta di raccolta delle acque superficiali attraverso la realizzazione di uno scavo ampio 2 m e profondo 1 m per complessivi m 128,25;</li>
</ul>
<ul>
<li>realizzazione di trincee drenanti per allontanare le acque.</li>
</ul>
<p>L’impatto maggiore delle opere previste dal progetto sarebbe determinato dalla realizzazione delle <strong>trincee drenanti</strong> che modificherebbero profondamente l’assetto ideologico dell’area e determinerebbero sensibili alterazioni già nella fase di realizzazione delle opere.</p>
<p>Il progetto include al suo interno uno studio del <strong>CUTGANA</strong> che ha individuato un’<strong>area di rispetto</strong> dove non dovrebbero realizzarsi interventi ma secondo Legambiente tale area di appare del tutto <strong>inadeguata</strong> a tutelare gli habitat e le specie in quanto non include parte delle zone umide, delle sorgenti e delle aree con vegetazione naturale.</p>
<p>La presenza di emergenze sorgive in aree esterne alla zona di rispetto individuata dal CUTGANA si può riscontrare anche nella Carta Geomorfologia di dettaglio del progetto; inoltre la presenza di aree con vegetazione naturale, <strong>ben più ampia di quella presente nell’area di rispetto</strong>, si può rilevare dalla semplice analisi di fotografie aeree.</p>
<p>Inoltre, la tutela, anche rigorosa, dell’area considerata nello studio appare inutile a salvaguardare le emergenze naturalistiche; infatti, in primo luogo, gli interventi di captazione delle acque realizzati a monte al di fuori dell’area di rispetto comporterebbero inevitabili <strong>alterazioni negative</strong> anche nell’area che si intenderebbe salvaguardare.</p>
<p>A ciò va aggiunto che la perdita o diminuzione di naturalità di gran parte del territorio avrebbe conseguenze sfavorevoli al mantenimento delle popolazioni, già estremamente ridotte, delle <strong>specie di interesse faunistico</strong>.</p>
<p>L’eliminazione dei rischi di <strong>infiltrazione di acque</strong> nelle costruzioni sulle vie Tito Manzella e Lo Jacono sarebbe risolvibile, con la realizzazione di trincee drenanti a immediato contatto con le abitazioni, senza dovere sacrificare aree naturali, sconvolgere l’assetto ideologico dell’intera area e, non da ultimo, sprecare ingenti somme di denaro.</p>
<p>Secondo Legambiente, inoltre, appare del tutto <strong>irrazionale</strong> convogliare le acque captate nella fognatura mentre andrebbero ricercate soluzioni per evitare un enorme spreco della risorsa idrica.</p>
<p>Giudizio fortemente negativo anche per il posizionamento delle <strong>reti di consolidamento</strong> in una parte significativa della timpa. Tale attività determinerebbe la distruzione della vegetazione naturale, in quanto, come è noto, per il posizionamento delle reti, è necessaria la completa <strong>asportazione della copertura vegetale</strong>.</p>
<p>Verrebbe pertanto eliminata una delle componenti naturali più importanti dell’area e si determinerebbe una profonda alterazione paesaggistica, la perdita di popolazioni faunistiche presenti e la banalizzazione degli habitat. Tale intervento, inoltre, appare ingiustificato e del tutto sproporzionato; non può non essere considerato, infatti, che in tali aree vi è una <strong>scarsissima frequentazione antropica</strong> e gli eventuali rischi per la pubblica incolumità potrebbero essere facilmente scongiurati dall’apposizione di adeguata cartellonistica nelle aree interessate. Sarebbe peraltro paradossale che simili interventi distruttivi e che determinerebbero un assoluto spreco di denaro venissero giustificati dalla realizzazione del parco suburbano.</p>
<p>Per tutte queste motivazioni Legambiente ha invitato il Comune di Sant’Agata Li Battiati a <strong>sospendere il progetto</strong> ed eventualmente a riformularlo e la Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali di Catania ad annullare la propria autorizzazione rilasciata in quanto non ha adeguatamente tenuto conto della tutela degli aspetti naturali e paesaggistici che verrebbero irrimediabilmente compromessi. Un <strong>appello</strong> anche all’<strong>Assessorato regionale</strong> dei Beni Culturali e dell&#8217;Identità Siciliana al fine di accertare la legittimità dell’operato della Soprintendenza di Catania e disporre le opportune azioni anche attraverso l’annullamento del provvedimento della Soprintendenza.</p>
<p>Il Presidente, Renato De Pietro</p>
<p><a href="http://www.legambientecatania.it/conservazionenatura/comunicati/Catania/regimazione_consolidamento_timpa_leucatia_febbraio_2012.html" target="_blank">Testo e immagini sul sito di Legambiente Catania</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>SeL, esposto alla Procura contro cementificazione Corso Martiri Libertà</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2012/01/28/sel-esposto-alla-procura-contro-cementificazione-corso-martiri-liberta/</link>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 18:55:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Corso Martiri]]></category>
		<category><![CDATA[piano regolatore]]></category>

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		<description><![CDATA[COMUNICATO STAMPA &#160; &#160; &#160; Si è svolta oggi, 27 gennaio, alle ore 10,30 in piazza Verga, davanti al tribunale, la conferenza stampa sul tema: Corso Martiri della Libertà, Sinistra Ecologia Libertà presenta un esposto alla Procura della Repubblica Alla conferenza stampa sono intervenuti Marcello Failla, responsabile territorio del circolo cittadino “Rinascita” e Giolì Vindigni, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignleft" src="https://lh4.googleusercontent.com/-pEC1g7cbG00/Tnbctz6yFVI/AAAAAAAAG78/G1T5L_lLzdM/s128/SeL.jpg" alt="" width="128" height="124" /></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">COMUNICATO STAMPA</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si è svolta oggi, 27 gennaio, alle ore 10,30 in piazza Verga, davanti al tribunale, la conferenza stampa sul tema: Corso Martiri della Libertà, Sinistra Ecologia Libertà presenta un <strong>esposto alla Procura della Repubblica</strong></p>
<p>Alla conferenza stampa sono intervenuti Marcello Failla, responsabile territorio del circolo cittadino “Rinascita” e Giolì Vindigni, coordinatore provinciale, che hanno illustrato i <strong>contenuti dell’esposto</strong> depositato sulla clamorosa vicenda della cementificazione di Corso Martiri della Libertà.</p>
<p>“Alcune settimane addietro” hanno detto Failla e Vindigni” Sinistra Ecologia Libertà di Catania denunciò le <strong>gravi speculazioni</strong> in corso nelle aree di Corso Martiri della Libertà, diffidando il sindaco Stancanelli a sottoscrivere la convenzione con i privati.</p>
<p>Oggi abbiamo presentato un dettagliato esposto, chiedendo alla Procura della Repubblica di indagare sulle gravi <strong>irregolarità</strong> di tutta la vicenda.</p>
<p>In primo luogo denunciamo l’<strong>abuso di potere del sindaco</strong> di Catania che, confermando l’atto dell’allora commissario Emanuele, ha sottoscritto un <strong>accordo con i proprietari delle aree</strong>, permettendo l’edificazione di 240.000 metri cubi in un’area che, scaduto il termine del 31 dicembre 1988 previsto dal Piano di Risanamento del rione S. Berillo, approvati con legge regionale n. 13 del lontano 1954, è a tutti gli effetti da considerare “area bianca”.</p>
<p>Il sindaco ha volutamente ignorato che con una <strong>sentenza</strong> del 2002 lo stesso <strong>TAR</strong> di Catania aveva già condannato il comune di Catania ad emettere “dichiarazione di inservibilità” delle aree non edificate di corso Martiri della Libertà, ritenendo cessata l’efficacia del piano approvato nel 1973.</p>
<p>L’on. Stancanelli non ha voluto nemmeno tener conto del pronunciamento del Collegio di Difesa del Comune di Catania che, nel corso dell’adunanza del 22 febbraio 2008, con una relazione sottoscritta e depositata, aveva riaffermato il carattere di “<strong>zona bianca</strong>” di corso Martiri della Libertà, e la conseguente necessità di approvare una nuova previsione urbanistica.</p>
<p>Il Sindaco in tal modo si è illegittimamente sostituito al consiglio comunale, usurpandone la potestà esclusiva in materia di urbanistica ed espropriando la città di un indispensabile <strong>confronto pubblico</strong> sulle sorti di una delle aree più importanti del territorio catanese.</p>
<p>Inoltre il Sindaco, in violazione delle norme che regolano l’alienazione di beni pubblici, ha <strong>ceduto ai privat</strong>i circa 26.000 mq di strade e marciapiedi, considerati indispensabili per elevare la cubatura degli edifici da realizzare.</p>
<p>In tal modo l’on. Stancanelli ha ritenuto di <strong>non</strong> dover procedere con l’<strong>asta pubblica</strong>, procedura giustamente adottata ad esempio, per la vendita degli immobili comunali, trattando di persona ed inserendo in una semplice convenzione, una cessione di un bene pubblico non alienabile in questa forma.</p>
<p>Sinistra Ecologia Libertà, “hanno continuato Failla e Vindigni”, contesta la stessa scelta dell’amministrazione comunale di continuare nella politica di <strong>edificazione selvaggia</strong>, che tanto danno ha causato alla nostra città.</p>
<p>Corso Martiri della Libertà è una delle poche aree libere del centro storico di una città come Catania, agli ultimi posti per la qualità della vita. Tali spazi dovrebbero invece servire ad <strong>elevare gli standards urbanistici</strong>, prevedendo strutture sportive, ricreative, culturali, verde attrezzato e non ulteriori abitazioni ed uffici, che renderebbero ancora più congestionato il centro storico, desertificandolo negli orari serali ed ampliando la invivibilità dell’attiguo corso Sicilia.</p>
<p>Queste aree dovrebbero anche essere utilizzate per la <strong>prevenzione del rischio sismico</strong>, evitando edificazioni e realizzando spazi da gestire in caso di evento calamitoso, come previsto dalle normativa nazionali.</p>
<p>Colpisce infine la logica seguita dal sindaco di Catania: ripetendo un vizio che non pochi danni ha causato alla città nei decenni scorsi, Stancanelli si è riunito in <strong>segrete stanze</strong>, lontano dalla città, ma anche dello stesso consiglio comunale, per decidere con pochi potenti privati, il destino di una parte significativa del nostro territorio.</p>
<p>Il sindaco ha contrattato e concesso, in modo quanto meno anomalo e di persona, l’edificazione di <strong>240.000 di metri cubi</strong> di abitazioni ed uffici, con un balletto di numeri propinato ad arte periodicamente alla stampa, fino alla stessa pantomima della riunione del consiglio comunale, con la presenza dell’architetto Massimiliano Fuksas, che ha illustrato un progetto oggi completamente stravolto dai contenuti della convenzione firmata.</p>
<p>La città ha bisogno ben altro “hanno concluso Failla e Vindigni”, ed occorre smetterla con le decisioni a spizzichi e bocconi sul destino del nostro territorio.</p>
<p>L’amministrazione comunale periodicamente propone varianti urbanistiche ad uso di pochi potenti e <strong>a tutto discapito</strong> della qualità della vita urbana.</p>
<p>Opere come i parcheggi interrati, il porto turistico, corso Martiri della Libertà, i parcheggi scambiatori, il PUA, le strutture portuali e ferroviarie non possono essere considerate all’infuori di un <strong>piano regolatore</strong> che individui in modo trasparente e partecipato le scelte capaci di elevare gli standards urbanistici, migliorare la qualità della vita dei cittadini, facendo diventare Catania una città finalmente a misura d’uomo e pianificando tutti gli interventi in un quadro unitario e programmato.</p>
<p>SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’</p>
<p>Circolo Rinascita,  via Cavaliere 115, Catania</p>
<p>0957223079 – sinistraeliberta.ct@gmail.com</p>
<p>Marcello Failla, responsabile comm. Territorio</p>
<p>Giolì Vindigni,  coordinatore provinciale</p>
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		<title>Lettera aperta a Stancanelli su Autorità Portuale e Piano Regolatore Portuale</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 22:38:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[piano regolatore del porto]]></category>
		<category><![CDATA[Piano Regolatore Generale]]></category>
		<category><![CDATA[porto]]></category>
		<category><![CDATA[Stancanelli]]></category>

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		<description><![CDATA[Catania, 23.01.2012 Lettera aperta all’avv. Raffaele Stancanelli, Sindaco di Catania e componente di diritto del Comitato Portuale organo gestore del nostro porto. La S.V. è a conoscenza che l’ ente partecipato quale Sindaco non ha ancora corretto il vecchio ed invalido Piano Regolatore Portuale risalente al 1978 che venne bocciato nel 2007 per diligente esame [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Catania, 23.01.2012</p>
<p><strong>Lettera aperta all’avv. Raffaele Stancanelli, Sindaco di Catania e componente di diritto del Comitato Portuale organo gestore del nostro porto.</strong></p>
<p>La S.V. è a conoscenza che l’ ente partecipato quale Sindaco non ha ancora corretto il vecchio ed invalido <strong>Piano Regolatore Portuale</strong> risalente al 1978 che venne <strong>bocciato</strong> nel 2007 per diligente esame della IV° Commissione Consiliare Permanente della nostra Città. Un PRP che fu orientato a Sud su bassi fondali sabbiosi, anzicchè a Nord su fondali che permettessero quelle attività mercantili prioritarie giustificative del costoso mantenimento dell’ ente gestore Autorità Portuale. Uno scriteriato PRP che prevedeva , al posto di un logico ampliamento, un <strong>restringimento dello specchio acqueo interno</strong> allo scopo di allargare le banchine come fossero aree edificabili sulle quali innalzare smisurati fabbricati per usi indefiniti e perfino difformi da quelli portuali previsti dalla Legge specifica 28.1.94. n.84.</p>
<p>In particolare prevedeva la pazzia di <strong>edificare</strong> 1.109.000.mc. di edifici alti fino a 20 ml. su 85.000 mq. di banchine con assurdo indice di cubatura di 13mc. x mq. Una mole di fabbricati esentati da imposte comunali, in quanto demaniali, il cui <strong>utilizzo commerciale improprio</strong> ed avvantaggiato da tale esenzione avrebbe fatto sleale concorrenza ai negozi già esistenti ed in profonda crisi in città.</p>
<p>Tale <strong>destinazione delle banchine</strong> e l’assurdo restringimento dello specchio acqueo di tutto ostacolo alle manovre navali ed alla funzione mercantile stessa del porto, sono due elementi di prova che un nuovo PRP che andasse all’esame del Consiglio Comunale ancora privo degli emendamenti alle altre anomalie di cui sopra e delle altre che causarono la bocciatura del 2007, non vorrà e non potrà mai assolvere a detta funzione prioritaria mercantile prescritta dalla Legge.</p>
<p>Viene meno pertanto qualsiasi giustificazione per continuare il trasferimento dalle casse comunali a quelle dell’<strong>ente portuale</strong>, di contributi che lo stesso ente ha fin troppe volte ottenuti per salvarsi dalla <strong>soppressione</strong> prevista dalla predetta Legge 84/94 in caso di mancato pareggio di bilancio per insufficienza di merci movimentate e di relativi introiti.</p>
<p>Precisi moniti della Corte dei Conti hanno parlato chiaro in proposito ed i fatti invitano la S.V. a non concedere a detto ente parte delle tasse dei cittadini che occorrono a ben più importanti esigenze collettive di Catania. Oggi, non è più consentito continuare a salvare un ente dalle ricche poltrone che continua a tacere alla Città che lo accoglie se voglia rimuovere o mantenere gli elementi di censura che indussero la stessa Corte a definirne la <strong>gestione come “inefficace ed inefficiente”</strong>.</p>
<p>Triste elemento di riconferma sulla ostinata anomalia di indirizzo e di obbiettivi del PRP viene oggi dalla recente concessione a privati dell’edificio demaniale <strong>ex Dogane</strong>.</p>
<p>Una concessione che poco o nulla attiene alle attività accessorie o strumentali proprie portuali che sono permesse dall’art.6.c.6 L.84/94 e presagisce uguali destinazioni improprie anche dei nuovi edifici programmati nel PRP. Una concessione demaniale stravolta in “progetto di finanza” e persino partecipata finanziariamente dall’ente concedente che non accoglie alcuna vera ed efficiente Stazione Marittima e <strong>nessuno dei servizi pertinenti</strong> tuttora malamente allocati sotto tende precarie ed insufficienti.</p>
<p><strong>Non</strong> accoglie alcuno dei tanti <strong>istituti per la formazione dei quadri marittimi</strong> che in tutti i porti del mondo forniscono ai giovani notevoli sbocchi occupazionali e non ospita neppure il solo Istituto Nautico allocato in piena città e del tutto privo del necessario scalo a mare. Ospita solo balere di tango argentino e negozi commerciali analoghi e concorrenti a quelli della città, con buona pace dei soldi pubblici che mantengono l’ente responsabile di simile fatto di gestione poco o nulla portuale.</p>
<p>Un fatto che comporta alla S.V. l’ avvio immediato delle opportune procedure di <strong>annessione al patrimonio comunale</strong> di detto edificio ex Dogane.</p>
<p>Teniamo ora ricordare alla S.V., che il Piano Regolatore Portuale bocciato dalla apposita Commissione Consiliare, non può intendersi tramutato in esecutivo senza che sia stato approvato dal Consiglio Comunale un <strong>nuovo PRP</strong> in assoluta armonia con il PRG previo corretto emendamento delle suddette e delle seguenti anomalie.</p>
<p>1 ) E’ stata appaltata, fra Catania e la Plaia, un abnorme ed inutile “<strong>darsena traghetti</strong>” su bassi fondali della Plaia, non ostante l’appalto fosse del tutto privo della predetta armonia tra PRP e PRG e non ancora dotato di preventive VIA-VAS valutazioni ambientali di Legge che risultassero permissive:</p>
<p>1.1-Nessuna <strong>giustificazione</strong> è stata mai data in ordine all’inutile dispendio di una darsena su bassi fondali assolutamente preclusivi per le moderne flotte mercantili di elevata stazza,</p>
<p>1.2 &#8211; Nessuna seria rilevazione statistico-economico-occupazionale che giustifichi l’enorme costo di una <strong>darsena soggetta all’ insabbiamento</strong> ed al conseguente inutilizzo se non a costi insostenibili di escavazioni continue;</p>
<p>2) E’ stata condotta, al posto di una regolare gara fra approdi turistici concorrenti, i soli previsti dalla L.84/94, una <strong>gara irregolare</strong> di unico “porto turistico” che dissimulava mostruose edificazioni sul filo mare per oltre 400.000. mc. in sprezzante violazione delle vigenti normative in materia di tutela ambientale. Inoltre nessuna giustificazione è stata mai data in ordine :</p>
<p>2.1- all’ingiusto vantaggio di un solo concessionario per ben 90 anni di “porto turistico” privato, esteso su tutto il futuro ampliamento del porto pubblico mercantile di Catania,</p>
<p>2.2- al grave danno per il mancato utilizzo di “<strong>approdi turistici</strong>”, ben differenti dai “porti turistici” speculativi privati, approdi che dal 1994 avrebbero potuto apportare economia ed occupazione operando sulla più grande disponibilità in Sicilia di area portuale ( 615.000 mq.) e sulla seconda maggiore lunghezza degli accosti ( m.3.462) tuttora sottoutilizzati per comportamenti che solo i preposti organi dello Stato potranno valutare.</p>
<p>2.3 &#8211; all’ ingiusto impedimento per migliaia di cittadini che avrebbero potuto trovare <strong>lavoro</strong> stabile e progressivo, sia diretto che indotto, attraverso le molte decine di approdi turistici mai concessi a Catania nei diciassette anni di tal fatta gestione portuale dimostratasi favorevole ad un solo, privato ed anomalo “porto turistico”;</p>
<p>3) E’ stato colpevolmente disatteso il necessario e corretto <strong>accorpamento</strong> per specializzazione dei porti di <strong>Catania ed Augusta</strong> che ne ridurrebbe il costo pubblico di gestione ed avvantaggerebbe i rispettivi operatori nel ridurne i tempi ed i costi operativi;</p>
<p>4) Catania è tuttora danneggiata dalla lunga <strong>barriera di containers</strong> che la separano dal mare ed impediscono il riscatto urbanistico e sociale di tutta la città a Sud per la sola ed ingiustificabile pretesa politica di mantenere due costosi enti portuali al posto di uno correttamente intermodale su Catania ed Augusta.</p>
<p>La invitiamo pertanto, sig. Sindaco Stancanelli, a difendere il futuro occupazionale, economico e sociale di Catania intervenendo autorevolmente all’interno della Autorità Portuale per <strong>rimuovere le anomalie</strong> suesposte con la emanazione di un PRP presto e realmente attuabile senza grandi investimenti inutili.</p>
<p>Comitato Cittadino Porto del Sole</p>
<p><a href="www.portodelsole.it " target="_blank"> www.portodelsole.i</a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="CENTER"><strong><span style="font-size: large;">OMITATO CITTADINO PORTO DEL SOLE</span></strong><strong></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="CENTER"><strong><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-weight: normal;">Iniziativa di partecipazione democratica per la rinascita di Catania e del nostro Porto</span></span></strong></p>
<p style="margin-left: 0.1cm; text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Catania, 23.01.2012</strong></span></span></p>
<p style="margin-left: 0.1cm; text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><strong>Lettera aperta </strong></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><strong>all’avv. Raffaele Stancanelli, Sindaco di Catania e componente di diritto del Comitato Portuale organo gestore del nostro porto. </strong></span></p>
<p style="margin-left: 0.1cm; text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><strong>La S.V. è a conoscenza che l’ ente partecipato quale Sindaco non ha ancora corretto il vecchio ed invalido Piano Regolatore Portuale risalente al 1978 che venne bocciato nel 2007 per diligente esame della IV° Commissione Consiliare Permanente della nostra Città. Un PRP che fu orientato a Sud su bassi fondali sabbiosi, anzicchè a Nord su fondali che permettessero quelle attività mercantili prioritarie giustificative del costoso mantenimento dell’ ente gestore Autorità Portuale. Uno scriteriato PRP che prevedeva , al posto di un logico ampliamento, un restringimento dello specchio acqueo interno allo scopo di allargare le banchine come fossero aree edificabili sulle quali innalzare smisurati fabbricati per usi indefiniti e perfino difformi da quelli portuali previsti dalla Legge specifica 28.1.94. n.84.</strong></span></p>
<p style="text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><strong>In particolare prevedeva la pazzia di edificare 1.109.000.mc. di edifici alti fino a 20 ml. su 85.000 mq. di banchine con assurdo indice di cubatura di 13mc. x mq. Una mole di fabbricati esentati da imposte comunali, in quanto demaniali, il cui utilizzo commerciale improprio ed avvantaggiato da tale esenzione avrebbe fatto sleale concorrenza ai negozi già esistenti ed in profonda crisi in città. </strong></span></p>
<p style="margin-left: 0.1cm; text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><strong>Tale destinazione delle banchine e l’assurdo restringimento dello specchio acqueo di tutto ostacolo alle manovre navali ed alla funzione mercantile stessa del porto, sono due elementi di prova che un nuovo PRP che andasse all’esame del Consiglio Comunale ancora privo degli emendamenti alle altre anomalie di cui sopra e delle altre che causarono la bocciatura del 2007, non vorrà e non potrà mai assolvere a detta funzione prioritaria mercantile prescritta dalla Legge.</strong></span></p>
<p style="margin-left: 0.1cm; text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><strong>Viene meno pertanto qualsiasi giustificazione per continuare il trasferimento dalle casse comunali a quelle dell’ente portuale, di contributi che lo stesso ente ha fin troppe volte ottenuti per salvarsi dalla soppressione prevista dalla predetta Legge 84/94 in caso di mancato pareggio di bilancio per insufficienza di merci movimentate e di relativi introiti.</strong></span></p>
<p style="margin-left: 0.1cm; text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><strong>Precisi moniti della Corte dei Conti hanno parlato chiaro in proposito ed i fatti invitano la S.V. a non concedere a detto ente parte delle tasse dei cittadini che occorrono a ben più importanti esigenze collettive di Catania. Oggi, non è più consentito continuare a salvare un ente dalle ricche poltrone che continua a tacere alla Città che lo accoglie se voglia rimuovere o mantenere gli elementi di censura che indussero la stessa Corte a definirne la gestione come “inefficace ed inefficiente”. </strong></span></p>
<p style="margin-left: 0.1cm; text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><strong>Triste elemento di riconferma sulla ostinata anomalia di indirizzo e di obbiettivi del PRP viene oggi dalla recente concessione a privati dell’edificio demaniale ex Dogane. </strong></span></p>
<p style="margin-left: 0.1cm; text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><strong>Una concessione che poco o nulla attiene alle attività accessorie o strumentali proprie portuali che sono permesse dall’art.6.c.6 L.84/94 e presagisce uguali destinazioni improprie anche dei nuovi edifici programmati nel PRP. Una concessione demaniale stravolta in “progetto di finanza” e persino partecipata finanziariamente dall’ente concedente che non accoglie alcuna vera ed efficiente Stazione Marittima e nessuno dei servizi pertinenti tuttora malamente allocati sotto tende precarie ed insufficienti.</strong></span></p>
<p style="margin-left: 0.1cm; text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><strong>Non accoglie alcuno dei tanti istituti per la formazione dei quadri marittimi che in tutti i porti del mondo forniscono ai giovani notevoli sbocchi occupazionali e non ospita neppure il solo Istituto Nautico allocato in piena città e del tutto privo del necessario scalo a mare. Ospita solo balere di tango argentino e negozi commerciali analoghi e concorrenti a quelli della città, con buona pace dei soldi pubblici che mantengono l’ente responsabile di simile fatto di gestione poco o nulla portuale. </strong></span></p>
<p style="margin-left: 0.1cm; text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><strong>Un fatto che comporta alla S.V. l’ avvio immediato delle opportune procedure di annessione al patrimonio comunale di detto edificio ex Dogane.</strong></span></p>
<p style="margin-left: 0.1cm; text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><strong>Teniamo ora ricordare alla S.V., che il Piano Regolatore Portuale bocciato dalla apposita Commissione Consiliare, non può intendersi tramutato in esecutivo senza che sia stato approvato dal Consiglio Comunale un nuovo PRP in assoluta armonia con il PRG previo corretto emendamento delle suddette e delle seguenti anomalie. </strong></span></p>
<p style="margin-left: 0.1cm; text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><strong>1 ) E’ stata appaltata, fra Catania e la Plaia, un abnorme ed inutile “darsena traghetti” su bassi fondali della Plaia, non ostante l’appalto fosse del tutto privo della predetta armonia tra PRP e PRG e non ancora dotato di preventive VIA-VAS valutazioni ambientali di Legge che risultassero permissive: </strong></span></p>
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<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><strong>-Nessuna giustificazione è stata mai data in ordine all’inutile dispendio di una darsena su bassi fondali assolutamente preclusivi per le moderne flotte mercantili di elevata stazza, </strong></span></p>
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<p style="margin-left: 0.1cm; text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><strong>1.2 &#8211; Nessuna seria rilevazione statistico-economico-occupazionale che giustifichi l’enorme costo di una darsena soggetta all’ insabbiamento ed al conseguente inutilizzo se non a costi insostenibili di escavazioni continue; </strong></span></p>
<p style="margin-left: 0.1cm; text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><strong>2) E’ stata condotta, al posto di una regolare gara fra approdi turistici concorrenti, i soli previsti dalla L.84/94, una gara irregolare di unico “porto turistico” che dissimulava mostruose edificazioni sul filo mare per oltre 400.000. mc. in sprezzante violazione delle vigenti normative in materia di tutela ambientale. Inoltre nessuna giustificazione è stata mai data in ordine :</strong></span></p>
<p style="margin-left: 0.1cm; text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><strong>2.1- all’ingiusto vantaggio di un solo concessionario per ben 90 anni di “porto turistico” privato, esteso su tutto il futuro ampliamento del porto pubblico mercantile di Catania,</strong></span></p>
<p style="margin-left: 0.1cm; text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><strong>2.2- al grave danno per il mancato utilizzo di “approdi turistici”, ben differenti dai “porti turistici” speculativi privati, approdi che dal 1994 avrebbero potuto apportare economia ed occupazione operando sulla</strong></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><strong>più grande disponibilità in Sicilia di area portuale ( 615.000 mq.) e sulla seconda maggiore lunghezza degli accosti ( m.3.462) tuttora sottoutilizzati per comportamenti che solo i preposti organi dello Stato potranno valutare. </strong></span></p>
<p style="margin-left: 0.1cm; text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><strong>2.3 &#8211; all’ ingiusto impedimento per migliaia di cittadini che avrebbero potuto trovare lavoro stabile e progressivo, sia diretto che indotto, attraverso le molte decine di approdi turistici mai concessi a Catania nei diciassette anni di tal fatta gestione portuale dimostratasi favorevole ad un solo, privato ed anomalo “porto turistico”;</strong></span></p>
<p style="margin-left: 0.1cm; text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><strong>3) E’ stato colpevolmente disatteso il necessario e corretto accorpamento per specializzazione dei porti di Catania ed Augusta che ne ridurrebbe il costo pubblico di gestione ed avvantaggerebbe i rispettivi operatori nel ridurne i tempi ed i costi operativi; </strong></span></p>
<p style="margin-left: 0.1cm; text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><strong>4) Catania è tuttora danneggiata dalla lunga barriera di containers che la separano dal mare ed impediscono il riscatto urbanistico e sociale di tutta la città a Sud per la sola ed ingiustificabile pretesa politica di mantenere due costosi enti portuali al posto di uno correttamente intermodale su Catania ed Augusta. </strong></span></p>
<p style="margin-left: 0.1cm; text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><strong>La invitiamo pertanto, sig. Sindaco Stancanelli, a difendere il futuro occupazionale, economico e sociale di Catania</strong></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><strong>intervenendo autorevolmente all’interno della Autorità Portuale per rimuovere le anomalie suesposte con la emanazione di un PRP presto e realmente attuabile senza grandi investimenti inutili. </strong></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"><strong>Comitato Cittadino Porto del Sole </strong></span><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.portodelsole.it/"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: large;"><strong>www.portodelsole.it</strong></span></span></a></span></span></p>
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		<title>CittàInsieme sulla multa comminata agli street-artists &#8220;Popap&#8221; per il cartello &#8220;Divieto di mafia&#8221;</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2012/01/12/cittainsieme-sulla-multa-comminata-agli-street-artists-popap-per-il-cartello-divieto-di-mafia/</link>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 15:52:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Città Insieme]]></category>
		<category><![CDATA[Popap]]></category>
		<category><![CDATA[street art]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; &#160; &#160; COMUNICATO STAMPA &#160; &#160; Catania, 12 gennaio 2012 Che cosa diremo? Che i vigili non avrebbero dovuto rimuovere e multare il cartello non autorizzato e, invece di appioppare la multa, dare un buffetto sulla guancia agli artisti del gruppo “Popap”, dicendo loro di non farlo più? Certo, avrebbero potuto farlo! Sarebbe rientrato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignleft" src="https://lh4.googleusercontent.com/-ZCFXGCszIt4/TG7jAmJ3tMI/AAAAAAAAAOk/M8GEuzsjV44/s283/citt%2525C3%2525A0insieme.jpg" alt="" width="283" height="73" /></p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">COMUNICATO STAMPA</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Catania, 12 gennaio 2012</p>
<p>Che cosa diremo?</p>
<p>Che i <strong>vigili</strong> non avrebbero dovuto rimuovere e multare il cartello non autorizzato e, invece di appioppare la multa, dare un buffetto sulla guancia agli <strong>artisti del gruppo “Popap”</strong>, dicendo loro di non farlo più?</p>
<p>Certo, avrebbero potuto farlo! Sarebbe rientrato nel modo ordinario di fare dei nostri vigili urbani, che prendono il caffè al bar dell’angolo, mentre gli automobilisti impazziscono all’incrocio.</p>
<p>Ma è bene che, una volta tanto, non l’abbiano fatto!</p>
<p>Sarà questo un segno del nuovo <strong>impegno che l’Amministrazione ha assunto</strong> nel reprimere e sanzionare le innumerevoli infrazioni che i catanesi commettono ormai senza nemmeno accorgersene?</p>
<p>Ce lo auguriamo!</p>
<p>Siamo pronti a fare una <strong>colletta</strong> per aiutare Antonio di cui certamente lodiamo le ottime intenzioni.</p>
<p>Ma la mafia, il privilegio, la cattiva coscienza civile si combattono anche e soprattutto <strong>evitando</strong>, anche nelle piccole cose, <strong>di usare le armi della trasgressione e della illegalità</strong>.</p>
<p>Antonio, continua a lottare contro la mafia e l’omertà, e tu, vigilie urbano, tieni gli occhi bene aperti. Anche se l’hai multato, sei un suo alleato!</p>
<p>CittàInsieme</p>
<p>Cell. 3406892762 / Fax. 095502230 / Email. info@cittainsieme.it</p>
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		<title>Comitato Porto del Sole, ancora &#8220;nebbie&#8221; a Catania</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 15:31:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Comitato Porto del Sole]]></category>
		<category><![CDATA[piano regolatore del porto]]></category>
		<category><![CDATA[Piano Regolatore Generale]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; COMUNICATO  STAMPA &#160; Il sindaco Stancanelli, intervistato dalla stampa locale ad inizio 2012, elenca un lungo programma per salvare Catania collassata al 100° posto delle città Italiane. Inizia dai parcheggi, corso Martiri, trasporti, dismissioni, tributi, si sofferma perfino sull’ampliamento dell’ area Coca Cola e finisce parlando del PUA e del PRG. Silenzio assoluto invece, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">COMUNICATO  STAMPA</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il sindaco <strong>Stancanelli</strong>,  intervistato  dalla stampa locale ad inizio 2012,  elenca un lungo programma   per salvare  Catania collassata al 100° posto delle città Italiane.</p>
<p>Inizia dai parcheggi, corso Martiri, trasporti, dismissioni, tributi, si sofferma perfino sull’ampliamento dell’ area Coca Cola e finisce parlando del PUA e del PRG.</p>
<p>Silenzio assoluto invece, sul <strong>PRP &#8211; piano regolatore portuale</strong>, come se tale pianificazione  riguardasse  Regalbuto  in campagna e non Catania  sullo Ionio.</p>
<p>Non volendo pensare che Stancanelli abbia snobbato Catania che ormai da troppo tempo chiede invano  di  essere riconosciuta e valorizzata come città marittima al centro del Mediterraneo e sotto il vulcano più alto d’Europa,  non ci resta che considerare il silenzio del Sindaco  riconducibile ad un diplomatico e rispettoso  silenzio verso gli <strong>organi  giudiziari</strong> che esaminano  fatti che ancora oggi seguono al dossier dal profetico titolo “Porto delle Nebbie” a suo tempo esaminato in Commissione Parlamentare  Antimafia.</p>
<p>Non è neppure pensabile che il Sindaco Stancanelli  voglia  disattendere la prescritta <strong>sintonia</strong> di legge del piano regolatore del porto  con il piano regolatore della città che lo accoglie.</p>
<p>Nel caso assicurarsi che il PRG di Catania il cui interesse generale prevale su quello specifico mercantile   portuale,  tenga anche conto del PRP e dell’ interesse settoriale rappresentato, ma sopratutto che il secondo ceda il passo al primo nei programmi e nelle scelte non potendo in ogni modo contrastarle anche  ai sensi della specifica <strong>legge portuale 84/94</strong>.</p>
<p>Ciò comporta che  il Sindaco  <strong>esamini  e proponga</strong> alla cittadinanza attraverso il Consiglio Comunale,   il PRP- piano regolatore portuale che l’ ente responsabile a sua volta deve proporre alla amministrazione della città.</p>
<p>Nessuna deroga o disattenzione è ammessa per il fatto che il Sindaco di una città, in forza della predetta L.84/94,   è anche <strong>organo decisionale</strong> della Autorità Portuale ospitata nella stessa città.</p>
<p>Presentare al Consiglio Comunale un PRG che non tenga conto  del PRP, come pare significare l’<strong>ingiustificato silenzio</strong> sull’argomento “porto”,  risulta quindi una ipotesi da scartare.</p>
<p>Presentare al contrario un PRP <strong>senza tenere conto</strong> della sua piena corrispondenza con il PRG, così come è stato fatto finora, risulta un fatto ben più grave.</p>
<p>Infatti non è consentito il perseverare del mantenimento nel PRP della <strong>abnorme , mostruosa edificazione</strong> camuffata da parcheggi multipiano o  da “porto turistico” privato,  che lo stesso  PRP  prevede sulla banchina e sulla spiaggia per un totale quadruplo della intera edificazione prevista su corso dei Martiri.</p>
<p>Il porto secondo detto PRP già bocciato nel 2007 ed ostinatamente ripresentato tale e quale ,  diventerebbe <strong>una città nella città</strong> con edifici di uguale uso civile. Due distinte  amministrazioni e relative costose poltrone nello stesso ambito comunale e con uguali funzioni.</p>
<p>Delle due città, la “citta-porto” si permetterebbe perfino  edifici con un <strong>rapporto di cubatura triplice</strong> di quello permesso  alla città di Catania ed addirittura in esenzione ICI in quanto “portuali”.</p>
<p>La stessa “città-porto” risulterebbe in contrasto con se stessa oltre che con Catania, stante la previsione del PRP di sbarcare e <strong>movimentare</strong> ogni giorno migliaia di autotreni e containers <strong>fra il centro storico e la Plaia</strong>.</p>
<p>Due domande quindi :</p>
<p>1° &#8211; come fa il Sindaco Stancanelli a parlare del <strong>PUA</strong> &#8211; piano urbanistico attuativo sulla Plaia  e tacere  sulla bestemmia del PRP che  non farebbe attuare un bel niente di urbanistico per la prevista <strong>separazione definitiva di  Catania dalla Plaia</strong> ?</p>
<p>2° &#8211; Se non fosse arcinota la  “spirtizza” catanese,  quale logica potrebbe giustificare tali programmi  ?</p>
<p>Forse la stessa logica che ci ha regalato il record del 100° posto in Italia.</p>
<p>Catania 04.01.2012</p>
<p>Comitato Porto del Sole, un portavoce Marcello Di Luise</p>
<p>Il resto su<a href="http://www.portodelsole.it/" target="_blank"> www.portodelsole.it</a></p>
<p>I documenti  relativi a semplice richiesta.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Pax Christi, sulle spese militari si è aperta una breccia</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 15:26:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[F35]]></category>
		<category><![CDATA[Pax christi]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Su segnalazione del Punto Pace di Catania, ecco la presa di posizione del vescovo Giovanni Giudici, presidente di Pax Christi Italia &#160; F35: E’ UN’ALTRA LA STRADA &#160; Finalmente la notizia è arrivata nei titoli di giornale, nel panorama drammatico di questa crisi economica che esige sacrifici e tagli per il bene del Paese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><img class="alignleft" src="https://lh4.googleusercontent.com/-_vKcJG8btTw/Twm0eKn2tsI/AAAAAAAAJII/qoGTMrZmQIM/s128/Pax_Chiristi.gif" alt="" width="128" height="58" /></p>
<p style="text-align: center;">Su segnalazione del <strong>Punto Pace di Catania</strong>, ecco la <a href="http://www.paxchristi.it/?p=3187" target="_blank">presa di posizione del vescovo Giovanni Giudici</a>, presidente di Pax Christi Italia</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>F35: E’ UN’ALTRA LA STRADA</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Finalmente la notizia è arrivata nei titoli di giornale, nel panorama drammatico di questa crisi economica che esige sacrifici  e tagli per il bene del Paese e per il futuro di tutti: <strong>anche le spese militari devono essere drasticamente tagliate</strong>. In particolare il dito è puntato sull’enorme costo dei 131  <a href="http://www.argocatania.org/2011/02/26/fermiamo-il-traffico-darmi/" target="_blank"><strong>cacciabombardieri F35</strong></a>, aerei di attacco che costano quasi 150 milioni di euro ciascuno. Un investimento di oltre 15 miliardi. Pax Christi lo ricorda da anni (in collaborazione con la <a href="http://www.disarmo.org/rete/a/35320.html" target="_blank"><strong>Rete Italiana per il Disarmo</strong></a> di cui  fa parte) e il convegno appena celebrato a Brescia, in preparazione della Marcia per la pace della Chiesa italiana, ha sottolineato le devastati conseguenze sull’economia e sul futuro delle comunità, del produrre e commerciare macchine di morte di simili proporzioni.</p>
<p>L’assordante silenzio che copriva questo progetto è stato rotto. Sempre più palese è l’<strong>assurdità</strong> di produrre armi investendo enormi capitali mentre il grido dei poveri -interi popoli- ci raggiunge sempre più disperato.</p>
<p>“<strong>Cammineranno le genti, mentre la tenebra ricopre la terra</strong>, nebbia fitta avvolge i popoli”. In questa festa dell’Epifania il profeta Isaia resta colpito da movimento di popoli in cerca della luce e della pace. Così anche la tradizionale Marcia della Pace realizzata a Brescia la notte di fine anno, ci ha messo in cammino con tutti i costruttori di pace.</p>
<p>Ma <strong>su quale via scegliamo di camminare</strong>? Forse quella di Erode, fatta di violenza e sopruso? O piuttosto quella dei Magi e di chiunque, singoli e popoli, discerne le opere di pace per garantire il futuro di tutti.</p>
<p>I Magi, ci racconta il Vangelo, “<strong>per un’altra strada fecero ritorno</strong>”. Anche per noi vale l’invito a intraprendere una strada diversa orientando ogni scelta alla via esigente e necessaria della pace. Per questo esigiamo un ripensamento di queste spese militari con un serio dibattito in Parlamento .</p>
<p>I popoli che camminano nella tenebra di questa follia chiedono di <strong>cancellare questo progetto</strong> e ciò è ancora più necessario in un tempo di crisi che è già molto pesante soprattutto per le famiglie e per i più poveri e che non sembra invece toccare i grandi investimenti per le armi.</p>
<p>Chi incontra Gesù a Betlemme non può più camminare sulle strade di Erode, il violento re della strage degli innocenti. Dai Magi impariamo a  scegliere, anche a rischiare. Quando si incontra il Cristo nel volto di tanti fratelli e sorelle <strong>non si può familiarizzare con progetti di violenza</strong>. Neppure in chiave di pseudo-sicurezza internazionale.</p>
<p>Per questo nostro mondo che “ha bisogno della pace come e più del pane” (Papa Benedetto XVI, 1 gennaio 2012), ci sono richieste le scelte più alte perché “Quando tanti popoli hanno fame, ogni estenuante corsa agli armamenti diviene uno <strong>scandalo intollerabile</strong>. Noi abbiamo il dovere di denunciarlo. Vogliano i responsabili ascoltarci prima che sia troppo tardi”. (Paolo VI, 1967 Populorum Progressio n.53)</p>
<p>Giovanni Giudici, vescovo presidente di Pax Christi Italia</p>
<p>Pavia, 5 gennaio 2012</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Magistratura Democratica depreca il gesto incivile compiuto da chi ha asportato i fiori dalla lapide di G. Fava</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 18:29:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Magistratura democratica]]></category>
		<category><![CDATA[Pippo Fava]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; COMUNICATO STAMPA &#160; &#160; Magistratura Democratica,  Sezione di Catania depreca l’incivile gesto compiuto da coloro i quali nel pomeriggio di ieri hanno asportato i fiori collocati il 5 gennaio 2012 sulla lapide che ricorda la uccisione per mano mafiosa del giornalista e scrittore Giuseppe Fava, avvenuta il 5 gennaio 1984. Esprime vicinanza e solidarietà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignleft" src="https://lh4.googleusercontent.com/-I2jQij-7iq8/TwiOE-kUP-I/AAAAAAAAJHw/rnngfGak_Os/s128/MagistraturaDemocratica_logo.jpg" alt="" width="128" height="44" />COMUNICATO STAMPA</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Magistratura Democratica,  Sezione di Catania</p>
<p>depreca l’<strong>incivile gesto</strong> compiuto da coloro i quali nel pomeriggio di ieri hanno <strong>asportato i fiori</strong> collocati il 5 gennaio 2012 sulla <strong>lapide</strong> che ricorda la uccisione per mano mafiosa del giornalista e scrittore <strong>Giuseppe Fava</strong>, avvenuta il 5 gennaio 1984.</p>
<p>Esprime vicinanza e solidarietà ai familiari e alla “Fondazione Fava”, che ne perpetuano la memoria.</p>
<p>Pur nello sbigottimento che tale gesto suscita, tanto più in quanto ripetutosi più volte negli anni, rileva come esso attesti la <strong>perdurante vitalità</strong> degli scritti, delle coraggiose iniziative editoriali e <strong>dell’impegno intellettuale profuso da Giuseppe Fava</strong> nella disamina del fenomeno mafioso, dei suoi perversi intrecci con affari e politica e dei tanti altri “mali” della Sicilia, esempio e fonte di ispirazione per le generazioni successive. Esempio che non sarà sicuramente offuscato o svilito da tale inqualificabile atto.</p>
<p>Catania, 7 gennaio 2012</p>
<p>Simona Ragazzi, segretario MD Catania</p>
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