L’impianto è sostanzialmente quello della legge precedente (cosiddetto Porcellum): si tratta di un sistema elettorale formalmente proporzionale, ma corretto con un consistente premio di maggioranza, con in più l’aggiunta di un doppio turno di coalizione, sia pure eventuale. E’ quindi in buona sostanza un sistema fortemente maggioritario.

E previsto come nella legge precedente, un premio di maggioranza, anche se a differenza di quello viene stabilita una soglia di accesso necessaria (il 37% dei voti), per far scattare il premio, che viene quantificato in un ammontare complessivo di 340 seggi (il 55% dei seggi, e dunque il premio corrisponderebbe a circa il 18% di seggi in più) da attribuire al partito o alla coalizione che prende più voti.

Ancora una volta i seggi attribuiti a ciascuna lista di partito verranno ripartiti secondo l’ordine di lista ufficiale delle candidature per ogni circoscrizione (determinato, in linea di massima, dalle segreterie dei partiti). Viene escluso il voto di preferenza e sono assenti (in quanto non approvati i relativi emendamenti) le c.d. quote rosa, a tutela della parità di genere.

Nel caso nessun partito o coalizione raggiunga il 37% dei voti, si andrà ad un secondo turno di elezione per il ballottaggio di coalizione, fra i partiti o le coalizioni ed al partito o coalizione che risulterà vincitore al ballottaggio andrà un totale di 325 o 327 seggi (9 o11 seggi in più rispetto alla maggioranza assoluta, che è di 316 seggi).

Per accedere al riparto dei seggi rimanenti (278, nel caso del raggiungimento della soglia per il premio di maggioranza o 291, nel caso di ballottaggio – vanno calcolati a parte i 12 seggi delle circoscrizioni internazionali per gli italiani all’estero) sono previste soglie di sbarramento nella percentuale dell’8% dei voti le per liste non coalizzate, del 4,5% per le liste coalizzate, purché la coalizione consegua il 12% dei voti.

La modifica della legge elettorale riguarda soltanto l’elezione della Camera dei deputati. Pertanto, fino alla definitiva modifica con legge costituzionale della composizione e delle funzioni del nuovo Senato, che non sarà più un doppione della Camera dei deputati, si avrà pure la compresenza di due sistemi elettorali diversi (uno per la Camera ed un altro per il Senato).

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