<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>ARGO - Cento occhi su Catania</title>
	<atom:link href="http://www.argocatania.org/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.argocatania.org</link>
	<description>Cento occhi su Catania</description>
	<lastBuildDate>Fri, 18 May 2012 08:11:31 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Cobas Scuola sui testi Invalsi, fallisce il tentativo di umiliare la scuola</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2012/05/18/cobas-scuola-sui-testi-invalsi-fallisce-il-tentativo-di-umiliare-la-scuola/</link>
		<comments>http://www.argocatania.org/2012/05/18/cobas-scuola-sui-testi-invalsi-fallisce-il-tentativo-di-umiliare-la-scuola/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 18 May 2012 08:11:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[prove Invalsi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.argocatania.org/?p=33093</guid>
		<description><![CDATA[COMUNICATO STAMPA &#160; Lo sciopero dei docenti e la mobilitazione degli studenti hanno evitato, anche a Catania e ben al di là dei confini dei Cobas, che la somministrazione dei Quiz Invalsi avvenisse “sotto silenzio”, come avrebbe preferito il Ministero dell’Istruzione. Impedire questa pseudo valutazione del lavoro scolastico è stato, per noi, importante perché abbiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignleft" src="https://lh3.googleusercontent.com/-miiDjQ4UdsQ/T7YBb2ZpdBI/AAAAAAAALC8/eMK2ZPz4FH0/s128/Cobas_scuola.jpeg" alt="" width="128" height="74" /><strong></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>COMUNICATO STAMPA</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Lo sciopero dei docenti e la mobilitazione degli studenti</strong> hanno evitato, anche a Catania e ben al di là dei confini dei Cobas, che la somministrazione dei Quiz Invalsi avvenisse “sotto silenzio”, come avrebbe preferito il Ministero dell’Istruzione. Impedire questa <strong>pseudo valutazione del lavoro scolastico</strong> è stato, per noi, importante perché abbiamo particolarmente a cuore la difesa e la qualificazione della scuola pubblica statale. Infatti, al contrario dell’Invalsi, vogliamo valutare il nostro lavoro per migliorarlo, non per discriminare fra scuole, docenti e alunni.</p>
<p>Non capiamo, perciò, l’atteggiamento di quei Dirigenti Scolastici e di quei Colleghi che, cantori acritici di un sistema oggi <strong>in via di abbandono nei Paesi che l’hanno sperimentato</strong>, si sono rifiutati di confrontarsi negli organi preposti – i Collegi dei Docenti – sulla validità di tali prove. Forse essi stessi erano consapevoli di quanto fosse difficile motivare adeguatamente l’utilità della somministrazione.</p>
<p>Un atteggiamento grave anche dal punto di vista formale. Infatti, non essendo la legge 35/2012 retroattiva, permane come previsto anche dalle Direttive Ministeriali 87 e 88 del 2011 del MIUR, la <strong>competenza degli organi collegiali</strong> a deliberare o meno sulla questione dello svolgimento di tali prove.</p>
<p>Ancora più grave, perché si tratta di <strong>comportamento antisindacale</strong>, quanto avvenuto in alcune scuole dove è stato <strong>sostituito il personale in sciopero</strong>, o dove, in data successiva alla proclamazione dello sciopero, è stato modificato l’orario del personale non scioperante. Di tutto ciò, con spirito costruttivo, chiederemo ragione ai singoli Dirigenti Scolastici.</p>
<p>Esprimiamo, infine, la nostra solidarietà a quegli studenti che hanno subito ingiusti provvedimenti per avere cancellato dalle schede i <strong>codici identificativi</strong>, svelando così che non si è trattato di prove anonime.</p>
<p>Cobas Scuola</p>
<p>Sede provinciale di Catania, via Caltanissetta 4</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.argocatania.org/2012/05/18/cobas-scuola-sui-testi-invalsi-fallisce-il-tentativo-di-umiliare-la-scuola/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I vu cumprà degli F35</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2012/05/18/i-vu-cumpra-degli-f35/</link>
		<comments>http://www.argocatania.org/2012/05/18/i-vu-cumpra-degli-f35/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 18 May 2012 05:41:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Guerra/pace]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[F 35]]></category>
		<category><![CDATA[Giampaolo Di Paola]]></category>
		<category><![CDATA[Pax christi]]></category>
		<category><![CDATA[spese militari]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.argocatania.org/?p=33073</guid>
		<description><![CDATA[E&#8217; proprio vero che l&#8217;attuale ministro dellla Difesa, l&#8217;ammiraglio Giampaolo Di Paola intende procedere al taglio delle spese militari? Qualcuno nutre dei dubbi. Segnaliamo, su indicazione del Punto Pace di Pax Christi Catania, la denuncia di Flavio Lotti, coordinatore della Tavola della pace, sui rischi che si celano dietro il disegno di legge presentato da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; proprio vero che l&#8217;attuale ministro dellla Difesa, l&#8217;ammiraglio Giampaolo Di Paola <img class="alignright" src="https://lh6.googleusercontent.com/-xJ5-3L7fu4k/T7WA3i2CJeI/AAAAAAAALCg/iSHejkU9Ikk/s264/DiPaola_Ministro_Difesa.jpeg" alt="" width="191" height="264" />intende procedere al <strong>taglio delle spese militari?</strong> Qualcuno nutre dei <strong>dubbi</strong>. Segnaliamo, su indicazione del Punto Pace di Pax Christi Catania,<strong> <a href="http://www.perlapace.it/index.php?id_article=8133" target="_blank">la denuncia di Flavio Lotti, coordinatore della Tavola della pace</a></strong>, sui rischi che si celano dietro il disegno di legge presentato da Di Paola (&#8220;Delega al Governo per la revisione dello strumento militare nazionale&#8221;) e attualmente in discussione al Senato.</p>
<p>Secondo Lotti la millantata &#8220;riforma&#8221; del ministro non cambia il modello di difesa ma si limita a chiedere al Parlamento di<span id="more-33073"></span> votare una <strong>delega</strong>, che poi ‘ghe pensi mi’. Peccato che, a leggerlo con attenzione, il progetto comporti non una riduzione ma un <strong>aumento della spesa pubblica</strong>.</p>
<p>Qualche esempio. il ministro vuole ridurre il <strong>numero dei militari</strong>, di circa 33.000 unità, trasferendoli con un trattamento di favore  in altre amministrazioni pubbliche e scaricando quindi su di esse il loro costo (compresi gli enti locali e persino le municipalizzate).Esige inoltre per loro il <strong>mantenimento di privilegi </strong>(ad es. che non  venga applicata la riforma delle pensioni appena approvata) aboliti per gli altri impiegati della Stato.</p>
<p>Allo stesso tempo pretende di mantenere inalterato il bilancio a sua disposizione cosa che comporterà non una riduzione ma un aumento della spesa militare dato che il principio-guida è:<strong> meno soldati più armi</strong>. Ci teniamo gli stessi soldi, riduciamo il personale e investiamo i &#8220;risparmi&#8221; per comprare nuove armi.</p>
<p>Anche la <strong>vendita delle infrastrutture militari</strong> da dismettere non porterà alcun beneficio al bilancio dello stato o alle comunità locali ma dovrà contribuire ad aumentare il bilancio della difesa.</p>
<p>Il ministro pretende inoltre di essere autorizzato a svendere direttamente ad altri paesi le armi di cui vuole sbarazzarsi: in tal modo potrà impegnarsi personalmente nella vendita di armi italiane nel mondo cancellando d&#8217;un botto tutte le ipocrisie che circondano l&#8217;<strong>intreccio tra i militari e l&#8217;industria degli armamenti</strong>.</p>
<p>La perla delle scelte operate dal ministro resta quella di convalidare l&#8217;acquisto dei <strong>cacciabombardieri F 35</strong>, pur riducendone il numero, in nome della sobrietà montiana, da 131 a 90. Eppure l’ammiraglio Di Paola è di certo a conoscenza dei dubbi che da tempo circolano sulla loro affidabilità tecnica.</p>
<p>Il 20 marzo è stato reso pubblico il rapporto dell&#8217;US Government Accountability Office, l’equivalente americano della nostra Corte dei conti, da cui si deduce che <strong>gli F 35 sono tutti da rifare</strong>.</p>
<p><strong>Vi si legge</strong> infatti che “l’apparecchio non vola bene, dà ‘scossoni”; esiste “il rischio che l’aereo possa non svolgere le funzioni chiave di combattimento per il quale è stato ideato”, che ”la trasmissione dati tra elmetto e aereo avviene con lentezza e con scarsa affidabilità, tanto da requisiti di sistema per le missioni per la piena operatività sono stati pienamente verificati”. Insomma, il Governo italiano ha buttato via 17 miliardi di euro per acquistare degli <strong>aerei bluff</strong>, non verificati nel 96% dei suoi componenti.</p>
<p>E’ quanto scrive <strong><a href="http://violapost.it/?p=7351" target="_blank">Massimo Malerba su Violapost</a></strong>, aggiungendo che i grandi strateghi della nostra Aviazione militare hanno fatto acquistare questo capolavoro dell’ingegneria aeronautica “con la pratica della <strong>“concurrency”</strong>, ossia quando ancora gli studi, i test a terra e in volo, i collaudi dei singoli componenti non si erano conclusi.”</p>
<p>Il guaio è che nella realizzazione industriale di questo progetto sono coinvolte l’americana <strong>Lockheed Martin</strong>, capofila del progetto, e <strong>Alenia Aeronautica</strong> (gruppo Finmeccanica): vi dicono qualcosa questi nomi?</p>
<p>Insomma, <strong>una truffa</strong>, dalla quale si sono tirati fuori prestamente sia il governo australiano sia quello canadese, che in un primo tempo avevano abboccato all&#8217;amo.</p>
<p>Meno male che non ci sono più reni da spezzare alla Grecia, tanto i greci se li sono spezzati da soli, ma certo che investire (?) 17 miliardi di euro nell&#8217;acquisto di un cacciabombardiere che è <strong>un rottame ancora prima di uscire dalla fabbrica</strong> è un bidone che neanche il napoletano più fantasioso sarebbe riuscito a piazzare.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.argocatania.org/2012/05/18/i-vu-cumpra-degli-f35/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Alunni e reclusi per ricordare Capaci</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2012/05/17/alunni-e-reclusi-per-ricordare-capaci/</link>
		<comments>http://www.argocatania.org/2012/05/17/alunni-e-reclusi-per-ricordare-capaci/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 May 2012 04:32:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argo]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Falcone]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Salvi]]></category>
		<category><![CDATA[IPM]]></category>
		<category><![CDATA[Procura di Catania]]></category>
		<category><![CDATA[strage di Capaci]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.argocatania.org/?p=33057</guid>
		<description><![CDATA[Eseguiranno, con i propri strumenti, i brani che hanno scelto per commemorare la morte del giudice Falcone, di sua moglie e della scorta. Sono gli alunni delle scuole ad indirizzo musicale Pestalozzi, Musco e Brancati di Librino, con la loro orchestra, e quelli della scuola Rimini di Acitrezza. Saranno i protagonisti della celebrazione che avrà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="https://lh6.googleusercontent.com/-eH--44QR1V0/T7QnbWEYMrI/AAAAAAAALCM/OsMlMKIfFqg/s286/Capaci_stele.jpg" alt="" width="286" height="182" />Eseguiranno, con i propri strumenti, i brani che hanno scelto per commemorare la morte del giudice Falcone, di sua moglie e della scorta. Sono <strong>gli alunni</strong> delle scuole ad indirizzo musicale <strong>Pestalozzi, Musco e Brancati di Librino</strong>, con la loro orchestra, e quelli della scuola <strong>Rimini di Acitrezza</strong>. Saranno i protagonisti della celebrazione che avrà luogo <strong>oggi pomeriggio</strong>, tra le<span id="more-33057"></span> 18 e le 19,30, nel piazzale antistante il Palazzo di Giustizia.</p>
<p>Suoneranno Bizet, Haendel, Puccini, Charpentier, Noelia, ma non è tutto. <strong>Leggeranno e commenteranno</strong>, con riflessioni personali, alcuni brani tratti dal libro di Giovanni Falcone “<strong>Cose di Cosa Nostra</strong>”, letto e discusso a scuola per approfondire la conoscenza della mafia e dei fatti che portarono al tragico evento della strage di Capaci.</p>
<p>C&#8217;è di più. Protagonisti invisibili di questa manifestazione saranno anche <strong>i giovani reclusi dell&#8217;Istituto Penale Minorile</strong>, che hanno registrato un cd con alcuni loro arrangiamenti di brani musicali e alcune riflessioni. Le loro voci e la loro musica saranno ascoltati da tutti i presenti, ma in loro nome parlerà anche <strong>Fabio Leone</strong>, un giovane musicista che conduce uno dei due laboratori musicali attivi all&#8217;interno dell&#8217;IPM, un&#8217;altra delle incredibili esperienze formative che questa struttura offre ai propri ragazzi, spesso provenienti da situazioni sociali e familiari molto svantaggiate.</p>
<p>La manifestazione di oggi è stata fortemente voluta dal <strong>procuratore della Repubblica Giovanni Salvi</strong> che in un <a href="http://www.argocatania.org/2012/05/17/giovedi-17-maggio-musica-e-parole-per-la-strage-di-capaci/" target="_blank"><strong>Comunicato</strong></a> ha voluto sottolineare il carattere informale della commemorazione, alla quale nessuna Autorità è stata invitata a prendere la parola. <strong>I protagonisti saranno e devono restare solo i ragazzi</strong>, saranno essi stessi “a presentare l&#8217;iniziativa e a concluderla”. I cittadini, le associazioni e le Autorità sono invitate tuttavia a partecipare, soprattutto coloro che “contribuiscono al diffondersi della legalità nella nostra città”.</p>
<p>Un&#8217;iniziativa significativa e apprezzabile, che ha coinvolto studenti, insegnanti, dirigenti scolastici e -ci auguriamo- anche le <img class="alignright" src="https://lh3.googleusercontent.com/-qr9saGneu6c/Tcma5TactZI/AAAAAAAAEZo/CajbIdDeLRw/s38/redazione-argo7.jpg" alt="" width="32" height="38" />famiglie, in un percorso di riflessione e di conoscenza. <strong>Un momento autonomo rispetto alla commemorazione ufficiale</strong> prevista per il giorno 23, sulla cui preparazione purtroppo è scesa qualche ombra che rischia di far venire meno l&#8217;auspicabile spirito unitario.</p>
<p><strong><a href="https://www.box.com/s/a9d09e91efc15af665a0" target="_blank">Leggi il programma della manifestazione.</a></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.argocatania.org/2012/05/17/alunni-e-reclusi-per-ricordare-capaci/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Giovedì 17 maggio, musica e parole per la strage di Capaci</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2012/05/17/giovedi-17-maggio-musica-e-parole-per-la-strage-di-capaci/</link>
		<comments>http://www.argocatania.org/2012/05/17/giovedi-17-maggio-musica-e-parole-per-la-strage-di-capaci/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 May 2012 22:24:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Falcone]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Salvi]]></category>
		<category><![CDATA[IPM]]></category>
		<category><![CDATA[Procura di Catania]]></category>
		<category><![CDATA[strage di Capaci]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.argocatania.org/?p=33050</guid>
		<description><![CDATA[&#160; Catania, Procura distrettuale della Repubblica COMUNICATO STAMPA &#160; La Procura della Repubblica ricorderà il sacrificio di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Vito Schifani, Antonio Montinaro e Rocco Dicillo, incontrando i ragazzi di alcune scuole a indirizzo musicale, che in queste settimane hanno intrapreso un percorso di studio e di riflessione sul significato di quegli eventi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Catania, Procura distrettuale della Repubblica</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>COMUNICATO STAMPA</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Procura della Repubblica ricorderà il sacrificio di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Vito Schifani, Antonio Montinaro e Rocco Dicillo, incontrando i <strong>ragazzi di alcune scuole a indirizzo musicale</strong>, che in queste settimane hanno intrapreso un percorso di studio e di riflessione sul significato di quegli eventi, con la guida degli insegnanti e dei presidi, cui va il nostro ringraziamento. Questo percorso li ha portati a selezionare alcuni <strong>brani musicali</strong>, che commenteranno la lettura di <strong>passi tratti da &#8220;Cose di Cosa Nostra&#8221;</strong>, anch&#8217;essi scelti dagli studenti. Si tratta degli Istituti Brancati, Musco e Pestalozzi di Librino e l.C.S. Rimini di Acitrezza. Inoltre ascolteremo un dvd realizzato dai giovani studenti di musica dell&#8217;<strong>lstituto penale minorile</strong> di Bicocca.</p>
<p><strong>L&#8217;incontro avrà luogo dalle ore 18,00 alle 19,30 del 17 maggio p.v. nel piazzale antistante la Procura.</strong></p>
<p>L&#8217;iniziativa ha carattere informale e vuole essere una preparazione alle commemorazioni che si terranno il 23 maggio. Non abbiamo quindi previsto saluti, presentazioni o inviti formali alle Autorità, che saranno graditissirrli spettatori, al pari dei magistrati della Procura. <strong>Saranno i ragazzi stessi a presentare l&#8217;iniziativa e a concluderla</strong>. Nessun altro prenderà la parola.</p>
<p>Saremo grati della partecipazione dei cittadini, delle Autorità, delle associazioni che tanto contribuiscono al diffondersi della legalità nella nostra città</p>
<p>Ringraziamo il Presidente della Corte di Appello, il Procuratore Generale, il Presidente del Tribunale e il Sindaco di Catania che hanno reso possibile l&#8217;iniziativa.</p>
<p>ll Procuratore Distrettuale della Repubblica</p>
<p><strong>Giovanni Salvi</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.argocatania.org/2012/05/17/giovedi-17-maggio-musica-e-parole-per-la-strage-di-capaci/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La Catania delle lumache</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2012/05/16/la-catania-delle-lumache/</link>
		<comments>http://www.argocatania.org/2012/05/16/la-catania-delle-lumache/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 May 2012 05:27:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[centro Astalli]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Sciolto]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.argocatania.org/?p=33035</guid>
		<description><![CDATA[Ancora un altro splendido racconto di Giovanni Sciolto, bello, purtroppo, quanto vero, pubblicato sul suo blog Il ghetto dei fenicotteri.  Sono testimonianze della sua condivisione con la Catania degli &#8220;ultimi&#8221;, quelli che vivono nella nostra città ma che noi non vediamo o, forse, non vogliamo vedere. Fissando la sua enorme cicatrice sul costato, non posso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ancora un altro splendido racconto di <strong>Giovanni Sciolto</strong>, </em><em>bello, purtroppo, quanto vero, </em><em>pubblicato sul suo blog<img class="alignright" src="https://lh5.googleusercontent.com/-Z6BMtcrFBK8/T7K6eY15stI/AAAAAAAAK_k/kMQxFJF3iPg/s270/immigrati_foto_sciacca_N.jpg" alt="" width="270" height="202" /> </em><em><a href="http://ilghettodeifenicotteri.blogspot.it/2012/04/catania-senza-fissa-dimora-il.html#comment-form" target="_blank"><strong>Il ghetto dei fenicotteri. </strong></a></em><em> Sono testimonianze della sua condivisione con la Catania degli &#8220;ultimi&#8221;, quelli che vivono nella nostra città ma che noi non vediamo o, forse, non vogliamo vedere. </em></p>
<p>Fissando la sua enorme cicatrice sul costato, non posso fare a meno di <strong>ricordare</strong> quando, pur di non sporcare i sedili della mia auto, apriva lo<span id="more-33035"></span> sportello e vomitava l’anima.</p>
<p>Sono passati quasi tre anni, ormai, da quella mattina in cui portai D. all’ospedale, ubriaco e consunto, mentre immerso nel vomito mi ripeteva che non avrebbe più bevuto. Oggi, D. è un uomo distrutto da sé stesso, non ha un polmone, beve ancora, piange, minaccia e piange di nuovo. E’ il risultato di una vita condotta nella <strong>precarietà esistenziale</strong>, tra le braccia di un avvocato catanese che del suo corpo si era innamorato e a cui, lui, ha rubato tanto fino a farsi buttare fuori di casa per tornare lì da dov’era venuto: la strada. Sono tanti, gli uomini catanesi che vivono la loro omosessualità nell’anonimato e rifugiandosi in situazioni ai limiti del narrabile. E sono tanti, i giovani stranieri senzatetto che non trovano, o non vogliono trovare, altra soluzione che non sia quella di <strong>prostituirsi</strong> al porto o nei cinema erotici per guadagnare i soldi che spenderanno, poi, in alcool e droghe. E’ un circolo vizioso. Gli interstizi urbani sono lo specchio di una società moralista, giustizialista e omofoba che, incrociando la complessità dell’essere umano, distrugge le luci più fioche lasciando spazio a un’emotività clandestina e masochista.</p>
<p>Quella era una delle mie prime mattine da <strong>volontario al Centro Astalli</strong>: mi sentivo onnipotente, credevo che il mondo non potesse fare a meno del mio impegno e che il mio impegno bastasse ad aiutare chi ne avesse bisogno. Ogni giorno alle otto, a volte pure prima, ero alla stazione, “o passiaturi”, all’Help Center. Mi sentivo parte integrante di un mondo fatto d’asfalto, alcool e sangue. Girovagavo per addentrarmi tra le trame fitte di quella che, da subito, ribattezzai “<strong>la Catania delle lumache</strong>”, di coloro che la casa se la portano dietro e non corrono, non vanno, non arrivano.</p>
<p>Sapevo che avrei dovuto studiare, che questo o quell’esame mi aspettavano e che non avrei potuto raccontare dei denti distrutti e neri dei vecchi tunisini o delle ulcere gastriche di Mario, ai professori. Trovavo, molto egoisticamente, gratificanti e utili le giornate che passavo per strada e al Centro Astalli;<strong> mi immergevo nella realtà di cui sentivo parlare</strong>, ma che fino ad allora non ero riuscito a comprendere dall’interno. I video porno “contrabbandati” dai giovani africani, appena sbarcati dalla Libia, mi divertivano. L’approccio alla pornografia attraverso i videofonini era una caratteristica diffusa tra nuovi arrivati. Al Centro, poi, era vietato introdurre l’alcool; in realtà c’era sempre un gruppo di “dissidenti” che, aspettando la doccia, tirava fuori improbabili bottiglie di Coca Cola da buste sgualcite. Facevo finta di non accorgermi del fatto che fossero riempite di vino e, a volte, li proteggevo maldestramente dagli occhi indagatori del resto dei volontari.</p>
<p>La sera, quando rientravo vigliaccamente nei panni del <strong>giovane catanese medio-borghese</strong>, mi piaceva fare il giro dei parcheggi e salutare i miei amici della “Catania delle lumache”, prima di andare a sedermi su una delle comode sedie dei locali del centro.</p>
<p>Una sera, invece, la ricordo con un alone di tristezza.</p>
<p>Sullo spiazzo davanti l’ Help Center, all’inizio del Viale Africa, quella sera la cena aveva un sapore più sportivo del solito. Di lì a poco il Ghana avrebbe affrontato l’ Uruguay. Erano i quarti di finale dei <strong>mondiali di calcio</strong>, i primi sul suolo africano ed i ragazzi terribili di Rajevac avevano gli occhi di tutto il mondo puntati addosso.</p>
<p>L’ orgoglio africano trovava una romantica valvola di sfogo nelle magie e nello spirito di abnegazione di Asamoah e compagni. Daou e Bakari ero eccitatissimi all’ idea che una squadra africana giocasse le semifinali del Campionato del Mondo di calcio. L’ ultimo scoglio restava l’ Uruguay di Tabarez e Cavani. Mangiai con loro una decente pasta con i piselli e ci accordammo. Sarebbero andati a pregare in <strong>moschea</strong> e mi avrebbero raggiunto davanti agli <strong>schermi della Snai di via S. Giuliano</strong>, quasi di fronte il frequentatissimo Barrique. Non era la prima partita che guardavo lì. Mi colpiva moltissimo la presenza di anziani uomini che, tra bestemmie e imprecazioni, maledicevano le squadre che gli “appizzaunu i bulletti”, le schedine giocate poco prima. Il siparietto che mi si prospettava era divertente! Due signori catanesi avevano preparato due poltrone in prima fila utilizzando degli scatoloni scartati dal negozio accanto e rimproveravano con toni coloriti i ragazzi maghrebini che si attaccavano agli schermi: “Mbare, leviti!!”.</p>
<p>Accesi una sigaretta e mi sistemai, in piedi, accanto a Gianfranco, un omino catanese che avevo conosciuto, una mattina, al Centro Astalli. Poco dopo arrivarono Daou e gli altri. La partita andò male, il Ghana venne sconfitto ai rigori e il ritorno al Palazzo delle Poste fu abbastanza triste. Tra i ragazzi di quella sera c’era anche Sogodogo, un giovane maliano che aveva deciso di insegnarmi il Bambara. Eravamo compatti e io mi sentivo, in maniera estremamente infantile, <strong>parte di quel gruppo di Africani</strong> la cui cultura e tradizioni mi affascinavano tanto. Fu una delle ultime sere insieme. I ragazzi partirono per le campagne del Sud Italia, io tornai alle mie materie, ai miei esami. Una mattina mi svegliai e venni informato di questo:</p>
<p><a href="http://www.daunianews.it/cronaca/45-primo-piano/2651-ordona-identificato-giovane-annegato-ieri-in-un-vascone.html" target="_blank">http://www.daunianews.it/cronaca/45-primo-piano/2651-ordona-identificato-giovane-annegato-ieri-in-un-vascone.html</a></p>
<p>Piansi di rabbia. Nei giorni precedenti avevo provato a contattarlo insieme con Riccardo, il suo avvocato. <strong>Sogodogo</strong> aveva appena ricevuto l’ok per l’ottenimento del rifugio politico, ma <strong>morì prima di saperlo</strong>, convinto di trovarsi ancora in equilibrio tra l’esserci e il fare finta di non esserci, nella bella Italia.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.argocatania.org/2012/05/16/la-catania-delle-lumache/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Quel &#8220;pizzo&#8221; da pagare per il parcheggio</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2012/05/15/quel-pizzo-da-pagare-per-il-parcheggio/</link>
		<comments>http://www.argocatania.org/2012/05/15/quel-pizzo-da-pagare-per-il-parcheggio/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 May 2012 05:26:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argo]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[educazione alla legalità]]></category>
		<category><![CDATA[P. Grasso]]></category>
		<category><![CDATA[parcheggiatori abusivi]]></category>
		<category><![CDATA[Provincia di Catania]]></category>
		<category><![CDATA[sostare]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.argocatania.org/?p=32982</guid>
		<description><![CDATA[Alcuni giorni addietro abbiamo ricevuto un’accorata lettera, che pubblichiamo per stralci, da parte di Marco, uno studente catanese, che si lamentava della diffusissima piaga dei parcheggiatori abusivi, ai quali quotidianamente si è soliti pagare quello che lui definisce ‘una sorta di pizzo’. La sua denuncia è aggravata dalla constatazione di dover già pagare ogni settimana un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="https://lh5.googleusercontent.com/-bkmDPgMAUO0/T7FxhodtKnI/AAAAAAAAK_A/8xJOByvtjdE/w294-h226-n-k/parcheggiatori.jpg" alt="" width="294" height="226" />Alcuni giorni addietro abbiamo ricevuto <strong>un’accorata lettera</strong>, che pubblichiamo per stralci, da parte di Marco, uno studente catanese, che si lamentava della diffusissima <strong>piaga dei parcheggiatori abusivi</strong>, ai quali quotidianamente si è soliti pagare quello che lui definisce ‘una sorta di pizzo’.</p>
<p>La sua denuncia è aggravata dalla constatazione di<span id="more-32982"></span> dover già pagare ogni settimana un altro analogo balzello all’<strong>azienda comunale di Sostare</strong> (nata, non dimentichiamo, per scoraggiare il parcheggio selvaggio e ormai trasformata in una sorta di Equitalia locale in sedicesimo) e dallo sconforto per l’inesistente impegno delle forze dell’ordine nel perseguire tale reato.</p>
<p>Al di là del fatto in sé, pernicioso per quanto piccolo, la lettera ci sembra sollevi <strong>un problema di carattere più generale</strong>, <strong>quello della legalità sostanziale e di chi la debba far rispettare</strong>.</p>
<p>Proprio negli stessi giorni, infatti, sulla stampa locale si dava notizia di un’iniziativa promossa dal Presidente della Provincia di Catania denominata, vedi caso, <strong>‘Festival della legalità’</strong> (a proposito, a quando un festival per chi non ha mai partecipato a un festival?).</p>
<p>La prima delle sue quattro annunciate manifestazioni (ma ci è risultato impossibile capire, anche sul sito ufficiale della Provincia, in cosa consisteranno le altre tre), ha visto protagonista <strong>il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso</strong>, che, davanti ad una platea di oltre seicento studenti appositamente precettati da una circolare dell’Ufficio scolastico provinciale, ha ricordato i magistrati vittime della mafia.</p>
<p>Nulla da ridire, ovviamente, sulle numerose iniziative che si stanno accavallando per ricordare chi ha dato la vita per far rispettare la legge. Vorremmo tuttavia che si riflettesse un po’ di più sul fatto che i nostri ragazzi sono quotidianamente inondati da <strong>discorsi sulla legalità</strong> (non c’è scuola che non abbia il suo apposito referente), ma poi, appena fuori dall’Istituto che frequentano, devono quotidianamente <strong>versare un obolo</strong> a qualcuno che afferma di poter garantire la sicurezza del suo motorino.</p>
<p>Naturalmente questa dei parcheggiatori abusivi è solo la più piccola delle <strong>illegalità</strong> che i nostri ragazzi hanno continuamente sotto gli occhi, ma non dimentichiamo che la presenza impunita dei parcheggiatori è il segno esteriore e tangibile della capacità di controllo del territorio che hanno le organizzazioni criminali, che spesso operano dietro di essi.</p>
<p>Né dimentichiamo che gli <strong>esempi di illegalità</strong> che propiniamo ai nostri ragazzi sono tantissimi e si materializzano in molti modi, non solo dietro la faccia bonariamente truce di quello che in fondo è un povero diavolo che cerca in questo modo di sbarcare il lunario, semplicemente perché non ha altra scelta.</p>
<p>Ecco<strong> i passi salienti della lettera di Marco</strong>:</p>
<p>&#8220;Salve mi chiamo Marco, abito e studio a Catania e scrivo questa testimonianza per comunicarvi <strong>la mia indignazione</strong> nel vedere la mia città ridotta a &#8220;territorio di caccia&#8221; di veri e propri parassiti della società, comunemente chiamati &#8220;parcheggiatori abusivi&#8221;.</p>
<p>Purtroppo la nostra città viene quotidianamente pattugliata da gruppi di questi individui che chiedono <strong>una sorta di &#8220;pizzo</strong>&#8220;, già, fatemi passare il termine, per poter lasciare tranquillamente la macchina in quella zona, altrimenti, è più che probabile ritrovarla con qualche spiacevole graffio o altro, assolutamente non casuale.</p>
<p>Le zone più colpite da questo &#8220;<strong>parassitismo</strong>&#8221; sono quelle del centro storico, in particolare le strade parallele alla Via Etnea, a Piazza Stesicoro, senza dimenticare via di Sangiuliano e via Sant&#8217;Euplio, nei pressi del grattacielo.</p>
<p>Il fenomeno si svolge nelle ore serali di tutti i giorni della settimana, soprattutto nel week end, quando le prospettive di guadagno per questi individui sono maggiori, ma anche, e questa è la cosa più intollerabile, nelle ore pomeridiane della domenica.</p>
<p>Una piccola parentesi: io sono <strong>uno studente automunito</strong> <strong>che paga</strong> in media <strong>a Sostare</strong>, l&#8217; azienda comunale che controlla e gestisce i parcheggi a pagamento (le famose strisce blu), 7,20€ la settimana per potersi recare all&#8217;università.</p>
<p>E&#8217; mai possibile che io (come sicuramente altri studenti o cittadini che lavorano in zone del centro) debba pagare ulteriori cifre nelle ore in cui non si deve pagare la sosta del proprio veicolo all’azienda comunale?</p>
<p>Un&#8217;altra delle cose che fa arrabbiare, o meglio, che è intollerabile, è il fatto che<strong> le forze dell&#8217;ordine</strong>, disposte a sorveglianza del centro storico, impiegate giorno e notte, <strong>non fanno</strong> <strong>nulla</strong> per estinguere o per lo meno placare la riproposizione quotidiana di tale fenomeno.</p>
<p>Ad una mia personale richiesta, fatta qualche settimana fa ad una delle squadre di pattuglia in Via Etnea durante la domenica pomeriggio, di andare a controllare una zona attigua piena di parcheggiatori abusivi, mi è stato risposto che per loro era <strong>impossibile spostarsi dalla zona di loro competenza</strong>, e che, al fine di richiedere un&#8217;azione contro tali soggetti, occorreva chiamare alla Questura, esporre denuncia e richiedere quindi che un&#8217;apposita volante si recasse sul luogo.</p>
<p>Qualche mese fa, durante il sabato sera, venivano impiegati<strong> vigili urbani</strong> nelle zone del centro storico; essi avevano il compito di assicurarsi che le auto venissero parcheggiate nelle aree apposite, ma ebbero anche l&#8217;effetto di far sparire il fenomeno in questione, perché se c’è chi legalmente assicura la sicurezza delle auto e delle persone, non ha motivo di esistere chi chiede una <img class="alignright" src="https://lh3.googleusercontent.com/-qr9saGneu6c/Tcma5TactZI/AAAAAAAAEZo/CajbIdDeLRw/s38/redazione-argo7.jpg" alt="" width="32" height="38" />&#8220;tassa&#8221; per lo stesso &#8220;servizio&#8221;.</p>
<p>Purtroppo però quest&#8217;ordine di cose è durato <strong>solo qualche settimana</strong>, e di nuovo fino ad oggi sono riprese sia le &#8220;richieste&#8221; dei parcheggiatori abusivi che i disordini in fatto di parcheggi.&#8221;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.argocatania.org/2012/05/15/quel-pizzo-da-pagare-per-il-parcheggio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>8</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Una volontaria al Centro Astalli</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2012/05/14/una-volontaria-al-centro-astalli/</link>
		<comments>http://www.argocatania.org/2012/05/14/una-volontaria-al-centro-astalli/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 May 2012 05:32:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argo]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Volontariato]]></category>
		<category><![CDATA[centro Astalli]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.argocatania.org/?p=32829</guid>
		<description><![CDATA[Studia con impegno, ma trova anche il tempo di dedicarsi a chi ha più bisogno di aiuto e di solidarietà. E&#8217; Claudia Piccolo, una ragazza di 21 anni, iscritta al terzo anno di Scienze Politiche, indirizzo &#8220;politica e relazioni internazionali&#8221;. Le abbiamo chiesto di raccontarci della sua esperienza di volontaria al Centro Astalli di Catania. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Studia con impegno, ma trova anche il tempo di dedicarsi a chi ha più bisogno <img class="alignright" src="https://lh3.googleusercontent.com/-vKa3bm_J-0c/T6YtNdSP82I/AAAAAAAAK24/hP3LMAx-mnE/w208-h232-n-k/migranti%2B2.jpg" alt="" width="208" height="232" />di aiuto e di solidarietà. E&#8217; <strong>Claudia Piccolo</strong>, una ragazza di 21 anni, iscritta al terzo anno di Scienze Politiche, indirizzo &#8220;politica e relazioni internazionali&#8221;. Le abbiamo chiesto di raccontarci della sua <strong>esperienza di volontaria</strong> al <a href="http://www.argocatania.org/associazioni/centro-astalli/" target="_blank">Centro Astalli di Catania</a>.</em></p>
<p>L’insegna non è per nulla appariscente, la porta d’ingresso stretta. Dall’esterno sembrerebbe uno di quei noiosi e grigi uffici burocratici sparsi per la città. Eppure è qualcos’altro. Da quella porta transitano ogni giorno decine di persone su cui, prima di ogni altra cosa, pesano gli sguardi di chi li considera <strong>elementi che disturbano e sporcano</strong> l’armonia del<span id="more-32829"></span> “paesaggio” e le maniere brusche e malcelate di chi li scansa come fossero randagi affamati. A vederli così <strong>composti e pazienti</strong> ad aspettare il loro turno nella sala d’attesa del Centro ci si chiede quante volte si siano messi in fila durante la loro vita, tradottasi ormai in un percorso ad ostacoli che spesso non concede loro neanche un minimo di tregua.</p>
<p>La mia esperienza al <strong>Centro Astalli</strong> è cominciata poco più di un anno fa. Non avendo avuto, fino a quel momento, alcun contatto ravvicinato con la realtà che mi si presentava davanti, decisi sin da subito di “registrare” scrupolosamente tutte le istruzioni e i consigli che le mie colleghe, anch&#8217;esse volontarie, si premuravano a fornirmi. Mi colpì immediatamente il loro modo di lavorare, l’umanità con cui si rivolgevano ai migranti, il loro <strong>senso pratico</strong> nel cercare di risolvere i problemi di questi ed in generale, la <strong>dedizione</strong> con cui portavano avanti il loro impegno. Era evidente come la decennale esperienza le avesse armate per fronteggiare qualunque eventualità o imprevisto.</p>
<p>Altri “insegnamenti”, invece, li ho appresi dagli stessi assistiti che si rivolgono allo <strong>sportello lavoro</strong>, sportello del Centro presso il quale presto ancora oggi il mio servizio.</p>
<p>I <strong>loro racconti</strong>, in un italiano che svela immediatamente da quanto tempo si trovano nel nostro paese, sono quasi sempre tortuosi, travagliati, colmi di tentativi a volte riusciti, altre andati a male e impregnati di speranza e forza d’animo, naturalmente a dosi variabili, che subito mi rendo conto essere le ragioni che li hanno condotti a chiedere il nostro aiuto.</p>
<p>Col tempo, fra le altre cose ho capito che è meglio evitare di domandare a ciascuno <strong>se ha figli</strong> o meno, perché questo, talvolta, risveglia in loro le fitte del dolore dovuto alla lontananza. In questi mesi, inoltre, ho avuto modo di comprendere in maniera chiara che le <strong>difficoltà</strong> incontrate dai migranti nel trovare lavoro non sono, purtroppo, da ricondurre esclusivamente all’attuale periodo di crisi economica, bensì al fatto che, non poche volte, coloro che offrono lavoro sono affetti da insensati e ridicoli <strong>pregiudizi</strong> nei confronti dell’intera “categoria- immigrati” o di talune nazionalità.</p>
<p>Ricordo che in più di un’occasione mi è stato specificato, da parte di chi cercava una badante, di escludere a priori migranti dalla carnagione nera, dal momento che l’anziano/a da accudire aveva “<strong>paura delle persone di colore</strong>”. Altre volte la selezione “preliminare” è stata ancora più esplicita: &#8220;&#8230;guardi, cerco una persona mauriziana o che venga dallo Sri Lanka…non mi sembra il caso di parlare di afgani, cerchiamo di restare coi piedi per terra!&#8221;.</p>
<p>Non solo, anche il modo in cui certa gente descrive il candidato/a che desidererebbe assumere, elencando in sequenza caratteristiche che sarebbero più adatte se si stesse parlando dell’<strong>acquisto di un nuovo elettrodomestico</strong>, rivela una sottesa indifferenza.</p>
<p>Le <strong>offerte di lavoro</strong> più frequenti <strong>rientrano nei settori</strong> del lavoro domestico, dell’assistenza (badanti per persone anziane, baby-sitter ), nell’ambito alberghiero e della ristorazione (lavori stagionali come cameriere/a, barista, cuoco o aiuto cuoco) o, ancora, in quello dell’edilizia (muratori, manovali, carpentieri, imbianchini). Dal canto loro, gli stranieri, anche qualora siano in possesso di competenze pratiche specifiche (ad esempio restauratori, geometri, saldatori, grafici, ecc.) oppure abbiano conseguito il diploma di laurea presso il loro paese di provenienza, si ritrovano spesso, per necessità, a doversi <strong>accontentare di svolgere mansioni umili</strong> o, comunque, prive di qualsiasi attinenza con la loro preparazione professionale o culturale.</p>
<p>Malgrado la portata di tali difficoltà, non si possono ignorare tutti i casi in cui l’iniziale ritrosia, dettata dai <img class="alignright" src="https://lh3.googleusercontent.com/-qr9saGneu6c/Tcma5TactZI/AAAAAAAAEZo/CajbIdDeLRw/s38/redazione-argo7.jpg" alt="" width="32" height="38" />pregiudizi di cui sopra, cede generosamente il posto al sorgere di rapporti di lavoro che si tingono di <strong>lealtà, fiducia e rispetto reciproco</strong>. Sono proprio questi gli episodi che, oltre a mitigare la fatica dell’esistenza dei nostri assistiti, offrono a noi volontari il vigore necessario a perseverare nel nostro impegno.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.argocatania.org/2012/05/14/una-volontaria-al-centro-astalli/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Impara l&#8217;arte e Mette da parte</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2012/05/13/impara-larte-e-mette-da-parte/</link>
		<comments>http://www.argocatania.org/2012/05/13/impara-larte-e-mette-da-parte/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 13 May 2012 07:28:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Argo]]></category>
		<category><![CDATA[riuso]]></category>
		<category><![CDATA[riutilizzo rifiuti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.argocatania.org/?p=32986</guid>
		<description><![CDATA[Mette e&#8217; una Danese che vive in Italia da quarant&#8217;anni, attualmente in Sicilia. Ha imparato dalla nonna a cucire, a lavorare ai ferri e all&#8217;uncinetto e da allora crea oggetti non solo di uso comune, ma anche fantasiosi ed originali La sua energia e creatività si esprimono infatti in tutti i campi e con ogni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="https://lh6.googleusercontent.com/-bDFMaKWdt_I/T67I_DBPuUI/AAAAAAAAK8k/jxNQkGCRNyI/s570/clown.jpg" alt="" width="239" height="237" />Mette e&#8217; una Danese che <strong>vive in Italia da quarant&#8217;anni, </strong>attualmente in Sicilia. Ha imparato dalla nonna a cucire, a lavorare ai ferri e all&#8217;uncinetto e da allora crea oggetti non solo di uso comune, ma anche fantasiosi ed originali</p>
<p>La sua energia e creatività si esprimono infatti in tutti i campi e <strong>con ogni tipo di materiale</strong>, incluso il riuso di materiali domestici. Facciamo qualche piccolo esempio traendo spunto da quegli oggetti che maneggiamo ogni giorno in cucina e che quasi sempre buttiamo via senza<span id="more-32986"></span> pensarci due volte. Perchè -ad esempio- non lavare e riutilizzare i flessibili e resistenti coperchi in alluminio dello yogurt per coprire altri contenitori? Se poi avete un giardinetto o dei vasi sul balcone, perchè non  usare i brik del latte o del succo di frutta come spaventapasseri?</p>
<p>A lungo maestra nella scuola elementare, come specialista d&#8217;inglese, e nonna da un paio d&#8217;anni, Mette presta <img class="alignright" src="https://lh4.googleusercontent.com/-mqJyZUaL30E/T67JB7jGpaI/AAAAAAAAK9A/QYzZkEBgVaA/s576/gufo.jpg" alt="" width="183" height="242" />grande attenzione a tutte quelle attività in cui si possono <strong>coinvolgere i bambini</strong>, sviluppando la loro <strong>intelligenza manuale</strong> e la consapevolezza del mondo in cui vivono.</p>
<p>Ecco l&#8217;esempio di un primo lavoro di una <strong>bambina di circa 10 anni</strong>. Sta per imparare a cucire, dove terrà gli aghi e gli spilli che le serviranno? In un simpatico portaspilli realizzato con le sue stesse mani (e con l&#8217;aiuto della maestra Mette).</p>
<p>Occorrono:</p>
<ul>
<li>un pezzo di stoffa, in questo caso ricavato da una vecchia maglietta</li>
<li>un pezzo di gomma piuma (si trova nelle cassette del reparto frutta di un supermercato, ad es. nelle cassette d&#8217;uva)</li>
<li>alcuni spilli</li>
<li>un ago e del filo per cucire</li>
<li>un paio di forbici</li>
<li>due nastri (qualsiasi &#8220;stringa&#8221; va bene, qui sono stati adoperati nastri da bomboniere)</li>
</ul>
<p>Istruzioni:</p>
<ul>
<li>arrotolare la gommapiuma e fissarla con due spilli</li>
<li>rotolare la stoffa attorno, spostare gli spilli per fissare la stoffa</li>
<li>cucire come nella foto (basta farlo solo dove c&#8217;è il rotolo di gommapiuma)</li>
<li>chiudere a &#8220;caramella&#8221; con i nastri e voilà!</li>
</ul>
<p><object width="600" height="400" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="https://picasaweb.google.com/s/c/bin/slideshow.swf" /><param name="flashvars" value="host=picasaweb.google.com&amp;hl=it&amp;feat=flashalbum&amp;RGB=0x000000&amp;feed=https%3A%2F%2Fpicasaweb.google.com%2Fdata%2Ffeed%2Fapi%2Fuser%2F108735381137074930479%2Falbumid%2F5741746811047761313%3Falt%3Drss%26kind%3Dphoto%26authkey%3DGv1sRgCLKxw9T1z-3OHw%26hl%3Dit" /><param name="pluginspage" value="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" /><embed width="600" height="400" type="application/x-shockwave-flash" src="https://picasaweb.google.com/s/c/bin/slideshow.swf" flashvars="host=picasaweb.google.com&amp;hl=it&amp;feat=flashalbum&amp;RGB=0x000000&amp;feed=https%3A%2F%2Fpicasaweb.google.com%2Fdata%2Ffeed%2Fapi%2Fuser%2F108735381137074930479%2Falbumid%2F5741746811047761313%3Falt%3Drss%26kind%3Dphoto%26authkey%3DGv1sRgCLKxw9T1z-3OHw%26hl%3Dit" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" /></object></p>
<p>Potete scoprirne di più sui lavori di Mette andando sulla sua pagina web in tre lingue (italiano, inglese e danese):<a href="http://www.maestramette.it/" target="_blank"> http://www.maestramette.it</a> nonché vedere i suoi progetti di maglia su <a href="http://www.etsy.com/listing/55488184/ugo-the-owl-pdf?ref=v1_other_2" target="_blank">http://www.knittingmette.etsy.com</a>.</p>
<p>Mette ha anche vinto il primo premio del concorso A PATTERN A DAY CALENDAR 2008 – Knitting (Lavoro a maglia) <a href="http://www.knittingpatternaday.com/winners2008.htm " target="_blank">http://www.knittingpatternaday.com/winners2008.htm <img class="alignright" src="https://lh3.googleusercontent.com/-qr9saGneu6c/Tcma5TactZI/AAAAAAAAEZo/CajbIdDeLRw/s38/redazione-argo7.jpg" alt="" width="32" height="38" /></a></p>
<p>e il terzo premio del concorso A PATTERN A DAY CALENDAR 2009 – Crochet (Uncinetto) <a href="http://www.knittingpatternaday.com/winners.htm" target="_blank">http://www.knittingpatternaday.com/winners.htm</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.argocatania.org/2012/05/13/impara-larte-e-mette-da-parte/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Mediterranea, bollettino della guerra contro le donne</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2012/05/12/mediterranea-bollettino-della-guerra-contro-le-donne/</link>
		<comments>http://www.argocatania.org/2012/05/12/mediterranea-bollettino-della-guerra-contro-le-donne/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 12 May 2012 05:09:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[mar Mediterraneo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.argocatania.org/?p=32909</guid>
		<description><![CDATA[E&#8217; un bollettino di guerra. La guerra contro le donne di tutto il mondo. La denuncia è dell&#8217;Udi di Catania in Mediterranea dell&#8217;aprile 2012. Talora le nemiche delle donne sono donne esse stesse. In Siria donne e bambini sono costrette a scappare in Turchia per sfuggire alla repressione mentre le donne del regime, la moglie di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="https://lh6.googleusercontent.com/-7G_SRYVe69Q/T6roXR26msI/AAAAAAAAK6Q/G8c6WYyrqnY/s600/mediterranea.jpg" alt="" width="252" height="197" />E&#8217; un bollettino di guerra. La guerra contro le <strong>donne di tutto il mondo</strong>. La denuncia è dell&#8217;<strong>Udi di Catania</strong> in<a href="https://www.box.com/s/738571c47677bf22a62a" target="_blank"> <strong>Mediterranea </strong>dell&#8217;aprile 2012.</a></p>
<p>Talora le nemiche delle donne sono donne esse stesse. In <strong>Siria</strong> donne e bambini sono costrette a scappare in Turchia per sfuggire alla repressione mentre le donne del regime, la moglie di <strong>Assad, Asma</strong>, la madre, <strong>Anissa</strong>, la sorella e la cognata non hanno mostrato di essere sensibili alla<span id="more-32909"></span> sorte delle connazionali e hanno continuato a fare la loro vita di sprechi e sfarzo.</p>
<p><strong>Marocco</strong>. <strong>Amina</strong>, 16 anni, si è suicidata dopo aver subito uno stupro e l&#8217;imposizione del matrimonio riparatore. Le donne di <strong>Rabat</strong> hanno manifestato e le femministe hanno chiesto l&#8217;abolizione dell&#8217;articolo del Codice penale che consente agli stupratori di salvarsi sposando le loro vittime e le dimissioni della ministra per la famiglia che ha rilasciato dichiarazioni ambigue sui matrimoni riparatori.</p>
<p>Nel <strong>Bahreim</strong> altri contrasti. Mentre l’attivista dei diritti umani <strong>Zyneb Al Khawaja</strong> è stata arrestata dalle forze di sicurezza nella capitale <strong>Manama</strong>, suo padre fa lo sciopero della fame in carcere da 70 giorni, un manifestante è stato ucciso e la popolazione continua a manifestare, milioni di spettatori in tutto il mondo hanno potuto seguire il <strong>Gran Premio di Formula Uno</strong> che si è tenuto nel paese mediorientale.</p>
<p>Anche chi tocca il presidente della <strong>Palestina </strong>muore o almeno viene arrestato. Nonostante lo statuto palestinese garantisca la libertà d&#8217;espressione, infatti, la giornalista <strong>Asmat Abd El Khaleq</strong> è stata ammanettata a Ramallah per aver attaccato su facebook Abu Mazen.</p>
<p>Ma ci sono anche buone notizie. Come la nomina in <strong>Israele</strong> dell&#8217;ambasciatrice ad Addis Abeba<strong>, Belaynesh Zevadia</strong>, una valente diplomatica etiope che ha partecipato all’operazione Moise, promossa dalle autorità israeliane per favorire l’emigrazione di oltre 8000 falasha, ebrei di origine etiope, rifugiati nei campi profughi in Sudan. Sullo sfondo del bellissimo film &#8220;<strong>Vai e vivrai</strong>&#8221; il dramma di quella migrazione.</p>
<p>In <strong>Libano,</strong> un cartone contro le molestie sessuali. Si chiama &#8220;<strong>Le avventure di Sawa</strong>&#8221; ed è una campagna ed un movimento lanciati da cinque ragazze. Il cartoon narra le avventure di una di una giovane di nome Sawa, appunto, che stoppa le violenze a colpi di borsa sulla testa dei molestatori.</p>
<p>In <strong>Tunisia</strong> tre donne sono punto di riferimento per tutti i cittadini. <strong>Sihem Badi</strong>, Ministra della Donna e della Famiglia, impegnata nella lotta contro le mutilazioni genitali. <strong>Sihem Bensedrine</strong>, giornalista, blogger, militante dei diritti umani, vittima di censura e repressione sotto il regime di Ben Ali. <strong>Khalthoum Kennou,</strong> coraggiosa giudice schierata da sempre per la difesa dell’indipendenza della magistratura.</p>
<p>Non così in <strong>Egitto</strong> dove nessuna delle donne che sono state in prima fila alla rivolta di <strong>piazza Tharir </strong>ha potuto partecipare alle competizioni elettorali in condizioni di parti opportunità.</p>
<p>Anche in <strong>Algeria </strong>dove le legge prevede l&#8217;obbligo del 30 per cento di presenza femminile tra i candidati la percentuale di partecipazione al voto delle donne è molto bassa.</p>
<p>In Italia,  in <strong>Puglia</strong> è stata presentata la proposta di una legge di iniziativa popolare per il riequilibrio di genere nelle elezioni per il Consiglio regionale pugliese con liste composte da 50 donne e da 50 uomini.</p>
<p>Delle donne si è accorto , con molto ritardo, per la verità, anche lo Stato di <strong>Città del Vaticano</strong>. Da maggio, un inserto mensile di quattro pagine “<strong>Donne Chiesa Mondo</strong>” sarà pubblicato all&#8217;interno del quotidiano della Santa Sede, l&#8217;<strong>Osservatore romano</strong> che, del resto, ha assunto la prima giornalista solo nel 2008. Meglio tardi che mai.</p>
<p>Donne di vari paesi sono state escluse dalle <strong>Olimpiadi di Londra</strong> e in <strong>Spagna</strong> infuria la polemica sul linguaggio sessista. In appendice altre notizie e un <strong>documentario</strong> che racconta la vita di sei donne che fanno lavori &#8220;da uomini&#8221;. Con <strong>Franca Rame</strong>. Potete vedere il trailer.<br />
<object width="600" height="335" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/hLGOI7E9wbk?version=3&amp;hl=en_US" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="600" height="335" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/hLGOI7E9wbk?version=3&amp;hl=en_US" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.argocatania.org/2012/05/12/mediterranea-bollettino-della-guerra-contro-le-donne/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Invalsi? No grazie</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2012/05/11/invalsi-no-grazie/</link>
		<comments>http://www.argocatania.org/2012/05/11/invalsi-no-grazie/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 11 May 2012 05:25:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argo]]></category>
		<category><![CDATA[Istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[prove Invalsi]]></category>
		<category><![CDATA[scuola pubblica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.argocatania.org/?p=32968</guid>
		<description><![CDATA[Sciopero dei docenti, non collaborazione degli studenti, forti perplessità dei genitori. I quiz Invalsi, che dal 9 al 16 maggio si sarebbero dovuti svolgere nelle scuole italiane di ogni ordine e grado, non sembrano avere vita facile. I Cobas (Comitati di Base della scuola), che hanno indetto lo  sciopero nei giorni di somministrazione dei test, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sciopero</strong> dei docenti, <strong>non collaborazione</strong> degli studenti, <strong>forti perplessità</strong> dei <img class="alignright" src="https://lh5.googleusercontent.com/-nXxIvCN7Yts/T6w_BvSmqDI/AAAAAAAAK7A/uWWnCdTO1_E/s250/Invalsi_quiz.jpg" alt="" width="250" height="190" />genitori. I quiz Invalsi, che dal 9 al 16 maggio si sarebbero dovuti svolgere nelle scuole italiane di ogni ordine e grado, non sembrano avere vita facile.</p>
<p>I <strong>Cobas</strong> (Comitati di Base della scuola), che hanno indetto lo  sciopero nei giorni di somministrazione dei test, anche a Catania , hanno chiamato a raccolta, insieme con il<strong> Movimento Studentesco</strong>, tutti coloro che<span id="more-32968"></span> hanno a cuore la difesa della scuola pubblica statale. Un’istituzione<strong>,</strong> a dispetto dei luoghi comuni e nonostante classi pollaio e riduzione delle risorse (umane e materiali ), che ancora oggi garantisce una migliore qualità del lavoro rispetto all’istruzione privata.</p>
<p>Per mantenere, e migliorare, tali caratteristiche è decisivo, secondo i promotori della protesta, opporsi a qualunque passo indietro<strong>.</strong> E i quiz Invalsi rappresentano un più che insidioso e pericoloso<strong> tentativo di standardizzare le conoscenze, penalizzare lo spirito critico, uniformare le risposte</strong>. Permettono di valutare i risultati, ma non consentono di verificare le procedure, sono funzionali ad una scuola che insegna come rispondere ma non come si elaborano le domande. Sono strutturati allo stesso modo a prescindere dal luogo in cui vengono somministrati, sia dal punto di vista geografico, che rispetto agli indirizzi scolastici coinvolti.E, soprattutto, nonostante queste palesi incongruenze, sono utilizzati come <strong>“strumento obiettivo” per misurare la qualità del lavoro.</strong></p>
<p>Per ottenere una maggiore credibilità, infine, si chiede agli allievi di compilare una sorta di <strong>scheda di autovalutazione</strong> perché, attraverso l’utilizzo di parametri relativi alla condizione sociale e familiare, si possano inserire correttivi che tengano conto, nella valutazione, delle situazioni reali. Poiché, precedentemente, tali meccanismi non sono stati attivati, <strong>è lecito dubitare della validità dei risultati degli anni passati.</strong> Ma è anche lecito contestare una tale “schedatura di massa”, visto che i questionari, disponendo ognuno di un codice specifico, non sono, di fatto, anonimi.</p>
<p>Resta, infine, incomprensibile l’obiettivo finale: premiare, attraverso l’erogazione di maggiori risorse, chi lavora meglio. Una sorta di ribaltamento di qualsiasi  logica. Infatti, se non si vuole dividere ulteriormente il Paese, tutte le persone ragionevoli dovrebbero convenire  sul fatto che <strong>maggiori risorse</strong> dovrebbero, al contrario, essere utilizzate per intervenire <strong>laddove vi sono  situazioni problematiche</strong>.</p>
<p><strong>I primi giorni di somministrazione,</strong> per effetto degli scioperi e della scelta di molti genitori di non far sottoporre i loro figli ad un inutile stress (le modalità di svolgimento sono simili ad una gara di bongiorniana memoria), hanno evidenziato, nonostante le forti e discutibili  pressioni dei dirigenti scolastici (che hanno tentato di far svolgere i test anche nelle scuole dove i Collegi dei Docenti –attraverso regolari votazioni- ne hanno bocciato lo svolgimento) <strong>una diffusa contrarietà</strong>.</p>
<p>Forti dei buoni risultati ottenuti, <strong>docenti, genitori e alunni</strong> hanno, infine, deciso di mantenere questa forma di coordinamento per intervenire insieme anche su altre questioni. Due i principali obiettivi individuati:</p>
<ul>
<li>eliminare il pagamento delle<strong> “tasse illegittime”</strong>, specificando che si tratta di contributi volontari</li>
<li>garantire condizioni reali di sicurezza nelle scuole. <img class="alignright" src="https://lh3.googleusercontent.com/-qr9saGneu6c/Tcma5TactZI/AAAAAAAAEZo/CajbIdDeLRw/s38/redazione-argo7.jpg" alt="" width="32" height="38" /></li>
</ul>
<p>Per questo motivo, dopo il 16 maggio si procederà alla costituzione di un <strong>Comitato Cittadino</strong> perché, a partire dal prossimo anno scolastico, ci si adoperi perchè il diritto allo studio, a Catania, sia effettivamente tale.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.argocatania.org/2012/05/11/invalsi-no-grazie/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

