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	<title>ARGO - Cento occhi su Catania &#187; L&#8217;Opinione</title>
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		<title>Gli auguri di Calderoli, ministro della Banalizzazione</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Dec 2010 04:50:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Target: mandare il paese a gambe all&#8217;aria o a tacco all&#8217;aria che dir si voglia. E sembrano essere davvero sulla buona strada quelli della Lega. Il progetto, per adesso, ha solo una rappresentazione astratta e simbolica, quella di una carta geografica dell&#8217;Italia capovolta, ma le premesse ci sono tutte, e da tempo, perchè l&#8217;Italia vada [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://lh3.ggpht.com/_10MNtAmsnTs/TRozKlkS7aI/AAAAAAAACOk/u8gTePXxHIk/101218%20italia%20capovolta%20calderoli.jpg" alt="" width="306" height="405" />Target: <strong>mandare il paese a gambe all&#8217;aria</strong> <strong>o a tacco all&#8217;aria che dir si voglia</strong>. E sembrano essere davvero sulla buona strada quelli della Lega.</p>
<p>Il progetto, per adesso, ha solo una rappresentazione astratta e simbolica, quella di una <strong>carta geografica dell&#8217;Italia capovolta</strong>, ma le premesse ci sono tutte, e da tempo, perchè l&#8217;Italia vada davvero -come direbbero al nord- a ramengo.</p>
<p>Nel <strong>biglietto di auguri inviato agli amici dal ministro leghista per la Semplificazione Roberto Calderoli,</strong> si vede un&#8217;Italia rovesciata, con <strong>il Mezzogiorno in alto e il Settentrione in basso</strong>.</p>
<p>Un Albero di Natale; sulle regioni delle palle con le scritte dei vari</p>
<p><span id="more-17102"></span>ministeri: <strong>Difesa in Sicilia, Interno in Calabria, Turismo in Sardegna, Ambiente in Campania</strong>.</p>
<p>I dicasteri del Centro-Nord, invece, sono indicati dal Sole delle Alpi , il simbolo della Lega (anche qui come palla di Natale). Sul biglietto anche le scritte &#8220;Via da Roma i ministeri. Stiamo ribaltando il Paese&#8221;, &#8220;Federalismo, il sogno diventa realtà&#8221; e un&#8217;invocazione a Gesù Bambino: &#8220;Per Natale vorrei in regalo l&#8217;approvazione del federalismo fiscale e per l&#8217;anno nuovo vorrei vedere tanti ministeri in Padania. Grazie&#8221;.</p>
<p><strong>E&#8217; l&#8217;ultima trovata del ministro di Bèrghem (Bergamo), Calderoli</strong>, proprio quello indagato per <img class="alignright" src="http://lh3.ggpht.com/_10MNtAmsnTs/TRozKwYRRqI/AAAAAAAACOs/BOHqMyHII5A/calderoli2.jpg" alt="" width="258" height="276" />vilipendio, per aver indossato la maglietta antiIslam, e, più di recente, responsabile, con una bugia di aver salvato 36 camicie verdi da un processo certo per il reato di associazione militare per scopi politici.</p>
<p>&#8220;Che vergogna&#8221;, ha commentato il deputato del Pd <strong>Jean Leonard Touadi</strong> che ha reso pubblica la notizia degli auguri leghisti.</p>
<p>&#8220;Che vergogna&#8221;, diciamo anche noi e che poco rispetto per una signora, l&#8217;Italia, che sta per festeggiare il complesecolo e mezzo della sua Unità.</p>
<p>Ma tant&#8217;è. Calderoli, trasformando lo stivale in abete natalizio con tanto di &#8220;stella cometa &#8211; sole delle alpi padano&#8221; come puntale, ha assegnato tutti i dicasteri più importanti al nord, lasciando al Sud, Ambiente, Interno e Difesa.</p>
<p>Il ministero <strong>dell&#8217;ambiente</strong> a quegli sporcaccioni dei napoletani che non sanno far altro che produrre rifiuti.</p>
<p>Il ministro della <strong>Difesa</strong>, La Russa, è stato rispedito nella sua Sicilia, estremo lembo di terra dirimpetto alla selvaggia Africa, più o meno nera ma pronta comunque a zompare sull&#8217;isola per tentare poi la scalata alla Padania.</p>
<p>Il ministero <strong>dell&#8217;Interno</strong> è assegnato alla Calabria. Per contrastare la pericolosa avanzata della &#8216;ndrangheta, certo. E forse anche per levarsi di torno ed esiliare al Sud un pericoloso avversario che ormai tutti indicano come il successore di Bossi, Maroni.</p>
<p><strong>Per il Nord ci sono invece la Consob, il Senato federale, l&#8217;Economia, lo Sviluppo, l&#8217;Istruzione, l&#8217;Agricoltura e le Pari opportunità.</strong></p>
<p>Ma&#8230;adesso ci viene alla mente un&#8217;altra considerazione. Niente niente che questo ribaltare la nazione mettendo il nord al posto del Sud e viceversa, sia per caso un desiderio nascosto del ministro, una <strong>voglia inconfessabile di Sud</strong> che ora viene fuori prorompente come una poussée?</p>
<p>Quando si <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-846" title="redazione-argo" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg" alt="" width="32" height="38" /></a>nega tanto qualcosa è perchè la si vuole affermare. O no? Troppo complesso il ragionamento?</p>
<p>Noi siciliani, si sa, siamo complicati. Che possiamo voler mai da Calderoli? <strong>Mica è ministro alla complicazione o alla complessità, lui. Lui semplifica o forse banalizza.</strong></p>
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		<title>Se potessi avere mille lire al mese&#8230;.</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Apr 2009 04:30:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[commercio equo e solidale]]></category>
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		<description><![CDATA[Abbiamo ricevuto ancora uno stimolante contributo esterno. Stavolta a darci l&#8217;imput per una riflessione è una ragazza di 28 anni, Sara, che si interroga sulla possibilità di fare acquisti solidali e biologici non con i soldi di papà ma con uno stipendio modesto guadagnato a fatica. Ho 28 anni, da quattro anni lavoro come dipendente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/04/spesa_equa.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4049" title="spesa_equa" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/04/spesa_equa.jpg" alt="spesa_equa" width="180" height="137" /></a> Abbiamo ricevuto ancora  uno stimolante <strong>contributo esterno</strong>. Stavolta a darci l&#8217;imput per una riflessione è <strong>una ragazza di 28 anni</strong>, Sara, che si interroga sulla possibilità di fare acquisti solidali e biologici non con i soldi di papà ma con uno <strong>stipendio modesto guadagnato a fatica</strong>.</p>
<p><em>Ho 28 anni, da quattro anni lavoro come dipendente di una ditta privata e ho uno stipendio dignitoso. Arrivo, infatti, a prendere all&#8217;incirca 1.000 euro. <strong>Da ragazza facevo la volontaria</strong>, partecipavo attivamente</em><span id="more-3962"></span><em> alle esperienze di <strong>boicottaggio</strong>, leggevo libri sul <strong>consumo critico</strong>. E adesso? Adesso non faccio più volontariato, ho<strong> poco tempo e soprattutto molto stress.</strong> Ma vorrei almeno mantenere lo spirito di <strong>solidarietà</strong> e uno <strong>stile di vita (e quindi di acquisti)</strong> che rispecchi le cose in cui ancora credo. Non è facile. Anche se <strong>si dice che i giovani sono spesso irresponsabili</strong> e pensano solo al presente, ho fatto la scelta impegnativa di acquistare una casa e di addossarmi un mutuo, la cui rata pesa per circa due terzi del mio stipendio. Poi ci sono le bollette, i costi del mezzo di trasporto etc.  Andiamo nel dettaglio. Se voglio continuare la pratica del boicottaggio e, quindi, boicottare, ad esempio, la Nestlè, al supermercato <strong>devo scegliere o un&#8217;altra marca </strong>(che quasi sempre rientra fra quelle da boicottare) o una &#8220;sottomarca della sottomarca&#8221;. In questo secondo caso, però, rischio non solo di perdere in qualità ma anche in salute.. Se voglio fare i miei acquisti nei negozi del <strong>commercio equo e solidale</strong>, devo pensarci due volte. Al supermercato un caffè dal gusto decente mi costa in media 1,80 €, quello del commercio equo è in media 2,50&#8230; Se fai un minimo di scorta e prendi 4 pacchi (confezione risparmio al supermercato), spendi 7 € contro i 10 € del commercio equo. Lo so che per 3 euro non mi rovino, ma se prendo solo il caffè&#8230; La differenza diventa pesante se decido di comprare molte più cose del commercio equo. Sto parlando delle cose di uso e consumo quotidiano, non degli acquisti che si fanno una tantum. Non parliamo, poi, se volessi acquistare dei <strong>prodotti biologici</strong>, consapevole &#8211; come sono &#8211; dei danni che i pesticidi, gli antiparassitari etc. fanno alla salute e all&#8217;ambiente. I prodotti bio (ammesso che lo siano veramente, e non siano solo dichiarati tali) <strong>costano normalmente il doppio</strong> di quanto non costino quelli che si trovano normalmente in commercio. E sorge <strong>il dubbio che la differenza non sia del tutto giustificata</strong>&#8230; Fare la spesa, così, però, diventa un&#8217;impresa titanica o uno sfizio, non più una necessità. Eppure è davvero una necessità!  Come se non bastasse, molto spesso le botteghe &#8220;etiche&#8221; o i mercatini biologici sono collocati fuori mano e, se devo prendere la macchina, inquino e spendo altri soldi, se prendo i mezzi pubblici aggiungo comunque altra spesa al costo che già dovrò sostenere (senza considerare il problema non indifferente del tempo). Gli intrecci esistenti tra le multinazionali, per di più, sono tali che, <strong>se volessimo essere intransigenti, non dovremmo neanche avvicinarci ad un supermercato</strong> e non basterebbe evitare le aziende più grosse e preferire quelle più piccole (vedi Coca cola contro Tomarchio, tanto per esemplificare). Anche per gli abiti e il vestiario si pongono dei problemi. Esistono tutti i tipi di capi di vestiario di origine etica e/o solidale (a parte le scarpe&#8230; e allora nessuno dovrebbe indossare scarpe da tennis e scarpe di pelle), ma fino a che punto questi capi di vestiario sono realmente fruibili nella vita quotidiana? Rimane valido il principio base, vale a dire <strong>evitare gli acquisti inutili</strong>, <strong>resistendo alle tentazioni indotte dalla moda e dal consumismo</strong>, ma nell&#8217;applicazione di questo principio è più facile ricorrere ai banchetti della &#8220;fiera&#8221; che ai prodotti solidali. In poche parole&#8230; consumo critico? si grazie&#8230; ma <strong>i problemi restano.</strong></em></p>
<p>C&#8217;è poco da aggiungere. E&#8217; proprio come scrive Sara. Che fare quindi? <strong>Tenersi informati</strong>,  intanto, in modo da acquisire altri elementi di giudizio. E poi fare quel che si può, <strong>acquistare solidale e biologico fin quando ce lo permettono  conoscenza e portafoglio</strong>. Ma non farsi stressare anche dalla necessità assoluta di mangiare &#8220;pulito&#8221; ed &#8220;equo&#8221;. Difendersi dai veleni e dalle multinazionali finchè possiamo. Per il resto andiamo avanti senza patemi. Se il consumo alternativo diventa un chiodo fisso si rischia di aggiungere ai veleni e ai prezzi da pagare anche il<strong> tossico della ricerca parossistica</strong> e dello <strong>stress da mancata solidarietà</strong>.</p>
<p>La questione, comunque, rimane aperta. Speriamo che, sull&#8217;argomento,   a questo  contributo ne  seguano altri, anche da parte di chi produce e commercializza tali prodotti.<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-846" title="redazione-argo" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg" alt="redazione-argo" width="32" height="38" /></a></p>
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		<title>Mobilitazione anti Gelmini</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Oct 2008 16:03:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariagrazia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mentre Berlusconi, di fronte al dilagare della protesta, promette polizia e manganellate nelle scuole e nelle università, a Catania si mobilita anche la Facoltà di Lettere. Oggi assemblea permanente nell&#8217;aula A1. Più di 400 studenti hanno dato vita ad un dibattito ottenendo, con un corteo interno, che il Preside Iachello partecipasse all&#8217; assemblea. Il Preside [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre Berlusconi, di fronte al dilagare della protesta, promette polizia e manganellate nelle scuole e nelle università, a Catania si mobilita anche la Facoltà di Lettere. Oggi assemblea permanente  nell&#8217;aula A1. Più di 400 studenti hanno dato vita ad un dibattito ottenendo, con un corteo interno, che il Preside Iachello partecipasse all&#8217; assemblea. <span id="more-55"></span>Il Preside si è sottratto al confronto ma gli interventi degli studenti e di alcuni docenti dicono chiaramente che non è che l&#8217;inizio.</p>
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