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	<title>ARGO - Cento occhi su Catania &#187; Amministrazione comunale</title>
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	<description>Cento occhi su Catania</description>
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		<title>Giù le mani dall&#8217;acqua pubblica</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Apr 2011 05:20:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Acqua dal rubinetto per lavarsi, acqua in bottiglia per bere. E quindi da comprare. E&#8217; forse questo che si intende per privatizzazione dell&#8217;acqua? O ci sono altre implicazioni? Per chiarire i termini della questione e quindi capire meglio i due quesiti referendari che riguardano l&#8217;acqua, abbiamo trovato efficace l&#8217;intervento di Anna Bonforte all&#8217;assemblea organizzata il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="https://lh5.googleusercontent.com/_10MNtAmsnTs/Tbc1vet8zyI/AAAAAAAAERQ/Q_Kc0rvWzIE/P1060569.JPG" alt="" width="200" height="150" />Acqua dal rubinetto per lavarsi, acqua in bottiglia per bere. E quindi da comprare. E&#8217; forse questo che si intende per <strong>privatizzazione dell&#8217;acqua</strong>? O ci sono altre implicazioni? Per chiarire i termini della questione e quindi capire meglio i due <strong>quesiti referendari</strong> che riguardano l&#8217;acqua, abbiamo trovato efficace l&#8217;intervento di <strong>Anna Bonforte</strong> all&#8217;assemblea organizzata il giorno 19 dalla <strong>CGIL di Librino</strong>. Primo di una serie di <span id="more-20390"></span>eventi previsti per riflettere sui temi dei referendum, l&#8217;assemblea ha ospitato anche una relazione sul nucleare e una sul legittimo impedimento, su cui torneremo in altra sede.</p>
<p>Al problema dell&#8217;acqua sono dedicati <a href="http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/index.php?option=com_content&amp;view=category&amp;layout=blog&amp;id=34&amp;Itemid=53" target="_blank">due dei quattro quesiti referendari</a>, tutti caratterizzati da formulazioni molto tecniche, non immediatamente chiare ai non addetti ai lavori. Viene chiesta infatti l&#8217;<strong>abrogazione di alcuni commi</strong> di articoli di legge che molti di noi non conoscono o di cui non è facile cogliere le implicazioni. Tanto è vero che è stato necessario lo studio attento di alcuni <strong>giuristi per individuare i passaggi</strong> che contengono delle &#8220;trappole&#8221; pericolose per il nostro libero accesso all&#8217;acqua e per le nostre tasche.</p>
<p>Nella sua sintetica relazione la Bonforte, rappresentatnte del <a href="http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/" target="_blank"><strong>Forum catanese per l&#8217;acqua pubblica</strong></a>, è risucita innanzi tutto a sgombrare il campo da alcuni equivoci.</p>
<p>Primo equivoco smontato: <strong>non è vero che sia la Comunità Economica Europea ad imporci la privatizzazione</strong> dell&#8217;acqua. E&#8217; vero che la CEE ha stabilito che i “servizi di interesse pubblico che hanno rilevanza economica” debbano essere gestiti tutelando la concorrenza. Ma a chi tocca stabilire se l&#8217;acqua è un servizio che ha <strong>rilevanza economica</strong>? Solo a noi. Nessuno ce lo può imporre. Basta riconoscere l&#8217;acqua come un bene su cui non si possono fare profitti.</p>
<p>Secondo equivoco: non viene privatizzata l&#8217;acqua ma la sua gestione. In effetti la <strong>proprietà</strong> dell&#8217;acqua è del <strong>demanio</strong> e tale resterà, essendo l&#8217;acqua un monopolio naturale. Quella che si vuole <strong>privatizzare</strong> è la sua <strong>gestione</strong>, vale a dire la captazione, la distribuzione e la cura delle acque reflue. Lì sta il businesss.</p>
<p>Terzo equivoco: con la scusa di renderla più efficiente e di <strong>ottenere il contributo di capitale privato</strong>, la gestione dell&#8217;acqua viene <strong>tolta ai comuni e quindi ai cittadini</strong>.  Questo non vuol dire che i Comuni abbiano gestito bene i servizi a loro affidati. Anzi spesso li hanno gestiti male e talora anche per ottenere vantaggi personali. Ma non possiamo buttar via il bambino con l&#8217;acqua sporca. Se ci sono stati degli errori vanno corretti, senza per questo condannare a morte il sistema.</p>
<p>Se la gestione dell&#8217;acqua rimanesse ai comuni, si potrebbe infatti ricreare un circuito virtuoso tra amministratori e amministrati.  Nell&#8217;ambito del Comune i cittadini possono <strong>chiedere conto del loro operato</strong> ai rappresentanti che hanno eletto e che sono responsabili nei confronti dei loro elettori. Possono <strong>esercitare quindi una forma di controllo</strong>. E il controllo è la prima forma di cittadinanza, quella di cui dovremmo riappropriarci. Altrimenti il comune sarà ridotto solo a fare da ufficio anagrafe.</p>
<p>Abbiamo già fatto con i <strong>rifiuti</strong> l&#8217;esperienza di cosa comporti l&#8217;allontanamento di chi gestisce il servizio da chi lo utilizza, pagandolo con le proprie bollette. I risultati sono stati: aumento del costo della bolletta, ingiunzioni, contestazioni e la costante sensazione di avere a che fare con un interlocutore sfuggente che agisce in modo arbitrario, senza ce per questo il servizio sia migliorato. Anzi.</p>
<p>Anche sulla gestione dell&#8217;acqua abbiamo degi esempi &#8220;illuminati&#8221;. Innanzi tutto <strong>Arezzo</strong>. E&#8217; stato il primo comune in cui si sia creata una società mista, pubblico-privata, dove il pubblico, pur avendo la maggioranza, non può decidere se non con il consenso dei privati. Dopo 10 anni i cittadini si sono trovati con <strong>la bolletta più cara d&#8217;Italia e senza gli investimenti promessi</strong>.</p>
<p>L&#8217;ingresso dei privati nella gestione dell&#8217;acqua viene giustificato infatti con la motivazione che ormai la rete che porta l&#8217;acqua a domicilio è diventata un colabrodo. Servirebbero interventi costosi per rimetterla in sesto e soldi non ce se sono. Creando delle <strong>società a capitale misto pubblico-privato</strong>, si intendono attirare capitali privati <strong>per poter realizzare i necessari investimenti</strong> di manutenzione della rete.</p>
<p>Spinti da quale nobile motivo i privati dovrebbero aspirare ad entrare nella gestione dell&#8217;acqua e impegnarsi a fare le opportune migliorie? <strong>Se i privati entrano nell&#8217;affare lo fanno solo per ricavare un profitto</strong>, per guadagnarci. C&#8217;è poco da scandalizzarsi. Ci scandalizza molto di più che siano i servizi pubblici ad essere gestiti con intento di profitto privato e personale.</p>
<p>Certamente sarebbe possibile creare delle <strong>convenzioni molto esigenti</strong> che riducano il ruolo dei privati e la loro possibilità decisionale, ma una convenzione vantaggiosa per il pubblico e non vantaggiosa per il privato potrebbe essere <strong>poco appettibile </strong>per quest&#8217;ultimo e indurlo a lasciare un affare che non è più tale.</p>
<p>Ma c&#8217;è un altro motivo per il quale si vuole attribuire la gestione dell&#8217;acqua ad una società di capitale. Ed è il fatto che sulle società di capitale, anche quelle a capitale pubblico, <strong>non può intervenire la Corte dei Conti</strong>. Insomma un altro modo per sottrarsi al controllo e avere le “mani libere”. Non certo per fare beneficienza. E nemmeno per fare gli interessi della collettività.</p>
<p>Le modalità di gestione dell&#8217;acqua toccano un aspetto fondamentale del nostro vivere civile. Da un po&#8217; di tempo a questa parte abbiamo smesso di pensare che i <strong>beni pubblici siano qualcosa da salvaguardare e da rispettare nell&#8217;interesse di tutti</strong>. Li abbiamo trasformati in una occasione di arricchimento privato e abbiamo smesso di controllare coloro che, per la carica che ricoprono, hanno accesso alla loro gestione e se ne sentono “padroni”.<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-846" title="redazione-argo" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg" alt="" width="32" height="38" /></a></p>
<p>Invece di coinvolgere i privati in un affare che siamo noi cittadini a dover pagare con le nostre bollette, <strong>riprendiamo il controllo </strong>dei beni pubblici e costringiamo i nostri amministratori a farlo nel modo più rispettoso degli interessi collettivi.</p>
<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2011/04/Quesiti_referendari_acqua-pubblica.pdf">Leggi i quesiti referendari sull&#8217;acqua pubblica in pdf</a></p>
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		<title>Rifondazione su Berlusconi a Catania</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Oct 2010 21:14:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[COMUNICATO STAMPA Martedì 19 ottobre il presidente del consiglio on. Berlusconi e molti ministri del governo parteciperanno all’assemblea nazionale dell’Unione delle Province Italiane che si terrà a Catania presso il centro fieristico Le Ciminiere. Il governo Berlusconi arriverà in una città travolta dagli scandali e dalle inchieste giudiziarie, in perenne crisi economica causata da decenni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>COMUNICATO STAMPA</p>
<p><strong>Martedì 19 ottobre</strong> il presidente del consiglio on. Berlusconi e molti ministri del governo parteciperanno all’assemblea nazionale dell’Unione delle Province Italiane che si terrà a Catania presso il centro fieristico Le Ciminiere.</p>
<p>Il governo Berlusconi arriverà in una <strong>città</strong> travolta dagli <strong>scandali</strong> e dalle <strong>inchieste giudiziarie</strong>, in perenne <strong>crisi economica</strong> causata da decenni di <strong>saccheggio delle risorse pubbliche</strong>, e mortificata dal <strong>malgoverno</strong> di una classe dirigente incapace e senza scrupoli.</p>
<p>Catania è la città del <strong>deficit di bilancio</strong>, delle <strong>strade impraticabili</strong>, dei <strong>quartieri popolari abbandonati</strong>, del degrado e del <strong>malaffare</strong>, della <strong>disoccupazione</strong>, della precarietà, dei <strong>licenziamenti</strong> di massa e dello sfruttamento.</p>
<p>Il governo Berlusconi incontrerà gli <strong>amministratori locali</strong> e i dirigenti di un centrodestra, cioè coloro che sono i primi <strong>responsabili della devastazione</strong> sociale e culturale del nostro territorio, e che sono stati eletti grazie ad una capillare rete clientelare per il controllo del consenso elettorale.</p>
<p>In questa occasione <strong>partiti della sinistra ed associazioni di volontariato</strong> ( Arci &#8211; Open Min &#8211; Rifondazione Comunista &#8211; Sinistra ecologia e Libertà &#8211; Movimento studentesco catanese &#8211; Cpo Experia &#8211; Iqbal Masih &#8211; Comunisti Italiani &#8211; Giovani comunisti &#8211; Gas Tapallara &#8211; Gapa &#8211; Cobas &#8211; Arci casa Pertini Trecastagni) organizzano una <strong>manifestazione con un corteo</strong> che attraverserà le vie cittadine.</p>
<p>Il <strong>corteo partirà alle ore 9 da piazza Roma</strong>, per concludersi al piazzale Asia-<strong>Le Ciminiere</strong>, ove si terrà un presidio permanente per l’intera giornata.</p>
<p>Partito della Rifondazione Comunista, Federazione di Catania, Il responsabile politiche comunali, Marcello Failla</p>
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		<title>Un astrofisico al Comune di Catania</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 02:58:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ha tutte le caratteristiche di un &#8220;buco nero&#8220;:  divora tutto ciò che entra nel suo raggio di azione e nulla ne riemerge. Attorno al &#8220;buco nero&#8221;  c&#8217;è una sfera buia definita &#8220;orizzonte degli eventi&#8221;, perchè  niente di quanto avviene al suo interno può venirne fuori. Anche la luce vi resta intrappolata, e quindi non è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/12/070516112749-black-hole.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-8956" title="070516112749 black-hole" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/12/070516112749-black-hole-300x202.jpg" alt="070516112749 black-hole" width="300" height="202" /></a>Ha tutte le caratteristiche di un &#8220;<strong><em>buco nero</em></strong>&#8220;:  divora tutto ciò che entra nel suo raggio di azione e nulla ne riemerge. Attorno al &#8220;buco nero&#8221;  c&#8217;è una sfera buia definita &#8220;<strong><em>orizzonte degli event</em></strong>i&#8221;, perchè  niente di quanto avviene al suo interno può venirne fuori. Anche la luce vi resta intrappolata, e quindi non è possibile illuminarlo per verificare dall&#8217;esterno cosa  avviene al suo interno o cosa vi è avvenuto. Ma  gli effetti della sua presenza si fanno sentire anche a distanze grandissime.</p>
<p>Stiamo parlando ovviamente  del <strong>bilancio del Comune di Catania</strong> , su cui</p>
<p><span id="more-8947"></span> <strong>Cittàinsieme</strong> ha promosso ancora un dibattito il 14 dicembre. Sono intervenuti <span style="line-height: 115%; font-size: 10pt;">l&#8217;assessore al Bilancio, dr </span><span style="line-height: 115%; font-size: 10pt;">G. Riva</span><span style="line-height: 115%; font-size: 10pt;">, e  Saro D&#8217;Agata, consigliere comunale del PD</span>.</p>
<p>E  vi sono ancora altre analogie: nei pressi del buco nero anche il tempo viene distorto, ed infatti un bilancio <strong><em>preventivo</em></strong> annuale, che dovrebbe essere presentato al principio dell&#8217;anno o, meglio ancora, prima che l&#8217;anno inizi, compare solo dopo la fine dell&#8217;anno, o dopo molti anni, o non compare affatto.</p>
<p>In effetti dal  &#8220;buco nero&#8221; qualcosa sfugge, proprio dal margine dell&#8217;orizzonte degli eventi, per effetto delle immense forze che ruotano attorno al buco, emerge un intensissimo raggio di energia mortale, che si propaga a grandissime distanze e trasforma e devasta ciò che incontra.</p>
<p>Un astrofisico forse potrebbe avere gli strumenti per valutare e farci conoscere le dimensioni del buco nero, perchè vi è da considerare un&#8217;ultima interessante caratteristica di questi fenomeni: quelli piccoli  spesso &#8220;evaporano&#8221;, quelli di grandi dimensioni invece restano per sempre, continuando a divorare sempre nuova materia.</p>
<p>Anche  se è un problema non semplice, un astrofisico può stimare la massa di un buco nero,  ed essa è abbastanza stabile. Compito ben più difficile sembra quello di <strong>valutare la dimensione del buco di bilancio</strong> perchè le cifre variano, e non di poco, anche nell&#8217;arco di una settimana. Ad esempio, come ha evidenziato il consigliere D&#8217;Agata  i debiti fuori bilancio, oggi valutati 35 milioni di euro, qualche settimana fa erano 50.  Incerte anche le previsioni di incasso (ICI &#8230;). Incommensurabili  le differenze fra i tributi oggetto di accertamento e quelli riscossi. Vi è poi la materia oscura del<strong> patrimonio immobiliare</strong> del Comune di cui si è fatto l&#8217;inventario  con un anno di lavoro,  ma che non è stato ancora reso pubblico: come sono stati valutati questi beni ? Sono stati considerati anche quelli su cui pendono le procedure esecutive avviate dai creditori ? Dei 140 milioni sottratti ai FAS e destinati , oltre un anno fa, a Catania ne arrivano solo 50. Gli altri 9o sono finiti in qualche altro buco nero ? si sono persi nello spazio ?</p>
<p><em>post scriptum</em></p>
<p>Date le premesse, non abbiamo capito su quali basi l&#8217;assessore ritenga che il buco sia abbastanza piccolo da &#8220;evaporare&#8221;.<br />
<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/12/Buco-di-bilancio-091216-PL1.pdf">vai all&#8217;articolo di Pinella Leocata su La sicilia 16.12.09</a></p>
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		<title>Antico Corso, nuovi problemi</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 06:15:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tratto da Giornale di Sicilia, edizione di Catania, martedì 24 novembre, pag 23 e 24, Antico Corso (Catania): affitti a peso d’oro grazie agli studenti universitari ma per i residenti vivere qui non è facile, di Rosa Maria Di Natale. Ripreso da Step 1 (La lenta agonia del&#8217;Antico Corso e Senza case e senza servizi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Tratto</strong> da <strong>Giornale di Sicilia, </strong>edizione di Catania, martedì 24 novembre, pag 23 e 24,<em> Antico Corso (Catania): affitti a peso d’oro grazie agli studenti universitari ma per i residenti vivere qui non è facile, </em>di Rosa Maria Di Natale<em>.</em> Ripreso da <strong>Step 1</strong> <a href="http://www.step1.it/index.php?sez=articolo&amp;id=5882-la-lenta-agonia-dell-antico-corso" target="_blank">(<em>La lenta agonia del&#8217;Antico Corso</em></a> e<em> <a href="http://www.step1.it/index.php?sez=articolo&amp;id=5883-senza-case-e-senza-servizi-sociali" target="_blank">Senza case e senza servizi sociali</a></em>) il 25 novembre 2009<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/12/Antico_corso_200.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-8919" title="Antico_corso_200" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/12/Antico_corso_200.jpg" alt="Antico_corso_200" width="200" height="267" /></a></p>
<p>Il violento sgombero del C.P.O. Experia ha, fra l’altro, riacceso i riflettori sulla <strong>situazione complessiva dell’Antico Corso</strong>. Un quartiere, come scrive R. M. Di Natale, “Cuore pulsante di una memoria tutta popolare, ricco di preziosi resti del passato, povero di servizi e spazi per i cittadini. L’Antico Corso è l’esempio di come un quartiere <strong>antico e orgoglioso della sua identità</strong>, faccia ancora fatica ad imporre i suoi diritti alle istituzioni locali”. Una parte della Città nella quale insistono importanti insediamenti universitari, tre ospedali (S. Bambino, V. Emanuele, Garibaldi), un ex ospedale (S.Marta), un&#8217;autorimessa della Provincia, il deposito Amt , due licei, molti uffici…<br />
Dalla quale però, a causa del caro prezzi  e delle trasformazioni in atto, <span id="more-8909"></span>continuano ad <strong>andare via i vecchi abitanti</strong>: lavoratori dipendenti, piccoli artigiani, precari. Dagli anni Novanta ad oggi si sono, infatti,  allontanate circa seimila persone. Non solo perché è decisamente <strong>più remunerativo affittare case agli studenti fuorisede</strong>, ma anche perché è oltremodo complicato vivere in una zona “aggredita” quotidianamente dall’arrivo, per motivi di studio e/o di lavoro, di migliaia di persone. Il tutto, peraltro, nella totale <strong>assenza di un piano</strong> della viabilità, di mezzi pubblici efficienti, di spazi adeguati per il parcheggio. Piazza Dante, letteralmente invasa dalle auto, soprattutto di mattina, è la drammatica rappresentazione di questo disastro annunciato.</p>
<p>Abbondano le auto, mancano del tutto i servizi sociali e, dopo lo sgombero dell’Experia, i luoghi di aggregazione.<br />
Sono, invece, ben visibili le ferite inferte al tessuto urbano ‘grazie’ al <strong>progetto di “Recupero e riqualificazione</strong> del complesso della Purità”. Si trattava in origine, coerentemente con l’obiettivo di ampliare gli insediamenti universitari, del restauro della Chiesa della Purità (da adibire ad auditorium per la facoltà di Giurisprudenza) e della realizzazione di due aule, ciascuna di 600 posti. I lavori vennero bloccati in seguito alle <strong>denunce</strong> e alle <strong>mobilitazioni</strong> del Comitato Popolare Antico Corso. Esso contestò la non compatibilità del progetto rispetto alla destinazione urbanistica dell’area prevista dal Piano Regolatore Generale e denunciò la possibilità che le opere di scavo, fondazione e realizzazione avrebbero distrutto significativi reperti di carattere storico e archeologico.<br />
Nota R. M. Di Natale, riferendosi alla situazione attuale, “Il cantiere della Purità, a cavallo tra la via Plebiscito e la via Bambino, è ancora un ricettacolo di immondizia e di pericolosi dirupi. Le ruspe sono ferme da dieci anni, e da almeno cinque non sono ufficialmente noti né i tempi, <strong>né le modalità di prosecuzione dei lavori bloccati dalla magistratura.</strong> Ai bimbi che oggi giocano nell’attiguo cortile della scuola “Manzoni” bastano due o tre salti per calpestare le erbacce e i rifiuti del cantiere, dal 2004 delimitato da una barriera che poco serve alla sicurezza effettiva dell’area”.<br />
Invece della “politica degli sgomberi”, è necessario, prima che sia troppo tardi, discutere e realizzare il Piano di Recupero per l’Antico Corso.</p>
<p>Leggi in archivio <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/12/Antico_Corso_DiNatale.pdf" target="_blank">l&#8217;articolo di Rosa Maria Di Natale </a></p>
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		<title>Presti adesso è catanese</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 03:48:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dal 5 dicembre 2009 è catanese a tutti gli effetti. E&#8217; il mecenate Antonio Presti, al quale l’amministrazione comunale di Catania,  guidata dal sindaco Stancanelli, ha conferito la cittadinanza onoraria. La motivazione: “Con le sue iniziative legate al mondo dell’arte, Presti ha contribuito alla diffusione positiva dell’immagine della Sicilia anche fuori dal territorio nazionale. E’ [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 5 dicembre 2009 è <strong>catanese a tutti gli effetti.</strong> E&#8217; il mecenate Antonio Presti, al quale l’amministrazione comunale di <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/12/Presti_cittadino_580.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-8705" title="Presti_cittadino_580" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/12/Presti_cittadino_580-300x200.jpg" alt="Presti_cittadino_580" width="300" height="200" /></a>Catania,  guidata dal sindaco Stancanelli, ha conferito la <strong>cittadinanza onoraria.</strong> La motivazione: “Con le sue iniziative legate al mondo dell’arte, Presti ha contribuito alla diffusione positiva dell’<strong>immagine della Sicilia anche fuori dal territorio nazionale.</strong> E’ un artista puro, infaticabile che ha scelto il quartiere di <strong>Librino</strong> dal 2000 come spazio creativo per farne <span id="more-8689"></span>un Museo a cielo aperto”. E alla cerimonia, che si è tenuta a Palazzo degli Elefanti, hanno presenziato anche alcuni abitanti e bambini di Librino, quartiere al quale Presti ha dedicato il riconoscimento.</p>
<p>“Quando sono arrivato a Catania -ha detto Presti- avevo alle spalle un recente <strong>passato fatto di lotta</strong>, rifiuto e abbandono. Avevo lottato per venticinque anni in provincia di Messina e avevo già capito che qualcosa si era spezzato, c’era stato un corto circuito che mi aveva portato a lasciare Tusa e <strong>scegliere un altro luogo</strong> dove vivere, lavorare, portare avanti il mio impegno etico. Librino viveva quello stesso senso di rifiuto da parte della città che io avevo vissuto nei miei anni di battaglie. Mi sono sentito subito solidale e legato indissolubilmente a quel luogo che implorava inconsciamente aiuto. Ho sentito un <strong>legame di fratellanza</strong>. E lì ho deciso di continuare il mio lavoro. Oggi questa cittadinanza onoraria la <strong>dedico</strong> alle migliaia di persone che con me hanno vissuto questo percorso parallelo <strong>dal rifiuto alla rinascita</strong>”.</p>
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		<title>A colpi di pietre</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Sep 2009 03:44:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A poche settimane dall&#8217;allarme sicurezza a Librino lanciato dalla Periferica, un&#8217;altra aggressione ai mezzi pubblici. Gli autisti dell’Amt potrebbero sospendere il servizio urbano per Librino. Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti denunciano l’ultimo “assalto” a un mezzo dell’Amt nel quartiere catanese (il terzo in un mese) e la volontà degli autisti di non voler più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/09/vetro_rotto.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-6534" title="vetro_rotto" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/09/vetro_rotto.jpg" alt="vetro_rotto" width="300" height="200" /></a>A poche settimane dall&#8217;allarme sicurezza a Librino lanciato dalla <a href="http://www.laperiferica.it" target="_blank">Periferica</a>, un&#8217;altra <strong>aggressione ai mezzi pubblici</strong>. Gli autisti dell’Amt potrebbero <strong>sospendere il servizio urbano per Librino.</strong></p>
<p>Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti denunciano l’ultimo “assalto” a un mezzo dell’Amt nel quartiere catanese (il terzo in un mese) e la volontà degli autisti di non voler più svolgere servizio nelle vetture che vi sono dirette.</p>
<p>Come non rendersi conto che tutto questo è <span id="more-6327"></span>frutto e <strong>conseguenza logica della scellerata politica</strong> che ha voluto concentrare in alcune zone della città strati marginali della popolazione, a lungo lasciati senza servizi essenziali. Ogni anno l&#8217;ex presidente del tribunale per i minorenni Giambattista <strong>Scidà</strong>, a commento delle statistiche sugli arresti a Catania, chiedeva con forza allo Stato una <strong>presenza più consistente delle forze dell&#8217;ordine</strong> e agli amministratori locali una seria politica di <strong>interventi strutturali e non episodici</strong>. A oltre trent&#8217;anni, nulla sembra essere cambiato. Nulla è cambiato per i <strong>vecchi &#8220;quartieri di degrado</strong> dove la popolazione cambia sempre in peggio, anche a causa <!--more-->di un processo di caduta del livello dei fitti (quindi più facile reperimento di abitazioni) che comporta un concentramento a <strong>livelli complessivi sempre più bassi di reddito, di istruzione, di modelli di vita, di deprivazione</strong>&#8230;, (spesso accompagnato dal) perpetuarsi di <strong>subculture con connotazioni delinquenziali</strong> sempre più forti&#8221; (Scidà, intervista in una ricerca del Censis di oltre vent&#8217;anni fa sulla dispersione scolastica).</p>
<p>Così come nulla è cambiato per i &#8220;<strong>quartieri popolari nuovi della periferia urbana</strong>, espressione di una politica costante dell&#8217;Amministrazione comunale, caratterizzati da insediamenti costruiti da mano pubblica o da imprese private per vendita a prezzi accessibili degli appartamenti e privi dei servizi più elementari. In questi si verifica un <strong>popolamento selettivo</strong>. Dai quartieri di provenienza che hanno la loro salutare disomogeneità, vengono segmenti poveri della popolazione con l&#8217;effetto che nel quartiere di insediamento l&#8217;<strong>omogeneità </strong>è massima, ed è <strong>massima a livello bassissimo</strong>. Ciò già patologizza l&#8217;insieme, ma si verifica nel frattempo che il &#8220;povero&#8221;, a causa di questo espianto, ha perduto la rete di relazioni che esce dal vicinato e dalla parentela, con l&#8217;effetto che si ritrova ad essere <strong>oltre che povero anche isolato</strong>. Le forme di socialità stentano a impiantarsi, il quartiere è senza storia, la vita collettiva è scarsa anche per l&#8217;inesistenza di qualsiasi luogo di aggregazione, anche spontaneo. Questi ultimi sono quartieri nuovi di una città che non ha saputo affrontare né i problemi del vecchio, né quelli dell&#8217;impianto del nuovo: una città che non ha amministrato, che ha governato se stessa ed il proprio destino nei termini di uno <strong>sgoverno sistematico</strong> &#8211; per chi adotta un&#8217;ottica civica &#8211; o nei termini di un mirato <strong>perseguimento di altri obiettivi</strong> se si leggono le cose secondo come sono andate avvenendo&#8221; (Scidà, idem).</p>
<p>Dopo vent&#8217;anni, le statistiche sulla criminalità vedono ancora rilevanti le percentuali di reati commessi da chi risiede in quartieri vecchi come San Cristoforo, Picanello, Angeli Custodi, ecc., o in quartieri popolari di periferia, come Trappeto Nord, Librino, Monte Po, dove all&#8217;edilizia popolare si sono aggiunte <strong>case in cooperativa</strong>, ma senza che questo abbia creato nuove relazioni.</p>
<p>Certamente in questi vent&#8217;anni qualcosa è stato fatto (insediamento di qualche <strong>posto di polizia</strong> e di un <strong>poliambulatorio</strong> sanitario), ma più frequenti sono state le iniziative di breve durata (<strong>inaugurazione di spazi</strong> di socialità: teatro, impianti sportivi),  abbandonate al loro destino subito dopo le campagne elettorali. Più serie e più durature quelle intraprese da <strong>chi vive in quei quartieri e non si rassegna</strong> al triste destino determinato dalle scellerate politiche amministrative o da <strong>gruppi di volontariato</strong> che si sono insediati al loro interno. Basti citare, tra gli altri, <a href="http://www.ibrigantirugbylibrino.it/" target="_blank">il gruppo dei Briganti</a> e la sua proposta sportiva di alto livello, i centri <a href="http://www.centroiqbalmasih.it/" target="_blank">Iqbal Mashi</a> e <a href="http://www.talitakumcatania.it/" target="_blank">Talità kum</a>, il ruolo attivo della locale sezione della CGIL e così via. Ma le dimensioni del quartiere sono tali da rendere poco visibili l&#8217;impegno e le proposte di questi gruppi.</p>
<p>E&#8217; evidente che di fronte a disastri gestionali di decenni le soluzioni non possono essere immediate, ma non ci sembra avvertire una inversione di tendenza della politica degli ultimi decenni. In occasione delle ultime elezioni abbiamo dato risalto alla <a href="http://www.argo.catania.it/2008/03/12/piattaforma-per-librino-presentazione-alla-citta/" target="_blank">piattaforma per Librino</a>, redatta dalle associazioni del quartiere. Cosa è stato fatto da allora a Librino e negli altri quartieri che necessitano di attenzioni particolari?</p>
<p>Le pietre sono espressione di un <strong>senso di estraneità fra quel territorio e il resto della città</strong>. Ognuno faccia il proprio dovere: gli amministratori pubblici attuino una <strong>seria politica di riabilitazione di tutte le aree degradate</strong>, gli abitanti di questi territori esprimano la loro <strong>voglia di legalità e di integrazione</strong> con il resto della città, gli altri cittadini mettano da parte <strong>i pregiudizi e gli stereotipi </strong>che sono alla base della diffidenza e dei timori.</p>
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		<title>Rianimare gli animatori</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Aug 2009 07:39:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riceviamo dalle federazioni catanesi di Rifondazione e Comunisti Italiani il seguente comunicato che denuncia l&#8217;ennesima inadempienza dell&#8217;amministrazione comunale Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani esprimono piena solidarietà ai giovani animatori che da oltre due anni sono in attesa delle spettanze per le attività di animazione svolte nel 2007 e nel 2008. I giovani animatori, che hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/08/animatori.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5659" title="animatori" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/08/animatori-300x226.jpg" alt="animatori" width="300" height="226" /></a>Riceviamo</strong> dalle federazioni catanesi di Rifondazione e Comunisti Italiani il seguente <strong>comunicato</strong> che denuncia l&#8217;ennesima inadempienza dell&#8217;amministrazione comunale</p>
<p><em>Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani esprimono piena solidarietà ai giovani <strong>animatori</strong> che da oltre due anni sono <strong>in attesa delle spettanze</strong> per le attività di animazione svolte nel <strong>2007 </strong>e nel<strong> 2008</strong>. I giovani animatori, che hanno svolto nei periodi estivi un importante lavoro, specie <strong>nei quartieri più disagiati</strong>, per <strong>aggregare i bambini delle scuole materne comunali</strong>, ancora oggi attendono inutilmente gli stipendi dall’amministrazione comunale di Catania. Questi <strong>cento giovani</strong>, che da anni</em> <span id="more-5654"></span><em>dedicano le loro vacanze per svolgere un servizio che interessa 1.000 bambini delle scuole per l’infanzia, insofferenti per il disimpegno del sindaco Stancanelli, sono adesso in <strong>stato di agitazione</strong> e richiedono di essere finalmente pagati. E’ questo l’ennesimo caso di lavoratori e di artigiani creditori del comune che protestano per gli annosi <strong>ritardi dei pagamenti.</strong> La città è stanca dei disservizi causati da un’aministrazione che annaspa, perpetuando un pauroso deficit finanziario accumulato in 10 anni di gestione della cosa pubblica. Il sindaco Stancanelli deve finalmente dichiarare il dissesto finanziario, azzerando così tutte le spese clientelari ed inutili, per <strong>voltare pagina nella gestione amministrativa</strong> della città. Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani appoggiano la protesta dei giovani operatori delle attività estive e sosterranno la manifestazione di protesta che avrà luogo nei prossimi giorni in Piazza Duomo a Catania.</em></p>
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		<title>Molto rumore per nulla</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Apr 2009 22:11:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariagrazia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se qualcuno temeva (o sperava) che qualcosa di significativo, o di innovativo, scaturisse dal Consiglio Comunale di ieri sera e, in modo particolare, dall’atteso discorso del sindaco Stancanelli, può tranquillizzarsi (o deprimersi). Nulla di nuovo è stato, non dico fatto, ma anche solo annunciato. Dopo le rinnovate e scontate dichiarazioni sulla propria coerenza, passione e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se qualcuno temeva (o sperava) che qualcosa di significativo, o di innovativo, scaturisse dal <strong>Consiglio Co<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/04/stancanelli-sindacoct_150.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3498" title="stancanelli-sindacoct_150" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/04/stancanelli-sindacoct_150.jpg" alt="stancanelli-sindacoct_150" width="150" height="239" /></a>munale di ieri sera</strong> e, in modo particolare, dall’<strong>atteso discorso del sindaco Stancanelli</strong>, può tranquillizzarsi (o deprimersi). Nulla di nuovo è stato, non dico fatto, ma anche solo annunciato.<br />
Dopo le rinnovate e scontate dichiarazioni sulla propria coerenza, passione e trasparenza, dopo le solite sorprendenti dichiarazioni di stupore davanti alla gravità della situazione, non solo economica, della città, il sindaco non ha potuto citare, per dimostrare il suo impegno per Catania, <strong>nulla di meglio che l’acquisto di qualche centinaio di cassonetti</strong> (per lo più destinati ad un’ipotetica raccolta differenziata) e il ripianamento delle buche più vistose sull’asfalto delle strade. A conclusione del discorso, poi, (udite, udite!) solo la <strong>vaga promessa della convocazione di non meglio precisati Stati Generali</strong> della città.<br />
Non a caso  il consigliere Musumeci, con eloquenza degna di miglior causa, ha accusato <span id="more-3496"></span>Stancanelli di voler accendere su se stesso i riflettori non perché avesse qualcosa di importante da dire, ma per <strong>compensare la propria caduta di immagine, in seguito alle denunce diffuse da Report</strong>. Nessuna particolare aspettativa ci sarebbe stata per il discorso del sindaco se egli fosse abitualmente presente alle sedute del consiglio, mentre le sue rare apparizioni gli hanno permesso di <strong>accumulare complessivamente solo 85 minuti di partecipazione in 10 mesi&#8230;..</strong><br />
Impossibile, poi, che non conoscesse la gravità della situazione, ha dichiarato il capogruppo del PD, Montemagno, vista la <strong>continuità rispetto alla amministrazione precedente</strong>, di cui sono stati confermati anche alcuni assessori.<br />
Ma la risonanza a questo Consiglio, preannunciato come speciale, l’hanno assicurata, paradossalmente, i giovani (e meno giovani) che rumoreggiavano sulla piazza <strong>invocando le dimissioni della Giunta e la dichiarazione di dissesto</strong>. Questo gruppo vociante e colorato (anche di bandiere rosse) ha cercato di compensare l’esiguità del numero con la <strong>veemenza degli slogan e il lancio di qualche uovo</strong>, che ha causato la <strong>chiusura del portone d’ingresso</strong> e la creazione di un clima da congiura. Gli inviati della stampa, che non erano ancora entrati nel palazzo, sono riusciti ad introdursi solo dal portone posteriore, dopo energiche bussate ed esibizione del tesserino. Alla faccia della pubblicità delle sedute! D’altra parte gli slogan sempre più aggressivi e sempre più urlati, da una parte, e la sensazione di assedio dall’altra, promettevano davvero di trasformare questa seduta in un momento eccezionale. <strong>Dove non era riuscito Stancanelli, sarebbe riuscito un gruppetto di beneintenzionati contestatori&#8230;</strong><br />
Ma dov’era la maggior parte dei cittadini catanesi? Erano rimasti a casa o intenti alle loro faccende solo per distrazione o per incuria o per sfiducia? Forse, invece, erano stati piuttosto dei buoni profeti: <strong>sapevano che, da questo sindaco e da questa giunta non c’era nulla da aspettarsi.</strong><br />
Dimenticando magari di averli votati, hanno pensato che da questi amministratori sarebbe venuto solo <em>molto rumore per nulla</em>&#8230;.<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-846" title="redazione-argo" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg" alt="redazione-argo" width="32" height="38" /></a></p>
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		<title>Due morti e un sequestro</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 04:25:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Urbanistica]]></category>
		<category><![CDATA[Amministrazione comunale]]></category>
		<category><![CDATA[mulino S.Lucia]]></category>
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		<description><![CDATA[La mole dell’albergo, recentemente ultimato, incombe sulla strada, subito dopo la rotonda di piazza Borsellino (ex- piazza Alcalà). Non c’è nessun angolo verde, nessun marciapiede ampio che permetta allo sguardo di spaziare. Non è un caso che sia stato ribattezzato “ecomostro”. Lì una volta c’era il mulino S.Lucia. Il restauro avrebbe dovuto consentire, secondo quanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La mole dell’albergo, recentemente ultimato, incombe sulla strada, subito dopo la rotonda di piazza Borsellino<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/03/santa_lucia_1.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-2530" title="santa_lucia_1" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/03/santa_lucia_1-150x150.jpg" alt="santa_lucia_1" width="150" height="150" /></a> (ex- piazza Alcalà). Non c’è nessun angolo verde, nessun marciapiede ampio che permetta allo sguardo di spaziare. Non è un caso che sia stato ribattezzato <strong>“ecomostro”.</strong><br />
Lì una volta c’era<strong> il mulino S.Lucia</strong>. Il restauro avrebbe dovuto consentire, secondo quanto prevedeva il Piano Regolatore,  <span id="more-2522"></span>di destinare l’area restante a “<strong>sede stradale e in parte a verde pubblico</strong>”.<br />
I  catanesi hanno assistito &#8211; distratti, disinformati e impotenti-  alla crescita di questo edificio, che è stato, pochi giorni addietro, sequestrato dalla magistratura  che ipotizza una lottizzazione abusiva, contraria a quanto previsto dal Prg. (Leggi: <em><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/03/mulino_slucia_dito1.pdf">Quei silenzi del Comune sull&#8217;ex Mulino Santa Lucia</a></em> di Ana Cardo su <strong>Il Dito del 13/03/09</strong>)<br />
La <strong>vicenda tortuosa</strong>, che ha permesso la costruzione di questa struttura antiestetica, ingombrante, e probabilmente illegittima, è stata ricostruita con precisione e chiarezza da <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/03/mulino_slucia_condorelli1.pdf">Antonio Condorelli sul Quotidiano di Sicilia</a> già nell’<strong>Aprile del 2007</strong>.<br />
Dall’iniziale <strong>concessione edificatoria</strong> del 1991 (per  “restauro conservativo e cambiamento di destinazione d’uso”), al progetto esecutivo del 2000, <strong>inizialmente respinto dalla Commissione edilizia</strong> comunale, ma ripresentato in nuova veste e <strong>approvato nel 2003, per “intervenuta legislazione regionale”</strong>, fino all’utilizzo della<strong> norma del silenzio-assenso</strong>, che permise di procedere nella costruzione, nonostante il <strong>parere negativo del Collegio di Difesa</strong>: tutti i passaggi sono documentati in modo puntuale.<br />
In un successivo articolo del 31 <strong>Luglio 2007</strong>, <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/03/mulino_slucia_condorelli2.pdf">lo stesso Condorelli, sullo stesso giornale</a>, completava la sua inchiesta e denunciava <strong>il silenzio complice dell’amministrazione, dei cittadini, delle associazioni ambientaliste</strong>.<br />
Poche voci, in effetti, si erano levate. Tra queste un articolo pubblicato dal sito <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/03/mulino_slucia_girodivite.pdf">Girodivite in data 19 Ottobre 2005</a>.<br />
Adesso sull’ex-Mulino S.Lucia la parola passa alla magistratura e speriamo che interferenze e pressioni non cerchino di ostacolarne il lavoro di indagine.<br />
<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/03/santa_lucia_2.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-2531" title="santa_lucia_2" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/03/santa_lucia_2-150x150.jpg" alt="santa_lucia_2" width="150" height="150" /></a>Ma il problema sul tappeto è più ampio.<br />
Oggi,<strong> in assenza di un Piano Regolatore Generale</strong> (ed essendo caduti i vincoli previsti dal precedente), Catania rischia, ancor più di prima, una <strong>cementizzazione selvaggia</strong>, che può rappresentare un ottimo affare per le <strong>speculazioni</strong> di pochi, ma non giova alla città e quindi a tutti i suoi abitanti.<br />
Ancor più grave sarà il rischio qualora (ed è molto probabile) dovesse passare la proposta che il governo nazionale intende avanzare in tema di ristrutturazioni (il cosiddetto piano casa).<br />
L’<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/03/urbanistica_buccheri_.pdf">intervento di Angelo Buccheri</a>,  vicepresidente della Federazione siciliana degli Architetti, pubblicato da La Sicilia lo scorso <strong>12 Marzo</strong>, esprime l’esigenza che venga superato l’immobilismo decisionale dell’amministrazione comunale in fatto di regole urbanistiche. Vi si può leggere, però, anche una richiesta di “liberalizzazione”, presentata sotto forma di efficienza e di antidoto contro la crisi, ma che può rappresentare anche il tentativo di<strong> sottrarsi ad ogni vincolo e controllo</strong> per operare a vantaggio degli interessi più forti.<br />
Forse solo una vasta pressione proveniente dalla <strong>società civile</strong>, da gruppi autonomi di cittadini, dalle <strong>associazioni ambientaliste</strong>, dalle forze politiche (se ancora ce ne sono&#8230;) interessate al<strong> bene comune</strong> potrebbe cercare di impedire che la nostra città venga ulteriormente deturpata e resa ancor più invivibile.</p>
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		<title>Consiglio comunale cercasi</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Jan 2009 05:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariagrazia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lettera aperta alla cittadinanza, da Cittainsieme &#8211; CittainsiemeGiovani,                         Catania, 25 gennaio 2009, Il Consiglio Comunale di Catania, insediatosi sette mesi fa, si è riunito una volta ad agosto, tre volte a settembre ed ottobre, una volta a novembre e dicembre. E&#8217; mai possibile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/cittainsieme.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-1258" title="cittainsieme" src="http://lh4.ggpht.com/_10MNtAmsnTs/TG7jAmJ3tMI/AAAAAAAAAOk/u2H4Y5FTJAg/citt%C3%A0insieme.jpg" alt="cittainsieme" width="169" height="44" /></a></p>
<p><strong>Lettera aperta alla cittadinanza, da</strong> Cittainsieme &#8211; CittainsiemeGiovani,                         Catania, 25 gennaio 2009,</p>
<p>Il Consiglio Comunale di Catania, insediatosi sette mesi fa, si è riunito una volta ad agosto, tre volte a settembre ed ottobre, una volta a novembre e dicembre. E&#8217; mai possibile che non ci siano argomenti da discutere in una città afflitta dai gravissimi problemi che sono sotto gli occhi di tutti (<strong>debiti per centinaia di milioni di euro, strade colabrodo, circolazione caotica, lavoratori che non ricevono lo stipendio, AMT sull&#8217;orlo del fallimento, </strong>ecc) ?</p>
<p>E’ da tempo e con indignazione che registriamo l&#8217;inerzia di un&#8217;Amministrazione che, così come stigmatizzato nella seduta del 22/01/09 dai consiglieri d&#8217;opposizione Saro D&#8217;Agata (PD) e Nello Musumeci (La Destra-Alleanza Siciliana), non è stata capace di produrre nemmeno un atto degno di nota da portare alla discussione in aula. Che fine ha fatto il piano di risanamento? Noi vogliamo che l&#8217;azione amministrativa sia trasparente. Noi vogliamo conoscere quali provvedimenti sono stati adottati dalla Giunta per far fronte alla<strong> grave crisi finanziaria della città.</strong> Noi vogliamo sapere perché le aziende partecipate e municipalizzate del Comune sono in perdita (AMT in primis) e cosa intende fare l&#8217;Amministrazione.</p>
<p>I cittadini catanesi hanno il diritto di essere informati su cosa si decide nel Palazzo e l&#8217;Amministrazione in carica ha il dovere di curare l&#8217;informazione e la trasparenza sulle decisioni prese. Sempre, ovviamente, che decisioni ne siano state adottate.</p>
<p>(lettera pubblicata su La Sicilia del 26 gennaio 2009)</p>
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