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	<title>ARGO - Cento occhi su Catania &#187; Senza categoria</title>
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		<title>Marzamemi e il festival, un pub senza frontiere</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Aug 2011 05:39:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il business avanza, il festival arretra, la frontiera si sposta, si avvicina sempre di più, incombe. Almeno quella tra il ristorante la Cialoma e lo schermo sul quale si proiettano i film. E&#8217; stato preso d&#8217;assedio ancora una volta il piccolo borgo di Marzamemi dal nome dolce come il marzapane col quale condivide le prime [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="aligncenter" src="https://lh5.googleusercontent.com/-GA6DLqs93ws/Tj4fzdplXKI/AAAAAAAAGLM/3FPuzfsuOIY/panoramica.jpg" alt="" width="760" height="280" />Il business avanza, il festival arretra, la frontiera si sposta, si avvicina sempre di più, incombe.</strong> Almeno quella tra il ristorante la Cialoma e lo schermo sul quale si proiettano i film. E&#8217; stato preso d&#8217;assedio ancora una volta<strong> il piccolo borgo di Marzamemi dal nome dolce come il marzapane col quale condivide le prime due <span id="more-24344"></span>sillabe dal suono arabo, &#8220;marza&#8221;.</strong> Non erano, purtroppo,  tutti cinefili i frequentatori della <strong>piazza Regina Margherita nei giorni del Festival di Frontiera</strong>, giunto alla sua undicesima edizione e appena concluso il 30 luglio scorso. C&#8217;erano invece, i troppi avventori che dai tavoli della piazza chiacchierando tra loro, ordinavano il pesce al cartoccio o la pasta con le vongole in un brusio se non assordante, sicuramente sordo,  continuo e ben sovrapposto all&#8217;audio del film.</p>
<p>C&#8217;erano i<strong> tanti giovani chiamati più dalla movida &#8211; un panino, un bicchiere e due passi sotto le stelle &#8211; che non dalla passione per i corti</strong> proiettati nella <strong>Loggia del Palazzo di Villa Dorata</strong>, a ridosso del frastuono travestito da musica dei pub e dei bar. Inutile cercare riparo nel cortile arabo dove si proiettavano <strong>Lampi sul Mediterraneo (corti fuori concorso e fuori formato)</strong>, in condominio con altri tavoli ed altri occasionali e distratti commensali paganti.</p>
<p>Marzamemi, insomma, è stata trasformata, quest&#8217;anno come mai, in <strong>un pub a cielo aperto</strong>,<strong> in un grosso punto di ristorazione con buona pace della magia della piazza e di quella dello schermo. </strong>Tantè. E&#8217; il guaio delle fruizioni di massa? Mah! Forse; ma avessero apprezzato in tanti  non avremmo protestato. Non siamo di quelli che &#8220;buoni se pochi&#8221;. Non si tratta di essere snob, di essere per le nicchie sempre e comunque. Forse abbiamo il torto, o il merito, di amare il cinema. Si adombra davanti a queste critiche <strong>Nello Correale</strong>, <strong>ideatore e direttore artistico del Festival</strong>, costretto a giostrarsi tra mille difficoltà, il reperimento di finanziamenti che si assottigliano anno dopo anno, la ricerca di sponsor (molti hanno defezionato), l&#8217;acquisizione di patrocinanti politici.</p>
<p><img class="alignright" src="https://lh3.googleusercontent.com/-MZWLjeQwvwI/Tj4iQIms0nI/AAAAAAAAGLY/yQGUaEyyvUU/DSC_8177.jpg" alt="" width="160" height="160" />E veniamo al festival ma sarebbe meglio parlare di rassegna, visto che si tratta per la maggior parte di <strong>film già visti. Come il vincitore del concorso, il mediocre &#8220;Notizie sugli scavi&#8221; di Emidio Greco, </strong>pregevole solo per l&#8217;interpretazione magistrale di <strong>Giuseppe Battiston</strong>. Avremmo volentieri visto meglio al livello più alto del podio &#8220;<strong>La donna che canta&#8221;, splendido film canadese di Denis Villeneuve </strong>che ha invece avuto solo una menzione speciale.</p>
<p>Meglio <strong>&#8220;Con-corto&#8221;, la serie dei corti proiettati  all&#8217;interno della Loggia del palazzo Villa Dorata </strong>(peraltro restaurata benissimo) che ha visto l&#8217;incoronazione di <strong>Pizzangrillo di Marco Gianfreda</strong>. Da non dimenticare il bellissimo <strong>La calza verde, tratto da un idea di Cesare Zavattini e animato da Roberto Gavioli.</strong></p>
<p>E alla fine, dopo la premiazione, dopo l&#8217;interessante documentario <strong>La voce di Rosa, tributo di Nello Correale alla cantante Rosa Balistreri,</strong> come omaggio all&#8217;unità di Italia viene proiettato<strong> &#8220;Senso&#8221; di Luchino Visconti,</strong> <strong>con un&#8217; Alida Valli e un Farley Granger, senza voce come pesci, coperti dal ronzio della piazza.</strong> Chiediamo a tanti quale film  dell&#8217;undicesima edizione del festival è stato premiato. Nessuno risponde. Nessuno ha seguito. Fossero venuti per la sagra del tonno sarebbe stata la stessa cosa. <img class="alignright" src="https://lh3.googleusercontent.com/-qr9saGneu6c/Tcma5TactZI/AAAAAAAAEZo/CajbIdDeLRw/redazione-argo7.jpg" alt="" width="32" height="38" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Gianluca Lombardo al Bocs con &#8220;Cecità&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Jun 2011 04:59:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ciechi per vedere meglio. Ciechi per vedere altro. Per eliminare, non considerandole, le &#8220;scorie e i frammenti&#8221; dei quali è riempito l&#8217;intervallo tra la nostra nascita e la nostra morte. Quattro lavori per raccontare l&#8217;esistenza, come &#8220;gioco un tantino cieco dove appare un corpo e sparisce&#8221;. Quattro lavori, dunque, uno pittorico, uno scultoreo, una videoinstallazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="  alignleft" src="https://lh4.googleusercontent.com/-jry-LcfnWbA/TfHSpIeeqgI/AAAAAAAABso/DiS2M7zpM4A/gianluca_lombardo_installazione_particolare.jpg" alt="" width="302" height="315" /></p>
<p><strong>Ciechi per vedere meglio. Ciechi per vedere altro. </strong>Per eliminare, non considerandole,  le &#8220;scorie e i frammenti&#8221; dei quali è riempito l&#8217;intervallo tra la nostra nascita e la nostra morte. Quattro lavori per raccontare l&#8217;esistenza, come &#8220;gioco un tantino cieco dove appare un corpo e sparisce&#8221;. Quattro lavori, dunque, <strong>uno pittorico,  uno scultoreo, una videoinstallazione e infine &#8211; last but not least &#8211; la lettura, </strong>da parte dell&#8217;autore, del bel testo di presentazione della mostra. Evento questo, unico, almeno per il <span id="more-22335"></span> momento. Si chiama <strong>&#8220;Cecità&#8221; la nuova personale dell&#8217;artista catanese Gianluca Lombardo</strong>,  che <strong>fino al 25 giugno sarà al <a href="http://www.argo.catania.it/2010/05/16/veronica-tanzi-la-cultura-abita-a-san-cristoforo/" target="_blank">Bocs, box  of contemporary space </a></strong> gestito da artisti, <strong>in via Grimaldi , a Catania</strong>, a due passi dal vecchio macello e dalla Fondazione Brodbeck.</p>
<p>C&#8217;è, forte,  l&#8217;elaborazione di lutti, anche di quello dei genitori scomparsi, in questi lavori. <strong>Un forte senso della morte, con la voglia di silenzio e immobilità</strong>, nel grigio freddo della grafite, nei tunnel stretti e neri come sarcofagi, custodi di frammenti corporei, in quel lenzuolo che si fa sudario anche se poi si riduce a fagotto. Da quell&#8217;angustia nasce, come in un &#8220;piccolo parto&#8221;, il ciclo Cecità, in un&#8217;altalena triste tra la vita e l&#8217;attesa.</p>
<p><img class="alignright" src="https://lh5.googleusercontent.com/-zpmAMMX-KNw/TfHSo4XAdrI/AAAAAAAABsk/uhuMMp2i0CI/gianluca_lombardo_cecita_grafiti_particolare.jpg" alt="" width="336" height="224" /> <em>&#8220;</em><strong><em> Cecità è un piccolo canto sull’oscurità.</em> -scrive Gianluca Lombardo nella suggestiva introduzione del catalogo-</strong> <em><strong>Ma non solo: cecità forse vuole raccontare dell’essere al mondo così per come si è, semplicemente,</strong> e della conseguente cecità che ci occorre per vestire la nudità con ciò che vita e morte non sono: non possiamo dare forma a noi stessi solo col semplice capire di essere in vita… non basta, non basterebbe; così come non possiamo darci questa forma col semplice capire che un giorno moriremo. Forse non vivremmo più, e la chiameremmo pazzia. Viviamo in un intervallo che riempiamo di cose lontane dal nudo nascere e lontane dal semplice non esserci più. Occorre tanta cecità per vedere ciò che non esiste, perché cecità non è solo non riuscire a vedere qualcosa. Cecità è anche ostinarsi a vedere qualcosa dove in realtà probabilmente non c’è niente.&#8221;</em><br />
<img class="alignleft" src="https://lh5.googleusercontent.com/-4dGoEH1SM20/TfHSp0P41WI/AAAAAAAABs0/4Gg3WgLktY8/gianluca_lombardo_installazione_video.jpg" alt="" width="336" height="269" /> <strong>“Cecità”  è tre lavori: uno fotografico/scultoreo, uno realizzato con 21 disegni a grafite su carta montati su tavola e una videoistallazione. </strong>Quindici sculture in legno nero levigate con accanimento, fino allo spasimo, sono montate a parete e contengono altrettante fotografie che prendono a soggetto la frammentarietà e la fragilità del corpo umano. Foto che giocano a rimpiattino con le sculture, tra pudicizia e ostentazione. Ma non per questo meno evidenti.</p>
<p>&#8220;<em>Volevo offrire ad ogni foto l&#8217;opportunità di indietreggiare e non solo di palesarsi, com&#8217;è costretta a fare la maggior parte dell&#8217;arte che si espone. Volevo poter dire dell&#8217;essenza delle cose anche se momentaneamente non visibili&#8230;.<strong>Volevo una forma di oscurità; la sottrazione della luce, dalla luce.</strong> Volevo una distanza dal mondo, un allontanamento. Volevo un passaggio. Volevo tutto questo e in un certo senso anche il suo contrario: un venir fuori, un nascere&#8230;.i tunnel tornano ad essere&#8230;un luogo d&#8217;attesa, oscillatorio e fluttuante. Una metafora inafferrabile e inconosciuta della vita&#8230;&#8221;</em></p>
<div class="schedalaterale" style="width: 300px; color: #000000; background-color: #e9e9c0;">
<p class="title">Biografia</p>
<ul> <strong><em>Gianluca Lombardo</em></strong> è nato nel 1966 a Catania, dove vive e lavora. Diplomatosi presso l’Accademia di belle arti di Catania nel 1990, vi ha fatto ritorno come docente di pittura nel 1995. Dal 2004 è titolare anche della cattedra di videoarte&#8230;..&nbsp;</p>
<li><a href="http://www.argo.catania.it/gianluca-lombardo-scheda-bibliografica/?preview=true&amp;preview_id=22291/" target="_blank"><em>continua la lettura della biografia</em></a></li>
</ul>
</div>
<p>Sono 21 i disegni a grafite su carta, montati su tavola, accostati tra loro in un nastro lungo 14 metri e mezzo. Anche per le grafiti Lombardo si impegna a cercare un non nero che si avvicini al nero senza raggiungerlo mai, per &#8220;una continua e imprevedibile probabilità&#8221;. La videoinstallazione si snoda  su tre piccoli schermi al led. Ancora un mezzo  per lo stesso racconto: <em>&#8220;Quel forse, ma non sono sicuro, che ci ha fatto esseri umani con due occhi&#8221; </em>per guardare in prospettiva l&#8217;infinito.</p>
<p>Contrappunto alla mostra undici poesie, Poèmes pour  Cecità, scritte appositamente per l&#8217;evento dal poeta francese <strong>Yves Bergeret</strong>. Una per tutte.<em> <em>Sotto la mia palpebra/il mio corpo all&#8217;infinito/il mio corpo non finito/la vostra folla/e il nostro balbettio, onda/sopra qualche dio morto.</em></em></p>
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		<title>Notte bianca contro la mafia per il lavoro</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2010/10/23/notte-bianca-contro-la-mafia-per-il-lavoro/</link>
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		<pubDate>Sat, 23 Oct 2010 15:27:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è svolta ieri, dal pomeriggio fino a notte, la manifestazione indetta da Cgil Cisl e Uil contro mafia, per il lavoro e per protestare contro la drammatica crisi economica e sociale che vive la città di Catania]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://lh5.ggpht.com/_10MNtAmsnTs/TMLhxIb-VwI/AAAAAAAABFc/Kddrf_xijr8/P1050221-1-xR.jpg" alt="" width="600" height="281" /><br />
<span> </span><br />
Si è svolta ieri, dal pomeriggio fino a notte, la <strong>manifestazione indetta da Cgil Cisl e Uil</strong> contro mafia, per il lavoro e per<span id="more-15716"></span> protestare contro la drammatica crisi economica e sociale che vive la città di Catania</p>
<p><img class="alignleft" src="http://lh4.ggpht.com/_10MNtAmsnTs/TMLhw6oe3yI/AAAAAAAABFU/qRDQHrNTaDs/P1050214-1xR.jpg" alt="" width="600" height="434" /></p>
<p><span> </span></p>
<p><img class="alignnone" src="http://lh6.ggpht.com/_10MNtAmsnTs/TMLhxIRTfxI/AAAAAAAABFY/fMO87BccEkw/P1050217-1xR.jpg" alt="" width="600" height="471" /></p>
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		<title>Lettera aperta del Comitato Pendolari alle autorità regionali</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Aug 2010 04:27:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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		<description><![CDATA[Riceviamo dal coordinatore del Comitato Pendolari questa lettera aperta al governatore Lombardo, ai dirigenti e deputati regionali. Ci è sembrata interessante perchè non si limita ad esprime delle legittime e motivate richieste di intervento sulla situazione delle ferrovie siciliane, ma contiene anche dei documentati riferimenti a piani di riorganizzazione non realizzati e e a promesse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" src="http://lh6.ggpht.com/_10MNtAmsnTs/TFc9hRJlFFI/AAAAAAAAAEY/XsDQIN5bEJ4/1999%20l%20ente%20ferrovie.jpg" alt="" width="250" height="103" /><em>Riceviamo dal coordinatore del Comitato Pendolari questa <strong>lettera aperta</strong> al governatore Lombardo, ai dirigenti e deputati regionali. Ci è sembrata interessante perchè non si limita ad esprime delle legittime e motivate <strong>richieste di intervento sulla situazione delle ferrovie siciliane</strong>, ma contiene anche</em> <span id="more-14121"></span> <em>dei documentati riferimenti a <strong>piani di riorganizzazione non realizzati</strong> e e a promesse non mantenute.</em></p>
<p>Al Signor Presidente della Regione Siciliana On. Raffaele Lombardo<br />
Al Signor Assessore On. Luigi Gentile, Assessorato Regionale delle Infrastrutture e dei Trasporti<br />
Al Signor Dirigente Generale Avv. Vincenzo Falgares, Dipartimento Regionale delle Infrastrutture e dei Trasporti<br />
A tutti i Deputati all’Ars e  agli Organi di stampa<br />
Oggetto: Trasporti, Il <strong>bilancio dei pendolari sul servizio ferroviario in Sicilia.</strong></p>
<p>Un anno fa, nel mese di luglio, veniva presentato da <strong>Trenitalia</strong> alla Regione Siciliana un <strong>piano di riorganizzazione</strong> delle tratte ferroviarie siciliane. In quel piano riorganizzativo del trasporto ferroviario siciliano, erano previsti nuovi collegamenti, la riduzione dei tempi di percorrenza tra le principali stazioni ferroviarie dell’Isola, treni lenti intervallati da treni veloci e la riorganizzazione di tutti i servizi in una nuova ottica di sistema integrato, chiamato “Memorario”.</p>
<p><strong>Nello specifico</strong> tale riorganizzazione prevedeva:</p>
<p>• nella dorsale tirrenica “Messina-Palermo”, di <strong>ridurre il tempo di percorrenza</strong> tra le due città passando dalle attuali 3 ore e mezza alle due 2 ore e 40 con un risparmio di percorrenza di un ora e dieci muniti;</p>
<p>• tra Palermo e Termini Imerese un treno ogni trenta minuti, con fermate in tutte le stazioni;</p>
<p>• un servizio di collegamento tra Messina e Milazzo ogni ora, con fermate in tutte le stazioni;</p>
<p>• collegamenti tra Palermo e Agrigento, con un treno in partenza ogni ora e un tempo di percorrenza di 2 ore e 10 minuti;</p>
<p>• novità anche sulla linea Palermo-Catania, accorciando i tempi di percorrenza di una trentina di minuti;</p>
<p>• sulla dorsale ionica Messina-Catania-Siracusa, era prevista l’applicazione dello stesso progetto orario applicato sulla Messina-Palermo.</p>
<p>Il <strong>costo complessivo</strong> del progetto ammontava a circa 130 milioni. Altri 10 milioni di euro erano a carico del bilancio regionale per una supplementare ottimizzazione del servizio. Dal punto di vista finanziario, questo nuovo piano presentato da Trenitalia era coperto da fondi nazionali quindi i soldi ci sono.</p>
<p>In merito a questo piano riorganizzativo l’assessore regionale <strong>Titti Bufardeci</strong>, prima di passare le consegne del Dipartimento dei Trasporti al neo assessore Nino Strano, dichiarava la sua soddisfazione per l’accordo firmato con le ferrovie dello Stato: “Lo considero utile per <strong>facilitare la mobilità dei siciliani</strong>, sono piccole modifiche, ma che oggettivamente consentono un’accelerazione”, e di seguito il neo assessore <strong>Nino Strano</strong> dichiarava  “Si avvia un <strong>miglioramento graduale</strong> del sistema, con la certezza che gli utenti potranno fin da subito percepire risultati concreti”.</p>
<p>Considerato che è trascorso un anno e nè i pendolari, né i siciliani si sono accorti di tutti questi benefici e/o vantaggi che il piano riorganizzativo doveva portare al miglioramento del trasporto ferroviario dell’Isola, ma abbiamo riscontrato, a onor del vero, un <strong>effettivo peggioramento della situazione ferroviaria </strong>in special modo sulla dorsale tirrenica Messina-Palermo, oltre al <strong>taglio operato</strong> a diversi treni a lunga percorrenza da e per il nord.</p>
<p>Considerato che nel giugno 2007 l’assessore regionale ai trasporti, Dore Misuraca, aveva <strong>accordato a Trenitalia l’aumento medio delle tariffe</strong> pari al 7% a partire dal 1° luglio 2007. Con i maggiori introiti Trenitalia doveva farsi carico di:</p>
<p>• <strong>aumentare </strong>i servizi ferroviari in Sicilia;</p>
<p>• <strong>acquistare</strong> nuovi mezzi rotabili;</p>
<p>• <strong>ammodernare</strong> e/o ristrutturare il materiale viaggiante esistente.</p>
<p>Di mezzi nuovi non se ne vedono circolare, di miglioramenti del servizio <strong>nemmeno l’ombra</strong> e di ammodernamento non se ne parla. Un esempio. Un abbonamento mensile di 40 chilometri, nel giugno 2007 costava circa 44,00 euro oggi lo stesso abbonamento costa 56,00 euro.</p>
<p>I siciliani e a maggior ragione i pendolari siciliani stanno ancora aspettando il tanto <strong>annunciato “Contratto di Servizio” </strong>per il trasporto ferroviario in Sicilia. Contratto di Servizio che in Sicilia doveva essere una ”svolta epocale” a detta di qualche assessore regionale ai trasporti, ma è <strong>rimasto a binario morto</strong> nei meandri del Dipartimento dei Trasporti della Regione.</p>
<p>Premesso ciò, desidero richiamare l’attenzione della politica regionale su <strong>due articoli dello Statuto</strong> Speciale della Regione Siciliana che voglio riportare fedelmente.</p>
<p><strong>Articolo 17 1</strong>. Entro i limiti dei principi ed interessi generali cui si informa la legislazione dello Stato, l&#8217;Assemblea regionale può, al fine di soddisfare alle condizioni particolari ed agli interessi propri della Regione, emanare leggi, anche relative all&#8217;organizzazione dei servizi, sopra le seguenti materie concernenti la Regione: a) comunicazioni e trasporti regionali di qualsiasi genere; …. omissis .. h) assunzione di pubblici servizi; i) tutte le altre materie che implicano servizi di prevalente interesse regionale.</p>
<p><strong>Articolo 22 1.</strong> La Regione ha diritto di partecipare con un suo rappresentante, nominato dal Governo regionale, alla formazione delle tariffe ferroviarie dello Stato ed alla istituzione e regolamentazione dei servizi nazionali di comunicazione e trasporti terrestri, marittimi ed aerei, che possano comunque interessare la Regione.</p>
<p>In conclusione, e alla luce di quanto è previsto nei due articoli dello Statuto <strong>chiediamo al Governo regionale</strong>:</p>
<p>• di realizzare la <strong>continuità territoriale</strong>;</p>
<p>• di voler chiudere il capitolo del <strong>Contratto di Servizio</strong> sottoscrivendolo;</p>
<p>• di far rispettare a Trenitalia l’<strong>accordo sottoscritto nel giugno 2007</strong>;</p>
<p>• di intervenire incisivamente sul <strong>miglioramento infrastrutturale</strong> della rete ferroviaria siciliana.</p>
<p>Di fatto i siciliani, ad oggi, <strong>non hanno visto nulla</strong> del nuovo piano del trasporto ferroviario, del nuovo scenario infrastrutturale se non i cosiddetti <strong>effetti annunci</strong> della politica regionale e nazionale in questi ultimi quarantanni.</p>
<p><strong>Giosuè Malaponti, coordinatore Comitato Pendolari</strong></p>
<p>Fiumefreddo 28 luglio 2010</p>
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		<title>&#8220;Contadini del mare&#8221;, la pesca del tonno di Vittorio De Seta</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Jul 2010 07:11:07 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi proponiamo adesso <strong>&#8220;Contadini del mare&#8221;</strong>, altro <strong>documentario-verità</strong> del regista palermitano <strong>Vittorio de Seta</strong>, primo film maker totale. Stavolta De Seta filma il rito mortale, terribile, della <strong>pesca del tonno</strong>. Siamo nel 1955, nella <strong>t</strong><strong>onnara di Granitola</strong>. Alle prime luci dell&#8217;alba i pescatori si avviano verso il largo dove attendono <strong>l&#8217;arrivo dei tonni</strong> preparando loro la <strong>&#8220;camera della morte&#8221;</strong>. Li accerchiano così e li catturano. L&#8217;uno dopo l&#8217;altro, li issano ancora vivi a bordo, mentre l&#8217;acqua si tinge sempre di più di rosso, del <strong>sangue dei pesci</strong>. Alla fine i pescatori  si levano il cappello e ringraziano Dio per il bottino.<br />
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		<title>Sfratto Doria: 10 giorni di rinvio</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 20:15:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;avvocato Giuffrida, legale delle Orsoline, ci ha comunicato che lo sfratto della Doria è stato rinviato di dieci giorni per dare un ulteriore credito al comune di Catania, e per definire i nuovi accordi. Naturalmente non c&#8217;è nulla di formalmente scritto, ma solo parole. Ancora una volta, però, l&#8217;amministrazione catanese ha aspettato che si paventasse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;avvocato Giuffrida, legale delle Orsoline, ci ha comunicato che lo sfratto della Doria è stato <strong>rinviato di dieci giorni</strong> per dare un ulteriore credito al comune di Catania, e per definire i nuovi accordi.<br />
Naturalmente non c&#8217;è nulla di formalmente scritto, ma solo parole. Ancora una volta, però, l&#8217;amministrazione catanese ha aspettato che si paventasse il peggio per attivarsi per una <strong>soluzione</strong> &#8211; che però, di fatto, <strong>non è stata ancora raggiunta</strong> (e certo, 180.000 euro sono senza dubbio una cifra esorbitante per il comune di Catania!!!).<br />
L&#8217;appuntamento per il presidio di domani presso la scuola, quindi, viene sospeso.</p>
<p>Associazione Gapa</p>
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		<title>Stragi, delitti e misteri di mafia, politica e affari</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 04:38:06 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Dapprima furono i politici, <strong>Ciampi, Scalfaro, </strong>Maccanico, Scotti e Mancino, Martelli, Cirino Pomicino e Violante. <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/07/lapr_7504613_15490.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-13379" title="lapr_7504613_15490" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/07/lapr_7504613_15490.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a>E i magistrati <strong>Grasso </strong>e <strong>Lari</strong>. Adesso anche <strong>Pisanu</strong>, presidente della commissione antimafia ed esponente del <strong>Pdl</strong>, mette nero su bianco con una relazione di 35 pagine. Oggi, insomma,  anche a non voler dar credito ai <strong>Ciancimino</strong> e agli <strong>Spatuzza</strong>, non possono più essere liquidate come favole le ipotesi di intrecci e infiltrazioni mafiose o di vere e proprie <strong>trattative mafia-Stato-Politica</strong>.  Si fanno più insistenti gli interrogativi sul <strong>ruolo dei Servizi </strong>nei delitti e nelle stragi del 92-93, nell&#8217;attentato all&#8217;<strong>Addaura</strong>, negli omicidi degli agenti Piazza e Agostino.  Chi ha trafugato<strong> </strong>l&#8217;<strong>agenda rossa</strong> di <strong>Paolo Borsellino</strong>? E chi è il signor Franco, citato da Ciancimino junior?<strong> </strong>Pisanu vede chiaramente dietro quegli <span id="more-13363"></span>omicidi  &#8220;<strong>un groviglio tra mafia, politica, grandi affari, gruppi eversivi e pezzi deviati dello Stato</strong>&#8220;.</p>
<p>In quegli anni tra governo italiano e Cosa nostra &#8220;qualcosa sul genere&#8221; di una trattativa &#8220;ci fu e Cosa nostra la accompagnò con inaudite ostentazioni di forza&#8221;.  &#8220;<strong>Un giudizio politico, non giudiziario</strong>&#8220;,  ci tiene a dire il senatore del Pdl rispondendo al  procuratore nazionale antimafia  che richiedeva prove giudiziarie. &#8221;E&#8217; ragionevole ipotizzare &#8211; prosegue Pisanu esponendo la sua analisi &#8211; che <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/07/via-damelio.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13383" title="via-damelio" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/07/via-damelio-300x204.jpg" alt="" width="300" height="204" /></a>nella stagione dei grandi delitti e delle stragi si sia verificata <strong>una convergenza di interessi tra Cosa nostra, altre organizzazioni criminali, logge massoniche segrete, pezzi deviati delle istituzioni, mondo degli affari e della politica&#8221;</strong> (<a title="Pisanu: &quot;Ci fu trattativa con mafia&quot;" href="http://www.repubblica.it/politica/2010/06/30/news/pisanu_trattativa-5277926/" target="_blank">vai all&#8217;articolo di Repubblica</a>).</p>
<p>Ma i parenti delle vittime non sono d&#8217;accordo e accusano il presidente della commissione antimafia di assolvere la politica. &#8220;Una relazione, quella di Pisanu, -dice <strong>Giovanna Maggiani Chelli,</strong> portavoce dell’<strong>Associazione  familiari delle vittime di via dei Georgofili</strong>- che ammette l’esistenza in quegli anni di qualcosa di molto simile a una trattativa tra Stato e Cosa Nostra”, ma che  è fatta solo di “tante belle parole, tanti passaggi interessanti, ma niente fatti concreti. Ora serve un processo chiarificatore sulle bombe del ’93 visto che le procure interessate possiedono fiumi di materiale d’indagine, non certo solo sui servizi segreti deviati. Vanno individuate le <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/06/30/34729/34729/" target="_blank"><strong>responsabilità trasversali della politica</strong></a>”.</p>
<p>Il <strong>procuratore Grasso</strong>, lo stesso che ora chiede a Pisanu le prove, aveva affermato che <strong>Giovanni Falcone </strong>non fu ucciso solo dalla mafia: «Qualche <strong>entità esterna</strong> può aver agevolato nell&#8217; ideazione o nell&#8217; istigazione, o comunque può aver dato un appoggio all&#8217; attività <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/07/silvio-berlusconi-meeting-rimini_large.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-13389 alignright" title="APTOPIX ITALY BERLUSCONI" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/07/silvio-berlusconi-meeting-rimini_large-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>della mafia». E ancora:&#8221;Nel &#8217;93 Cosa nostra ha avuto in subappalto una vera e propria <strong>strategia della tensione</strong>&#8221; &#8220;<strong>Le <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2009/ottobre/28/Grasso_strage_Falcone_non_esclusa_co_8_091028027.shtml" target="_blank">stragi furono organizzate anche da pezzi dello Stato per aiutare una nuova forza politica</a></strong>&#8220;.</p>
<p>&#8220;Dopo 17 anni dalle stragi &#8211; dice ancora Grasso che però giudica ingiustificabile una trattativa dello Stato con la mafia- se non ci fosse stato un mafioso pentito che si fosse accusato della strage di Borsellino e il figlio di un ex mafioso, tutto sarebbe rimasto sepolto nell&#8217;oblio per sempre. <a href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/mafia-10/anniversario-libera/anniversario-libera.html?ref=search" target="_blank"><strong>Il sipario si è alzato e tanti ricordi sono affiorati</strong></a>&#8220;.</p>
<p><strong>Attilio Bolzoni</strong> ha ricostruito per <strong>Repubblica</strong> le novità delle inchieste sulle <strong>bombe del &#8217;92 e del &#8217;93</strong>. &#8220;Da più di un anno ci sono nuove inchieste di tre procure: <strong>Palermo, Caltanissetta e Firenze</strong>&#8220;, ha spiegato. &#8220;Da queste inchieste capiamo che la storia di quelle bombe  -  dal fallito attentato all&#8217;Addaura contro Falcone nel 1989, fino a quelle in continente del &#8217;93 &#8211; deve essere completamente riscritta. Non fu solo mafia. <a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2010/06/08/news/mafia_8_giugno-4669936/index.html?ref=search" target="_blank">C&#8217;è il sospetto che pezzi dello Stato e dei servizi abbiano agito accanto a Cosa nostra</a>. <a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2010/05/07/news/inchiesta_italiana_7_maggio-3876272/" target="_blank">Addaura, nuova verità sull&#8217;attentato a Falcone &#8211; Repubblica.it</a></p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2010/05/07/news/inchiesta_italiana_7_maggio-3876272/" target="_blank"></a>Dopo Grasso, <strong>Walter Veltroni</strong> nutre &#8220;dubbi tremendi su quelle morti. Forse un pezzo di Stato tradì&#8221; . &#8220;Non erano sicuramente soltanto stragi di mafia. Anzi, sulla base delle inchieste, non si dovrebbe neppure più chiamarle in questo modo. Sono stragi di un anti Stato, che era o forse è annidato dentro e contro lo Stato&#8221;.</p>
<p>Anche <strong>Carlo Azeglio Ciampi</strong> chiede al governo e al presidente del Consiglio di rompere il muro del silenzio, di chiarire in Parlamento cosa accadde tra lo Stato e la mafia in uno dei passaggi più oscuri della nostra Repubblica. &#8220;Non esito a dirlo, oggi: <strong>ebbi paura che fossimo a un passo da un colpo di Stato</strong>. &#8211; dice Ciampi che allora era presidente del Consiglio- Lo pensai allora, e mi creda, lo penso ancora oggi&#8230;&#8221; Leggi  <a href="http://www.repubblica.it/politica/2010/05/29/news/notte-golpe-4418306/index.html?ref=search" target="_blank">Ciampi &#8220;La notte del 93 con la paura del golpe&#8221;</a> su Repubblica</p>
<p><strong>Oscar Luigi Scalfaro</strong> , capo dello Stato nel 93 <strong>è pessimista</strong>: &#8220;Temo che non sapremo mai la verità sugli attentati. Non vedo volontà politiche univoche per una commissione d&#8217;inchiesta che faccia piena luce&#8221; Leggi <a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2010/05/31/news/in_quella_notte_terribile_delle_bombe_vuoto_politico_e_democrazia_debole-4455457/index.html?ref=search" target="_blank">In quella notte terribile delle bombe ci furono vuoto politico e democrazia debole</a></p>
<p>Di contatti tra Stato e mafia in un trentennio se ne trovano tanti. Come quelli cercati dalla <strong>DC</strong> con i brigatisti ma attraverso la mafia per il <strong>caso Moro</strong>. Altro che fermezza! Più che altro si trattava di rimanere dietro le quinte per la liberazione dell&#8217;ostaggio.</p>
<p>E vogliamo parlare di <strong>Giulio Andreotti</strong>?  Nella sentenza definitiva del processo al leader democristiano,  prosciolto (e non assolto) per prescrizione del reato si danno per avvenuti almeno due incontri tra l&#8217; ex presidente del Consiglio e il capocosca <strong>Bontate</strong>, tra il 1979 e l&#8217; 80, a cavallo dell&#8217; assassinio del presidente democristiano della Regione <strong>Piersanti Mattarella.</strong> Leggi sul Corriere <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2009/ottobre/22/Quella_storia_infinita_trattative_tra_co_9_091022016.shtml" target="_blank">&#8220;Quella storia infinita di trattative tra Stato, mafia e terrorismo&#8221;</a></p>
<p>Ma il vero anello di congiunzione tra mafia e politica  è il senatore <strong>Marcello Dell&#8217;Utri</strong>, l&#8217; amico di <strong>Berlusconi</strong>, condannato di recente  in appello, sia pur con uno sconto di due anni (dai nove del primo grado ai sette anni di oggi, contro gli undici chiesti dall&#8217;accusa in appello), come <strong>amico dei mafiosi</strong>. I magistrati hanno stabilito che era Dell&#8217;Utri  che mediava per gli affari delle &#8220;famiglie&#8221; al nord;  partecipava personalmente a incontri con esponenti anche di vertice di Cosa Nostra. Intratteneva rapporti continuativi con l&#8217;associazione per delinquere tramite numerosi esponenti di rilievo del sodalizio criminale, tra i quali <strong>Stefano Bontate, </strong>Girolamo Teresi, Ignazio Pullarà, Giovanbattista Pullarà,<strong> Vittorio Mangano, </strong>Gaetano Cinà, Giuseppe Di Napoli, Pietro Di Napoli, Raffaele Ganci,<strong> Salvatore Riina</strong>. Provvedeva a ricoverare latitanti. Reato commesso in Palermo (luogo di costituzione e centro operativo di Cosa Nostra), Milano e altre località, da epoca imprecisata sino al 28.9.1982&#8243;. Dell&#8217;Utri é stato insomma <strong>l&#8217;&#8221;intermediario&#8221; fra Cosa Nostra e il gruppo di Silvio Berlusconi<a href="http://www.repubblica.it/politica/2010/06/30/news/l_anello_di_congiunzione_tra_i_boss_e_il_cavaliere-5265526/index.html?ref=search">.</a></strong> Leggi di Giuseppe D&#8217;Avanzo <a href="http://www.repubblica.it/politica/2010/06/30/news/l_anello_di_congiunzione_tra_i_boss_e_il_cavaliere-5265526/index.html?ref=search" target="_blank">&#8220;L&#8217;anello di congiunzione tra il boss e il Cavaliere&#8221;</a></p>
<p>Una nota a margine, rilevata da <strong>Siciliainformazione</strong>, sulla condanna a 7 anni di Dell&#8217;Utri: <strong>Giornale di Sicilia e La Sicilia</strong>, in prima pagina, non usano la parola &#8220;mafia&#8221; nel titolo, ma la collocano soltanto, rispettivamente, nell&#8217;occhiello e nel sommario.</p>
<p>Come se non bastasse che alla destra di Berlusconi ci sia ancora oggi un uomo a disposizione degli interessi mafiosi, alla  sinistra del premier agisce (ancora oggi) un <strong>avvocato (Previti) condannato per la corruzione dei giudici</strong>.  Il capo è in buona compagnia con  Scajola ,  Lunardi,   Bertolaso e dulcis in fundo <strong>Brancher</strong>. Quest&#8217;ultimo premiato, prima con uno scranno in parlamento, poi con un sottosegretariato e, infine, con un ministero, non importa di cosa, per essere andato in galera <strong>dopo aver corrotto socialisti e liberali della prima repubblica</strong>.  Quel ministero rappresenta la salvezza per Brancher: gli consente di opporre nel giudizio che lo vede imputato di appropriazione indebita nel processo Antonveneta <strong>il legittimo impedimento</strong>. Leggi <a href="http://www.repubblica.it/politica/2010/06/25/news/il_predone-5140451/index.html?ref=search" target="_blank">&#8220;Il predone&#8221;</a> e <a href="http://www.repubblica.it/politica/2010/06/26/news/la_truffa_del_cavaliere-5166991/index.html?ref=search" target="_blank">&#8220;La truffa del cavaliere&#8221;</a> dello stesso D&#8217;Avanzo</p>
<p>Questo fino ad ora. In futuro chissà cosa ci riserveranno Berlusconi e la sua banda.</p>
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		<title>La &#8220;Parabola d&#8217;oro&#8221; di Vittorio De Seta</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Jul 2010 07:00:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il mondo perduto, così si intitola la raccolta di cortometraggi del regista palermitano Vittorio De Seta, che contiene alcuni dei più intensi brani della storia del documentario italiano. Una ricognizione di realtà e tradizioni millenarie che ancora sopravvivevano intatte nell’Italia rurale degli anni cinquanta, prima di essere spazzate via dalla brusca accelerazione che i mezzi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il mondo perduto</strong>, così si intitola la raccolta di cortometraggi del regista palermitano <strong>Vittorio De Seta</strong>, che contiene alcuni dei più intensi brani della storia del <strong>documentario italiano</strong>. Una ricognizione di realtà e tradizioni millenarie che ancora sopravvivevano intatte nell’<strong>Italia rurale degli anni cinquanta</strong>, prima di essere spazzate via dalla brusca accelerazione che i mezzi tecnologici hanno imposto alla vita<br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="580" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/EgXmYdi4hZg&amp;hl=en&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="580" height="344" src="http://www.youtube.com/v/EgXmYdi4hZg&amp;hl=en&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object> dell’ uomo. <strong>Lu tempu de li pisci spata (1954), Isole di fuoco (1954), Surfarara (1955), Pasqua in Sicilia (1955), Contadini del mare (1955), Parabola d’ oro (1955), Pescherecci (1958)</strong>, sono veri e propri viaggi antropologici in Sicilia, alla scoperta di un mondo che in tutto e per tutto può essere definito d’altri tempi.</p>
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		<title>Riti della Passione in Sicilia &#8211; 3</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Apr 2010 04:03:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="585" height="356"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/rwnr-Mv7xao&#038;hl=en_US&#038;fs=1&#038;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/rwnr-Mv7xao&#038;hl=en_US&#038;fs=1&#038;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="585" height="356"></embed></object></p>
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		<title>Fiumara d&#8217;arte, inaugurata la Piramide di Staccioli</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 03:30:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<category><![CDATA["la Piramide-38 parallelo"]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; stata inaugurata il 21 marzo, equinozio di primavera e sarà riaperta il 21 giugno, solstizio d&#8217;estate. Nel frattempo dovremo accontentarci di vederla svettare tra gli ulivi secolari della collina di Motta d&#8217;Affermo, contro l&#8217;azzurro del cielo. Sullo sfondo il mare azzurro, le Eolie lontane, evanescenti come acquerelli e gli scavi archeologici dell’antica città di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/03/PIRAMIDE-PRESTI-300.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-11432" title="PIRAMIDE PRESTI 300" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/03/PIRAMIDE-PRESTI-300.gif" alt="PIRAMIDE PRESTI 300" width="300" height="230" /></a>E&#8217; stata inaugurata il <strong>21 marzo, equinozio di primavera</strong> e sarà riaperta il <strong>21 giugno, solstizio d&#8217;estate</strong>. Nel frattempo dovremo accontentarci di vederla  svettare  tra gli ulivi secolari  della collina di <strong>Motta d&#8217;Affermo</strong>, contro l&#8217;azzurro del cielo. Sullo sfondo il mare azzurro, le <strong>Eolie</strong> lontane, evanescenti come acquerelli e gli scavi archeologici dell’antica città di <strong>Halaesa</strong>. E&#8217; la piramide di <strong>Mauro Staccioli, &#8220;la Piramide-38 parallelo&#8221;</strong>, ennesimo gioiello del parco scultoreo di <strong>Fiumara d&#8217;arte</strong>, il museo all&#8217;aperto &#8211; il più grande d&#8217;Europa- voluto dal mecenate <strong>Antonio Presti</strong>, lungo il letto del <strong>fiume Tusa</strong>.<span id="more-11399"></span></p>
<p>E&#8217; un <strong>tetraedro</strong> cavo alto <strong>trenta metri</strong>, realizzato con centinaia di lastre  in <strong>acciaio corten</strong>,  uno speciale materiale che a contatto con l’aria si ossida. Al tramonto i raggi del sole calante accendono di rosso l’acciaio bruno e la luce penetra all’interno della scultura attraverso un taglio sullo spigolo orientato a Nord-Ovest, in direzione di Cefalù. Al crepuscolo quando la temperatura del metallo si abbassa, <strong>la Piramide  “parla”</strong>:  le sue giunture d’acciaio, rese incandescenti dall’esposizione al sole, risuonano restituendo quelle che Presti ama definire “sonorità cosmiche, vibrazioni di Conoscenza”.</p>
<p><strong>All&#8217;interno della Piramide</strong> antiche <strong>pietre “ferrose”</strong>, corrose dal mare prima che le acque si ritirassero dall’altura, ritrovate durante gli scavi di sbancamento, formano <strong>una spirale</strong>. In questo modo l’artista recupera le due forze opposte: l’<strong>orizzontalità</strong> attraverso la spirale – che segna il ciclo vita/morte &#8211; e la <strong>verticalità</strong> dell’asse cielo/terra che nascendo dal centro della spirale, si ricongiunge al vertice della Piramide. &#8220;Una <strong>sintesi perfetta tra l’immanenza e la trascendenza</strong>. -dice Presti- La Piramide, nutrita dalla stessa terra rossa e ferrigna su cui sorge, esprime al suo interno la ricerca e il raggiungimento di un <strong>equilibrio</strong>.&#8221;</p>
<p>Così l&#8217;hanno vista la domenica dell&#8217;inaugurazione<strong> artisti, giornalisti, fotografi</strong>, semplici <strong>cittadini </strong>amanti dell&#8217;Arte e della Bellezza, venuti <strong>da tutte le parti del mondo</strong>. Chi non c&#8217;era potrà rivederne anche l&#8217;interno solo fra  tre mesi. Per volontà della Fondazione Fiumara d’Arte di Antonio Presti, infatti,  l’interno della Piramide sarà accessibile solo il 21 giugno di ogni anno, in coincidenza con il solstizio d’estate.</p>
<p>Chi volesse saperne di più potrà farlo collegandosi a <strong>Google</strong> e digitando le parole <strong>Piramide Fiumara d&#8217;arte Staccioli Presti</strong>. Troverà circa 1400 siti . Tanti erano al momento della nostra ricerca. Noi ve ne suggeriamo alcuni. Tra questi <a href="http://www.youtube.com/watch?v=bEFTXZoEn2w" target="_self">l&#8217;intervista all&#8217;artista </a>che ha realizzato la Piramide, Mauro Staccioli.</p>
<p>articoli di Pinella Leocata su La Sicilia<br />
<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/03/CT2203MO07-Tempio-laico-di-conoscenza-PL-r.pdf" target="_blank">Tempio laico di conoscenza</a><br />
<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/03/CT2003MO10-Piramide-che-punta-al-cielo-Calopresti-PL-r.pdf" target="_blank"> Piramide che punta al cielo</a><br />
siti:<br />
<a href="http://www.librino.org/SITO/librino.html" target="_blank">http://www.librino.org</a><br />
<a href="http://www.exibart.com/notizia.asp/IDNotizia/30911/IDCategoria/204" target="_blank">http://www.exibart.com/</a><br />
<a href="http://www.teknemedia.net/magazine_detail.html?mId=7598" target="_blank">http://www.teknemedia</a></p>
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